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Home » Adizero Adios Pro Evo 3: la super scarpa più leggera e veloce mai realizzata da adidas
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Adizero Adios Pro Evo 3: la super scarpa più leggera e veloce mai realizzata da adidas

Con appena 97 grammi e la nuova tecnologia Energy Rim, Adizero Adios Pro Evo 3 ridefinisce il concetto di super scarpa. L'intervista a Charlotte Heidmann.
Dario MarchiniBy Dario Marchini23 Aprile 2026
La nuova Adidas Adizero Adios Pro Evo 3
La nuova adidas Adizero Adios Pro Evo 3

Nei mesi che hanno preceduto il lancio ufficiale, Adizero Adios Pro Evo 3 è stata al centro di un susseguirsi continuo di indiscrezioni, immagini ufficiali e non ufficiali e confronti accesi tra addetti ai lavori e appassionati di running. Una scarpa capace di costruirsi un’aura quasi leggendaria ancora prima di arrivare sul mercato, alimentando grande curiosità soprattutto per il suo peso estremamente contenuto – appena 97,27 grammi, la super scarpa più leggera e veloce mai realizzata dal brand – e per l’introduzione di nuove soluzioni tecniche pensate per spingere ancora più in là i confini della performance. Adizero Adios Pro Evo 3 debutterà ufficialmente in gara questo weekend, alla maratona di Londra, uno dei palcoscenici più iconici del mondo.

Schiuma Lightstrike Pro Evo di nuova generazione, nuova tecnologia Energy Rim, tomaia ultraleggera ispirata alle tecnologie utilizzate nelle vele da kitesurf e battistrada in gomma Continental: Adizero Adios Pro Evo 3 è il risultato di un lavoro di sviluppo estremamente raffinato. Per capire più a fondo come è composta, come è stata progettata e quali sono le caratteristiche che la distinguono all’interno della famiglia Adizero, abbiamo parlato direttamente con Charlotte Heidmann, Category Director Adizero, che ci ha raccontato nel dettaglio la filosofia e le scelte progettuali alla base di questo modello.

La nuova adidas Adizero Adios Pro Evo 3

Adizero Adios Pro Evo 3: intervista a Charlotte Heidmann

Intervista di Paolo Corsini

Negli ultimi tempi sono circolate molte informazioni non ufficiali su Adizero Adios Pro Evo 3. Possiamo finalmente parlare in modo più concreto di questa scarpa. Partiamo dal particolare che più di tutti caratterizza la Adizero Adios Pro Evo 3, il peso: solo 97 grammi. Come è stato possibile arrivare a questo??
“Sì, era inevitabile che emergessero anticipazioni, visto l’interesse che ruota attorno a questo progetto. Fin dall’inizio del processo di sviluppo, il peso è stato uno degli elementi centrali e più sensibili su cui il team ha lavorato. Ogni decisione progettuale, ogni scelta di materiale e ogni soluzione tecnica adottata sono state guidate da un obiettivo molto chiaro: ridurre al minimo ogni grammo superfluo. Il tutto, però, senza mai perdere di vista le prestazioni e senza sacrificare la qualità dell’esperienza di corsa. L’intento era quello di creare una scarpa estremamente leggera, ma capace di offrire supporto, reattività e una sensazione di corsa che rimanesse efficace e sostenibile anche sulle distanze più lunghe”.

Dalla silouette sembrerebbe che anche la Adizero Adios Pro Evo 3 abbia preso in prestito l’EnergyRim dalla Evo Prime X a scapito degli EnergyRods. E’ così?
“Sì, esattamente. Non stiamo utilizzando una piastra tradizionale, come qualcuno potrebbe aver ipotizzato osservando le prime immagini circolate online. La scelta progettuale è stata diversa e nasce da un percorso di evoluzione, non da un ritorno al passato. Abbiamo infatti deciso di abbandonare gli EnergyRods classici, una soluzione che ha caratterizzato e definito diversi modelli della linea Adizero negli ultimi anni, ma lo abbiamo fatto con l’obiettivo di andare oltre, non di semplificare. Al loro posto abbiamo introdotto un nuovo elemento di irrigidimento, chiamato EnergyRim, un rivoluzionario sistema integrato in carbonio (già visto sulle Evo Prime X, ndr) che rappresenta una naturale e diretta evoluzione di quel concetto. Si tratta di una soluzione studiata per offrire lo stesso livello di rigidità e supporto, ma con una distribuzione diversa all’interno dell’intersuola, capace di migliorare la sensazione sotto il piede e di rispondere in modo ancora più preciso alle esigenze degli atleti di alto livello”

