Alessio Milani e Nikolina Sustic sono i protagonisti indiscussi della 100 chilometri del Passatore 2026, incoronati rispettivamente re e regina di un’edizione che ha regalato emozioni e prestazioni di altissimo livello. Il portacolori dell’Atletica Monfalcone si conferma il punto di riferimento dell’ultramaratona italiana, riuscendo a ripetersi dopo il successo dello scorso anno con una prova straordinaria chiusa in 6 ore, 47 minuti e 41 secondi. Un tempo che migliora sensibilmente quello fatto registrare dodici mesi fa, quando aveva vinto in 6h50’29”, che testimonia la sua crescita costante. La campionessa croata, invece, torna a brillare nella gara più affascinante del panorama mondiale dopo sette anni e due gravidanze, dimostrando ancora una volta la sua grandezza. Alla sua sesta partecipazione sul podio, ha firmato una prestazione straordinaria chiudendo al settimo posto assoluto e conquistando il record femminile del percorso con il tempo di 7h28’21”, migliorando il primato che lei stessa aveva stabilito nel 2019.
La 51ª edizione della 100 km del Passatore ha preso il via da Firenze per concludersi, come da tradizione, nella suggestiva cornice di piazza del Popolo a Faenza. Alessio Milani non si è limitato a difendere il titolo conquistato nella scorsa stagione, ma ha scelto di attaccare fin dalle prime battute, imponendo subito un ritmo elevato e segnando un margine crescente sugli inseguitori. La sua gara è stata un autentico monologo: determinato, lucido e sempre in controllo, ha migliorato il proprio crono di ben tre minuti, dominando la competizione dall’inizio alla fine senza mai lasciare spazio agli avversari.
Già al passaggio della Vetta delle Croci, al 16° chilometro, Milani è transitato in 1h09’16”, indicando chiaramente l’intenzione di fare subito selezione e indirizzare la gara sui propri binari. Il vantaggio accumulato si è ampliato lungo le impegnative salite appenniniche, fino al Passo della Colla, raggiunto in 3h24’57”. Da quel momento in poi, la sua azione è proseguita con grande regolarità: a San Cassiano, oltre i 75 chilometri, il cronometro ha segnato 5h12’22”, mentre il passaggio a Brisighella, a meno di dodici chilometri dal traguardo, in 6h01’59”. L’arrivo a Faenza, poco dopo le sei ore e quarantacinque minuti di gara, è stato accompagnato dall’entusiasmo del pubblico, che ha celebrato una vittoria netta, simbolo di superiorità tecnica e mentale.
Alle sue spalle, la lotta per il podio è rimasta incerta fino agli ultimi chilometri, rendendo la corsa avvincente anche per le posizioni d’onore. Enrico Barlotti ha conquistato il secondo posto con il tempo di 6h55’45”, accusando un ritardo di poco più di otto minuti dal vincitore. Terza posizione per il francese Julien Nison, già protagonista nelle edizioni precedenti, che ha completato la sua prova in 6h57’34” al termine di una rimonta combattuta passo dopo passo. Ai piedi del podio si è classificato David Colgan, che ha chiuso in 7h03’34”, confermando il proprio valore dopo il terzo posto dell’anno precedente, seguito da Danilo Brambilla, quinto in 7h11’44”. Da segnalare anche la prestazione di Stefano Meroni, portacolori dei Corro Ergo Sum Runners, outsider della gara con il pettorale 1130, capace di conquistare un prestigioso nono posto assoluto in 7h33’03”.

Il ritorno Nikolina Sustic
In campo femminile, a prendersi la scena è stata l’intramontabile Nikolina Sustic. A sette anni dalla sua ultima affermazione, la runner croata ha saputo mettere in mostra tutta la sua esperienza, unita a una gestione impeccabile delle energie lungo un percorso estremamente impegnativo. La sua prova è stata caratterizzata da passaggi regolari e sempre molto solidi: 1h14’32” alla Vetta delle Croci, 3h44’20” al Passo della Colla e 5h41’14” a San Cassiano, fino al trionfale arrivo a Faenza che le ha consegnato il record del tracciato e un posto nella storia della manifestazione.
Alle sue spalle si è classificata Daniela Valgimigli, seconda tra le donne e quattordicesima assoluta con il tempo di 7h55’31”, replicando il risultato ottenuto nel 2025. Il terzo posto del podio femminile è andato a Sarah Giomi, che ha chiuso la sua fatica in 8h02’23”, completando un terzetto di alto livello tecnico.
L’edizione 2026 del Passatore ha visto al via 3.523 runner, a conferma del fascino senza tempo di una gara capace di richiamare atleti da tutto il mondo. Tra i partecipanti è tornato a correre anche una leggenda vivente della disciplina, “Re” Giorgio Calcaterra, dominatore della corsa con dodici vittorie consecutive tra il 2006 e il 2017. A lui appartiene ancora il record assoluto della manifestazione, fissato in 6h25’46”, un riferimento che continua a rappresentare un obiettivo al momento “impossibile” per tutti gli amanti della gara.

