Quali scarpe indossano i maratoneti? E soprattutto, esiste una relazione tra il marchio scelto e il ritmo con cui si affrontano i 42 chilometri? La New York City Marathon 2026 è diventata un interessante laboratorio a cielo aperto per provare a rispondere a queste domande. Un’analisi condotta da dcanalyst sui modelli indossati dai partecipanti ha permesso di fotografare le abitudini dei runner, individuare i marchi più diffusi e confrontare le prestazioni medie associate ai diversi brand.
Il risultato è una fotografia interessante del mercato delle scarpe da corsa, che conferma alcune tendenze ormai consolidate, ma mette in evidenza anche aspetti meno scontati. Nike continua a essere un riferimento importante, soprattutto tra i runner più veloci, mentre all’aumentare dei tempi di percorrenza cambiano progressivamente le preferenze. E le scarpe con piastra in carbonio, protagoniste assolute del mercato negli ultimi anni, perdono progressivamente terreno nelle fasce meno competitive della gara. Una fotografia che, pur non rappresentando uno studio scientifico sulle prestazioni delle calzature, offre indicazioni interessanti sulle scelte dei maratoneti.
Nike domina tra i runner più veloci, ma il divario si riduce
Uno dei risultati più significativi riguarda la presenza di Nike. Il marchio americano mostra una particolare concentrazione tra i runner più veloci, dove arriva a rappresentare circa il 41% delle scarpe identificate. Una quota decisamente superiore rispetto a quella registrata nelle fasce più lente della manifestazione, dove scende progressivamente fino a circa il 23%.
È un dato che racconta bene il ruolo ancora centrale di Nike nel segmento delle scarpe da competizione. Modelli come Vaporfly e Alphafly continuano a essere tra le scelte privilegiate di chi cerca il massimo rendimento nelle gare su strada. Ma il dato più interessante è quello che emerge osservando l’intero gruppo dei partecipanti. Man mano che aumenta il tempo necessario per completare la maratona, la presenza di Nike diminuisce e cresce quella di altri marchi, in particolare ASICS, Brooks, Hoka e On. La distribuzione delle scarpe tende quindi a diventare più equilibrata. Tra i runner meno veloci non esiste un’unica azienda capace di concentrare una quota particolarmente elevata delle preferenze, ma emerge una maggiore varietà di marchi e modelli.
Nike si conferma, comunque, come il brand più diffuso, con il 32,1% delle scarpe presenti a New York. Alle sue spalle troviamo Asics, con il 15,9%, praticamente appaiata ad Adidas, che raggiunge il 15,8%. New Balance occupa la quarta posizione con l’11,1%, mentre Saucony si attesta al 7%. Seguono Brooks, con il 5,5%, Hoka, con il 2,3%, e On, che completa il quadro con il restante 10,3%.
La distribuzione evidenzia una leadership piuttosto netta di Nike, ma anche un mercato nel quale gli altri grandi produttori mantengono sempre quote importanti. Asics e Adidas, in particolare, raccolgono insieme quasi un terzo delle scarpe individuate, completando il podio virtuale di New York.
Scarpe con piastra in carbonio: quanto cambia la scelta in base al ritmo?
Un altro aspetto particolarmente interessante riguarda la diffusione delle scarpe con piastra in carbonio. Le cosiddette super scarpe, caratterizzate dalla combinazione di schiume ad alto ritorno energetico, geometrie particolari e piastre rigide, sono diventate negli ultimi anni un elemento distintivo delle competizioni su strada. La loro diffusione ha trasformato il mercato delle scarpe da maratona, portando praticamente tutti i principali produttori a sviluppare modelli specifici per la competizione.
L’analisi dell’ultima maratona di New York mostra però una distribuzione molto diversa in base al livello dei partecipanti. Tra i runner più veloci, le scarpe con piastra in carbonio rappresentano circa l’85% dei modelli identificati. Una percentuale che evidenzia quanto queste calzature siano ormai diventate uno strumento quasi imprescindibile per chi corre ad alto livello. Procedendo verso i gruppi più lenti, la loro presenza diminuisce sensibilmente, arrivando intorno al 40%.
