Siamo stati a Saint-Gervais, nel cuore dell’Alta Savoia francese, ai piedi del massiccio del Monte Bianco, per provare in anteprima la nuova Hoka Tecton X 4. Si tratta della più recente evoluzione della scarpa da trail running racing con piastra in carbonio sviluppata dall’azienda americana, un modello progettato specificamente per gli atleti che affrontano ultratrail, dove efficienza, stabilità e capacità di adattarsi ai terreni più impegnativi possono fare la differenza.
Il contesto scelto per questo primo test non avrebbe potuto essere più indicato. I sentieri che si sviluppano intorno a Saint-Gervais rappresentano infatti un vero banco di prova per una scarpa destinata alle gare endurance in montagna. Durante la nostra uscita abbiamo affrontato percorsi estremamente vari, alternando sezioni tecniche e rocciose a tratti più scorrevoli e veloci, passando su radici, fango, pietraie e continui cambi di fondo che mettono alla prova trazione, stabilità e reattività della calzatura. Un terreno ideale per iniziare a comprendere la filosofia che ha guidato Hoka nello sviluppo di questa quarta generazione della Tecton X e per valutarne il comportamento nelle condizioni per cui è stata progettata.
A rendere ancora più interessante questa anteprima è stato anche il contributo di uno degli atleti che meglio conosce questa famiglia di scarpe, Francesco Puppi. Con la serie Tecton X ai piedi è infatti riuscito a raggiungere il secondo posto alla leggendaria Western States, una delle ultramaratone più prestigiose e competitive al mondo. Le sue impressioni, unite alle nostre prime sensazioni raccolte sui sentieri dell’Alta Savoia, offrono un primo quadro dell’evoluzione di un modello che punta a confermarsi tra i principali riferimenti nel segmento delle scarpe da trail racing con piastra in carbonio.
Hoka Tecton X 4: una scarpa progettata per gli ultra trail più veloci
Hoka Tecton X 4 rappresenta l’evoluzione di una famiglia di scarpe che negli ultimi anni si è affermata tra i principali riferimenti del trail running competitivo, conquistando un ruolo da protagonista nelle gare più importanti al mondo, dall’UTMB alle ultramaratone sulle lunghe distanze.
La filosofia del progetto rimane quella della massima versatilità: una scarpa pensata per essere veloce nei tratti corribili, ma anche stabile e sicura quando il percorso diventa tecnico. L’obiettivo non è quello di eccellere su un’unica superficie, bensì di offrire un equilibrio tra leggerezza, protezione e capacità di adattarsi ai continui cambi di terreno.
Alle spalle della Tecton X 4 c’è un lungo lavoro di sviluppo. Come spiegato da Hoka durante la presentazione, possono trascorrere diversi anni tra i primi prototipi e il modello definitivo, con numerose versioni testate dagli atleti élite prima di arrivare alla scarpa destinata al mercato.
Vibram Megagrip Lightbase: il compromesso tra peso e trazione
Hoka Tecton X 4 utilizza una suola Vibram Megagrip Lightbase con tasselli da 4 mm. Una scelta che punta a trovare un equilibrio tra due esigenze spesso difficili da conciliare nel trail: avere abbastanza grip sui terreni tecnici senza aumentare troppo il peso complessivo della scarpa.
Il battistrada non presenta tasselli estremamente aggressivi da terreno fangoso o tecnico puro, ma nemmeno una configurazione troppo veloce da terreno compatto. È una soluzione intermedia che permette di affrontare molte condizioni diverse.
Durante la prova la Hoka Tecton X 4 ha mostrato un comportamento convincente sia in salita sia in discesa, mantenendo sempre un buon livello di stabilità e sicurezza anche sui terreni più umidi e sconnessi. Da segnalare anche la presenza di piccoli accorgimenti tra i tasselli della suola, progettati per favorire il distacco del fango e limitarne l’accumulo durante la corsa.
Hoka Tecton X 4: caratteristiche tecniche
Il cuore della scarpa è rappresentato dall’intersuola completamente in Peba, con un’altezza di 40 mm al tallone e 35 mm nell’avampiede, per un drop di 5 mm.
Tra i due strati di schiuma troviamo la caratteristica più importante della Tecton X 4: la doppia piastra in carbonio. Rispetto alla precedente Tecton X 3 cambia il disegno della piastra, che perde le estensioni posteriori presenti sul modello precedente e punta a offrire un equilibrio differente tra rigidità, reattività e capacità di adattamento al terreno.

