Close Menu
The Running ClubThe Running Club
  • Home
  • Recensioni
  • Scarpe
    • Adidas
    • Altra
    • Asics
    • Brooks
    • Diadora
    • Hoka
    • Kiprun
    • Mizuno
    • New Balance
    • Nike
    • NNormal
    • On
    • Puma
    • Salomon
    • Saucony
    • Topo
    • Under Armour
  • News
  • Allenamenti
  • Alimentazione
  • Gare
    • 5-10km su strada
    • Mezza maratona
    • Maratona e Ultra
    • Pista
    • Trail running
  • Sportwatch
  • Eventi
  • Trova la tua scarpa
I più popolari

Neo Vista 3: nuova piastra 3D e stabilità migliorata per la super trainer di Mizuno

24 Maggio 2026

Coppa Europa dei 10.000 metri di La Spezia: Aouani c’è, Battocletti e Crippa danno forfait

23 Maggio 2026

Super scarpe con piastra in carbonio: servono davvero anche a chi corre più piano? | Parte 1

22 Maggio 2026
Facebook X (Twitter) Instagram TikTok YouTube RSS
Trending
  • Neo Vista 3: nuova piastra 3D e stabilità migliorata per la super trainer di Mizuno
  • Coppa Europa dei 10.000 metri di La Spezia: Aouani c’è, Battocletti e Crippa danno forfait
  • Super scarpe con piastra in carbonio: servono davvero anche a chi corre più piano? | Parte 1
  • Aggrediti da un automobilista mentre corrono: la disavventura di un gruppo di runner, prima quasi investito e poi preso a calci
  • Omega-3 e Omega-6: cosa sono, a cosa servono e come integrarli per il giusto equilibrio
  • Asics Gel-Kayano 33: nuova tecnologia FluidSupport per una corsa più naturale e meno invasiva
  • Puma Deviate Pure Nitro: la prima intermedia Deviate senza piastra
  • Cloudmonster Hyper 3: la doppia recensione della “maxi” daily trainer di On
Facebook Instagram YouTube RSS LinkedIn Telegram
The Running ClubThe Running Club
  • Home
  • Recensioni
  • Scarpe
    • Adidas
    • Altra
    • Asics
    • Brooks
    • Diadora
    • Hoka
    • Kiprun
    • Mizuno
    • New Balance
    • Nike
    • NNormal
    • On
    • Puma
    • Salomon
    • Saucony
    • Topo
    • Under Armour
  • News
  • Allenamenti

    Come calcolare la Z2 e le zone di frequenza cardiaca e perché usarle

    16 Maggio 2026

    Corri al The Running Club “Track&Field” Meeting with Mizuno

    14 Maggio 2026

    Correre in Z2: il motore silenzioso della corsa

    13 Maggio 2026

    Il piede, il vero motore del runner: 8 esercizi per renderlo più forte e correre meglio

    29 Aprile 2026

    Camminare per correre: differenze e benefici tra camminata e corsa

    1 Aprile 2026
  • Alimentazione
  • Gare
    1. 5-10km su strada
    2. Mezza maratona
    3. Maratona e Ultra
    4. Pista
    5. Trail running
    6. View All

    Milano Linate Runway Run: sold out in un’ora. Ultimi pettorali disponibili nei Cisalfa Store

    14 Aprile 2026

    Vola e corri in aeroporto, alla Milano Linate Runway Run

    14 Aprile 2026

    Perché correre una 5K, una distanza sottovalutata soprattutto dai runner amatori

    12 Aprile 2026

    Nadia Battocletti: 30’08”, nuovo record italiano nei 10K. Ancora primato europeo per Jimmy Gressier nei 5K

    4 Aprile 2026

    La carica della Stramilano: oltre 62.500 runner tra le strade della città

    4 Maggio 2026

    Mezza Maratona d’Italia 2026 – Memorial Enzo Ferrari: buona la seconda

    29 Marzo 2026

    Un anno dopo: al via la Mezza Maratona d’Italia

    28 Marzo 2026

    Poker alla Scarpa d’Oro di Vigevano per Andrea Soffientini

    16 Marzo 2026

    Boom di iscrizioni alla Maratona di Londra dopo il record di Sawe: oltre 1,33 milioni i runner che la vogliono correre

    10 Maggio 2026

    Stramilano, al via l’edizione del record: tutto quello che devi sapere

    2 Maggio 2026

    Il piano di integrazione di Sabastian Sawe per correre la maratona sotto le dure ore spiegato dal nutrizionsita

