Uno degli aspetti fondamentali con cui anche su The Running Club valutiamo le scarpe da corsa è la loro durata nel tempo. Nelle nostre recensioni cerchiamo sempre di stimare quanti chilometri un determinato modello possa affrontare nel corso della sua vita, tra allenamenti e gare. Una valutazione basata sull’esperienza, sulle sensazioni e sull’osservazione dei materiali. Ma forse, molto presto, non sarà più necessario chiederselo: saranno direttamente le scarpe a dire quando è arrivato il momento di cambiarle.
L’usura delle scarpe da corsa è uno dei principali fattori di rischio per gli infortuni, eppure è anche uno dei più difficili da individuare. Secondo uno studio pubblicato sul British Journal of Sports Medicine *, quasi un runner su due subisce un infortunio ogni anno, spesso a causa della perdita progressiva di ammortizzazione.
Il consumo della suola è evidente, ma il degrado della schiuma interna avviene in modo silenzioso, senza segnali chiari. Non a caso, circa il 60% dei corridori decide di sostituire le scarpe basandosi solo sull’aspetto esterno o su sensazioni soggettive, con il rischio di correre troppo a lungo con calzature ormai inefficaci.

È proprio da questa criticità che nasce Kipnext Connect, il progetto sviluppato da Kiprun in collaborazione con la startup sport-tech Movmenta. Si tratta della prima scarpa da running in grado di monitorare lo stato reale di usura dell’ammortizzazione, misurando la compressione della schiuma nel tempo. Un’innovazione che punta a “rendere visibile l’invisibile”, offrendo ai runner un dato oggettivo sul “livello di salute” della propria scarpa e aiutandoli a ridurre il rischio di infortuni legati all’utilizzo di materiali ormai degradati.
Il cuore tecnologico di Kipnext Connect: il sensore Sollo
Il segreto di Kipnext Connect è nascosto tra la tomaia e l’intersuola. Qui trova spazio Sollo, un sensore ultraleggero di appena 3 grammi, completamente integrato e impercettibile durante la corsa. Non necessita di batterie né di alimentazione esterna e utilizza onde elettromagnetiche per misurare con precisione la compressione della schiuma ammortizzante. Le rilevazioni avvengono in stato statico e si concentrano sul tallone, zona di impatto primario per oltre il 90% dei runner, secondo gli studi di biomeccanica della corsa.

I dati raccolti dal sensore vengono letti tramite l’app Pacer, che trasforma le misurazioni in una percentuale chiara di degradazione dell’ammortizzazione. L’accesso alle informazioni è immediato: basta avvicinare lo smartphone alla zona designata della scarpa, con un gesto simile a quello di un pagamento contactless. In pochi secondi, il runner può sapere se le proprie scarpe sono ancora in condizioni ottimali o se stanno diventando un potenziale fattore di rischio.
Kipnext Connect: caratteristiche tecniche
Kipnext Connect è un vero e proprio ecosistema che unisce hardware, software e progettazione biomeccanica. Alla base c’è una maxi shoe premium pensata per runner che si allenano regolarmente che cercano comfort, protezione e durata negli allenamenti su strada.
L’intersuola utilizza una schiuma in SCF A-TPU supercritica, Fastech+, abbinata auno stack posteriore importante da 53 millimetri e a un’altezza nell’avampiede di 45 millimetri, per un drop complessivo di 8. Il risultato è una scarpe neanche troppo pesante (265 grammi) per la sua struttura con un’ammortizzazione profonda ma reattiva, un ritorno di energia elevato e una protezione superiore anche sulle lunghe distanze.
Rispetto alla Kipride Max, ad esempio, Kipnext Connect X, offre il 20% di ammortizzazione in più, migliorando ulteriormente il comfort sulle lunghe distanze.
Una nuova visione della tecnologia applicata al running
Per Kiprun, questa innovazione rappresenta un passo decisivo verso un futuro in cui l’attrezzatura sportiva diventa sempre più intelligente e responsabile. L’obiettivo non è solo migliorare la performance, ma permettere ai runner di correre più a lungo, con maggiore sicurezza e consapevolezza.
“In Kiprun, crediamo che la corsa permetta a chiunque di scoprire il proprio potenziale e migliorare. La nostra missione è incoraggiare ogni runner a non fermarsi – spiega Benoit Buronfosse, Innovation Director -. Per riuscirci, ci impegniamo a sviluppare attrezzature che garantiscano prestazioni durature riducendo il rischio di infortuni, che è il motivo principale per cui si smette di correre. Con Kipnext Connect, introduciamo un prodotto che risponde pienamente a queste due sfide chiave.”
Kipnext Connect non è ancora disponibile sul mercato, ma Decathlon ha già fatto sapere che l’arrivo è previsto entro lafine del 2026. Il prezzo indicativo si aggirerà attorno ai 219 euro, posizionando il modello nella fascia premium, in linea con la tecnologia integrata e con l’ambizione di cambiare il modo in cui i runner si rapportano all’usura delle proprie scarpe.
* Van Gent et al. (2007), Incidence and determinants of lower extremity running injuries in long distance runners

