Lo avevamo lasciato con un quarto posto negli 800 metri agli Europei di Birmingham, dopo che a Nancy aveva demolito uno dei primati più longevi dell’atletica italiana: 1’43”60, il tempo con cui aveva cancellato dopo 53 anni il leggendario 1’43”70 di Marcello Fiasconaro. Ma lo aveva promesso e lo ha rifatto. Ieri sera, a Budapest, nella finale degli 800 metri dell’Ultimate Championship, Francesco Pernici ha nuovamente lasciato tutti a bocca aperta, fermando il cronometro su uno straordinario 1’42”67, quasi un secondo più veloce del precedente record italiano. Un quinto posto dal peso specifico enorme, ottenuto in una delle finali più veloci mai disputate sulla distanza.
Davanti a Pernici hanno chiuso alcuni dei nomi più importanti del mezzofondo mondiale. Djamel Sedjati ha conquistato il titolo in 1’41”91, precedendo Marco Arop, secondo in 1’42”28, ed Emmanuel Wanyonyi, terzo in 1’42”44. Brandon Miller ha chiuso quarto in 1’42”54. Poi Pernici, quinto in 1’42”67. Ma l’azzurro non si è lasciato intimorire dal ritmo indiavolato della finale. Anzi, negli ultimi 50 metri ha trovato una rimonta straordinaria, chiudendo ancora una volta più veloce di quanto chiunque avesse mai fatto prima di lui in Italia.
“È un’emozione che non si può descrivere – ha raccontato Francesco Pernici a fine gara -. Avevo l’obiettivo di essere il primo italiano sotto l’1’43” e ci sono riuscito. Poi, con questo crono, divento anche leader europeo dell’anno: non potevo chiedere di meglio per concludere la stagione”.
Una gara costruita soprattutto con la testa, prima ancora che con le gambe. Pernici lo ha spiegato raccontando gli ultimi passaggi della finale, quando il gruppo dei migliori aveva ormai imposto un ritmo da gara mondiale. “Contava usare la testa in questa gara. Quando sono passato ai 600 metri me lo sentivo che potevo fare 1’42” e così è stato”. E a soli 23 anni, l’azzurro ha dimostrato di poter correre alla pari con alcuni degli 800isti più forti del mondo e, soprattutto, di sapersi esaltare proprio quando il livello della competizione si alza.
Dopo aver abbattuto a Nancy il muro che per oltre mezzo secolo aveva resistito al passare delle generazioni, Pernici ha impiegato appena poche settimane per riscrivere nuovamente la storia. Il record di Fiasconaro, diventato 1’43”60 a luglio, è già un altro capitolo. E la sensazione, dopo Budapest, è che la storia degli 800 metri italiani abbia appena cominciato a cambiare davvero.