    30 Aprile 2026

    Yomif Kejelcha, l’eterno secondo della maratona sotto le due ore

    28 Aprile 2026

    Coppa Europa dei 10.000 metri di La Spezia: Aouani c’è, Battocletti e Crippa danno forfait

    23 Maggio 2026

    Gaia Sabbatini vola nel M11 Track Club di Manchester

    7 Aprile 2026

    2026, l’anno della rivincita? Andrea Soffientini: “Voglio tornare sotto i 30′ nei 10.000”

    3 Aprile 2026

    Zaynab Dosso, oro mondiale nei 60 metri indoor: il lampo azzurro illumina Toruń

    21 Marzo 2026

    Salomon GRVL Concept: la prima super scarpa gravel con doppia piastra in carbonio

    14 Maggio 2026

    Kipsummit e Kipclimb: l’idea di trail running di Kiprun

    4 Maggio 2026

    Tutte le anime del trail running: distanze, formati e le diverse tipologie di gare off-road

    7 Aprile 2026

    Intervista a Martina Bilora: “Mi piace mettermi in gioco, cambiare stimoli e confrontarmi su sfide sempre differenti”

    4 Aprile 2026

    Coppa Europa dei 10.000 metri di La Spezia: Aouani c’è, Battocletti e Crippa danno forfait

    23 Maggio 2026

    Salomon GRVL Concept: la prima super scarpa gravel con doppia piastra in carbonio

    14 Maggio 2026

    Boom di iscrizioni alla Maratona di Londra dopo il record di Sawe: oltre 1,33 milioni i runner che la vogliono correre

    10 Maggio 2026

    La carica della Stramilano: oltre 62.500 runner tra le strade della città

    4 Maggio 2026
  • Sportwatch
  • Eventi
  • Trova la tua scarpa
The Running ClubThe Running Club
Home » Dal carcere alla Milano Marathon: la corsa, la storia e la sfida di Mustapha Mansouri
Atleti Maratona e Ultra News

Dal carcere alla Milano Marathon: la corsa, la storia e la sfida di Mustapha Mansouri

Si è allenato per tre mesi correndo in un cortile di 20 metri per 5 con il solo obiettivo di tagliare il traguardo in piazza Duomo e il sogno di ridisegnare una nuova strada.
Dario MarchiniBy Dario Marchini9 Aprile 2026
Mustapha Mansouri in allenamento
Mustapha Mansouri in allenamento

Tra i quindicimila runner che domenica prenderanno il via alla Maratona di Milano 2026 ci sarà anche Mustapha Mansouri. Per lui quello sparo non rappresenterà soltanto l’inizio di una gara, la sua prima maratona, ma il punto di partenza di qualcosa di molto più grande e profondo, che va ben oltre i quarantadue chilometri del percorso. Quando Mustapha parla di corsa, infatti, non parla soltanto di tempi, allenamenti o chilometraggi. Racconta una nuova traiettoria di vita che ha cambiato direzione, un sogno nato in uno spazio chiuso e angusto e che oggi corre finalmente libero verso un traguardo ben più ampio.

Mustapha Mansouri ha 30 anni. È nato nel 1995 in Marocco, nel villaggio di Oulad Fennane, nella zona di Khourigba, dove ha vissuto fino ai vent’anni. Il suo arrivo in Italia risale agli ultimi mesi del 2015 ed è il risultato di un viaggio tortuoso, dal Marocco alla Spagna, fino a raggiungere Milano. Un percorso segnato fin da subito da difficoltà burocratiche, precarietà lavorativa e ostacoli continui che, nel tempo, lo porteranno anche al carcere. Ed è proprio lì, paradossalmente, che ha inizio la sua rinascita.

Mustapha entra in Italia nel 2015. Per due anni vive senza documenti regolari, cercando di sopravvivere come può, poi nel 2018 presenta la sua prima richiesta di asilo. Ottiene un permesso di soggiorno temporaneo che gli consente finalmente di lavorare, con un unico obiettivo: sostenere economicamente tutta la sua famiglia rimasta in Marocco, composta da padre, madre, tre sorelle, un fratello e nove nipoti. Trova impiego come imbianchino, svolge diversi lavori, si adatta, si rimbocca le maniche. Ma la stabilità resta lontana. I problemi legati ai documenti continuano a pesare e il permesso di soggiorno ha una durata limitata di soli sei mesi. Alla scadenza, la possibilità di lavorare regolarmente si interrompe di nuovo.

