Doppia piastra in carbonio, nuova schiuma Nitrofoam Elite in A-TPU e una geometria estrema. La nuova Puma Fast-RB Nitro Elite 2 è una delle scarpe più particolari realizzate dal marchio tedesco. L’abbiamo provata su strada durante un allenamento di ripetute per capire come si comporta una calzatura nata per spingersi oltre i limiti tradizionali delle super shoes.
Che bomba di scarpa che ha realizzato Puma! La nuova Fast-RB Nitro Elite 2 è una di quelle calzature che non passano inosservate, soprattutto per una costruzione decisamente fuori dagli schemi. Un progetto sviluppato all’interno del Nitro Lab, che punta a massimizzare il ritorno di energia attraverso soluzioni tecnologiche differenti da quelle normalmente utilizzate nelle scarpe da competizione. La prima cosa che colpisce è sicuramente la struttura, con una doppia piastra in fibra di carbonio e una quantità importante di schiuma sotto il piede. Ma come si comporta realmente quando si comincia a correre?
Per scoprirlo abbiamo deciso di portarla sul nostro abituale percorso stradale, affrontando un allenamento di 7 × 1000 metri con recupero di 1’30”. Un test interessante per provare a capire il comportamento della scarpa a ritmi sostenuti, senza limitarci alle prime impressioni raccolte camminando o correndo pochi metri.
Puma Fast-RB Nitro Elite 2: il test su strada
La prima sorpresa arriva già quando la mettiamo sulla bilancia: 249 grammi nella mia misura, un peso decisamente importante se confrontato con quello delle super shoes più tradizionali. Sono circa 80 grammi in più rispetto alla Puma Fast-R 3, una scarpa differente che continua a essere il mio riferimento personale quando si parla di velocità e competizioni.
La Fast-RB Nitro Elite 2 utilizza la schiuma Nitrofoam Elite, realizzata in A-TPU, materiale che caratterizza questa particolare interpretazione dell’intersuola. L’obiettivo è combinare ammortizzazione, elasticità e restituzione energetica, caratteristiche che si ritrovano abbastanza chiaramente già dalle prime falcate.
La vera particolarità del progetto è però rappresentata dalla struttura interna, dove troviamo due piastre PWRPLATE in fibra di carbonio, integrate tra loro per creare una sorta di sistema a trampolino. L’obiettivo è sfruttare la deformazione dell’intersuola durante l’appoggio per accumulare e restituire energia nella fase di spinta.
Considerando l’aspetto decisamente aggressivo della scarpa, ci aspettavamo una calzatura complicata da gestire. Invece, la prima sorpresa è stata proprio la relativa facilità di utilizzo. Una volta trovato il ritmo, correre non è particolarmente difficile e la sensazione che emerge maggiormente è quella di un rimbalzo molto pronunciato.
In discesa la scarpa spinge davvero tanto, con una risposta morbida ed elastica che accompagna la falcata. La sensazione è quella di avere parecchio materiale sotto il piede, ma senza che questo si traduca necessariamente in una corsa poco naturale.
Diverso il discorso quando arrivano le curve. Qui la Fast-RB Nitro Elite 2 si è dimostrata meno intuitiva, con una piattaforma che non sempre permette di gestire l’appoggio con la naturalezza che ci saremmo aspettati. È probabilmente uno degli aspetti sui quali dovremo lavorare maggiormente nei prossimi test.
Anche la percezione della piastra è stata particolare. Mi aspettavo di avvertire una spinta molto evidente soprattutto nei tratti in salita, invece la sua presenza si è fatta sentire maggiormente in discesa e nella fase di transizione.
Al termine delle sette ripetute, corse a ritmi compresi tra 3’11” e 3’00″/km, la sensazione generale è stata positiva. La scarpa si è comportata bene, anche se probabilmente ero più stanco io che lei!
Una scarpa diversa dalla Puma Fast-R Nitro Elite 3
Il confronto con la Fast-R Nitro Elite 3 viene quasi spontaneo, anche perché è una delle scarpe che ho maggiormente utilizzato in gara e che considero ancora oggi un riferimento personale. Parliamo di due modelli differenti, con caratteristiche costruttive e comportamenti che non vanno necessariamente sovrapposti. La Fast-R Nitro Elite 3 è una scarpa estremamente aggressiva, veloce e capace di trasmettere una sensazione di spinta molto marcata. Eppure, nonostante il suo carattere, riesce a essere anche abbastanza comoda grazie a un’intersuola morbida.
La nuova Fast-RB Nitro Elite 2 segue invece una strada differente. La sensazione è quella di avere meno spinta diretta rispetto alla Fast-R Nitro Elite 3, ma un rimbalzo decisamente più pronunciato. È una differenza che si percepisce abbastanza chiaramente durante la corsa e che rende le due calzature interessanti proprio per il loro comportamento differente. La Fast-R Nitro Elite 3 rimane per ora la mia scarpa di riferimento per le gare, soprattutto per quella sensazione di velocità e aggressività che riesce a trasmettere. La Fast-RB Nitro Elite 2 ha invece un carattere tutto suo, che voglio approfondire prima di arrivare a un giudizio definitivo.
