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L’ultimo mese prima della maratona è una fase decisiva per trasformare i carichi di allenamento in energia, recupero e performance. Dopo il lunghissimo, infatti, il rischio è arrivare alla gara scarichi, con meno glicogeno e una perdita di massa muscolare. In questo contesto, alcune strategie di integrazione possono aiutare il runner a recuperare meglio e sostenere il corpo durante lo scarico.
Gli omega-3 e gli omega-6 sono acidi grassi essenziali fondamentali per la regolazione dei processi cellulari, in particolare quelli legati all’infiammazione, alla risposta immunitaria e alla salute cardiovascolare. Nella dieta occidentale si registra oggi un forte squilibrio a favore degli omega-6, con un rapporto che può arrivare a 15:1 rispetto agli omega-3, ben lontano dal valore ottimale di 3:1.
La gestione dei carboidrati nel running è uno degli aspetti più delicati e spesso fraintesi dell’alimentazione sportiva. Quantità, timing e tipologia di zuccheri devono essere adattati al tipo di allenamento e all’obiettivo del runner, che sia performance, dimagrimento o benessere. Dal fondo lento ai lavori di qualità, fino alle corse lunghe, il consumo energetico cambia e con esso il ruolo dei carboidrati.
L’impresa di Sabastian Sawe, capace di correre una maratona sotto le due ore, ha acceso il dibattito anche sul piano nutrizionale seguito dall’atleta keniano. Tra i punti più discussi, l’elevatissima quantità di carboidrati assunta in gara e l’utilizzo combinato di carboidrati e bicarbonati nei giorni precedenti e durante la competizione.
Per chi corre, gli esami del sangue non sono un semplice controllo di routine, ma uno strumento essenziale per comprendere lo stato di salute e migliorare la performance. Dal trasporto dell’ossigeno al recupero muscolare, dall’equilibrio ormonale all’infiammazione sistemica, ogni valore racconta qualcosa del rapporto tra allenamento, alimentazione e adattamento fisiologico.
Il colesterolo alto nei runner è più comune di quanto si creda e spesso non rappresenta un reale pericolo. L’attività fisica intensa aumenta infatti le HDL, la frazione “buona” che innalza anche il valore totale senza peggiorare il rischio cardiovascolare.
I minerali sono elementi essenziali per la salute e la performance sportiva. Tra i più importanti, sodio, potassio e magnesio svolgono ruoli chiave nell’equilibrio idrico, nella contrazione muscolare e nella produzione di energia.
Dopo i 35 anni il corpo cambia, ma è possibile rallentare l’invecchiamento e migliorare la qualità della vita con scelte consapevoli. Elena Casiraghi, esperta in nutrizione e scienze motorie dell’equipe Enervit, racconta il ruolo dell’esercizio fisico e dell’alimentazione per una longevità sana.
Le vitamine, pur presenti in quantità minime, sono fondamentali per il corretto funzionamento dell’organismo. Questo articolo esplora il ruolo delle vitamine idrosolubili e liposolubili, con particolare attenzione a quelle più rilevanti per chi pratica sport: C, E, D, K e il complesso B.
Il ferro è un micronutriente essenziale per la salute e la performance del runner. Coinvolto nel trasporto dell’ossigeno e nella produzione di energia, il ferro è spesso carente negli sportivi, soprattutto nei maratoneti e nelle donne.
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