Mustapha Mansouri in allenamento

Poi arriva il Covid e con la pandemia le difficoltà si moltiplicano. La pressione aumenta, le alternative si riducono e Mustapha compie una scelta sbagliata. Nel 2021, in piena emergenza sanitaria, viene arrestato per spaccio. Sembra la fine di tutto. In realtà è l’inizio di una nuova fase della sua vita, anche se prende forma dietro le sbarre. È da lì, dal punto più basso, che Mustapha comincerà a riscrivere la propria storia.

Il carcere come scuola di vita

Per Mustapha il carcere non è stato soltanto un luogo di punizione, ma un “piccolo mondo” chiuso, separato da tutto ciò che stava fuori. Un ambiente in cui, racconta, molti entrano lasciando la testa all’esterno. Lui ha scelto di fare l’opposto. “C’è gente che entra in carcere e lascia la testa fuori. Io no. Io ho deciso di portarla dentro e di usarla“, spiega. Quando varca quelle porte ha 25 anni si pone una domanda tanto semplice quanto fondamentale: “Sono giovane, perché non provare a cercare una strada migliore, anche partendo da qui?”.

Il carcere, per Mustapha, può essere un posto difficile oppure una scuola. Tutto dipende da come lo si guarda e da come lo si vive. “Dipende dalla persona che sei e da come pensi quel posto. Se lo usi come una scuola, come un’esperienza, puoi trovare la strada giusta“, racconta. È questa la scelta che compie. Decide di trasformare quel tempo sospeso in un’occasione per crescere. Studia, segue corsi di formazione, si mette in gioco, affronta la fatica quotidiana come un investimento sul futuro.

Dopo tre anni arriva una svolta decisiva con l’ingresso in un progetto chiamato Esem. “Quel progetto mi ha salvato – racconta senza esitazioni -. È stato il frutto di quello che ho fatto dentro”. Grazie a questo percorso Mustapha inizia a lavorare e continua a farlo ancora oggi, anche da uomo libero. Attualmente è impiegato come operaio addetto agli scavi, utilizza mezzi pesanti come escavatori e macchinari da cantiere, e guarda avanti con una consapevolezza nuova. Il carcere, che per molti segna una frattura definitiva, per lui è diventato il punto da cui ricostruire tutto il resto.

La prima maratona di Mustapha: “Prima della partenza ero circondato da tanta gente, ma dentro sentivo solo silenzio”

La scoperta della corsa e l’incontro che cambia tutto

Lo sport ha sempre fatto parte della vita di Mustapha. Il calcio, soprattutto, è una costante che lo accompagna fin dall’infanzia. “Gioco a calcio da quando avevo sei anni”, racconta. Lo fa in Marocco, poi in Italia, e continua anche durante la detenzione, dove il calcio rappresenta una delle attività più frequenti e più attese. “Anche in carcere giochiamo tre volte a settimana – spiega – un’ora e mezza di calcetto ogni volta”. La corsa, invece, arriva più tardi. E arriva grazie a un incontro che segna una svolta.

Nel 2024 Mustapha conosce Elisabetta Genovese, delegata ai rapporti con gli istituti penitenziari e impegnata nel volontariato, che entra in carcere insieme all’educatrice. In quel periodo lui è già abituato a fare sport con continuità, ma qualcosa di nuovo lo colpisce profondamente. Fa il volontario in alcune gare di corsa e consegna le medaglie alla fine della Milano Marathon del 2024. “Quando ho visto l’emozione delle persone che arrivano al traguardo, quando ho visto che correvano insieme, in gruppo, quella cosa lì mi è piaciuta tanto”, racconta. E in quel momento si pone per la prima volta una domanda: “Perché non provo anch’io?”.

Mustapha ne parla con Elisabetta, prende i contatti. “Già nel 2024 avevo parlato con lei di questa cosa”, ricorda. Il desiderio di correre una gara di corsa su strada inizia a prendere forma, ma la realtà, ancora una volta, si impone. Le difficoltà burocratiche rallentano tutto. “Non sono riuscito a fare né la maratona né la mezza maratona con loro – spiega – perché c’erano problemi coi permessi e con i magistrati”. Le autorizzazioni non arrivano e la partecipazione alle gare ufficiali salta.

