Yeman Crippa ha riportato l’Italia sul podio di New York dopo cinque anni. Il secondo posto conquistato alla 55ma edizione della maratona della Grande Mela appartiene a quei risultati che entrano di diritto negli almanacchi dell’atletica. L’azzurro ha chiuso i 42 chilometri in 2h06’14”, alle spalle dello svedese Andreas Almgren, vincitore in 2h06’01”, dopo aver accarezzato fino agli ultimi metri il sogno di una possibile vittoria che avrebbe avuto il sapore dell’impresa.
Per trovare un italiano capace di fare meglio bisogna tornare indietro di trent’anni, al 1996, quando Giacomo Leone conquistò il successo nella maratona più famosa del mondo. Crippa diventa così il settimo italiano a salire sul podio maschile di New York e interrompe un’attesa iniziata nel 2021, quando Eyob Faniel aveva chiuso al terzo posto.
È il ritorno dell’atletica italiana ai vertici di una competizione che, fin dagli albori, per decenni ha rappresentato uno dei palcoscenici privilegiati dei nostri maratoneti. Una storia fatta di vittorie, duelli, grandi prestazioni e atleti capaci di lasciare un segno indelebile sulle strade che attraversano i cinque distretti di New York.
Le vittorie italiane: cinque successi nella storia della maratona
Prima di Crippa, l’Italia aveva costruito una tradizione straordinaria nella New York City Marathon. Sono cinque le vittorie italiane, conquistate da quattro atleti. Un bilancio che racconta soprattutto gli anni Ottanta e Novanta, quando la maratona italiana era una delle realtà più competitive a livello internazionale.
Il primo a scrivere il proprio nome nell’albo d’oro fu Orlando Pizzolato. Nel 1984 il maratoneta veneto sorprese tutti, imponendosi in 2h14’53” in un’edizione caratterizzata da condizioni climatiche particolarmente difficili. Una vittoria diventata leggendaria anche per il modo in cui arrivò: Pizzolato dovette fermarsi più volte negli ultimi chilometri, ma riuscì comunque a difendere il vantaggio e a tagliare per primo il traguardo.
Non fu un episodio isolato. Dodici mesi più tardi, nel 1985, Pizzolato tornò a New York e vinse nuovamente, questa volta con il tempo di 2h11’34”. Una doppietta che lo consegnò definitivamente alla storia della manifestazione.
Nel 1986 toccò a Gianni Poli raccogliere il testimone. Il bresciano firmò la terza vittoria italiana consecutiva, imponendosi in 2h11’06”. Un successo che completò una straordinaria stagione azzurra: Pizzolato terminò terzo, Salvatore Bettiol sesto e Osvaldo Faustini ottavo. Quattro italiani tra i primi otto classificati: un risultato difficilmente ripetibile.
Bisognerà aspettare dieci anni per ritrovare un italiano sul gradino più alto del podio. Nel 1996 fu Giacomo Leone a conquistare New York, fermando il cronometro a 2h09’54”. Il pugliese, che aveva dovuto rinunciare alle Olimpiadi di Atlanta per un infortunio, si prese una delle più belle soddisfazioni della carriera.
L’ultima vittoria italiana nella gara femminile arrivò invece nel 1998, quando Franca Fiacconi si impose in 2h25’17”. Un successo che ancora oggi rappresenta un riferimento assoluto per la maratona azzurra al femminile.
A queste cinque vittorie, va aggiunto il successo dell’indimenticabile Alex Zanardi nella categoria handbike nel 2011.
I pionieri italiani: Marchei e Ambrosioni aprono la strada
La storia degli italiani alla Maratona di New York era però cominciata prima. Bisogna tornare al 1978, quando Marco Marchei e Franco Ambrosioni furono i primi azzurri a lasciare, per caso, il segno sulle strade della Grande Mela.
Entrambi arrivavano da uno stage in altura a Città del Messico e decisero di partecipare alla gara come ultimo allenamento lungo della trasferta americana. Per entrambi era anche il debutto sulla distanza dei 42 chilometri. I risultati andarono ben oltre le aspettative: Marchei conquistò un prestigioso quarto posto in 2h16’54”, mentre Ambrosioni concluse in nona posizione con il tempo di 2h19’08”. Un esordio che avrebbe aperto la strada a una lunga stagione di successi italiani. Marchei, in particolare, dimostrò subito di poter competere con i migliori interpreti internazionali della distanza, mentre Ambrosioni contribuì a portare due atleti italiani nelle prime dieci posizioni.
