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Una stagione di crescita segnata da nuove consapevolezze, maggiore intelligenza tattica e una rinnovata fiducia nel proprio percorso. Oggi Federica Del Buono è un’atleta diversa da quella degli esordi. Nei 10.000 metri ha trovato una nuova dimensione agonistica, mettendo a disposizione della resistenza la velocità costruita negli anni.

Giulio Monti è un ultra trailer e Colonnello degli Alpini. Il suo rapporto con il Tor des Géants è iniziato nel 2017 e nel 2026 lo ha affrontato per la quinta volta, completando i 330 chilometri in 117 ore e 34 minuti. Per lui il Tor è molto più di una gara: è un viaggio personale nella montagna, nella fatica e nella solitudine, un appuntamento capace di mettere alla prova corpo e mente.

Vincent Bouillard racconta la sua filosofia dell’ultratrail dopo le vittorie all’UTMB e alla Western States, dove ha stabilito il record del percorso. Dalla gestione del ritmo alla nutrizione, dall’allenamento alla vita da ingegnere e atleta professionista, il francese spiega come affronta le 100 miglia senza inseguire necessariamente la velocità assoluta.

Francesco Puppi racconta la straordinaria esperienza vissuta alla Western States 100, dove ha conquistato un eccezionale secondo posto al debutto. Dal ritmo forsennato imposto nella prima parte di gara alle difficoltà affrontate negli ultimi chilometri, ripercorre ogni momento della corsa, spiegando le scelte tattiche, la preparazione fisica e mentale.

Sveglia alle 4:30, 250 chilometri in macchina e una giornata in pista per provare un allenamento con Simeon Birnbaum, uno dei giovani più interessanti del mezzofondo americano. A Montebelluna ho avuto l’opportunità di osservare da vicino una seduta di un atleta da 3’31” sui 1500 metri e di replicarne la struttura, naturalmente adattando i ritmi al mio livello.

Dalla scherma all’atletica, senza passare dal via. Bebe Vio apre un nuovo capitolo della sua carriera sportiva esordendo nei 100 metri T62 con un significativo 14″75 che vale subito il pass per gli Assoluti di Grosseto. Una scelta nata dall’esigenza fisica di lasciare una disciplina diventata logorante e dalla necessità di trovare nuovi stimoli.

Dal carcere alla linea di partenza della Maratona di Milano. La storia di Mustapha Mansouri: un racconto di riscatto, fatica e voglia di ricominciare. Arrivato in Italia dal Marocco nel 2015, dopo anni di precarietà e un errore che lo conduce in carcere, Mustapha trasforma la detenzione in un’occasione di crescita. Studia, lavora e scopre nella corsa uno strumento di rinascita.