Poco prima della fine pena, però, qualcosa cambia. “Poco prima di tornare libero, mi hanno fatto un colloquio in carcere”, racconta Mustapha. È lì che arriva una promessa destinata a cambiare tutto: “Mi hanno promesso che avrei potuto correre la maratona”. Da quel momento l’idea smette di essere soltanto un sogno. Diventa un impegno concreto.

Mustapha Mansouri e Daniele Oddo

Allenarsi in un cortile, girando in cerchio

Quando Mustapha decide di preparare la Milano Marathon è ancora detenuto. Anche questa volta tutto nasce quasi per caso, da un’idea pazza e un incontro che si rivelerà decisivo. Succede con Daniele Oddo, membro di Correre Oltre ASD e autore del romanzo L’ultimo chilometro. Una corsa contro il passato. È metà dicembre 2025, pochi giorni prima di Natale, e quella che fino a quel momento era solo un’idea inizia a trasformarsi in una sfida concreta. Per Mustapha è l’inizio di un nuovo percorso: la maratona smette di essere un sogno lontano e diventa un obiettivo da inseguire giorno dopo giorno, anche dentro le mura del carcere.

Il luogo in cui si allena non è una pista ciclabile, non è un parco, non è una pista di atletica. È un cortile di circa 20 metri per 5. Uno spazio minuscolo, da percorrere in continuazione, sempre in cerchio. Corre per un’ora e mezza, a volte fino a due ore consecutive. Gli allenamenti includono corsa, esercizi a corpo libero, lavoro sulle gambe e brevi ripetute intervallate da brevi recuperi. Si allena quasi ogni giorno, la mattina, perché d’inverno il cortile chiude presto e non è possibile utilizzarlo. Spesso è da solo: nessuno corre, la maggior parte frequenta la palestra. Lui invece insiste, giorno dopo giorno, verso il suo traguardo.

Mustapha esce dal carcere a fine pena il 19 marzo 2026. Le sue giornate sono intense: si sveglia alle 4.30 del mattino, lavora, si allena, cucina, lava i vestiti, cerca di dormire. È una routine dura, simile a quella vissuta in carcere, ma ora ha un orizzonte davanti. È libero, “pulito”, come dice lui, e continua ad allenarsi. Ascolta i consigli di Daniele, che lo accompagna verso la maratona. Fa le prime corse lunghe fuori dal carcere, arriva a correre una mezza maratona. Integra la corsa con esercizi di forza per mantenere i muscoli e migliorare la resistenza.

Un progetto chiamato “Vita”

Intorno a Mustapha prende forma un progetto collettivo, costruito passo dopo passo grazie all’impegno di più soggetti. Milano Marathon mette a disposizione il pettorale, mentre l’associazione Corre Oltre lavora per rendere possibile il tesseramento Fidal, affrontando visite mediche, documenti e tutta la burocrazia aggiuntiva richiesta agli atleti extracomunitari. Asics gli fornisce il materiale tecnico per la gara, ma continua ad allenarsi con le scarpe comprate da Zara. Un percorso complesso, fatto di attese e ostacoli, che viene racchiuso in un nome semplice ma carico di significato: Vita. “Questo progetto si chiama Vita perché rappresenta esattamente quello che sta vivendo Mustapha: un passaggio, una rinascita, un nuovo inizio”, spiega Daniele Oddo.

Milano Marathon 2026: nuovo percorso e record di iscritti

Chi incontra Mustapha se ne accorge subito: quando parla della maratona, gli occhi gli si illuminano. Dentro quello sguardo c’è un sogno, forse ingenuo ma autentico, che va oltre il singolo traguardo. “Io voglio arrivare al traguardo correndo, dall’inizio alla fine – confessa -. Magari all’arrivo ci sarà qualcuno ad aspettarmi, oppure no. Ma io voglio vivere quella emozione lo stesso”. Ma c’è anche qualcosa in più. “Questa prima maratona forse potrà aprire una nuova porta, magari per davvero, per una maratona vera, seria. Una maratona da atleta”.

