Amazfit è un marchio che, negli ultimi anni, ha conquistato una crescente popolarità tra gli appassionati di sport outdoor. L’azienda ha progressivamente ampliato il proprio catalogo con una gamma di smartwatch capace di coprire differenti fasce di mercato: dai modelli più tradizionali, orientati al fitness e all’utilizzo quotidiano, fino ai dispositivi più robusti e pensati per le attività nella natura. Il risultato è un’offerta ampia e ben segmentata, in grado di soddisfare esigenze diverse anche dal punto di vista del prezzo.
All’inizio del 2026 il brand ha presentato Active Max, protagonista di questa analisi. Lo smartwatch punta su un ampio display AMOLED e integra tutte le funzionalità che oggi un appassionato di sport si aspetta da un dispositivo moderno. Il tutto viene proposto a un prezzo di listino di 169 euro, confermando la strategia che ha contribuito al successo commerciale di Amazfit: offrire prodotti completi, ricchi di funzioni e competitivi sul fronte del rapporto qualità-prezzo.
Amazfit Active Max: costruzione meccanica
Amazfit Active Max basa gran parte della propria esperienza d’uso sull’ampio display AMOLED da 1,5 pollici, elemento centrale del design dello smartwatch. Il pannello offre una risoluzione di 480×480 pixel e una luminosità di picco dichiarata di 3.000 nit, caratteristiche che garantiscono un’eccellente leggibilità anche sotto la luce diretta del sole e nelle situazioni di utilizzo più impegnative.
A protezione dello schermo troviamo un vetro rinforzato con trattamento anti-impronte, mentre la struttura combina un telaio in lega di alluminio con una cassa in materiale polimerico. La sensazione complessiva è quella di un prodotto ben costruito, capace di coniugare robustezza ed eleganza in modo convincente, soprattutto considerando la fascia di prezzo nella quale si colloca questo smartwatch.

L’interazione con il sistema avviene attraverso il touchscreen e due pulsanti fisici posizionati sul lato destro della cassa. Il tasto superiore permette di accedere rapidamente al menu principale, mentre quello inferiore richiama direttamente la sezione dedicata alle attività sportive, soluzione pratica per chi utilizza frequentemente le funzioni di allenamento.
La scelta di integrare soltanto due pulsanti fisici rende però necessario affidarsi spesso ai controlli touch per navigare tra le varie funzioni. Una soluzione che, nell’utilizzo quotidiano, risulta generalmente efficace ma che mostra qualche limite durante le attività sportive, soprattutto nei mesi invernali o quando si indossano guanti, situazioni nelle quali i comandi fisici più numerosi avrebbero garantito una maggiore praticità.
Amazfit Active Max: app e attività sportive
Come anticipato, il pulsante superiore posizionato sul lato destro consente di accedere al menu principale dello smartwatch, dal quale è possibile richiamare tutte le funzionalità disponibili. L’interfaccia integra numerose applicazioni dedicate, equivalenti ai classici widget presenti sugli altri smartwatch in commercio, che permettono di consultare rapidamente informazioni dettagliate relative alle diverse funzioni del dispositivo. Si passa così dalla cronologia degli allenamenti ai dati sulla loro intensità, dalle mappe al meteo, fino al monitoraggio del battito cardiaco e di molti altri parametri legati al benessere e all’attività fisica.

Con Active Max, Amazfit propone un’esperienza in linea con quella offerta dai modelli concorrenti della stessa fascia di prezzo, e in alcuni casi anche superiore. Le metriche sportive e i dati relativi alla condizione fisica vengono presentati in modo chiaro e immediato direttamente sul display dell’orologio, ma trovano una consultazione ancora più completa e intuitiva all’interno dell’app Zepp per smartphone, che permette di analizzare in maniera approfondita allenamenti e statistiche personali.
Il pulsante inferiore destro offre invece accesso diretto al menu dedicato alle attività sportive, organizzate per categorie. L’offerta è estremamente ampia e comprende praticamente qualsiasi disciplina, sia individuale sia di squadra, consentendo di monitorare e catalogare con precisione ogni tipo di allenamento.

Per ciascuna attività è possibile personalizzare numerosi parametri relativi alla visualizzazione dei dati durante l’esercizio. L’utente può scegliere quali informazioni mostrare sul display, arrivando fino a sei parametri per schermata e configurando più pagine consultabili durante l’allenamento. Attraverso l’app Zepp è inoltre possibile programmare sessioni strutturate, comprese attività avanzate come le ripetute, alcune delle quali possono essere impostate direttamente dallo smartwatch selezionando numero di serie, durata o distanza e caratteristiche della fase di recupero.
L’esperienza d’uso viene completata da swipe disponibili dalla schermata principale. Lo swipe dall’alto verso il basso apre il pannello delle impostazioni rapide, dal quale si possono gestire funzioni come la torcia — ottenuta portando il display alla massima luminosità — la modalità Non disturbare e l’abbinamento con accessori esterni, ad esempio cuffie Bluetooth. Lo swipe dal basso verso l’alto consente invece di consultare le notifiche ricevute dallo smartphone, mentre quello da destra verso sinistra permette di visualizzare il valore BioCharge, indicatore che sintetizza il livello di energia fisica disponibile nel corso della giornata.
Amazfit Active Max: app Zepp
L’app Zepp rappresenta il vero centro di controllo degli smartwatch Amazfit, fungendo da interfaccia principale per la gestione del dispositivo tramite smartphone. Attraverso l’applicazione è possibile configurare tutte le opzioni avanzate dell’orologio, personalizzare numerose impostazioni e monitorare in maniera dettagliata i parametri legati alla salute e all’attività fisica. A questo si aggiunge la possibilità di consultare tutte le metriche raccolte durante gli allenamenti nelle diverse discipline sportive.



