A Londra, il 26 aprile scorso, Sabastian Sawe ha riscritto la storia della maratona correndo in 1h59’30”, primo uomo a infrangere il muro delle due ore in una gara ufficiale. Un’impresa che ha immediatamente acceso l’immaginario collettivo, trasformato un evento già “irraggiungibile” in un fenomeno globale senza precedenti. Per l’edizione 2027 della London Marathon, infatti, sono state registrate oltre 1,33 milioni di domande di iscrizione, un record assoluto nella storia delle 42K. Un effetto diretto, quasi immediato, di quella che già viene definita “la maratona perfetta”: velocissima, spettacolare, democratica.
Perché tutti vogliono correre la Maratona di Londra?
C’è qualcosa di unico nel correre lungo il Tamigi, attraversare Tower Bridge e tagliare il traguardo davanti a Buckingham Palace. Ma il fascino della maratona di Londra oggi va oltre la cartolina. La gara britannica ha costruito negli anni un equilibrio raro tra spettacolo e partecipazione. È uno degli appuntamenti del circuito World Marathon Majors e riesce a mettere insieme record mondiali, charity e partecipazione di massa in modo quasi perfetto.
Dopo il 2026, però, qualcosa è cambiato. L’impresa di Sawe ha fatto percepire la maratona non più come una distanza “impossibile”, ma come un terreno di conquista. Se si può correre sotto le due ore, allora tutto sembra più accessibile, anche per chi corre solo per passione. A questo si aggiunge la dimensione sociale della corsa londinese. Migliaia di runner partecipano per beneficenza e l’evento è considerato il più grande appuntamento di raccolta fondi in un solo giorno al mondo. Correre a Londra significa entrare in una dimensione nuova, che va ben oltre la performance cronometrica.
Analisi delle richieste negli ultimi cinque anni
Il boom attuale non nasce dall’oggi al domani, ma è il punto di arrivo di una crescita costante. Una progressione impressionante. Nel 2024 le richieste di iscrizione erano circa 578.000. Nel 2025 hanno superato quota 800.000, mentre nel 2026 si è arrivati a oltre 1,13 milioni. Il salto definitivo è arrivato con il record di Sawe: 1.338.544 candidature per il 2027, con un incremento del 18% rispetto all’anno precedente e più del doppio rispetto a due anni prima.
E questa crescita riflette un fenomeno ancora più ampio. La partecipazione alle maratone, dopo la flessione legata alla pandemia, è tornata a crescere rapidamente, superando i livelli pre-2020. Lo abbiamo visto anche con Roma. Londra, però, corre più veloce delle altre: oggi attira più candidature di tutte le altre grandi maratone messe insieme.
Il dato più interessante riguarda il ricambio generazionale. Una quota significativa di candidature arriva da under 30, con una presenza femminile sempre più vicina alla parità. La maratona non è più solo una sfida per pochi agonisti, ma un’esperienza identitaria che rappresenta anche le nuove generazioni.
L’ipotesi di una maratona in due giorni
Di fronte a una domanda così elevata, gli organizzatori si sono chiamati a reinventare il format. L’ipotesi più concreta è quella di una maratona distribuita su due giorni, sabato e domenica, già a partire dal 2027.
Il progetto è decisamente importante: portare i partecipanti fino a 100.000, praticamente il doppio rispetto agli attuali standard. Una rivoluzione che permetterebbe di aumentare l’accesso alla gara e al tempo stesso generare un impatto economico e sociale enorme, stimato in centinaia di milioni di sterline.
Ma non mancano perplessità. La maratona di Londra è amata proprio per la sua unicità: un giorno, una città, una festa irripetibile. Diluirla su due giorni potrebbe intaccarne il fascino, trasformando un evento unico in un “prodotto commerciale”. Una scelta che riguarda il futuro di tutte le grandi maratone: crescere ancora, duplicarsi o preservare la propria identità a scapito di numeri e guadagni?
I numeri delle 10 maratone più partecipate al mondo
Per capire ancora meglio la dimensione del fenomeno Maratona di Londra basta guardare al panorama internazionale. Le grandi maratone globali sono eventi da decine di migliaia di partecipanti, ma nessuna raggiunge il livello di domanda britannico.
New York resta la più grande per numero di finisher, con oltre 59.000 arrivati. Parigi e Berlino si attestano tra i 45.000 e i 55.000 partecipanti, mentre Chicago e Tokyo oscillano tra i 38.000 e i 50.000. Londra si colloca stabilmente in questo gruppo, con oltre 56.000 corridori al traguardo e il record recente di circa 59.830 finisher.
La differenza, però, sta nell’accesso. Se New York e Berlino sono “difficili”, Londra è “impossibile”: oltre un milione di candidati per circa 60.000 posti disponibili. È il paradosso che la rende unica: più cresce, più diventa selettiva.
Il record di Sawe non ha soltanto abbassato un limite cronometrico. Ha alzato anche l’asticella del desiderio. La maratona di Londra è oggi un luogo dove si incontrano sogni diversi: quello dei campioni che inseguono la storia e quello di centinaia di migliaia di runner che vogliono sentirsi parte di quella stessa storia. E forse è proprio questo il segreto del suo successo: non correre solo contro il tempo, ma verso un sogno.

