Le scarpe intermedie sono una categoria che negli ultimi anni è finita un po’ in secondo piano, complice la diffusione dei modelli con piastra in carbonio. Eppure, tra allenamenti quotidiani, lavori di qualità e lunghi, hanno ancora molto da offrire. Per capire quanto siano cambiate rispetto alle vecchie “A2”, abbiamo provato e messo a confronto quattro modelli con caratteristiche differenti: Kiprun Kipstorm Tempo, Topo Athletic Specter 3, Diadora Corsa e Skechers Aero Razor.
Le abbiamo alternate per circa due settimane, utilizzandole nei lenti, nelle sedute più veloci e nei lunghi, arrivando a percorrere indicativamente 150-180 km con ciascun modello. Un chilometraggio ancora insufficiente per esprimere un giudizio definitivo sulla durata, ma che ci ha permesso di capire meglio il carattere di ogni scarpa, mettendone in evidenza pregi e difetti.
Il confronto si basa su 10 categorie: battistrada, intersuola, tomaia, upper e allacciatura, comfort, reattività, protezione, peso percepito, durata e prezzo. Per ogni categoria abbiamo raccolto le preferenze di due tester, Andrea e Roberto, senza che conoscessero in anticipo le risposte dell’altro. Ne è emerso un confronto interessante, perché le quattro scarpe interpretano in modo diverso il concetto di modello intermedio.
Battistrada
La nostra scelta: Kiprun Kipstorm Tempo (Andrea) e Skechers Aero Razor (Roberto)
Il battistrada della Kiprun Kipstorm Tempo e quello della Skechers Aero Razor sono stati i più apprezzati, seppure per ragioni differenti.
La Skechers Aero Razor convince soprattutto per il comportamento della gomma Goodyear sul bagnato. Durante un allenamento lento, su un tratto di erba umida, l’aderenza è rimasta convincente, senza particolari perdite di grip. Una prestazione che ha contribuito a far apprezzare il battistrada, nonostante qualche segno di usura già visibile dopo i chilometri percorsi.
La Kiprun Kipstorm Tempo si distingue invece per gli intagli pronunciati e per una sensazione di aderenza che si è rivelata convincente nell’utilizzo quotidiano. È anche uno dei modelli con cui abbiamo percorso più chilometri, ma il battistrada ha mostrato un’usura contenuta.
Anche la Topo Specter 3 si è comportata bene sul bagnato, confermando una buona versatilità. La scelta finale premia quindi due soluzioni differenti: da una parte la gomma Goodyear della Skechers, dall’altra il disegno più aggressivo della Kiprun.
Intersuola
La nostra scelta: Skechers Aero Razor (Andrea) e Diadora Corsa (Roberto).
Per quanto riguarda l’intersuola, la sfida si gioca soprattutto tra la morbidezza della Diadora Corsa e il carattere più orientato alla velocità della Skechers Aero Razor.
La Diadora Corsa offre una sensazione di morbidezza che si apprezza sia durante i lenti sia quando si aumenta il ritmo. È una scarpa che rende la corsa piacevole senza richiedere necessariamente di spingere, una caratteristica che la rende interessante anche per chi cerca un modello versatile da utilizzare frequentemente.
La Skechers Aero Razor segue invece una filosofia differente. La mescola A-TPU e la geometria della scarpa restituiscono sensazioni più vicine a quelle di un modello da allenamento veloce, con una risposta più decisa e meno orientata alla semplice morbidezza.
Sono quindi due interpretazioni diverse della scarpa intermedia. La Diadora privilegia il comfort e la versatilità, mentre la Skechers punta maggiormente sulla risposta dinamica e su sensazioni che ricordano, per certi aspetti, le scarpe da allenamento veloce di qualche anno fa.
Tomaia
La nostra scelta: Diadora Corsa (Andrea) e Kiprun Kipstorm Tempo (Roberto)
La tomaia della Diadora Corsa si distingue per una calzata spaziosa e abbastanza lunga, senza che quest’ultima caratteristica diventi fastidiosa durante la corsa. La struttura presenta anche alcuni rinforzi e, nel complesso, trasmette una buona sensazione di qualità costruttiva. È una soluzione che convince soprattutto per la vestibilità e per lo spazio lasciato al piede.
