In collaborazione con Enervit
Quando le distanze in gara iniziano ad allungarsi, la nutrizione e l’integrazione diventano una parte decisiva della prestazione. Non basta sapere quanti carboidrati assumere: è altrettanto importante riuscire a mangiare e bere con regolarità, scegliendo prodotti facili da consumare e ben tollerati. Per gli atleti di endurance, infatti, uno degli obiettivi principali è arrivare al traguardo senza compromettere il lavoro fatto in allenamento a causa di uno stomaco in difficoltà.
Ne hanno discusso il nostro Andrea Soffientini e Massimo Rapetti, biologo e nutrizionista oltre che runner, prendendo come riferimento la linea Enervit C2:1PRO, che nasce proprio con l’obiettivo di supportare un’assunzione progressiva e costante di carboidrati durante l’attività fisica. Come spiega Massimo Rapetti, “l’obiettivo deve sempre essere quello di assumere carboidrati in modo progressivo, costante e ben tollerato”.
Nella gestione della nutrizione in gara, il ragionamento deve partire dai carboidrati orari, ma non può fermarsi al solo dato numerico. Facilità di consumo, digeribilità e palatabilità sono elementi altrettanto importanti, soprattutto quando lo sforzo si prolunga per molte ore. La possibilità di scegliere tra gel, barrette e altri formati consente di costruire una strategia più adatta alle proprie esigenze e alle caratteristiche della competizione.
Perché si chiamano C2:1PRO
La denominazione Enervit C2:1PRO richiama il rapporto tra glucosio e fruttosio, pari a 2:1. Questa combinazione è pensata per favorire l’assorbimento di quantità elevate di carboidrati, sfruttando i diversi recettori intestinali. Come spiega ancora Massimo Rapetti, “ottimizziamo l’ingresso sia del glucosio sia del fruttosio, quindi sfruttiamo tutti i recettori a livello intestinale e l’assorbimento è massimo”.
Il vantaggio diventa particolarmente rilevante quando l’obiettivo è superare i 60 grammi di carboidrati all’ora. In una strategia ben pianificata e tollerata dall’atleta, la combinazione può consentire di arrivare anche oltre i 90 grammi all’ora. Il dato, però, non deve essere interpretato come un obiettivo valido per tutti: la quantità di carboidrati va sempre adattata alle esigenze individuali e alla capacità di assorbimento.
La scelta del prodotto dipende invece dal tipo di gara e dal momento in cui viene utilizzato. In una maratona, per esempio, i gel possono rappresentare una soluzione pratica per assumere carboidrati durante la corsa. In un lungo trail di molte ore, una barretta può invece aiutare a variare la consistenza degli alimenti e a spezzare la monotonia dell’integrazione.
Gel e barrette: alternare per continuare ad assumere energia
L’esperienza di Andrea evidenzia proprio l’importanza della varietà. “Se c’è una cosa che sto usando un sacco durante le maratone e qualche volta anche in mezza maratona è la linea C2:1”, racconta. Nelle sue gare più lunghe, i gel diventano una presenza regolare: “Li prendo praticamente ogni 5 km in maratona”.

Per quanto riguarda i gusti, Andrea alterna quelli con sodio e quelli con caffeina. Una scelta che gli permette di gestire meglio le diverse fasi della gara e di non affidarsi sempre alla stessa sensazione. “Mi piace avere sensazioni diverse durante la gara e riesco a gestire meglio energia e concentrazione”, spiega.
Il suo gusto preferito è quello al mango, ma la linea offre diverse alternative, tra cui Coca-Cola limone e il nuovo gusto neutro. Quest’ultimo può rappresentare una soluzione interessante per chi fatica a tollerare i sapori più intensi o preferisce un gusto meno invasivo durante lo sforzo.
Il gusto neutro contro la flavour fatigue
Quando si parla di integrazione nelle gare di endurance, la palatabilità assume un ruolo centrale. Dopo molte ore di attività, infatti, il palato può saturarsi e rendere meno piacevole l’assunzione di prodotti dolci. È il fenomeno conosciuto come flavour fatigue, una sensazione che può portare l’atleta a ridurre o interrompere l’integrazione proprio quando avrebbe ancora bisogno di carboidrati.
In questo contesto, il Carbo Gel con sodio nel nuovo gusto Neutral offre una possibilità in più. Il gusto neutro può aiutare a contrastare la saturazione del palato, soprattutto quando viene alternato ad altri gusti e formati. La disponibilità di diverse opzioni permette così di personalizzare maggiormente la nutrizione, scegliendo ciò che risulta più gradevole e gestibile durante lo sforzo.
