Ci ha provato Yeman Crippa. Ci ha provato fino all’ottavo giro di Castelbuono. Ma quando Tamirat Tola ha messo il turbo non ha potuto fare niente se non guardarlo allontanarsi piano piano, ad ogni passo sempre più imprendibile fino all’arrivo in piazza in 34’26”. È così che il campione olimpico della maratona ha scritto il proprio nome nell’albo d’oro della centesima edizione del Giro Internazionale di Castelbuono, la corsa su strada più antica d’Europa, regalando al pubblico delle Madonie un finale degno della storia di una gara che da oltre un secolo richiama i più grandi interpreti del mezzofondo mondiale.
Otto giri da protagonisti, poi la stoccata decisiva
Per gran parte della gara è sembrato di assistere a un duello destinato a risolversi soltanto negli ultimi metri. Yeman Crippa, vincitore dell’edizione 2025, ha risposto colpo su colpo agli affondi dell’etiope, interpretando con intelligenza il durissimo circuito cittadino di 1.134 metri, fatto di saliscendi, curve strette e rilanci continui che rendono Castelbuono una corsa unica al mondo.
I due sono rimasti fianco a fianco fino all’ottavo dei dieci giri previsti, senza concedersi un metro. Poi è arrivato il momento che ha deciso la gara. Tola ha cambiato ritmo con la progressione tipica dei grandi maratoneti: un’accelerazione apparentemente controllata, ma impossibile da replicare. Crippa ha provato a rimanere agganciato, ha resistito per qualche centinaio di metri, poi ha dovuto lasciare andare il rivale.
Negli ultimi due giri il vantaggio dell’etiope è cresciuto passo dopo passo, fino all’ingresso nella spettacolare piazza Margherita, dove il campione olimpico ha potuto alzare le braccia al cielo fermando il cronometro a 34’26”, conquistando la prestigiosa edizione del Centenario. 34’37” per Crippa e la piazza d’onore (guarda qui la classifica completa).
Crippa: “Ho perso con il campione olimpico, c’è solo da imparare”
Al traguardo Yeman Crippa ha accolto il secondo posto con grande lucidità, riconoscendo il valore dell’avversario e trasformando la sconfitta in un’occasione di crescita. “Devo essere solo soddisfatto perché sono arrivato dietro al campione olimpico. Ho provato a dare il mio meglio, però è venuto fuori che è più forte di me. Oggi c’è da imparare, prendere lezioni, ‘metterle in saccoccia’ e continuare a lavorare”, ha spiegato l’azzurro.
Lo sguardo del campione italiano è già rivolto al futuro e al percorso di crescita che lo sta portando a diventare sempre più competitivo in maratona. “Questo percorso sta proseguendo. Devo diventare sempre più maratoneta, come Tola, e riuscire a dare il meglio anche su una gara di 11 chilometri. Lui è già un grandissimo maratoneta, io devo ancora diventarlo, quindi il mio lavoro continua. Ringrazio tutta Castelbuono per l’affetto”.
La prestazione sulle strade siciliane rappresenta anche un importante banco di prova in vista dei prossimi Campionati Europei dei 10.000 metri. “Sto preparando gli Europei dei 10.000 e voglio arrivare al massimo della condizione tra tre settimane. Sono molto contento di questo test”, ha detto Crippa.
Chi è Tamirat Tola
Classe 1991, etiope, Tamirat Tola è uno dei più grandi interpreti della maratona dell’ultimo decennio. Dopo essersi fatto conoscere in pista e nella mezza maratona, ha costruito una carriera straordinaria sulle lunghe distanze.
Nel 2022 ha conquistato il titolo mondiale di maratona a Eugene, mentre nel 2024 ha vinto la medaglia d’oro olimpica ai Giochi di Parigi. Atleta dotato di una straordinaria capacità di mantenere ritmi elevatissimi anche nelle fasi finali delle competizioni, Tola ha dimostrato a Castelbuono di saper adattare le proprie caratteristiche anche a un percorso completamente diverso da una maratona, fatto di continui cambi di ritmo e rilanci.
15° il nostro Andrea Soffientini
Grande prestazione anche del nostro Andrea Soffientini che migliora il risultato dello scorso anno con due posizioni guadagnate, 15° assoluto, 38’22” senza farsi raggiungere dal duo di testa, obiettivo dichiarato della vigilia.
A fine gara, ancora su di giri, ha sottolineato il fascino unico del Giro di Castelbuono e il calore del pubblico siciliano. “Mamma mia! Come al solito nell’ultimo giro ho rallentato per godermi il pubblico. Quest’anno c’era il delirio più assoluto, ma il delirio vero. Un tifo clamoroso”, ha raccontato al telefono a fine gara.
Il portacolori di The Running Club ha poi evidenziato ciò che rende speciale la corsa madonita rispetto a tante altre competizioni internazionali: l’affetto riservato a tutti gli atleti, indipendentemente dalla posizione in classifica. “La cosa più bella è che quelli davanti interessano fino a un certo punto: fanno il tifo per tutti noi che arriviamo dopo. È una cosa clamorosa”. Parole che raccontano meglio di qualsiasi cronometro l’atmosfera del Giro di Castelbuono, una gara in cui il pubblico diventa parte integrante dello spettacolo e accompagna ogni atleta fino al traguardo.