La Kiprun Kipstorm Tempo conquista invece per la leggerezza percepita, la traspirabilità e una sensazione quasi da calzino. La tomaia è comoda e ariosa, caratteristiche che emergono soprattutto durante gli allenamenti più lunghi.
La Topo Specter 3 è quella che ha convinto meno sotto questo aspetto, principalmente per una certa rigidità nella zona della punta. Un dettaglio che può influenzare la sensazione complessiva di calzata, soprattutto quando il piede tende a gonfiarsi con il passare dei chilometri.
Nel complesso, tutte e quattro le scarpe si sono dimostrate abbastanza traspiranti, ma Diadora e Kiprun hanno lasciato le impressioni migliori per motivi differenti: la prima per la vestibilità, la seconda per la leggerezza e la sensazione di freschezza.
Upper
La nostra scelta: Diadora Corsa (Andrea) e Skechers Aero Razor (Roberto)
Anche osservando l’upper e il sistema di allacciatura emergono due approcci differenti, con la Diadora Corsa più orientata al comfort e la Skechers Aero Razor caratterizzata da una costruzione più definita.
L’upper della Diadora Corsa è morbido e meno orientato alle esigenze di una scarpa da gara. Il tallone ben imbottito contribuisce alla sensazione generale di comfort, confermando l’impostazione di un modello che punta a risultare piacevole anche durante un utilizzo prolungato.
La Skechers Aero Razor convince invece per alcuni dettagli costruttivi, a partire dai lacci zigrinati, che offrono una buona presa durante la regolazione. Anche la linguetta e la struttura del tallone sono state apprezzate: la conchiglia è ben costruita e trasmette una sensazione di sostegno, senza compromettere il carattere leggero della scarpa.
La differenza è sottile ma significativa. La Diadora privilegia una calzata morbida e rilassata, mentre la Skechers propone una struttura più definita, che contribuisce a dare una sensazione di maggiore precisione.
Comfort
La nostra scelta: Diadora Corsa
Se c’è una categoria in cui il confronto ha prodotto un risultato netto, è proprio quella del comfort. La Diadora Corsa è stata la preferita da entrambi, grazie alla combinazione di intersuola morbida, costruzione accogliente e buona protezione. È il modello che più si avvicina alla classica daily trainer: una scarpa da utilizzare per accumulare chilometri senza dover necessariamente correre a ritmi elevati. La sua versatilità è uno dei punti di forza emersi durante la prova e la rende interessante anche per chi cerca un’unica scarpa capace di affrontare gran parte degli allenamenti settimanali.
Le altre due esperienze meno convincenti riguardano la Kiprun Kipstorm Tempo, che ha provocato vesciche ai talloni a entrambi i tester, e la Topo Specter 3, con cui uno dei due ha avuto problemi alle dita, arrivando a riscontrare unghie nere.
Si tratta naturalmente di esperienze individuali, che non possono essere generalizzate a tutti i runner. Restano però aspetti importanti da considerare, perché una scarpa può avere un’intersuola eccellente e una buona risposta dinamica, ma se la calzata non è adatta al proprio piede rischia di diventare poco utilizzabile sulle distanze più lunghe.
Reattività
La nostra scelta: Topo Specter 3
La Topo Specter 3 è la scarpa che ha convinto maggiormente per reattività, mettendo d’accordo entrambi. Durante la prova è stata utilizzata anche in due lunghi, nei quali ha dimostrato di riuscire a mantenere una corsa dinamica senza richiedere uno sforzo eccessivo per far lavorare l’intersuola. Uno degli aspetti più interessanti è proprio la capacità di accompagnare la corsa quando i chilometri diventano tanti. Durante i lunghi, la Topo ha permesso di mantenere ritmi sostenuti e di correre vicino a chi utilizzava una scarpa con piastra, senza avvertire la necessità di passare a un modello più aggressivo. A convincere è soprattutto il rocker pronunciato, che accompagna la rullata e invita a correre in modo dinamico. La sensazione è quella di una scarpa capace di offrire una buona risposta senza risultare eccessivamente impegnativa.
La Skechers Aero Razor non è comunque lontana. La sua intersuola è reattiva e invita a spingere, ma restituisce una sensazione meno riposante, che sembra adattarsi meglio ai lavori veloci e alle distanze più contenute.
