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Recensione On Cloudmonster 3, la daily trainer solida e affidabile

On Cloudmonster 3 evolve senza rivoluzioni: più comfort, stessa versatilità e grande durata. Una daily trainer solida e affidabile, ideale per allenamenti quotidiani e lunghe distanze.
Paolo CorsiniBy Paolo Corsini8 Maggio 2026
La nuova On Cloudmonster 3
La nuova On Cloudmonster 3

Con la terza generazione delle Cloudmonster, On introduce una serie di aggiornamenti mirati senza snaturare l’impostazione di una scarpa pensata per accompagnare il runner in un ampio ventaglio di situazioni. L’obiettivo resta quello di coniugare le corse di lunga distanza, i lavori di qualità e le uscite quotidiane, collocando la Cloudmonster 3 a metà strada tra una classica daily trainer e un modello intermedio per l’allenamento. L’intersuola utilizza la mescola Helion abbinata alla tecnologia proprietaria CloudTec, mentre la speedboard in TPU contribuisce a garantire una buona stabilità e una transizione fluida durante la corsa.

A un primo sguardo la Cloudmonster 3 può apparire decisamente fuori dagli schemi, ma una volta indossata restituisce sensazioni sorprendentemente familiari. Il design esterno, caratterizzato dalle ampie aperture della tecnologia CloudTec, la rende immediatamente riconoscibile e in questa nuova versione introduce un terzo tipo di apertura orizzontale, che arricchisce ulteriormente l’identità della scarpa.

L’ho messa alla prova per circa 150 chilometri, utilizzandola in maniera continuativa nelle uscite di corsa lenta, in alcuni allenamenti lunghi e anche in qualche sessione a ritmo più sostenuto. Comfort e stabilità emergono fin dai primi chilometri come le sue qualità principali, affiancate da una piacevole vivacità e dalla facilità con cui invita ad aumentare l’andatura quando il passo si fa più deciso.

Battistrada: 7

Il battistrada della Cloudmonster 3 mantiene l’impostazione ormai tipica del modello, con ampi incavi orizzontali derivati direttamente dalla struttura CloudTec, intervallati da un elemento longitudinale che percorre l’intera lunghezza della scarpa. Le aree di contatto con il terreno sono protette da uno strato di gomma dura piuttosto spesso, una scelta che garantisce un’elevata durata nel tempo.

Rispetto alla Cloudmonster 2, la nuova versione introduce un’importante novità: la gomma ad alta resistenza è ora presente anche nella parte esterna del mesopiede, con una superficie complessivamente più ampia e robusta.

Il grip si è dimostrato molto valido su tutte le superfici affrontate, comprese quelle più insidiose come il brecciolino e la terra battuta. La geometria dei tasselli, unita alla mescola in gomma dura, assicura una presa sicura e costante, senza mai generare incertezze o problemi di trazione, nemmeno nei cambi di ritmo o sui fondi meno regolari.

Intersuola: 7,5

Per la Cloudmonster 3 On ha scelto un’intersuola a densità singola basata su mescola Helion, un compound che tende a privilegiare una risposta piuttosto solida e strutturata. A smorzare questa rigidità interviene la tecnologia CloudTec, già ben nota agli appassionati del marchio: una serie di aperture orizzontali che attraversano l’intersuola da lato a lato e che lavorano in compressione, contribuendo ad aumentare l’ammortizzazione e a restituire una sensazione elastica, quasi come se la scarpa utilizzasse un sistema di molle integrate.

La nuova On Cloudmonster 3

Sulla Cloudmonster 3 il design della CloudTec evolve ulteriormente. Le aperture diventano tre, ciascuna con caratteristiche differenti, segnando un passo in avanti rispetto alla seconda generazione. Viene infatti introdotta una terza tipologia di apertura, più compatta, mentre scompare lo strato superiore di Helion più rigido che nella Cloudmonster 2 era posizionato nella parte alta dell’intersuola. Resta invece la Speedboard in TPU, pensata per aumentare la stabilità complessiva della scarpa e offrire un supporto aggiuntivo nella fase di spinta, anche se il contributo in termini di ritorno energetico rimane percepibile solo in modo contenuto.