Come sottolinea Massimo Rapetti, “più si allunga questa performance e la durata, più la palatabilità è importante perché dobbiamo ruotare sia il gusto sia il format”». Il principio vale anche per il cervello, che può trarre beneficio dalla varietà: “Lui dice: ‘Ok, non prendo la solita cosa, non è monotona’”. Una strategia che può aiutare l’atleta a continuare ad assumere carboidrati per tutta la durata della gara.
Prima della gara, la routine resta importante
La nutrizione pre-gara segue spesso abitudini consolidate, ma non sempre è possibile replicare esattamente la propria routine, soprattutto quando si gareggia fuori casa. In queste situazioni, una barretta glucidica può rappresentare una soluzione pratica, grazie al contenuto di zuccheri e alla digeribilità.
Anche Andrea ha trovato nelle barrette una presenza abituale prima delle gare. “Le bar sono diventate una delle mie colazioni pre gara preferite”, racconta. Andrea sottolinea come riesca a digerirle perfettamente e a ottenere energia senza sentirsi appesantito allo start. “Faccio fatica a digerire qualsiasi cosa e invece con loro vado sul sicuro”.
La barretta entra così nella sua routine anche poco prima della partenza, soprattutto quando si trova fuori casa. “Anche mezz’oretta prima della partenza un’altra me la faccio”, spiega. Una scelta che può avere senso quando si è in hotel o non si dispone della propria colazione abituale. A casa, invece, Massimo Rapetti ricorda l’importanza di organizzarsi per tempo, così da arrivare alla gara con una routine già sperimentata.

Salty Caramel e la varietà dei formati
Tra le alternative disponibili, Andrea apprezza particolarmente la barretta al gusto Salty Caramel, che permette di alternare il gusto dolce dei gel con una nota più salata. “È veramente un caramello salato, non è così dolce”, conferma Massimo Rapetti, sottolineando come possa essere un piacere da inserire nella strategia nutrizionale.
La barretta contiene inoltre 200 mg di sodio, un elemento utile per chi desidera alternare il gusto e il formato dell’integrazione. “Faccio un gusto dolce, un gusto neutro, un gusto salato e così vado avanti”, spiega il nutrizionista. Una rotazione che può aiutare a mantenere più piacevole l’assunzione di carboidrati durante le gare di lunga durata.
Quanti carboidrati assumere ogni ora?
La quantità di carboidrati da assumere durante una gara dipende da diversi fattori: durata, intensità, caratteristiche individuali e capacità di tollerare l’integrazione. Nel caso di Andrea, il riferimento può arrivare a circa 80 grammi all’ora, un dato che rientra nella logica della linea C2:1PRO.
Massimo Rapetti chiarisce che i prodotti sono pensati proprio per supportare strategie di assunzione elevate: “Queste nascono per questo obiettivo, cioè sopra i 60 grammi l’intestino ha bisogno di assorbire carboidrati con più recettori”. La combinazione di glucosio e fruttosio permette quindi di gestire quantità superiori, sempre in base alla tolleranza individuale.
Per arrivare a questi livelli, però, è necessario distribuire l’assunzione lungo tutta la performance. “Hai bisogno di tanti carboidrati, quindi devi ruotarne tanti e prenderne tanti di gel”, osserva Andrea. Una strategia che richiede preparazione, sperimentazione e una gestione attenta dei tempi di consumo.
La caffeina per la parte finale della gara
Un altro aspetto della strategia di Andrea riguarda la caffeina, che l’atleta preferisce utilizzare nella fase conclusiva della competizione. “La caffeina me la tengo sempre per l’ultima parte della gara”, racconta, spiegando come la utilizzi quando la fatica si fa sentire maggiormente.
Anche Massimo Rapetti considera coerente questa scelta con una gestione ragionata dell’integrazione: “Ci sta lo sprint finale, quando la fatica nervosa si fa sentire, mettere un po’ di caffeina”. Anche in questo caso, però, la strategia deve essere già stata provata in allenamento, tenendo conto della tolleranza individuale e dell’effetto che la caffeina può avere sulla prestazione.
Una strategia costruita sulle proprie esigenze
Non esiste un unico modo di gestire la nutrizione in gara. La strategia deve tenere conto della durata della prova, dell’intensità dello sforzo, delle preferenze personali e della capacità di tollerare i diversi prodotti. Per questo, la combinazione tra gel e barrette può essere particolarmente utile nelle competizioni di endurance.
Nel caso di Andrea, la routine è ormai consolidata: “Colazione con le bar e gara gestita alternando i gel”. Una sintesi che racchiude il principio più importante: arrivare alla gara con un piano nutrizionale già sperimentato, capace di fornire energia in modo costante e di adattarsi alle esigenze del momento.