La nuova adidas Adizero Adios Pro Evo 3

In cosa consiste l’EnergyRim e qual è il suo ruolo all’interno della scarpa?
“L’EnergyRim garantisce la stessa rigidità in flessione che in passato caratterizzava gli EnergyRods, ma viene inserito all’interno dell’intersuola con un approccio completamente diverso. Invece di attraversare l’avampiede, questo elemento di irrigidimento è integrato tra due strati di schiuma e lavora soprattutto lungo i lati, lasciando intenzionalmente libera la parte centrale dell’avampiede. Il piede non è più costretto a interagire direttamente con un elemento rigido, ma può appoggiare in modo più naturale sulla schiuma, beneficiando di una sensazione di maggiore comfort e continuità nel passo. Allo stesso tempo, la struttura laterale dell’EnergyRim fornisce il supporto e la stabilità necessari per mantenere elevati livelli di reattività, creando un equilibrio che risulta particolarmente efficace sulle lunghe distanze”.

Che tipo di vantaggio offre questa configurazione dal punto di vista del comfort?
“È un aspetto fondamentale, soprattutto se si considera il tipo di utilizzo per cui Adizero Adios Pro Evo 3 è stata progettata. Parliamo di una scarpa pensata per coprire distanze importanti e a ritmi elevati. Il comfort non è un dettaglio secondario, ma diventa un fattore cruciale per mantenere efficienza e qualità della corsa nel tempo. Questo specifico design dell’intersuola contribuisce a rendere l’impatto più naturale, progressivo e meno affaticante, riducendo lo stress accumulato passo dopo passo. Allo stesso tempo, però, la scarpa conserva tutta la struttura necessaria per garantire stabilità, reattività e prestazioni di altissimo livello”.

Alla scoperta di Adizero Evo Prime X, la scarpa di Adidas che ha riscritto la storia dell’ultra running

Questo approccio nasce anche da feedback diretti degli atleti?
“Assolutamente sì. I nostri atleti ci hanno espresso in modo molto chiaro quanto apprezzino la sensazione di un avampiede più “vuoto”, meno invaso da elementi strutturali rigidi nella parte centrale, con la rigidità invece concentrata soprattutto lateralmente. Questo tipo di configurazione cambia il modo in cui la scarpa interagisce con il piede durante la corsa. Anziché imporsi con una struttura rigida, la scarpa lavora come una vera e propria struttura di bilanciamento, accompagnando in modo naturale il movimento del passo. Ne deriva una sensazione più fluida e controllata, che permette al runner di percepire una maggiore libertà nell’appoggio senza rinunciare al supporto necessario nelle fasi di spinta”.

Questa maggiore libertà dell’avampiede non rischia di ridurre la spinta e la reattività?
“Al contrario. Adizero Adios Pro Evo 3 risulta ancora più propulsiva rispetto alle versioni precedenti. Il ritorno di energia è più elevato e, di conseguenza, anche l’economia di corsa beneficia in modo evidente di questa nuova configurazione. Il runner percepisce una spinta più efficace e continua, soprattutto nelle fasi in cui il ritmo cresce e l’efficienza diventa determinante. Questo risultato nasce dalla combinazione precisa tra la nuova schiuma dell’intersuola e l’Energy Rim. I due componenti lavorano in piena sinergia: la schiuma fornisce reattività e leggerezza, mentre l’Energy Rim contribuisce a sostenere la struttura e a canalizzare l’energia in modo più efficace. Il risultato finale è una scarpa che aiuta concretamente il runner a spingersi in avanti con maggiore efficacia, mantenendo al tempo stesso controllo e stabilità”.

L’intersuola è sempre in Lightstrike Pro Evo. Stessa mescola della precedente versione o la formula, la densità, il ritorno di energia sono cambiati?
“Il punto di partenza concettuale rimane il Lightstrike Pro Evo, una base già estremamente avanzata dal punto di vista delle prestazioni, ma la composizione della schiuma utilizzata in Adizero Adios Pro Evo 3 è diversa rispetto al passato, con quasi il 50% di peso in meno rispetto alle versioni precedenti. Tutto è stato ulteriormente ottimizzato attraverso un lavoro di affinamento molto dettagliato, che ha coinvolto ogni singolo aspetto del materiale. Pur non potendo entrare nei dettagli tecnici più specifici, è possibile affermare che il lavoro del team di innovazione si è concentrato su due obiettivi fondamentali: aumentare in modo sensibile il ritorno di energia e, allo stesso tempo, ridurre il peso complessivo della scarpa. Il risultato è una mescola che riesce a offrire maggiore reattività e risposta elastica, mantenendo però una struttura estremamente leggera, perfettamente in linea con la filosofia Evo e con le esigenze degli atleti che cercano il massimo della prestazione”.

