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- Saucony Triumph 24, la maxi daily trainer super ammortizzata in A-TPU
- Asics Novablast 6 mette il Turbo (Squared)
La Maratona di Londra del 26 aprile 2026 ha riscritto la storia dell’atletica mondiale. Per la prima volta il muro delle due ore è caduto in una gara ufficiale, non una ma due volte. Sabastian Sawe ha vinto in 1h59’30”, nuovo record del mondo, davanti all’etiope Yomif Kejelcha, incredibilmente sotto le due ore al debutto in maratona.
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10 consigli utili nella preparazione della maratona, evidenziando come i prodotti Kiprun siano in grado oggi di accompagnare ogni tipologia di runner — dal principiante fino all’atleta più evoluto — in tutte le fasi del percorso verso i 42 chilometri, dagli allenamenti quotidiani alla gara.
Triumph 2 è l’evoluzione della scarpa da running premium di Saucony dedicata agli allenamenti quotidiani e alle lunghe distanze. Il modello introduce la nuova intersuola incrediLUX in schiuma A-TPU, progettata per offrire maggiore ammortizzazione, comfort e leggerezza rispetto alla generazione precedente.
La nuova Novablast 6 è l’evoluzione della daily trainer più apprezzata di Asics, pensata per offrire ancora più energia, comfort e reattività. La grande novità è l’introduzione della schiuma FF Turbo Squared nel caratteristico pod “trampolino” dell’avampiede, soluzione che migliora il ritorno di energia e rende la corsa più elastica e dinamica.
La Adidas Hyperboost Edge debutta nel segmento delle super trainer massimaliste puntando su comfort, protezione e stabilità per lunghe distanze e preparazioni maratona. Dotata della nuova intersuola Hyperboost Pro in Peba e della suola LightTraxion, offre ammortizzazione abbondante, ottimo grip e una durabilità superiore alla media.
Le squalifiche per scarpe non omologate stanno diventando un caso sempre più frequente. Altri podisti sono stati esclusi dalla classifica per aver utilizzato un modello non presente nella lista World Athletics. Il problema riguarda scarpe comunemente usate dai runner, spesso perfettamente regolari dal punto di vista tecnico ma non inserite nell’elenco ufficiale.
Rodrigue Kwizera ha corso i 10 chilometri su strada in 26’01” alla Madrid Vintage Run, realizzando la prestazione più veloce mai registrata sulla distanza. Il mezzofondista burundese, residente e allenato in Spagna, ha abbassato di trenta secondi l’attuale record del mondo ufficiale, mantenendo una media impressionante di 2’36” al chilometro.
L’ultimo mese prima della maratona è una fase decisiva per trasformare i carichi di allenamento in energia, recupero e performance. Dopo il lunghissimo, infatti, il rischio è arrivare alla gara scarichi, con meno glicogeno e una perdita di massa muscolare. In questo contesto, alcune strategie di integrazione possono aiutare il runner a recuperare meglio e sostenere il corpo durante lo scarico.
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Allenamenti e alimentazione
Per diventare più veloci in maratona non serve correre sempre forte. È quanto emerge da un importante studio internazionale pubblicato su Sports Medicine, che ha analizzato oltre 151 mila maratone completate da più di 119 mila runner. I ricercatori hanno scoperto che i maratoneti più performanti accumulano un volume di allenamento molto superiore rispetto ai runner più lenti, ma lo fanno soprattutto correndo a bassa intensità.
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Per diventare più veloci in maratona non serve correre sempre forte. È quanto emerge da un importante studio internazionale pubblicato su Sports Medicine, che ha analizzato oltre 151 mila maratone completate da più di 119 mila runner. I ricercatori hanno scoperto che i maratoneti più performanti accumulano un volume di allenamento molto superiore rispetto ai runner più lenti, ma lo fanno soprattutto correndo a bassa intensità.
Suunto Race 2 si propone come uno degli smartwatch sportivi più completi nella fascia medio-alta, pensato per chi pratica attività outdoor e corsa in modo evoluto. Si distingue per una costruzione robusta, un display AMOLED da 1,5 pollici e un ecosistema maturo, orientato all’analisi avanzata delle prestazioni.
Per diventare più veloci in maratona non serve correre sempre forte. È quanto emerge da un importante studio internazionale pubblicato su Sports Medicine, che ha analizzato oltre 151 mila maratone completate da più di 119 mila runner. I ricercatori hanno scoperto che i maratoneti più performanti accumulano un volume di allenamento molto superiore rispetto ai runner più lenti, ma lo fanno soprattutto correndo a bassa intensità.
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