Un dato che suggerisce che, al di fuori delle fasce più competitive, molti maratoneti preferiscono affidarsi a scarpe differenti: modelli più versatili, allenanti, confortevoli e spesso caratterizzati da un’ammortizzazione generosa, come Asics Gel-Nimbus, Brooks Glycerin, New Balance 1080, Hoka Bondi e Nike Vomero (vedi sotto). Non significa necessariamente che le scarpe con piastra siano meno adatte ai runner amatoriali. Piuttosto, dimostra come le esigenze cambino in funzione del ritmo, dell’esperienza e degli obiettivi individuali.
Quali sono i marchi più veloci alla New York City Marathon 2026?
L’analisi ha confrontato anche il ritmo medio associato alle diverse marche, utilizzando i tempi ufficiali dei partecipanti. La classifica mostra Nike al primo posto, con un passo medio di 6’06” /km. Seguono Adidas con 6’10” /km, Saucony con 6’21” /km e New Balance con 6’22” /km. Più indietro troviamo On e Asics, entrambe con una media di 6’23” /km, Hoka con 6’33” /km e Brooks con 6’34” /km. La differenza tra il primo e l’ottavo marchio è quindi di circa 28 secondi al chilometro. Un divario che, se proiettato sull’intera distanza della maratona, diventa significativo.
È però importante interpretare correttamente questi numeri. Non si tratta di un confronto diretto tra le prestazioni delle scarpe, né di una dimostrazione che un determinato marchio permetta automaticamente di correre più velocemente. Il ritmo medio rappresenta quello dei partecipanti identificati che indossavano scarpe di una determinata azienda. Entrano quindi in gioco numerose variabili, a partire dal livello atletico, dall’esperienza e dalle caratteristiche individuali dei runner.
In altre parole, Nike si trova in testa perché tra i suoi utilizzatori è presente una maggiore concentrazione di corridori veloci, non necessariamente perché tutte le sue scarpe siano più performanti rispetto a quelle della concorrenza.
Quali modelli di scarpe hanno scelto i maratoneti?
Entrando nel dettaglio dei singoli modelli, l’analisi della New York City Marathon 2026 restituisce una panoramica molto ampia delle scarpe utilizzate dai partecipanti. Accanto alle super scarpe, compaiono numerosi modelli da allenamento, daily trainer e super trainer.
Nike: Alphafly e Vaporfly protagoniste. Il marchio americano concentra gran parte delle proprie presenze sulle Alphafly, che rappresentano il 63,8% dei modelli Nike identificati, e sulle Vaporfly, con il 19,9%. Seguono Zoom Fly (3,7%), Vomero (2,8%) e Tempo Next% (2,6%). Il restante 7,3% comprende altri modelli.
Adidas: Adios Pro domina nettamente. Tra i modelli del marchio tedesco, le Adios Pro rappresentano il 74,7% delle scarpe identificate. Seguono Evo SL (12,6%) e Boston (8,9%), mentre gli altri modelli costituiscono il 3,8%.
Asics: Metaspeed davanti a Novablast e Gel-Nimbus. Le Metaspeed rappresentano il 46,6% dei modelli Asics identificati. Seguono Novablast (24,8%), Gel-Nimbus (17,1%) e Superblast (6,6%). Gli altri modelli raccolgono il 4,9%.
New Balance: SC Elite la più utilizzata. Le scarpe da competizione SC Elite rappresentano il 50,5% dei modelli New Balance identificati. Seguono Rebel (19,1%) e Fresh Foam 1080 (18,5%). Più distanti SuperComp Trainer (3,9%) e Fresh Foam 880 (2,2%). Gli altri modelli raggiungono complessivamente il 5,8%.
