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Stop a selfie e video in gara: il circuito Ironman fa scuola

Ironman è la prima grande organizzazioni dell’endurance a tracciare un confine così netto sull’uso dei dispositivi elettronici in gara. Una linea che potrebbe influenzare anche altre manifestazioni, soprattutto la corsa su strada.
RedazioneBy Redazione1 Marzo 2026
Un atleta Ironman mentre si fa un selfie in gara (AI)
Un atleta Ironman mentre si fa un selfie in gara (foto AI)

Tutti gli influencer e i runner più vanitosi sono allertati. Ironman, il circuito triathlon più famoso al mondo, ha aggiornato il proprio regolamento, introducendo una norma che potrebbe avere conseguenze rivoluzionarie e cambiare le abitudini di tutto il mondo dell’endurance. Una delle norme introdotte, infatti, prevede la squalifica immediata per gli atleti che utilizzano in gara dispositivi elettronici ritenuti “distraenti”. Tradotto: niente più selfie al traguardo, stop ai vlog in corsa e addio ai racconti social chilometro dopo chilometro. La competizione torna protagonista, senza filtri né interruzioni digitali.

Il nuovo regolamento Ironman chiarisce in modo netto un’area che in passato lasciava spazio a diverse interpretazioni. Durante la competizione non è consentito utilizzare dispositivi per scattare foto, registrare video o produrre contenuti visivi, indipendentemente dal fatto che si tratti di smartphone, action cam o smart glasses di ultima generazione. Qualsiasi uso di questi strumenti comporta la squalifica. La norma elimina così l’ambiguità legata al concetto di utilizzo “distraente”, già presente negli anni precedenti, rendendo la regola più semplice da applicare e da far rispettare.

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Questo il nuovo paragrafo inserito nel regolamento che andrà in vigore da marzo 2026 (in verde tutte le novità).

“(…) Inoltre, gli atleti non possono utilizzare dispositivi di comunicazione di alcun tipo, inclusi, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, telefoni cellulari, smartwatch e radio ricetrasmittenti, in modo distraente durante la gara. Per “uso distraente” si intende, tra l’altro, effettuare o ricevere chiamate, inviare o ricevere messaggi di testo, ascoltare musica, utilizzare i social media, registrare video o scattare fotografie. L’uso di un dispositivo di comunicazione in modo distraente durante la gara comporterà la squalifica. È inoltre vietato utilizzare qualsiasi dispositivo, inclusi, senza limitazione, fotocamere, fotocamere di telefoni, videocamere, occhiali o altri strumenti simili, per acquisire fotografie, video o altre immagini visive durante la gara. Gli atleti che utilizzano dispositivi in questo modo saranno squalificati” (Section 4.04 Illegal Equipment).

Le nuove disposizioni mettono dunque al bando cellulari, telecamere come GoPro e anche i nuovi dispositivi indossabili come gli occhiali Oakley Meta, strumenti che negli ultimi tempi avevano reso più semplice per gli atleti documentare e condividere le proprie gare direttamente durante le competizioni.

La sicurezza e fair-play al centro della scelta

Alla base della decisione c’è una motivazione abbastanza chiara: ridurre i rischi in gara. Il circuito Ironman vede migliaia di atleti impegnati contemporaneamente su strade aperte o semiaperte, per diverse ore, come avviene per maratone e ultra. L’uso di dispositivi per filmare o fotografare può distogliere l’attenzione, aumentare il pericolo di incidenti e interferire con altri concorrenti.
Ironman sottolinea, inoltre, la necessità di preservare la parità di condizioni, evitando che la ricerca di contenuti social o visibilità personale diventi un fattore di disturbo o di vantaggio indiretto.

Cosa è ancora consentito agli atleti

Il regolamento non vieta in modo assoluto la tecnologia. Rimane permesso l’uso di dispositivi per funzioni essenziali come il tracciamento GPS, la condivisione della posizione o il monitoraggio dei dati di gara, a patto che non vengano manipolati in modo attivo e non servano a comunicare o creare contenuti. In altre parole, la tecnologia può supportare la prestazione, ma non deve diventare protagonista dell’evento né una fonte di distrazione per chi gareggia e per chi condivide il percorso.

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Resta comunque consentito portare con sé il proprio telefono cellulare per motivi di sicurezza, ad esempio nel caso fosse necessario chiedere soccorso durante la gara. L’utilizzo del dispositivo per effettuare chiamate, però, è ammesso esclusivamente dopo che l’atleta abbia ufficialmente deciso di ritirarsi dalla competizione.

Le reazioni nel mondo del triathlon

L’annuncio ha diviso in modo deciso la community dei triathleti. In molti hanno accolto positivamente la misura, considerandola un passo necessario per riportare l’attenzione sull’essenza della gara e sulla sicurezza. Altri, soprattutto tra chi utilizza i social per raccontare la propria esperienza sportiva, vedono nella nuova regola un freno alla narrazione personale e alla promozione del movimento.
Nonostante le opinioni contrastanti, diversi sondaggi indicano un ampio consenso verso il divieto di foto e video in gara, segno che la priorità per la maggioranza dei triatleti.

Una linea (speriamo!) che potrebbe fare scuola

Con questa scelta, Ironman si posiziona tra le prime grandi organizzazioni dell’endurance a tracciare un confine così netto sull’uso dei dispositivi elettronici in gara. Una linea che potrebbe influenzare anche altre manifestazioni, soprattutto la corsa su strada, dove selfie e vlog sono ormai una consuetudine consolidata. Per tutti gli atleti, il messaggio è chiaro: durante la gara conta solo la prestazione, senza distrazioni digitali.

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