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Diadora Frequenza, ritmo nell’Anima

Giulia SommiBy Giulia Sommi19 Febbraio 2024
diadora frequenza
La nuova Diadora Frequenza

Nella nuova gamma di scarpe Diadora, il modello Frequenza si posiziona come calzatura adatta sia alle corse di tutti i giorni, sia ai lavori di qualità: la possiamo a tutti gli effetti definire una intermedia. E’ una scarpa leggera, parlando di peso, adatta al podista neutro che cerca il confort di un’intersuola azotata molto morbida, ma che allo stesso tempo vuole anche aumentare il ritmo e fare lavori come ripetute e fartlek.

Non solo: Frequenza è anche una scarpa molto originale dal punto di vista estetico. Spesso diciamo, quasi come fosse una battuta, che alcune scarpe vadano bene anche con i vestiti di tutti i giorni e per un aperitivo: Diadora Frequenza è sicuramente adatta anche a questo, grazie al design che strizza l’occhio al passato e alla scelta dei materiali utilizzati per la costruzione.

Ho indossato queste scarpe per i nostri tradizionali 150km di percorrenza, utilizzandole principalmente per le mie uscite di corse lento. Prediligo infatti correre i lenti con scarpe intermedie molto leggere piuttosto che con le tipiche daily trainer, alternandole a scarpe più spinte o da gara quando sono impegnata in lavori di qualità come medi, fartlek e ripetute.

Battistrada: 7,5

Il battistrada è caratterizzato da un utilizzo di gomma D5000 (Durathech 5000), che lascia l’intersuola esposta in gran parte. I tipici punti di contatto, tanto sul tallone come sulla parte anteriore, sono ben protetti e nel complesso ho evidenziato un buon grip su tutte le superfici.

E’ evidente come Diadora sia intervenuta per contenere il peso della scarpa il più possibile, con un risultato indubbiamente molto valido che trova conferma bilancia alla mano: questa è una scarpa leggera in assoluto per essere un modello adatto anche alle corse di tutti i giorni.

Intersuola: 8

L’intersuola è in Anima N2, mescola sviluppata da Diadora che si caratterizza per una notevole morbidezza: del resto N2 è la sigla che in chimica indica la molecola dell’azoto, per sottolineare la lavorazione di questa schiuma in EVA con iniezione di azoto.

L’abbiamo misurata con il durometro rilevando un valore attorno a 36, più contenuto rispetto a quello della maggior parte delle scarpe intermedie in commercio, a confermare che si tratta di una scarpa molto morbida. La morbidezza si abbina però anche ad un ritorno di energia ben presente: Frequenza è una scarpa che porta a correre un po’ più velocemente del ritmo lento con grande facilità, invoglia ad accelerare ed andare un po’ più forte spingendosi verso lavori di qualità.

Diadora dichiara unicamente il drop, pari a 8mm per Frequenza; la stima che abbiamo fatto internamente è che la intersuola sia spessa circa 36mm nella parte posteriore, conferendo quindi notevole protezione complessiva.

Tomaia: 7

La tomaia di questa scarpa è indubbiamente molto originale e per certi versi unica nel disegn, alternando un mesh a doppio strato caratterizzato dalla elevata traspirabilità a punti di rinforzo in materiale simil scamosciato che rinforzano al costruzione fornendo sostegno. L’impressione che fornisce è quella di una elevata robustezza complessiva, coadiuvata da scelte estetiche che ricordano le scarpe Diadora di vari decenni fa e che quindi colpiscono per lo stile retrò.

Segnalo però di aver registrato un problema di sfregamento della parte superiore della tomaia poco dietro l’alluce, area che in genere non è soggetta ad abrasioni, con arrossamento della pelle. Paolo, che ha utilizzato lo stesso modello, non ha però avuto problemi di questo tipo.

Upper: 8

Decisamente indovinate le stringhe, che ricordano per fattura quelle delle scarpe Nike con piastra in carbonio: si allacciano facilmente e non tendono a slacciarsi. La linguetta è rifinita con lo stesso stile della tomaia: molto sottile, quasi racing, non è fissata internamente ai lati ma non tende a muoversi una volta posizionata sul piede.

Il tallone ha una struttura piuttosto rigida, con una buona imbottitura ai lati che rende quest’area comoda al piede. La parte terminale si sviluppa con una sorta di sbalzo posteriore, mentre un pull tab facilita la calzata.

Peso: 8

Diadora Frequenza è una scarpa decisamente leggera, sia alla bilancia sia come percezione al piede una volta calzata, così come del resto deve essere una intermedia. Nel numero 8US che indossa Paolo, corrispondente al 41 europeo, hanno un peso di 225 grammi: siamo poco sotto quello delle Hoka Clifton 9 e almeno 35 grammi meno delle tipiche daily trainer protettive, valore allineato a quello delle tipiche intermedie presenti in commercio. Questo le rende ideali non solo per i lavori di qualità ma anche per le corse lente di tutti i giorni, in quanto garantiscono morbidezza per via dell’intersuola spessa pur con un peso contenuto.

Comfort: 8

Diadora Frequenza è una scarpa complessivamente confortevole, con la quale però prestare alcune piccole attenzioni. La prima riguarda la linguetta, molto ben costruita ma decisamente minimal: non ha di fatto imbottitura e richiede di essere posizionata nel modo migliore onde evitare che si possa spostare durante la corsa.

