L’autopsia ha chiarito le cause della morte di Anna Zilio, la runner trentanovenne trovata senza vita nella sua abitazione di Verona nell’ottobre 2025. Secondo quanto emerso dall’esame medico-legale, la donna sarebbe deceduta nel sonno a causa di una rara cardiomiopatia aritmogena biventricolare, una patologia genetica del cuore che può provocare aritmie fatali anche in soggetti giovani e apparentemente sani.
Il risultato dell’autopsia, riportato dal Corriere di Verona, orienta l’inchiesta della Procura verso la probabile archiviazione, trattandosi di un decesso per cause naturali e non riconducibile a responsabilità di terzi.
Un caso che aveva suscitato dubbi e interrogativi
La morte improvvisa di Anna Zilio aveva colpito profondamente il mondo del running, anche per le circostanze in cui era avvenuta. La runner, atleta di buon livello e segretaria del Team Km Sport di San Martino Buon Albergo, era stata trovata senza vita in casa, senza segni di violenza e senza apparenti cause esterne.
A rendere il caso ancora più delicato era stata la coincidenza temporale con la morte di un altro runner della stessa società sportiva, Alberto Zordan, deceduto nel sonno a Sovizzo, in provincia di Vicenza, appena due settimane dopo. Una doppia tragedia che aveva spinto le procure di Verona e Vicenza ad aprire fascicoli per omicidio colposo contro ignoti, per escludere qualsiasi collegamento o fattore comune.
Esclusi collegamenti tra i due decessi
Con il progredire delle indagini, tuttavia, gli inquirenti hanno escluso legami tra i due casi. È emerso che Anna Zilio e Alberto Zordan non si conoscevano personalmente, non condividevano allenamenti e non avevano rapporti al di fuori dell’appartenenza alla stessa squadra. Inoltre, gli esami tossicologici effettuati su entrambi hanno dato esito negativo, allontanando l’ipotesi di sostanze o pratiche illecite.
La cardiomiopatia aritmogena biventricolare, individuata come causa del decesso di Zilio, è una malattia rara e spesso difficile da diagnosticare, che può manifestarsi improvvisamente anche in soggetti allenati e sottoposti a controlli medici periodici.
I dubbi sui certificati di idoneità agonistica
Nel corso dell’inchiesta era stata presa in considerazione anche l’ipotesi di irregolarità nei certificati di idoneità agonistica. Anna Zilio, infatti, in passato era stata costretta a uno stop dall’attività sportiva per problemi cardiaci, prima di ottenere un nuovo certificato di buona salute che le aveva consentito di tornare alle competizioni.
Alcuni documenti caricati sulla piattaforma federale avevano inizialmente sollevato sospetti sulla loro autenticità, ma secondo quanto riferito dagli inquirenti tali aspetti non avrebbero avuto un ruolo determinante nel tragico epilogo. Con le conclusioni dell’autopsia, l’intero quadro clinico appare ora definito come morte naturale.
Verso l’archiviazione dell’inchiesta
Alla luce degli elementi emersi, la Procura di Verona si prepara a chiedere l’archiviazione del procedimento. L’autopsia ha infatti escluso cause esterne o responsabilità penali.