L’obiettivo di Mustapha è uno solo e lo ripete ancora senza esitazioni: “Voglio arrivare al traguardo correndo, dall’inizio alla fine. Non voglio camminare”. E anche noi per la prima volta parliamo di corsa, di maratona, senza parlare di cronometro. Tagliare quel traguardo rappresenta l’inizio di qualcosa di nuovo, un sogno che nasce dopo quelli dell’infanzia, quando immaginava il suo futuro sui campi da calcio o in divisa, in Marocco. “I sogni cambiano con l’età – confessa – prima volevo fare il calciatore, poi il poliziotto. Oggi il sogno è un altro, ma nasce sempre dalla stessa fatica”.

Ma oggi, più di ogni altra cosa, il desiderio più grande di Mustapha è rivedere sua madre, che non vede da undici anni. “Il mio più grande sogno è riabbracciare mia madre”, dice, senza bisogno di aggiungere altro. Poi ce n’è un altro, che guarda più lontano: trasformare tutto il percorso fatto attraverso lo sport in qualcosa di concreto. “Voglio che tutta la fatica che ho fatto nello sport un giorno diventi qualcosa di vero, magari un nuovo progetto che nasca proprio da questa esperienza”.

carcere daniele oddo Elisabetta Genovese intervista milano marathon Mustapha Mansouri vita
Share. Facebook Twitter WhatsApp Email
Previous ArticleMondiali di atletica: addio alla maratona e alle corse su strada
Next Article Yeman Crippa e Pietro Riva: duello a distanza alla maratona di Parigi e Rotterdam
Dario Marchini
  • Website
  • Facebook
  • X (Twitter)
  • Instagram
  • LinkedIn

“Designer per vocazione. Giornalista per scelta. Runner per passione”. Così amo riassumere la mia carriera professionale. Laureato in Design al Politecnico di Milano, ho iniziato a raccontare la mia passione per la corsa nel 2008 con il blog Corro Ergo Sum. Giornalista dal 2015, per undici anni ho lavorato nella redazione di Runner’s World Italia. Ho anche collaborato con diverse realtà nell’ambito dell’organizzazione di eventi podistici nazionali e internazionali come Milano Marathon, Abu Dhabi Marathon, Ras al Khaimah Half Marathon, DeeJay Ten, oltre ad essere stato per quattro anni Direttore Sportivo della Wings for Life World Run. Sono Presidente dell’Associazione Sportiva Corro Ergo Sum Runners e Tecnico Istruttore Fidal - Misure: altezza 177cm, peso 66kg, scarpe US10,5/EU44,5/28,5cm. Velocità riferimento su 10K: 3'40" al km.

Post Correlati

Coppa Europa dei 10.000 metri di La Spezia: Aouani c’è, Battocletti e Crippa danno forfait

23 Maggio 2026

Aggrediti da un automobilista mentre corrono: la disavventura di un gruppo di runner, prima quasi investito e poi preso a calci

21 Maggio 2026

Corre in gara con un pettorale falso come “pacer” per un amico: doppia squalifica e multa a due runner alla mezza di Palmanova

17 Maggio 2026
Seguici su
  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube
  • Soundcloud
  • Pinterest
  • LinkedIn
  • Telegram

Non perderti

Neo Vista 3: nuova piastra 3D e stabilità migliorata per la super trainer di Mizuno

Dario Marchini24 Maggio 2026 Scarpe

Mizuno Neo Vista 3 è l’evoluzione della linea super trainer dedicata agli allenamenti più veloci. Il nuovo modello introduce aggiornamenti sostanziali a intersuola, piastra e tomaia, con l’obiettivo di migliorare stabilità, fluidità e controllo della corsa.

Coppa Europa dei 10.000 metri di La Spezia: Aouani c’è, Battocletti e Crippa danno forfait

23 Maggio 2026

Super scarpe con piastra in carbonio: servono davvero anche a chi corre più piano? | Parte 1

22 Maggio 2026

Aggrediti da un automobilista mentre corrono: la disavventura di un gruppo di runner, prima quasi investito e poi preso a calci

21 Maggio 2026
Facebook Instagram YouTube LinkedIn Telegram
  • Home
  • I nostri autori
  • Redazione
  • PROTOCOLLI TEST SCARPE
  • Contattaci
  • Privacy e cookie policy
  • Pubblicità
  • Impostazioni cookie
© 1997 – 2026 – Hardware Upgrade S.r.l. P.iva: 02560740124
The Running Club è testata giornalistica registrata al tribunale di Varese, n. 6 del 05/07/2023. Iscrizione ROC n. 13366 – Ulteriori informazioni.
Per eventuali segnalazioni, inviare una mail all’indirizzo info@therunningclub.it

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.