Il Tor des Géants 2026 entra nella storia dell’ultra trail con un’edizione straordinaria. Il TOR330, 330 chilometri e circa 24.000 metri di dislivello positivo lungo le Alte Vie della Valle d’Aosta, ha regalato due record e un risultato senza precedenti: il cinese Jiaju Zhao ha conquistato la vittoria maschile con il nuovo primato della gara, mentre la tedesca Katharina Hartmuth, prima donna al traguardo, ha chiuso addirittura al terzo posto assoluto, diventando la prima atleta donna a salire sul podio generale del Tor.
Un atleta cinese capace di imporsi per la prima volta nella storia della manifestazione e una protagonista femminile che ha corso per quasi tre giorni a stretto contatto con i migliori uomini. A rendere ancora più particolare questa edizione c’è anche l’impresa di Franco Collé, che ha scelto di lasciare per una stagione il TOR330 per affrontare, per la prima volta, i 450 chilometri del Tor des Glaciers. Chiaramente, dominandolo.
Jiaju Zhao, vittoria e record sotto le 66 ore
Il nuovo re del Tor des Géants è Jiaju Zhao. L’atleta cinese ha completato la prova in 65 ore, 55 minuti e 22 secondi, diventando il primo uomo nella storia del TOR330 a scendere sotto il muro delle 66 ore.
Zhao ha tagliato il traguardo di Courmayeur alle 3:55 del mattino, dopo una gara condotta per lunghi tratti al comando. Il suo tempo migliora il precedente record di 66h08’22”, stabilito nel 2025 da Victor Richard, di poco più di tredici minuti.
Per il trail cinese si tratta di un risultato particolarmente significativo. Zhao è infatti il primo atleta cinese a vincere il Tor des Géants e anche il primo atleta non europeo a conquistare il TOR330. Prima del 2026, il miglior piazzamento di un atleta cinese era stato il sesto posto ottenuto da Weiqiang Zhang nel 2025.
La vittoria arriva inoltre dopo il ritiro dello stesso Zhao nell’edizione 2025. Un anno dopo, il cinese è tornato sulle Alte Vie valdostane con un obiettivo molto più ambizioso e ha trasformato il secondo tentativo in una vittoria da record. Nel suo curriculum figurano anche il successo alla Monte Fuji 100, quello alla Doi Inthanon Thailand by UTMB e quattro vittorie alla Chongli 168, l’ultima delle quali ottenuta nel 2026 con il record del percorso.
Schindler secondo, una gara da 66 ore e 55 minuti
Alle spalle di Zhao si è piazzato lo svizzero Jonathan Schindler, autore a sua volta di una prestazione di altissimo livello. Il suo tempo finale è stato di 66h55’06”, con un ritardo di 47 minuti circa dal vincitore.
Il dato racconta bene la velocità con cui è stata interpretata questa edizione del Tor: Schindler ha chiuso in un tempo che, in altre circostanze, avrebbe potuto rappresentare un risultato da vittoria. È infatti il quinto crono più veloce di sempre sulla gara.
La lotta per le posizioni di vertice è rimasta aperta fino agli ultimi chilometri del percorso. Zhao ha mantenuto il controllo della gara anche quando Schindler e Hartmuth hanno ridotto il distacco nelle fasi centrali. Nel finale, però, il cinese ha ritrovato il ritmo e ha difeso la prima posizione fino a Courmayeur.
Katharina Hartmuth, terza assoluta e regina del Tor
La protagonista più sorprendente dell’edizione 2026 è però Katharina Hartmuth. La tedesca ha concluso il TOR330 in 67h10’09”, conquistando la vittoria femminile e soprattutto il terzo posto assoluto.
È un risultato senza precedenti: mai prima d’ora una donna era salita sul podio generale del Tor des Géants. Hartmuth ha corso per gran parte della prova a contatto con Zhao e Schindler, mantenendo una posizione assoluta di vertice anche nelle fasi più dure della gara.
Il suo risultato assume un ulteriore significato considerando il precedente record femminile. Hartmuth, già vincitrice del Tor nel 2024, aveva stabilito proprio in quell’occasione il primato femminile in 79h10’40”. Nel 2026 lo ha abbassato fino a 67 ore, migliorandolo di circa 12 ore.
La tedesca ha inoltre affrontato la gara con pochissimo sonno. Secondo le ricostruzioni post-gara, avrebbe dormito complessivamente appena 15 minuti nei tre giorni di competizione. La sua posizione assoluta è rimasta così vicina a quella dei primi uomini che, a La Thuile, il distacco dal secondo posto era arrivato a poco più di un minuto.
Hartmuth aveva già dimostrato di essere una delle protagoniste dell’ultra trail internazionale: nel 2024 aveva vinto il Tor des Géants e nel 2025 aveva conquistato il secondo posto all’UTMB. Il 2026 valdostano rappresenta però un salto ulteriore, perché per la prima volta una donna è riuscita a entrare nel podio assoluto del Tor.
Una gara femminile dominata da Hartmuth
La classifica femminile ha visto la tedesca nettamente davanti alle inseguitrici. La cinese Huiping Zhang ha conquistato la seconda posizione tra le donne, con un tempo di 80h35’31”, mentre le posizioni successive sono rimaste a lungo contese tra diverse protagoniste internazionali.
Ma più che la distanza sulle avversarie, a fotografare la portata della prestazione di Hartmuth è il confronto con la classifica generale. La tedesca ha chiuso il Tor a poco più di un’ora dal vincitore assoluto.
Franco Collé, l’altra grande impresa valdostana sui 450 chilometri
Dopo quattro vittorie al TOR330 – Tor des Géants, Franco Collé ha aggiunto un nuovo capitolo alla propria storia sulle montagne valdostane conquistando il TOR450 – Tor des Glaciers. Alla sua prima partecipazione sulla distanza più lunga del circuito TORX, il valdostano ha tagliato il traguardo di Courmayeur dopo 122 ore, 1 minuto e 57 secondi, al termine di una cavalcata di 450 chilometri e circa 32.000 metri di dislivello positivo.
Collé ha costruito il successo dopo una prima notte complicata, caratterizzata da problemi di stomaco e agli occhi che lo avevano inizialmente fatto scivolare alle spalle dei primi. Il recupero è stato però decisivo: raggiunto Peter Kienzl nella salita verso il Col Bassac Deré, il valdostano ha preso il comando al Rifugio Benevolo, al chilometro 99,6, iniziando progressivamente a fare il vuoto.
La svolta è arrivata con il ritiro di François Devaux, l’ultimo inseguitore diretto, dopo circa 330 chilometri. Da quel momento Collé ha affrontato praticamente da solo la parte conclusiva della prova, dovendo gestire soprattutto la crescente stanchezza e i problemi ai piedi. Una sfida particolare anche per lui, considerando che si trattava dell’esordio assoluto sui 450 chilometri del Tor des Glaciers.
Il tempo finale di 122h01’57” non gli consente di avvicinare il record della gara, stabilito nel 2023 dal francese Sébastien Raichon in 114h29’01”, ma il risultato assume un valore particolare proprio perché ottenuto alla prima esperienza sulla distanza.
Al traguardo di Courmayeur, intervistato subito dopo la lunga cavalcata, Collé ha sintetizzato la sua esperienza con poche parole: “Bello, bello, bello”. Una frase semplice per raccontare oltre cinque giorni di gara, 450 chilometri attraverso le Alte Vie 3 e 4 e una nuova impresa che aggiunge il TOR450 alle quattro vittorie già conquistate al TOR330.

