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Per diventare più veloci in maratona non serve correre sempre forte. È quanto emerge da un importante studio internazionale pubblicato su Sports Medicine, che ha analizzato oltre 151 mila maratone completate da più di 119 mila runner. I ricercatori hanno scoperto che i maratoneti più performanti accumulano un volume di allenamento molto superiore rispetto ai runner più lenti, ma lo fanno soprattutto correndo a bassa intensità.

L’apprendimento motorio è il processo attraverso cui il cervello costruisce e automatizza i movimenti, dalla camminata alla corsa. Secondo il modello più accreditato, questo percorso si divide in tre fasi: cognitiva, associativa e autonoma. Nella prima il runner deve pensare a ogni gesto; nella seconda il movimento diventa più fluido; nella terza il cervello automatizza la tecnica grazie ai gangli della base, riducendo il dispendio mentale.

The Running Club torna in pista con un evento esclusivo dedicato agli appassionati di corsa, il “Track&Field” Meeting with Mizuno, in programma sabato 6 giugno all’Arena Civica di Milano. Un’esperienza unica che unisce allenamento, competizione e divertimento, con la possibilità di testare nuovi modelli Mizuno, tra cui Neo Zen 2, Hyperwarp Elite e Pro, oltre alle nuovissime Neo Vista 3.

La gestione dei carboidrati nel running è uno degli aspetti più delicati e spesso fraintesi dell’alimentazione sportiva. Quantità, timing e tipologia di zuccheri devono essere adattati al tipo di allenamento e all’obiettivo del runner, che sia performance, dimagrimento o benessere. Dal fondo lento ai lavori di qualità, fino alle corse lunghe, il consumo energetico cambia e con esso il ruolo dei carboidrati.

Nel mondo dell’atletica e dello sport in generale, il piede è una componente fondamentale troppo spesso trascurata. Da esso dipendono stabilità, capacità di assorbire gli impatti ed efficienza nella spinta in avanti. Un lavoro mirato sul piede, che unisca riscaldamento, mobilità, equilibrio, esercizi dinamici e prevenzione, permette di migliorare la qualità del movimento e ridurre il rischio di infortuni.

Le ripetute con recupero attivo rappresentano una delle metodologie più efficaci e spesso fraintese nell’allenamento per la corsa su strada. Lontane dall’idea classica di prove veloci intervallate da recuperi lenti o passivi, queste sedute si basano su un principio diverso: mantenere alta l’intensità anche nella fase di recupero, correndo a ritmo gara o leggermente più lento.