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Correre è uno degli sport più accessibili, ma anche tra i più sottovalutati dal punto di vista dei rischi fisici. Dietro la sua apparente semplicità si nasconde un’attività ad alto impatto che espone a infortuni acuti, subacuti e cronici, soprattutto nei principianti o in chi si allena senza adeguata preparazione.
L’allenamento basato sulle zone di frequenza cardiaca rappresenta uno degli strumenti più diffusi tra i runner per gestire lo sforzo e migliorare la performance. Tuttavia, dietro la semplicità delle percentuali si nasconde una realtà molto più complessa, legata alla fisiologia individuale.
The Running Club torna in pista con un evento esclusivo dedicato agli appassionati di corsa, il “Track&Field” Meeting with Mizuno, in programma sabato 6 giugno all’Arena Civica di Milano. Un’esperienza unica che unisce allenamento, competizione e divertimento, con la possibilità di testare nuovi modelli Mizuno, tra cui Neo Zen 2, Hyperwarp Elite e Pro, oltre alle nuovissime Neo Vista 3.
L’allenamento in Z2 rappresenta il fondamento su cui costruire una prestazione duratura nella corsa. Spesso sottovalutata perché associata alla “corsa lenta”, questa intensità consente di sviluppare la base aerobica, migliorando l’efficienza delle fibre muscolari di tipo I e ottimizzando l’utilizzo dei grassi come carburante.
Nel mondo dell’atletica e dello sport in generale, il piede è una componente fondamentale troppo spesso trascurata. Da esso dipendono stabilità, capacità di assorbire gli impatti ed efficienza nella spinta in avanti. Un lavoro mirato sul piede, che unisca riscaldamento, mobilità, equilibrio, esercizi dinamici e prevenzione, permette di migliorare la qualità del movimento e ridurre il rischio di infortuni.
Molti runner principianti scoprono la corsa partendo dalla camminata, un gesto semplice e naturale che permette al corpo di costruire basi solide prima di affrontare sforzi più intensi. Camminare significa muoversi a basso impatto, rafforzare muscoli e articolazioni, migliorare la capacità aerobica e imparare a gestire ritmo e respirazione senza affanno.
Le ripetute con recupero attivo rappresentano una delle metodologie più efficaci e spesso fraintese nell’allenamento per la corsa su strada. Lontane dall’idea classica di prove veloci intervallate da recuperi lenti o passivi, queste sedute si basano su un principio diverso: mantenere alta l’intensità anche nella fase di recupero, correndo a ritmo gara o leggermente più lento.
Massimo Magnani, ex maratoneta e ex Direttore Tecnico della nazionale italiana di atletica, attualmente ha tra i suoi atleti Iliass Aouani, Rebecca Lonedo ed Elisa Palmero. Andrea Soffientini lo ha incontrato a Siviglia e ne ha approfittato per fare quattro chiacchiere.
Allenare la velocità durante l’inverno è fondamentale non solo per i runner professionisti, ma anche per gli amatori che desiderano migliorare le proprie performance nelle gare primaverili ed estive. Con il passare degli anni la rapidità è una delle prime qualità a diminuire, ed è per questo che la stagione fredda rappresenta il momento ideale per inserirne la cura all’interno della preparazione.
Correre in inverno non è solo una sfida contro le basse temperature, ma anche un modo per costruire solidi fondamentali in vista delle gare primaverili. Il freddo modifica in modo evidente le risposte fisiologiche del corpo: dai muscoli che impiegano più tempo a scaldarsi alla respirazione che diventa più impegnativa, fino al maggiore dispendio energetico richiesto per mantenere la temperatura interna.
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