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La Maratona di Londra del 26 aprile 2026 ha riscritto la storia dell’atletica mondiale. Per la prima volta il muro delle due ore è caduto in una gara ufficiale, non una ma due volte. Sabastian Sawe ha vinto in 1h59’30”, nuovo record del mondo, davanti all’etiope Yomif Kejelcha, incredibilmente sotto le due ore al debutto in maratona.

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La Mitja Marató di Barcellona contesta con fermezza la decisione di World Athletics di non ratificare il record mondiale di 56’42” stabilito da Jacob Kiplimo nell’edizione 2025. L’organizzazione sostiene che la gara si sia svolta nel pieno rispetto del regolamento e denuncia la mancanza di spiegazioni chiare da parte della federazione internazionale.

Correre in inverno non è solo una sfida contro le basse temperature, ma anche un modo per costruire solidi fondamentali in vista delle gare primaverili. Il freddo modifica in modo evidente le risposte fisiologiche del corpo: dai muscoli che impiegano più tempo a scaldarsi alla respirazione che diventa più impegnativa, fino al maggiore dispendio energetico richiesto per mantenere la temperatura interna.

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Per diventare più veloci in maratona non serve correre sempre forte. È quanto emerge da un importante studio internazionale pubblicato su Sports Medicine, che ha analizzato oltre 151 mila maratone completate da più di 119 mila runner. I ricercatori hanno scoperto che i maratoneti più performanti accumulano un volume di allenamento molto superiore rispetto ai runner più lenti, ma lo fanno soprattutto correndo a bassa intensità.