Per chi cerca una scarpa senza carbonio capace di affrontare anche allenamenti impegnativi e lunghi, la Topo Specter 3 è quella che ha lasciato le impressioni migliori. Non è necessariamente la più morbida o la più leggera in assoluto, ma riesce a trovare un equilibrio particolarmente riuscito tra dinamismo e continuità di corsa.
Protezione
La nostra scelta: Kiprun Kipstorm Tempo (Andrea) e Diadora Corsa (Roberto)
Quando si parla di protezione, la Diadora Corsa e la Kiprun Kipstorm Tempo si distinguono per caratteristiche differenti.
La Diadora Corsa convince per la struttura complessiva, la base ampia e il tallone ben sostenuto. È una scarpa che trasmette solidità e che può risultare interessante per chi cerca un modello protettivo da utilizzare nei chilometri più tranquilli, senza rinunciare alla possibilità di aumentare il ritmo quando necessario.
La Kiprun Kipstorm Tempo sorprende invece per la stabilità, soprattutto considerando l’altezza importante dell’intersuola. Durante il test sono state ricordate misure di circa 45 mm al tallone e 37 mm all’avampiede: una struttura voluminosa che, nonostante le dimensioni, non ha creato particolari problemi nemmeno nelle curve. La sensazione è quella di una scarpa alta e protettiva, ma non necessariamente instabile. Un aspetto interessante per chi cerca molto materiale sotto il piede senza voler rinunciare del tutto a una buona sensazione di controllo.
Naturalmente, la percezione della stabilità può cambiare in base alla corporatura, alla tecnica di corsa e alla calzata individuale. Nel nostro caso, entrambe le scarpe hanno convinto, ma attraverso due soluzioni differenti: più strutturata e sostenuta la Diadora, più voluminosa e sorprendentemente stabile la Kiprun.
Peso percepito
La nostra scelta: Topo Specter 3 (Andrea) e Skechers Aero Razor (Roberto)
La Skechers Aero Razor, 212 grammi, è quella che ha trasmesso maggiormente la sensazione di leggerezza durante la corsa, mentre la Topo Specter 3, 196 grammi, ha convinto per il rapporto tra peso, volume dell’intersuola e sensazioni al piede.

La Skechers Aero Razor si fa apprezzare per la sua impostazione leggera e per un comportamento che invita a correre velocemente.
La Topo Specter 3, invece, è interessante perché, pur avendo una struttura generosa, non sembra particolarmente ingombrante e accompagna bene la falcata.
La categoria premia quindi due aspetti diversi: la Skechers per la leggerezza percepita durante la corsa e la Topo per la capacità di sembrare leggera pur offrendo una quantità generosa di materiale sotto il piede.
Durata
La nostra scelta: Topo Specter 3 (Andrea e Roberto)
Dopo circa 150-180 km, nessuna delle quattro scarpe ha mostrato difetti importanti. È però ancora presto per esprimere un giudizio definitivo sulla durata, soprattutto considerando le differenze tra mescole, geometrie e costruzioni.
La Topo Specter 3 è quella che ha convinto maggiormente entrambi per le condizioni riscontrate. Il battistrada conserva una buona quantità di gomma e anche le zone dell’intersuola esposte mostrano segni di usura limitati.
Sulla Skechers Aero Razor sono stati notati alcuni segni estetici nella parte dell’intersuola non protetta dal battistrada, mentre sulla Kiprun Kipstorm Tempo sono comparsi piccoli scricchiolii nella tomaia. Si tratta di dettagli che vale la pena continuare a monitorare, ma che a questo chilometraggio non permettono di parlare di problemi strutturali.
La preferenza per la Topo è quindi legata soprattutto alle condizioni riscontrate durante il test. Per stabilire quale delle quattro scarpe riuscirà a percorrere più chilometri sarà necessario proseguire l’utilizzo, senza confondere una buona impressione iniziale con una garanzia di durata nel tempo.

Prezzo
La nostra scelta: Skechers Aero Razor (Andrea e Roberto)
La Skechers Aero Razor è quella che ha convinto maggiormente per il rapporto tra prezzo e caratteristiche. Questi i rispettivi costi dei quattro modelli (guarda le migliori offerte nella nostra vetrina scarpe):
- Kiprun Kipstorm Tempo: 140 euro.
- Skechers Aero Razor: 150 euro.
- Diadora Corsa: 160 euro.