Nel trail una scarpa troppo rigida può diventare difficile da gestire, perché l’appoggio non è mai perfettamente regolare. La Tecton X 4 sembra invece cercare un compromesso più naturale, lasciando alla scarpa una certa capacità di torsione e adattamento. Un aspetto che abbiamo percepito anche durante la prova: pur avendo una piastra in carbonio, non restituisce una sensazione estrema o troppo strutturata, ma mantiene una buona naturalezza nella corsa.
La tomaia è realizzata in Matrix, un materiale molto resistente alle abrasioni e agli strappi, pensato per sopportare le condizioni più impegnative del trail. Nella zona dell’avampiede sono presenti ulteriori rinforzi per proteggere il piede dagli urti contro rocce e ostacoli.
Uno degli aspetti su cui Hoka ha lavorato maggiormente riguarda poi la gestione dell’acqua. Una scarpa da trail raramente rimane asciutta per tutta la durata di una gara: per questo motivo non conta solo il peso della scarpa da asciutta, ma anche la capacità di assorbire poca acqua e asciugarsi rapidamente.
Infine, è stata mantenuta la ghetta integrata che svolge due funzioni principali: impedire l’ingresso di sabbia e detriti e aumentare il contenimento del piede. La sensazione durante la corsa è quella di una scarpa molto avvolgente, capace di mantenere il piede stabile anche nei passaggi più tecnici senza risultare fastidiosa. La calzata però è piuttosto fasciante nella zona dell’avampiede: chi ha un piede largo potrebbe trovare poco spazio, mentre per molti runner potrebbe essere utile valutare una mezza misura in più rispetto allo standard.

Le nostre sensazioni dopo il primo test
Dopo il primo giro sui sentieri di Saint-Gervais, la sensazione principale è quella di una scarpa estremamente equilibrata. La Tecton X 4 riesce a combinare leggerezza, protezione e capacità di correre veloce. Con circa 275 grammi di peso, rimane una scarpa contenuta considerando il livello di struttura e il tipo di utilizzo.
La mescola in Peba offre una risposta brillante e la presenza della piastra in carbonio si percepisce soprattutto nei tratti dove è possibile aumentare il ritmo. Allo stesso tempo, la scarpa non sembra voler estremizzare il concetto di super shoe: la sensazione è più quella di un modello capace di accompagnare il runner per molte ore mantenendo un buon livello di comfort e controllo.
Il grip si è dimostrato convincente sui diversi terreni affrontati, mentre la struttura generale trasmette sicurezza soprattutto nelle discese dove il controllo dell’appoggio diventa fondamentale. La destinazione principale rimane quella delle lunghe distanze, ma l’equilibrio generale potrebbe renderla interessante anche per gare più brevi dove servono velocità e protezione.
Hoka Tecton X 4: il parere di Francesco Puppi
Durante il camp abbiamo raccolto anche le impressioni di Francesco Puppi, atleta Hoka che ha utilizzato a lungo la Tecton X 3 sia in allenamento sia nelle competizioni più importanti, compresa la recente Western States, conclusa con uno straordinario secondo posto.
Secondo Puppi, la Tecton X 4 rappresenta un’evoluzione soprattutto sotto il profilo del comfort e dell’adattabilità. Il piede risulta infatti leggermente più incassato all’interno della piattaforma, una scelta progettuale che aumenta la sensazione di stabilità sui terreni più impegnativi. Tra le novità più apprezzate ci sono anche una tomaia più leggera e traspirante e il contenimento del peso complessivo, reso possibile dall’impiego della suola Vibram Lightbase, che consente di risparmiare circa dieci grammi rispetto alla precedente Tecton X 3.

Uno degli aspetti che Francesco ha maggiormente apprezzato riguarda il comportamento della piastra in carbonio. Rispetto alla generazione precedente, la Tecton X 4 risulta infatti meno rigida e più capace di seguire le irregolarità del terreno, senza rinunciare alla spinta e alla reattività che caratterizzano questo tipo di tecnologia.
Nel complesso, il giudizio di Francesco Puppi è molto positivo. La definisce una scarpa estremamente versatile, in grado di adattarsi sia alle gare più brevi sia agli ultratrail, grazie a un efficace equilibrio tra prestazioni, comfort e capacità di affrontare terreni molto diversi tra loro.
Hoka Tecton X 4: prezzo e disponibilità
La nuova Hoka Tecton X 4 sarà disponibile dal 20 agosto, con un prezzo di listino di 250 euro. Sarà sicuramente uno dei modelli più osservati durante l’UTMB, dove molti atleti Hoka potrebbero sceglierla per affrontare una delle gare più importanti del calendario internazionale.