Il drop si conferma sui 6 millimetri, ma crescono le quote complessive: l’altezza raggiunge ora i 40 millimetri nel tallone e i 34 millimetri in avampiede. Il profilo della scarpa è caratterizzato da un rocker anteriore molto accentuato, una soluzione già apprezzata nella Cloudmonster 2, che lavora in sinergia con il drop moderato per accompagnare naturalmente il runner verso un appoggio più avanzato, privilegiando la corsa di mesopiede e avampiede e rendendo la transizione particolarmente fluida.

Tomaia: 6,5

Le modifiche alla tomaia della Cloudmonster 3 rispetto al modello precedente sono limitate e mirate. On conferma una costruzione a doppio strato, con una struttura interna leggera pensata per avvolgere il piede e uno strato esterno più robusto, studiato per offrire maggiore supporto e durata nel tempo. La resistenza complessiva è buona, mentre la traspirabilità resta il principale punto debole del modello, un limite già emerso nella seconda generazione e che anche in questa versione non viene del tutto risolto.

Sulla Cloudmonster 3 il marchio svizzero interviene comunque aumentando leggermente la superficie delle aperture dedicate al ricircolo dell’aria, estendendole anche al profilo laterale esterno, una zona che sulla Cloudmonster 2 ne era priva. Si tratta di un miglioramento percepibile, ma non sufficiente a trasformare la scarpa in una delle più traspiranti della categoria.

La nuova On Cloudmonster 3

In termini di calzata cambia ben poco: l’avampiede rimane ampio e accogliente, la sensazione generale è di buona comodità fin dal primo utilizzo e il consiglio resta quello di scegliere il proprio numero abituale.

Upper: 7,5

Se nella Cloudmonster 2 il sistema di allacciatura faceva affidamento su un cordino passante, nella terza generazione On ha scelto una soluzione diversa, introducendo passanti in un materiale simil pelle dall’effetto vellutato. Una scelta che migliora la robustezza complessiva e trasmette una sensazione di maggiore solidità nella zona del mesopiede. Restano invariati i lacci, elasticizzati e facili da regolare, che rendono immediata la ricerca della giusta tensione. Da segnalare anche la presenza di un pratico elastico posizionato sulla linguetta, sotto il quale è possibile fissare i lacci una volta allacciati, mantenendoli ordinati e ben aderenti al piede durante la corsa.

La linguetta conserva un’impostazione minimalista, ma rispetto al modello precedente On è riuscita a integrare una leggera imbottitura, assente sulla Cloudmonster 2, che contribuisce a migliorare il comfort nella zona del collo del piede. La conchiglia tallonare rimane piuttosto rigida, una caratteristica pensata per garantire stabilità e contenimento, senza però risultare scomoda grazie a un’imbottitura ben distribuita che rende l’appoggio del tallone confortevole anche sulle distanze più lunghe.

Peso: 6

Il peso della Cloudmonster 3 rimane sostanzialmente allineato a quello del modello precedente. Nel mio numero US 8 si attesta sui 280 grammi (295 grammi nella taglia di riferimento), con un incremento minimo di appena 4 grammi rispetto alla Cloudmonster 2. Un dato che va letto alla luce di alcune modifiche strutturali non trascurabili, come l’aumento dello spessore dell’intersuola, l’imbottitura aggiuntiva inserita nella linguetta e la revisione del sistema di passanti per i lacci, elementi che inevitabilmente incidono sul peso finale della scarpa.

La nuova On Cloudmonster 3

Pur non collocandosi tra i modelli più leggeri della sua categoria, la Cloudmonster 3 riesce comunque a mascherare molto bene il proprio peso durante la corsa. La massa complessiva non si fa percepire in modo negativo, grazie a una distribuzione equilibrata dei volumi e a una dinamica di corsa fluida che permette di affrontare anche allenamenti più lunghi senza la sensazione di avere ai piedi una scarpa ingombrante.