Saucony: Endorphin Speed davanti a tutti. La famiglia Endorphin domina la distribuzione delle scarpe del marchio americano. Endorphin Speed rappresenta il 38% dei modelli identificati, seguita da Endorphin Pro (22,5%) e altri modelli Endorphin non identificati (10,3%). Completano il quadro Kinvara (5,9%), Triumph (5,6%), Endorphin Elite (5,6%), Ride (5,3%) ed Endorphin Shift (2,9%). Gli altri modelli rappresentano il 4,9%.
On: Cloudboom Strike in testa. Il marchio svizzero presenta una distribuzione abbastanza equilibrata tra i diversi modelli. Cloudboom Strike raggiunge il 32,2%, seguita da Cloudmonster (25,6%), Cloudboom Echo (17,6%) e Cloudsurfer (15,9%). Cloudeclipse rappresenta il 2,4%, mentre gli altri modelli costituiscono il 6,2%.
Hoka: Clifton e Bondi le più diffuse. La distribuzione del marchio americano vede Clifton al primo posto con il 26,6%, seguita da Bondi (25,2%). Completano la classifica Rocket X (11,5%), Cielo X1 (9,2%), Mach (9,2%), Mach X (7,6%) e Skyward X (6,7%). Gli altri modelli rappresentano il 3,9%.
Brooks: Glycerin davanti a Hyperion Elite. Tra le scarpe Brooks, Glycerin è il modello più diffuso con il 30,7%. Seguono Hyperion Elite (20%), Hyperion Max (16,6%), Hyperion (9,8%), Ghost Max (8,9%) e Ghost (6,7%). Più distanti Glycerin Max (2,7%) e Adrenaline GTS (2%). Gli altri modelli rappresentano il 3,3%.
Cosa raccontano le percentuali?
I dati evidenziano alcune tendenze interessanti. Adidas è il marchio con la maggiore concentrazione su un singolo modello: quasi tre scarpe su quattro tra quelle identificate sono Adios Pro. Anche Nike mostra una forte polarizzazione sulle Alphafly, che da sole rappresentano quasi due terzi delle sue presenze.
New Balance concentra invece oltre la metà delle proprie scarpe sulle SC Elite, mentre Saucony presenta una distribuzione più articolata, con Endorphin Speed ed Endorphin Pro che insieme superano il 60%. On mostra una maggiore varietà, con quattro modelli che raccolgono complessivamente oltre il 90% delle presenze. Hoka e Brooks, infine, evidenziano una distribuzione più equilibrata tra scarpe da gara, modelli versatili e calzature dedicate al comfort.
Cosa ci raccontano davvero i numeri di New York?
L’analisi della New York City Marathon 2026 offre uno spaccato interessante dell’evoluzione del mercato delle scarpe da running. Il primo elemento è la conferma della forte presenza di Nike tra i runner più veloci, una posizione sostenuta dalla diffusione delle sue scarpe da competizione. Il secondo riguarda le super sscarpe: la piastra in carbonio è ormai una tecnologia dominante tra i corridori più performanti, ma la sua diffusione diminuisce sensibilmente nelle fasce amatoriali.
Il terzo elemento è la crescente varietà delle scelte. Asics, Brooks, Hoka, On, New Balance, Saucony e Adidas sono presenti con modelli differenti, capaci di rispondere a esigenze che vanno dalla ricerca della massima velocità alla necessità di affrontare 42 chilometri con il massimo comfort. Resta naturalmente una precisazione fondamentale: una correlazione tra marchio e ritmo medio non dimostra un rapporto diretto di causa ed effetto. I corridori più veloci tendono a scegliere determinate scarpe, ma non è possibile stabilire quanto del risultato dipenda dalla calzatura e quanto dalle capacità dell’atleta.
La lezione più interessante, quindi, non è che esista un un marchio migliore per tutti. Il mercato delle scarpe da running si è ormai differenziato profondamente e la scelta della calzatura dipende sempre più dal tipo di runner, dal ritmo, dagli obiettivi e dalle caratteristiche della gara. Come spieghiamo ogni giorno sulle pagine di The Running Club…