I migliori piazzamenti italiani maschili alla Maratona di New York
Sono numerosi gli atleti che hanno conquistato un posto tra i migliori, soprattutto tra la seconda metà degli anni Ottanta e la fine degli anni Novanta.
Dopo i successi di Pizzolato e Poli, il primo grande piazzamento fu quello di Gianni Demadonna, secondo nel 1987. Un anno più tardi toccò a Salvatore Bettiol, capace di conquistare un altro secondo posto nel 1988. Nel 1989 arrivò invece il terzo posto di Gelindo Bordin, campione olimpico di maratona a Seul nel 1988.
Negli anni Novanta, oltre alla vittoria di Giacomo Leone nel 1996, va ricordato il terzo posto di Stefano Baldini nel 1997. L’emiliano, che avrebbe conquistato l’oro olimpico ad Atene nel 2004, dimostrò anche sulle strade newyorchesi il proprio valore internazionale.
Dopo una lunga assenza dal podio, l’Italia è tornata protagonista nel 2021 grazie a Eyob Faniel, terzo classificato in 2h09’52”. Nel 2023 è arrivato il settimo posto di Iliass Aouani, mentre Daniele Meucci ha conquistato l’ottava posizione nel 2022 e la decima nel 2025.
Il secondo posto di Yeman Crippa nel 2026 rappresenta dunque il risultato più importante degli ultimi trent’anni e riporta un atleta italiano nelle prime due posizioni della classifica maschile.
Le donne italiane: Franca Fiacconi e Laura Fogli, due protagoniste assolute
Se la storia maschile è stata caratterizzata da una lunga serie di vittorie, anche quella femminile ha regalato all’Italia risultati di grande prestigio. Due nomi, più di tutti, hanno contribuito a costruire questa tradizione: Laura Fogli e Franca Fiacconi. La prima grande protagonista fu Laura Fogli, una delle maratonete italiane più competitive degli anni Ottanta. La sua storia con New York cominciò con due quarti posti, nel 1981 e nel 1982, prima di arrivare sul podio nel 1983. La maratoneta ferrarese riuscì a conquistare complessivamente sei piazzamenti tra le prime tre: seconda nel 1983 e nel 1988, terza nel 1984, 1985, 1986 e 1989. Sei podi senza riuscire a conquistare la vittoria, ma con una continuità che testimonia il suo straordinario valore.
Nel 1983, insieme a Fogli, salirono alla ribalta anche Alba Milana, quarta, e Paola Moro, ottava. Una presenza italiana particolarmente significativa, che anticipava il ruolo di primo piano che le maratonete azzurre avrebbero avuto negli anni successivi.
Il momento più alto arrivò però nel 1998, quando Franca Fiacconi diventò la prima e finora unica italiana a vincere la Maratona di New York in 2h25’17”. Il suo rapporto con la Grande Mela fu particolarmente felice. Fiacconi aveva già conquistato il secondo posto nel 1996 e il terzo nel 1997. Dopo la vittoria del 1998, tornò ancora sul secondo gradino del podio nel 2000.
Le altre azzurre protagoniste: da Bruna Genovese a Sara Dossena
Dopo gli anni delle grandi protagoniste degli anni Ottanta e Novanta, la presenza italiana nelle prime posizioni della classifica femminile è proseguita anche nel nuovo millennio. Tra i risultati più significativi va ricordato il quinto posto di Bruna Genovese nel 2005, con il tempo di 2h27’15”. Un piazzamento di valore in una fase nella quale la maratona italiana cercava nuove protagoniste capaci di raccogliere l’eredità delle grandi interpreti del passato.
Nel 2013 è stata Valeria Straneo a riportare l’Italia nelle prime cinque posizioni, chiudendo quinta in 2h28’22”. L’azzurra si è poi classificata ottava nell’edizione del 2014. Nel 2017 è arrivato il sesto posto di Sara Dossena, che ha fermato il cronometro a 2h29’39”. Nell’edizione 2026 Giovanna Epis ha chiuso all’undicesimo posto in 2h28’55”.