Comfort: 7,5

Alla prima uscita di corsa la sensazione iniziale è stata quella di trovarmi ai piedi una Cloudmonster 3 forse un po’ troppo rigida per il mio peso e la mia struttura fisica. Il sostegno non manca e la stabilità è senza dubbio di buon livello, ma la risposta appariva inizialmente più secca di quanto mi aspettassi. Una percezione, però, destinata a dissolversi dopo pochi chilometri, quando la scarpa ha iniziato a esprimere meglio il proprio equilibrio: la mescola Helion resta indubbiamente più rigida rispetto a quella adottata da altri modelli della stessa categoria, ma la tecnologia CloudTec interviene in modo efficace nell’assorbimento degli impatti, rendendo la corsa progressivamente più fluida e piacevole.

Buono anche il comfort nella zona della caviglia, grazie a imbottiture ben calibrate che contribuiscono a una calzata sicura senza punti di pressione. Da segnalare il miglioramento a livello di linguetta, che pur mantenendo un’impostazione di stampo racing risulta più confortevole rispetto alla Cloudmonster 2, offrendo un appoggio più morbido e una sensazione complessiva di maggiore cura nei dettagli durante la corsa.

La nuova On Cloudmonster 3

Reattività: 6,5

La piastra Speedboard in TPU svolge soprattutto un ruolo di stabilizzazione più che di vero e proprio supporto alla propulsione, ma tende comunque a farsi percepire durante la corsa, contribuendo a rendere la falcata più ordinata e composta. È soprattutto la combinazione tra il rocker anteriore molto accentuato e la relativa rigidità della mescola Helion a facilitare la spinta quando si decide di aumentare il ritmo, accompagnando il piede in una transizione fluida e naturale.

La Cloudmonster 3, al pari della generazione precedente, non è però una scarpa pensata per correre costantemente a ritmi elevati. Si tratta piuttosto di un modello estremamente versatile, capace di adattarsi a velocità differenti e di offrire una spinta sempre controllata. La reattività è presente, ma non raggiunge i livelli delle scarpe intermedie più votate alla performance, dotate di piastre decisamente più rigide e orientate alla massima restituzione di energia.

Nel complesso il comportamento ricorda quello di una daily trainer veloce, non eccessivamente morbida, ma ben strutturata. Una scarpa che sa essere confortevole e affidabile negli allenamenti quotidiani, mantenendo però la capacità di restituire qualcosa in più quando si sceglie di spingere sull’acceleratore e alzare il livello dell’intensità.

La nuova On Cloudmonster 3

Durata massima stimata: 8,5

La durata complessiva stimata della Cloudmonster 3 è decisamente convincente, con segni di usura praticamente assenti su tutti i componenti dopo i primi 150 chilometri di utilizzo. Il battistrada, in particolare, appare quasi immacolato: la gomma dura non mostra alcuna traccia di consumo, nemmeno nelle zone in cui solitamente si concentra lo sfregamento durante la corsa. Un risultato che conferma l’efficacia delle scelte costruttive adottate da On sotto il profilo della resistenza all’abrasione.

Ottimo anche il comportamento della tomaia e dell’intera struttura superiore, che non evidenziano cedimenti, deformazioni o punti critici, nemmeno dopo un utilizzo continuativo su diverse tipologie di allenamento. Alla luce di queste evidenze, la stima di durata ricalca quella già riscontrata sulla Cloudmonster 2: per un runner dal peso intorno ai 75 chilogrammi si possono ragionevolmente attendere almeno 700 chilometri di percorrenza prima di avvertire un decadimento sensibile delle prestazioni della scarpa.

Rapporto qualità/prezzo: 5,5

La Cloudmonster 3 viene proposta con un prezzo di listino ufficiale di 200 euro, in aumento rispetto ai 190 euro richiesti per la generazione precedente (guarda qui le migliori offerte sulla nostra vetrina scarpe). Si tratta senza dubbio di una cifra importante, soprattutto per un modello che si colloca in una fascia ibrida, utilizzabile sia come daily trainer sia come scarpa intermedia per gli allenamenti.

La nuova On Cloudmonster 3

A rendere questo posizionamento economico più sostenibile contribuiscono però due elementi chiave: la grande versatilità d’uso e una durata attesa molto elevata. La possibilità di coprire ritmi e distanze differenti con un unico modello, unita alla buona resistenza all’usura mostrata nel tempo, permette di ammortizzare meglio l’investimento iniziale. Un aspetto che diventa ancora più interessante nel caso si riesca ad approfittare di sconti o promozioni, rendendo la Cloudmonster 3 una scelta più accessibile nel medio-lungo periodo.

