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Il diabete non deve un ostacolo alla corsa: con una gestione corretta può diventare parte di uno stile di vita attivo e consapevole. Attività fisica, alimentazione e terapia devono però essere integrate con attenzione, soprattutto per evitare oscillazioni eccessive della glicemia. La corsa migliora la sensibilità insulinica, favorisce l’utilizzo del glucosio da parte dei muscoli e contribuisce al controllo di numerosi parametri metabolici e cardiovascolari.

Correre con il caldo mette a dura prova l’organismo, aumentando la frequenza cardiaca, la percezione dello sforzo e il rischio di cali di prestazione. Le più recenti ricerche dimostrano però che le strategie di cooling, ovvero il raffreddamento del corpo prima e durante l’attività, possono aiutare a migliorare la tolleranza alle alte temperature.

Birra sì o birra no? È una delle domande più frequenti tra i runner, soprattutto dopo una gara o un allenamento impegnativo. Dal punto di vista della prestazione, l’alcol non offre alcun beneficio: favorisce la disidratazione, rallenta il recupero muscolare, aumenta il lavoro del fegato e può compromettere gli adattamenti all’allenamento.

L’ortoressia è una forma di ossessione per l’alimentazione sana che può trasformare una buona abitudine in un comportamento rigido e potenzialmente dannoso. Particolarmente diffusa negli sport di endurance, si manifesta attraverso il controllo costante del cibo, l’eliminazione ingiustificata di alimenti e la difficoltà a vivere serenamente i momenti conviviali.

L’ultimo mese prima della maratona è una fase decisiva per trasformare i carichi di allenamento in energia, recupero e performance. Dopo il lunghissimo, infatti, il rischio è arrivare alla gara scarichi, con meno glicogeno e una perdita di massa muscolare. In questo contesto, alcune strategie di integrazione possono aiutare il runner a recuperare meglio e sostenere il corpo durante lo scarico.

Gli omega-3 e gli omega-6 sono acidi grassi essenziali fondamentali per la regolazione dei processi cellulari, in particolare quelli legati all’infiammazione, alla risposta immunitaria e alla salute cardiovascolare. Nella dieta occidentale si registra oggi un forte squilibrio a favore degli omega-6, con un rapporto che può arrivare a 15:1 rispetto agli omega-3, ben lontano dal valore ottimale di 3:1.

La gestione dei carboidrati nel running è uno degli aspetti più delicati e spesso fraintesi dell’alimentazione sportiva. Quantità, timing e tipologia di zuccheri devono essere adattati al tipo di allenamento e all’obiettivo del runner, che sia performance, dimagrimento o benessere. Dal fondo lento ai lavori di qualità, fino alle corse lunghe, il consumo energetico cambia e con esso il ruolo dei carboidrati.