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La squalifica di Samantha Armeni alla Mezza Maratona dei 6 Comuni riporta al centro del dibattito la complessa questione delle scarpe ammesse nelle competizioni FIDAL. La runner dei Vicenza Runners aveva chiuso la gara al secondo posto in circa 1h35’, ma il risultato è stato cancellato dopo un controllo a campione: il modello utilizzato, una normale daily trainer, non risultava nella lista delle calzature approvate da World Athletics.
Non tutte le maratone sono uguali. A parità di distanza, 42 chilometri, i percorsi possono infatti essere classificati in Tipo A e Tipo B sulla base di precisi criteri regolamentari. La differenza riguarda soprattutto il dislivello netto tra partenza e arrivo e la distanza geografica tra i due punti.
Le squalifiche per scarpe non omologate stanno diventando un caso sempre più frequente. Altri podisti sono stati esclusi dalla classifica per aver utilizzato un modello non presente nella lista World Athletics. Il problema riguarda scarpe comunemente usate dai runner, spesso perfettamente regolari dal punto di vista tecnico ma non inserite nell’elenco ufficiale.
Due runner sono stati squalificati alla Mezza Maratona di Palmanova dello scorso novembre dopo aver aggirato le regole di gara. Uno dei due ha corso senza iscrizione, utilizzando un pettorale non valido per fare da pacer al compagno, entrambi consapevoli dell’irregolarità.
Alex Schwazer torna a far parlare di sé. A 41 anni, l’olimpionico azzurro ha vinto la maratona di marcia in Germania firmando il record italiano. Nonostante ciò, la Federazione lo ha escluso dagli Europei di Birmingham per criteri tecnici legati ai risultati ottenuti entro una certa data e alla Coppa del Mondo.
Le regole di World Athletics sulle scarpe da gara illegali sono spesso sottovalutate dai runner amatori. Lo sa bene Michela Sotgia che è stata squalificata per aver utilizzato un paio di daily trainer, apparentemente regolari. Ma la scarpa non era presente nell’elenco ufficiale delle calzature approvate per l’utilizzo in gara.
Il brand svizzero On e la Federazione Italiana di Atletica Leggera hanno presentato il nuovo kit “Azzurri”, simbolo concreto di una partnership che si propone di coniugare la precisione ingegneristica svizzera con la passione e il patrimonio sportivo italiano.
L’articolo 5 del regolamento tecnico internazionale è molto chiaro. Le scarpe da gara devono rispettare tre condizioni essenziali: intersuola non superiore ai 40 mm, una sola piastra e disponibilità per tutti. Ma anche i runner amatori lo devono rispettare? Ne abbiamo parlato con Fidal e World Athletics…
La stagione agonistica FIDAL 2026 si apre con importanti novità che riguardano soprattutto l’aumento delle quote di iscrizione. Dopo anni di stabilità, la Federazione Italiana di Atletica Leggera ha deciso di ritoccare al rialzo i costi per atleti e società, con rincari che colpiscono sia le categorie senior che giovanili.
La Fidal, in linea con le normative internazionali della World Athletics, riconosce come “distanze standard” alcune lunghezze precise dai 5 km ai 100 km. Solo le gare che si svolgono su queste distanze, e che rispettano determinati criteri tecnici, possono essere considerate ufficiali e valide per record, classifiche e statistiche nazionali e internazionali.
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