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La Maratona di Londra del 26 aprile 2026 ha riscritto la storia dell’atletica mondiale. Per la prima volta il muro delle due ore è caduto in una gara ufficiale, non una ma due volte. Sabastian Sawe ha vinto in 1h59’30”, nuovo record del mondo, davanti all’etiope Yomif Kejelcha, incredibilmente sotto le due ore al debutto in maratona.

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Correre più veloce non significa fare passi più lunghi. La biomeccanica dimostra che la velocità nasce dall’equilibrio tra cadenza e lunghezza del passo, ma forzare la falcata può ridurre l’efficienza della corsa e aumentare il rischio di infortuni. La lunghezza del passo deve essere la conseguenza di maggiore forza, tecnica e potenza, non un obiettivo ricercato volontariamente. Ecco perché i runner più veloci non allungano il passo: corrono meglio.

Correre non significa soltanto migliorare la forma fisica: oggi la scienza dimostra che l’attività aerobica rappresenta uno dei più efficaci strumenti per mantenere il cervello giovane e in salute. Oltre ai benefici sul sistema cardiovascolare e sul metabolismo, la corsa stimola la produzione di endorfine e soprattutto del BDNF, una proteina fondamentale per memoria, apprendimento e plasticità cerebrale.

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