La seconda è legata alla tomaia, per via del piccolo ma fastidioso problema di sfregamento che ho sperimentato poco dietro il primo dito del piede. E’ un’area che in genere non è soggetta ad abrasioni ma che nel mio caso ha causato qualche problema, pur indossando calze tecniche che utilizzo abitualmente nelle mie uscite.

Tolte queste due note, nessun problema con le altre parti della scarpa: l’intersuola fornisce un ottimo confort a un po’ tutti i ritmi, soprattutto quando si opta per la corsa lenta.

La calzata, infine, si rivela essere moderatamente ampia: c’è spazio per le dita del piede, senza però eccedere, e lateralmente la tomaia aderisce bene al piede fornendo stabilità nella corsa ma al contempo senza stringere in modo fastidioso.

Protezione: 7,5

Diadora Frequenza è una scarpa neutra pensata per podisti che non hanno particolari problemi di pronazione e che quindi non necessitano di un supporto specifico. L’intersuola molto morbida, del resto, conferisce notevole confort ma può rappresentare un problema per chi tende a non avere un appoggio neutro e centrato.

Detto questo, la larghezza della pianta soprattutto nella parte anteriore è ben pronunciata e questo aiuta a conferire stabilità complessiva. La parte posteriore è più stretta ma non al punto da creare problemi a chi corresse atterrando molto di tallone. Non è una scarpa che consiglio a chi soffre di lievi problemi di pronazione, per postura o per stanchezza dopo tanti chilometri, ma che per i neutri garantisce una dinamica di corsa priva di problemi.

Durata massima stimata: 7

Il battistrada è ben strutturato e la tomaia costruita con notevole cura e robustezza: questi due componenti da soli ritengo siano in grado di garantire una più che adeguata durata nel tempo, almeno sino ai canonici 600-700km di percorrenza.

Discorso differente per l’intersuola, che utilizziamo per la prima volta in queste Diadora Frequenza: essendo in EVA con iniezione di azoto potrebbe presentare, dopo una percorrenza di circa 500km, il tipico decadimento della risposta ma è un aspetto che ci ripromettiamo di valutare con un utilizzo di lunga durata.

Rapporto qualità/prezzo: 7

Il prezzo di listino di queste Diadora Frequenza è di 175 euro, una cifra allineata al prezzo medio delle scarpe da allenamento in commercio in questo momento in Italia. Il rapporto qualità prezzo è discreto: la cifra non è contenuta, anche se bisognerà vedere quale sarà il prezzo retail di queste scarpe, ma la qualità fornita è molto elevata.

Voto finale: 7,6

Diadora Frequenza è una scarpa che riveste più anime. La prima è quella della scarpa adatta alle sessioni più impegnative e veloci che vengono svolte nel corso della settimana; la seconda è di scarpa che per via della morbidezza può essere utilizzata nelle uscite di tutti i giorni, trasformandosi in una classica daily traner: è questo l’utilizzo che ho fatto per la maggior parte delle uscite, io che prediligo le scarpe molto leggere per le mie corse di recupero e per quelle lente.

D’altro canto ha un’intersuola di qualità, che conferisce una risposta molto valida oltre a notevole confort: questo la rende una scarpa adatta a lavori di qualità come medi e ripetute più lunghe, connubio ideale in una rotazione a tre scarpe, affiancata da una maxi per le corse rigeneranti e lente e da una scarpa più veloce per le gare.

Per molti atleti Diadora Frequenza è anche una scarpa valida come calzatura per più utilizzi: nel mio caso specifico l’ho utilizzata per le corse lente con ottimo feedback complessivo, senza però disdegnare un aumento del ritmo portandomi su quello del medio e assicurandomi una risposta brillante.

Altro elemento degno di nota, per quanto assolutamente soggettivo, è il design: questa è una scarpa molto diversa dalle altre in commercio, con la quale Diadora ha voluto fare dei precisi richiami al passato delle proprie calzature ovviamente utilizzando tecnologia moderna. Il risultato è una scarpa che ai mei occhi è molto bella esteticamente, che può essere indossata egregiamente anche quando non si corre ma si passeggia, ci si reca al lavoro o per un’uscita informale.

Per quale podista è indicata? L’abbondante intersuola garantisce protezione sino agli 85kg di peso: quindi per tutti i runner che corrono tra i 6 e i 4 minuti al chilometro i lenti e i medi tra i 5’30” al chilometro fino a 3’45”. Può essere ovviamente usata anche a velocità superiori per lavori di qualità da atleti più leggeri ed evoluti, eventualmente affiancando una scarpa più spinta per le gare: per gli atleti più lenti e con meno esperienza, Frequenza può benissimo essere utilizzata anche in gara. Come distanze non pongo limiti particolari: ci si può spingere tranquillamente oltre la mezza maratona grazie alla qualità costruzione e alle caratteristiche della mescola Anima N2.

Anima diadora frequenza recensione
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Giulia Sommi
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Il mio amore per la corsa è scoccato a trent’anni, stanca della routine della palestra e dopo anni di semiprofessionismo nel basket. Dopo aver corso allo sbaraglio la mia prima maratona a New York sotto le tre ore, ho iniziato una nuova avventura insieme a Giorgio Rondelli, il mio coach, che mi ha introdotto nel vero mondo dell’atletica (anche se la prima volta che ho corso in pista sono partita in senso contrario!). Amo allenarmi e gareggiare, ma senza la fissa e lo stress della prestazione ad ogni costo: nel 2021 ho corso la maratona di Valencia in 2 ore e 35 minuti e nel 2022 sono diventata Campionessa Italiana sulla distanza a Ravenna.

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