La nuova adidas Adizero Adios Pro Evo 3

Il drop sembrerebbe essere molto basso, ma con un rocker molto accentuato in avampiede che permette di sfruttare al meglio la l’Energy Rim. Perché questa soluzione?
“Il rocker è un elemento chiave dell’intero progetto. Già nel passaggio da Pro Evo 1 a Pro Evo 2 abbiamo lavorato in modo molto approfondito sulla posizione e sull’intensità del rocker. È stata una scelta progettuale che gli atleti hanno immediatamente apprezzato, perché ha reso la rullata più naturale e intuitiva. Proprio per questo oggi portiamo avanti lo stesso concetto anche su altri modelli della famiglia Adizero, come Adios Pro 4. Il risultato è una transizione più fluida dal contatto al suolo alla fase di spinta e una propulsione più efficace”.

Possiamo confermare le specifiche ufficiali di stack height e drop?
“Sì. L’intersuola misura 39 millimetri nel tallone e 33 millimetri nell’avampiede, per un drop complessivo di 6 millimetri. Si tratta di una configurazione che consente di rientrare nei limiti regolamentari previsti per le competizioni ufficiali, senza però rinunciare a un’impostazione di corsa estremamente aggressiva”.

Come reagiscono gli atleti, soprattutto quelli con un appoggio più avanzato e aggressivo?
“La risposta da parte degli atleti è stata estremamente positiva. Molti di loro, infatti, hanno una biomeccanica di corsa che privilegia l’appoggio sull’avampiede e raramente utilizzano il tallone come punto di contatto principale con il suolo. Proprio per questo motivo, un rocker così marcato si è rivelato particolarmente efficace. Questa geometria consente agli atleti di sfruttare al meglio il proprio stile di corsa naturale, accompagnando il movimento in modo fluido e continuo”.

Adidas Adizero Adios Pro Evo 3

Adidas Adizero Adios Pro Evo 3

Scarpa per le gare

Arriviamo alla domanda più delicata: Adizero Adios Pro Evo 3 è una scarpa pensata solo per gli atleti d’élite?
“È una scarpa altamente tecnica, sviluppata con l’obiettivo di offrire il massimo livello di prestazione possibile. Adizero Adios Pro Evo 3 nasce per rispondere alle esigenze specifiche degli atleti di vertice, di chi compete ai massimi livelli e necessita di ogni vantaggio marginale per fare la differenza in gara. Allo stesso tempo, però, questo modello rappresenta un vero e proprio laboratorio di idee, uno spazio di sperimentazione in cui adidas testa nuove soluzioni, materiali e concetti progettuali. Ogni innovazione introdotta in questo contesto non rimane fine a sé stessa, ma contribuisce a spingere in avanti l’evoluzione dell’intera gamma Adizero, influenzando progressivamente anche i modelli destinati a un pubblico più ampio. È così che la tecnologia sviluppata per l’élite diventa, nel tempo, patrimonio condiviso di tutta la linea performance”.

Adizero Adios Pro Evo 3 è già disponibile in pre-order al prezzo di 500 euro, ma con una disponibilità estremamente limitata. Un lancio più esteso seguirà in occasione della stagione autunnale delle maratone.

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“Designer per vocazione. Giornalista per scelta. Runner per passione”. Così amo riassumere la mia carriera professionale. Laureato in Design al Politecnico di Milano, ho iniziato a raccontare la mia passione per la corsa nel 2008 con il blog Corro Ergo Sum. Giornalista dal 2015, per undici anni ho lavorato nella redazione di Runner’s World Italia. Ho anche collaborato con diverse realtà nell’ambito dell’organizzazione di eventi podistici nazionali e internazionali come Milano Marathon, Abu Dhabi Marathon, Ras al Khaimah Half Marathon, DeeJay Ten, oltre ad essere stato per quattro anni Direttore Sportivo della Wings for Life World Run. Sono Presidente dell’Associazione Sportiva Corro Ergo Sum Runners e Tecnico Istruttore Fidal | Misure: altezza 177 cm, peso 66 kg, scarpe US 10,5 / EU 44,5 / 28,5cm | Velocità riferimento su 10K: 3'40" al km.

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