Una giornata da ricordare. Non ha vinto, ma Yeman Crippa ha conquistato uno straordinario secondo posto alla Maratona di New York 2026, chiudendo in 2h06’14” e arrendendosi soltanto nel finale ad Andreas Almgren. Lo svedese, campione del mondo di mezza maratona, firma un debutto clamoroso sulla distanza vincendo in 2h06’01”. Sul podio anche il sorprendente Kamohelo Mofolo, che ha beffato Benson Kipruto sul traguardo, mentre tra le donne Sheila Chepkirui si riprende il titolo dopo il successo del 2024, battendo Jessica McClain, seconda in rimonta, e Hellen Obiri.
La cinquantesima edizione della maratona più famosa del mondo, ha regalato uno spettacolo come non si vedeva da anni. Circa 60.000 runner hanno attraversato i cinque distretti di New York, da Staten Island a Manhattan, in una giornata che ha finalmente riconsegnato all’Italia uno dei risultati che rimarranno nella memoria e negli annali della maratona della Grande Mela.
Yeman Crippa, una gara straordinaria: secondo alla Maratona di New York
La notizia più bella per gli appassionati italiani arriva da Yeman Crippa. Il trentino ha corso una maratona di grande spessore, interpretando con intelligenza un percorso complicato, rimanendo protagonista fino agli ultimi metri e conquistando un secondo posto che non si vedeva da trentotto anni (prima di lui, con lo stesso piazzamento Gianni Demadonna, secondo nel 1987 e Salvatore Bettiol nel 1988).

Dopo il successo alla Maratona di Parigi dello scorso aprile, dove aveva stabilito il proprio primato personale in 2h05’18”, Crippa ha confermato di essere ormai un protagonista di livello internazionale anche sulla distanza regina, dopo aver dominato nelle distanze più brevi. A New York ha chiuso in 2h06’14”, a soli 13 secondi dal vincitore, ma davanti a un gruppo di maratoneti di altissimo livello.
La sua è stata una prova di grande maturità. Crippa aveva dichiarato alla vigilia di voler rimanere coperto nel gruppo di testa il più a lungo possibile, per poi giocarsi le proprie possibilità nella parte conclusiva della gara. E così ha fatto. Una strategia che si è rivelata efficace e che gli ha permesso di arrivare a giocarsi il tutto per tutto fino agli ultimi metri di Central Park. Yeman non si è accontentato limitandosi a difendere la propria posizione. Ha lanciato l’azione che ha messo definitivamente fuori gioco Kipruto, rispondendo sempre agli attacchi e ai cambi di ritmo, rimanendo agganciato ad Almgren fino alle battute conclusive. Soltanto l’accelerazione dello svedese negli ultimi 800 metri ha fatto la differenza.
Per Crippa un debutto e risultato di straordinario valore, anche sul piano cronometrico, soprattutto alla luce delle difficoltà del tracciato newyorkese, tutt’altro che favorevole. Un secondo posto che lo inserisce tra i grandi nomi azzurri di New York.
Gara maschile: Andreas Almgren vince al debutto, impresa storica per la Svezia
La vittoria maschile porta la firma di Andreas Almgren. Lo svedese, 31 anni, sceglie New York per il proprio esordio sulla distanza e trasforma quella che poteva essere una scommessa in un successo clamoroso. Il suo curriculum lasciava già intuire le potenzialità. Primatista europeo dei 5.000 metri, dei 10 chilometri e della mezza maratona, Almgren arrivava negli Stati Uniti dopo aver conquistato il titolo mondiale nella mezza maratona a Copenaghen, con il nuovo record europeo di 58’06”. Il passaggio dalla pista e dalle distanze più brevi alla maratona rappresentava comunque un’incognita. Soprattutto a New York, dove il percorso impone continui cambi di ritmo, salite, discese e cinque ponti che mettono a dura prova anche gli specialisti più esperti.
Almgren ha dimostrato invece una capacità di gestione sorprendente. È rimasto nel gruppo dei migliori per gran parte della gara, senza forzare prematuramente, mentre la leadership è passata da un atleta all’altro. Intorno al trentesimo chilometro è stato Geoffrey Kamworor a provare a dettare il ritmo, prima che fosse l’americano Conner Mantz a prendere l’iniziativa al trentacinquesimo. Ma la gara è entrata nella sua fase decisiva quando il gruppo si è assottigliato. Almgren si è portato nelle prime posizioni e al quarantesimo chilometro è transitato praticamente appaiato a Yeman Crippa. Ma lo svedese ha dimostrato di avere qualcosa in più. A circa un chilometro dal traguardo, ha trovato un’accelerazione devastante, cambiando ritmo e riuscendo progressivamente a staccare Yeman Crippa. Una progressione che gli ha permesso di tagliare il traguardo in 2h06’01”, con 13 secondi di vantaggio sull’azzurro.
Per Almgren, una vittoria storica, diventando il primo svedese a conquistare la Maratona di New York e il primo atleta del suo Paese a vincere una delle grandi maratone internazionali. Un debutto difficilmente immaginabile anche per un talento della sua dimensione.
Alle sue spalle, come detto, Yeman Crippa in 2h06’14”. Il terzo posto al rappresentante del Lesotho, Kamohelo Mofolo, autore di 2h06’26”, appena un secondo davanti al keniano Benson Kipruto, quarto in 2h06’27”, bruciato sul traguardo.
Gara femminile: Sheila Chepkirui si riprende New York, McClain beffa Obiri
Anche la gara femminile ha regalato un finale emozionante, con tre atlete protagoniste di una battaglia risolta soltanto negli ultimi metri all’interno di Central Park. A conquistare la vittoria è stata la keniana Sheila Chepkirui, che è tornata sul gradino più alto del podio dopo il successo del 2024. La campionessa africana ha chiuso in 2h24’36”, al termine di una gara interpretata con grande intelligenza tattica.
La sua principale avversaria è stata la connazionale Hellen Obiri, vincitrice dell’edizione 2025 e detentrice del record del percorso con 2h19’51”. Le due keniane sono riuscite a prendere progressivamente il largo rispetto alle altre concorrenti nella parte conclusiva della maratona, preparando un duello a due. Ma New York ha riservato un’incredibile ultima sorpresa.
L’americana Jessica McClain, rimasta a distanza, ma non troppo lontana, è stata artefice di una rimonta straordinaria nel finale. Prima riuscendo a ricucire il distacco, poi superando la Obiri proprio nelle battute conclusive, conquistando una seconda posizione quai sinsperata. Chepkirui, invece, non si è lasciata sorprendere dalle due contendenti, tagliando il traguardo in solitaria, con sei secondi di vantaggio sull’americana. La McClain ha chiuso in 2h24’42”, mentre la Obiri ha dovuto accontentarsi del terzo posto in 2h24’43”. Per gli Stati Uniti un risultato importante: McClain ha riportato una donna americana sul podio della Maratona di New York per la prima volta dal 2018, quando era stata Shalane Flanagan a conquistare il terzo posto. Da segnalare anche la quarta posizione della keniana Edna Kiplagat, che a 46 anni continua ancora ad essere competitiva ai massimi livelli internazionali.