Voto finale: 7

Al termine del consueto test di 150 chilometri, la On Cloudmonster 3 conferma in larga parte il giudizio già espresso sulla generazione precedente. Nonostante la presenza della Speedboard in TPU possa far pensare a una scarpa più orientata alla performance, la Cloudmonster 3 si dimostra prima di tutto un modello adatto alle uscite di tutti i giorni, e non esclusivamente agli allenamenti di qualità.

Resta ben definita anche la sua vocazione per le distanze più lunghe, ambito nel quale offre stabilità, protezione e un buon livello di comfort complessivo. È una scarpa pensata per correre a lungo, ma anche per durare nel tempo: la costruzione solida e le caratteristiche della mescola Helion le permettono di gestire senza difficoltà volumi di allenamento elevati e chilometraggi importanti, mantenendo una resa costante nel corso dell’utilizzo.

Rispetto al modello che va a sostituire, la Cloudmonster 3 introduce un’intersuola leggermente rivista, con quote aumentate di qualche millimetro e un design dei CloudTec rinnovato. Le aperture diventano tre, contro le due della versione precedente, dando vita a una piattaforma più articolata. Durante la corsa si avverte un lieve miglioramento in termini di morbidezza, attribuibile soprattutto alla nuova configurazione dei CloudTec, mentre la geometria generale resta invariata. È una scarpa concepita per favorire una corsa di mesopiede e avampiede, con una base di appoggio che nella zona posteriore risulta leggermente più ristretta rispetto al passato.

On Cloudmonster 3

On Cloudmonster 3

Scarpa per corse di tutti i giorni

La piastra Speedboard si percepisce appena, e questo rappresenta un punto a suo favore. Il suo compito principale è quello di aggiungere stabilità, una caratteristica necessaria anche in virtù di una base di appoggio che non è particolarmente abbondante. Allo stesso tempo, quando si passa da ritmi di corsa lenta a qualcosa di più brillante, la Cloudmonster 3 sa rispondere con una reattività superiore rispetto a quella di una classica daily trainer, distinguendosi per una vivacità controllata e mai esasperata.

Nel passaggio alla terza generazione restano valide le indicazioni già fornite con la recensione della Cloudmonster 2. Si tratta di una scarpa indicata anche per runner di corporatura robusta, fino a circa 90 chilogrammi, capace di gestire ritmi che nella corsa lenta spaziano indicativamente dai 6’ al chilometro fino ai 4’ al chilometro. È ovviamente possibile spingersi anche su andature più veloci, alternandone l’utilizzo tra le uscite quotidiane e allenamenti più qualitativi come fartlek e lavori a ritmo medio.

La Cloudmonster 3 si presta bene a coprire tutte le distanze, ma esprime il meglio di sé nelle uscite più lunghe, anche a ritmi sostenuti, risultando una valida compagna nella preparazione di gare come mezze maratone e maratone. Le dimensioni complessive dell’intersuola e la larghezza contenuta della base nella zona posteriore ne suggeriscono invece un utilizzo più cauto per chi presenta una marcata iperpronazione, situazione nella quale potrebbero risultare più adatti modelli con una piattaforma più ampia e stabile dietro.

Cloudmonster cloudmonster 3 Cloudtec Helion on recensione
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Paolo Corsini
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Ho scoperto la corsa relativamente tardi ma da subito è diventata perno della mia vita. Corro perché mi piace, perché allenarsi per una gara dando il meglio di se stessi è avvincente ma soprattutto perché è uno spazio di libertà che ogni giorno coltivo. Papà di Gabriele e Giorgia, appassionato di tecnologia, amante dei viaggi, frequent flyer per necessità, EV enthusiast. Direttore di Hardware Upgrade e di The Running Club. Gara preferita: la distanza regina, la Maratona. Rigorosamente da scrivere in maiuscolo: è una signora molto irascibile con chi non le porta il dovuto rispetto - Misure: altezza 170cm, peso 62kg, scarpe US8/EU41EU/26cm. Velocità riferimento su 10K: 4'00" al km.

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