- Topo Specter 3: 195 euro.
La Skechers Aero Razor offre un pacchetto interessante per chi cerca una scarpa leggera e reattiva, adatta agli allenamenti veloci senza dover necessariamente ricorrere a un modello con piastra in carbonio. Il prezzo la rende una proposta competitiva, soprattutto considerando le caratteristiche emerse durante la prova.
La Diadora Corsa resta un’alternativa interessante per chi mette al primo posto comfort e protezione, anche in vista dei lunghi. La Kiprun Kipstorm Tempo si colloca nella fascia più accessibile tra i modelli del confronto, mentre la Topo Specter 3 richiede un investimento maggiore, da valutare in relazione alle sue qualità dinamiche e alla versatilità mostrata durante il test.
Classifica e conclusioni
Per trasformare le preferenze espresse nelle dieci categorie in una classifica complessiva, abbiamo assegnato 1 punto a ogni scelta, per un totale di 20 punti disponibili. Ecco la graduatoria finale, stilata sulla base delle preferenze raccolte.

1° posto — Skechers Aero Razor e Diadorsa Corsa: 6 punti
Skechers Aero Razor si distingue per battistrada, intersuola, upper e allacciatura, peso percepito e prezzo. Una scarpa leggera e reattiva, particolarmente interessante per chi cerca un modello orientato alla velocità.
Diadora Corsa si distingue per intersuola, tomaia, upper e allacciatura, comfort e protezione. È la proposta più orientata alla comodità, alla protezione e all’utilizzo quotidiano.
3° posto — Topo Specter 3: 5 punti
Topo Specter 3 si distingue per reattività, peso percepito e durata. È il modello che ha lasciato le impressioni migliori quando si tratta di correre in modo dinamico anche sulle distanze più lunghe.
4° posto — Kiprun Kipstorm Tempo: 3 punti
Kiprun Kipstorm Tempo si distingue per battistrada, tomaia e protezione. Una scarpa interessante per chi cerca una struttura alta e protettiva, con una buona sensazione di stabilità, ma da valutare attentamente in relazione alla calzata sul tallone.
Conclusioni finali
Il risultato finale racconta bene quanto queste quattro scarpe siano diverse tra loro. La Skechers Aero Razor e la Diadora Corsa chiudono a pari merito, ma arrivano allo stesso punteggio seguendo strade quasi opposte.
La Diadora Corsa è la scelta più orientata al comfort: morbida, protettiva e adatta a chi vuole una scarpa da allenamento quotidiano capace di affrontare anche ritmi più sostenuti. È quella che si è dimostrata più accogliente durante la prova e che può avere senso per chi cerca soprattutto una compagna affidabile per accumulare chilometri.

La Skechers Aero Razor ha invece un carattere più aggressivo. La leggerezza percepita e la risposta dell’intersuola la rendono interessante per gli allenamenti veloci, soprattutto per chi preferisce una scarpa senza piastra in carbonio ma non vuole rinunciare a sensazioni dinamiche.
La Topo Specter 3 è probabilmente il modello più interessante per chi cerca un equilibrio tra reattività e capacità di mantenere un buon ritmo anche quando le distanze aumentano. Il rocker pronunciato e la risposta dell’intersuola sono stati tra gli aspetti più convincenti dell’intero confronto.
La Kiprun Kipstorm Tempo, infine, convince per il battistrada, la protezione e la stabilità percepita nonostante l’altezza importante. Le vesciche ai talloni riscontrate durante la prova restano però un elemento da considerare con attenzione prima dell’acquisto.
Più che decretare una vincitrice assoluta, questo confronto dimostra che le scarpe intermedie hanno ancora un ruolo importante nella rotazione di un runner. Non tutte devono essere veloci nello stesso modo, né offrire necessariamente la stessa sensazione sotto il piede: c’è chi cerca comfort, chi vuole protezione e chi desidera una scarpa capace di accompagnarlo nei lavori di qualità e nei lunghi.
La scelta migliore, alla fine, dipende soprattutto dall’utilizzo che se ne vuole fare e da come la scarpa si adatta al proprio piede. E proprio questo è il bello delle scarpe intermedie: oggi è ancora possibile trovare modelli molto diversi tra loro, senza dover necessariamente ricorrere alla piastra in carbonio per correre forte.