Tomaia e battistrada: comfort e PumaGrip
La tomaia utilizza il materiale Ultraweave, una struttura sviluppata da Puma per contenere il peso e garantire traspirabilità e stabilità durante la corsa. In una scarpa con una costruzione così particolare, il compito della tomaia è soprattutto quello di mantenere il piede sufficientemente stabile, evitando movimenti indesiderati durante le fasi di maggiore velocità.
La prima impressione è stata decisamente positiva. Nonostante l’aspetto estremo della calzatura, la calzata si è rivelata sorprendentemente comoda, senza particolari problemi durante le ripetute. È un aspetto interessante, perché ci si potrebbe aspettare una scarpa molto più estrema anche dal punto di vista della vestibilità.
Per il battistrada Puma ha scelto ancora una volta il PumaGrip, la gomma proprietaria del marchio tedesco, sviluppata per offrire trazione e aderenza sulle superfici stradali. Durante il nostro allenamento non sono emersi particolari problemi, anche se sarà interessante verificare il comportamento della gomma con un chilometraggio maggiore e su fondi differenti.
Peso, prezzo e durata
Come anticipato, la nostra bilancia ha registrato 249 grammi nella misura utilizzata (come nella taglia di riferimento), un valore importante per una scarpa pensata per esprimere prestazioni elevate. Il confronto con la Fast-R Nitro Elite 3 evidenzia una differenza di circa 80 grammi, che si avverte anche durante la corsa.
Il prezzo di listino è di 350 euro, una cifra decisamente importante, che colloca la Fast-RB Nitro Elite 2 in una fascia di mercato molto particolare (guarda qui le migliore offerte nella nostra vetrina scarpe).

C’è poi un altro aspetto da considerare: la durata. Secondo le indicazioni ricevute, il consumo medio previsto è di circa 150 km, con un costo di circa 2,35 euro al chilometro. Un chilometraggio piuttosto contenuto, soprattutto considerando il prezzo di acquisto. Sarà quindi interessante verificare direttamente come si comporterà la scarpa nel tempo, portandola fino al nostro abituale chilometraggio di riferimento.
Perché la Puma Fast-RB Nitro Elite 2 non può essere utilizzata in gara?
La nuova Puma Fast-RB Nitro Elite 2 non è omologata per le competizioni ufficiali. Non si tratta di una semplice scelta commerciale, ma di una conseguenza delle soluzioni tecniche adottate da Puma. Il regolamento World Athletics prevede infatti precisi limiti per le calzature utilizzate nelle competizioni su strada, tra cui un’altezza massima dell’intersuola di 40 mm e una sola struttura rigida incorporata nella scarpa. La presenza di due piastre in fibra di carbonio rende quindi la Fast-RB Nitro Elite 2 incompatibile con questi requisiti.
Puma ha scelto di sviluppare un prodotto senza i vincoli imposti alle normali scarpe da competizione, concentrandosi sulla sperimentazione di nuove geometrie e soluzioni costruttive. Una sorta di laboratorio tecnologico da indossare, nel quale esplorare possibilità differenti in termini di ammortizzazione, propulsione e ritorno energetico.
La rinuncia all’omologazione permette quindi al marchio tedesco di spingersi oltre i limiti regolamentari, sperimentando soluzioni che potrebbero in futuro trovare applicazione anche nelle calzature destinate alle competizioni ufficiali.
Puma Fast-RB Nitro Elite 2: le prime impressioni
Dopo un solo allenamento sarebbe sbagliato dare un giudizio definitivo sulla nuova Puma Fast-RB Nitro Elite 2. Le prime impressioni, però, sono decisamente interessanti. Mi aspettavo una scarpa più difficile da utilizzare, mentre si è dimostrata abbastanza semplice da gestire nei tratti rettilinei. Il rimbalzo è sicuramente il suo elemento caratterizzante, accompagnato da un’ammortizzazione morbida e da una calzata sorprendentemente confortevole.
Non mi ha convinto completamente la gestione delle curve e, rispetto alla Fast-R Nitro Elite 3, ho avvertito una minore sensazione di spinta diretta. Ma sono aspetti che voglio approfondire prima di arrivare a una conclusione.
L’obiettivo è continuare a utilizzarla fino a circa 150 km, il chilometraggio medio di consumo che ci è stato indicato, e soprattutto portarla in pista per capire se il comportamento cambia rispetto alla strada.
La Fast-R Nitro Elite 3 rimane per ora la mia scarpa di riferimento, ma questa nuovaFast-RB Nitro Elite 2 è un prodotto decisamente particolare e merita di essere provato. Non è una scarpa per tutti, soprattutto considerando i 350 euro di listino e una durata prevista piuttosto limitata. Ma per chi ama sperimentare le soluzioni più estreme del mondo running, Puma ha sicuramente realizzato qualcosa di interessante.