L’app consente inoltre di scegliere quali applicazioni e widget rendere visibili direttamente nei menu dello smartwatch. L’utente può quindi decidere se mantenere accessibili tutte le funzioni disponibili oppure semplificare l’interfaccia selezionando soltanto quelle utilizzate più frequentemente, ottenendo così un’esperienza più immediata e ordinata.



Non mancano poi le sezioni dedicate al monitoraggio del sonno, del livello energetico giornaliero e del carico fisico generato dagli allenamenti. Tutti questi parametri vengono organizzati e analizzati con visualizzazioni giornaliere, settimanali e mensili, permettendo di individuare facilmente l’andamento della propria condizione fisica nel tempo e i diversi trend legati al recupero e alle prestazioni sportive.



Particolarmente ricca è anche la quantità di dati disponibili per le attività di corsa. Amazfit Active Max offre infatti un livello di dettaglio paragonabile a quello di smartwatch concorrenti appartenenti anche a fasce di prezzo superiori. Tra le metriche rilevate troviamo la potenza di corsa, l’oscillazione verticale, l’ampiezza della falcata, il tempo di contatto con il suolo e la cadenza. L’altimetro barometrico consente inoltre di monitorare con precisione i dislivelli del percorso, mentre non manca un sistema di valutazione del carico di allenamento complessivo, utile per tenere sotto controllo intensità e recupero delle sessioni sportive.



Amazfit Active Max: sensore cardiaco ottico
Il sensore cardio ottico integrato nella parte posteriore di Amazfit Active Max ha mostrato un comportamento complessivamente convincente nel corso dei nostri test, effettuati confrontando i dati rilevati dallo smartwatch con quelli registrati da un Garmin Forerunner 970 abbinato alla fascia cardio Garmin HRM600, utilizzata come riferimento.

Durante una prima uscita di corsa lenta sulla distanza di 12 chilometri, il sensore ottico di Amazfit Active Max ha restituito valori praticamente sovrapponibili a quelli rilevati dalla fascia toracica. Le leggere differenze emerse in alcuni momenti non hanno comunque influito sull’accuratezza generale dell’analisi, confermando una buona affidabilità nella rilevazione della frequenza cardiaca.

Anche nel corso di una seconda sessione, una corsa sostenuta di 14 chilometri con una breve pausa di alcune decine di secondi a metà allenamento, il comportamento delle due sorgenti è risultato pressoché identico. Il sensore ottico dello smartwatch ha seguito con precisione l’andamento registrato dalla fascia cardio da petto, dimostrando rapidità e coerenza nella lettura dei dati.

Risultati altrettanto positivi sono emersi durante una gara di poco meno di 9 chilometri disputata su un percorso asfaltato particolarmente collinare e ricco di variazioni altimetriche. Anche in questa situazione il sensore di Amazfit Active Max ha replicato in maniera molto fedele i valori forniti dalla sorgente di riferimento, mantenendo una rilevazione stabile e precisa.

Nel corso di una prova sui 5 chilometri del circuito del Giro del Varesotto, lo smartwatch si è distinto ancora una volta per l’ottima qualità della misurazione cardiaca, con dati praticamente speculari a quelli registrati dalla fascia Garmin indossata al petto.

In un’altra gara dello stesso circuito si sono invece verificati alcuni rilevamenti meno accurati nei primi minuti di attività, situazione che si è comunque stabilizzata rapidamente nel prosieguo della prova.
Nel complesso, il comportamento del sensore ottico di Amazfit Active Max durante le attività di corsa si è rivelato di livello molto elevato, in linea con quanto offerto dai migliori smartwatch sportivi presenti sul mercato e tale, nella maggior parte dei casi, da rendere non indispensabile l’utilizzo di una fascia cardio toracica.

Come sempre, è importante ricordare che la precisione della rilevazione dipende anche dal corretto posizionamento dello smartwatch. Per ottenere risultati affidabili è consigliabile indossare l’orologio ben saldo al polso, posizionandolo qualche centimetro sopra l’articolazione, così da permettere al sensore ottico di operare nelle condizioni migliori.
Amazfit Active Max: precisione GPS
La precisione del segnale GPS di Amazfit Active Max non rappresenta uno dei punti di forza principali dello smartwatch. Questo aspetto è emerso chiaramente nel corso dei nostri test, effettuati confrontando le tracce registrate dal dispositivo con quelle ottenute utilizzando uno smartwatch di riferimento.
I primi dubbi sono nati osservando differenze piuttosto evidenti nelle distanze registrate durante le uscite di corsa: Active Max ha infatti mostrato in modo costante valori inferiori di circa 200 metri ogni 10 chilometri rispetto agli altri dispositivi utilizzati. Uno scarto contenuto nell’utilizzo quotidiano, ma comunque significativo e degno di nota in un prodotto pensato anche per gli sportivi più esigenti.

Analizzando nel dettaglio le tracce GPS, le differenze diventano ancora più evidenti. In alcuni tratti percorsi a inizio allenamento, la traccia registrata da Garmin Forerunner 970 (in giallo) segue in modo preciso il percorso realmente effettuato, mentre quella di Amazfit Active Max mostra oscillazioni lungo la carreggiata che non corrispondono alla traiettoria corsa.
Il comportamento suggerisce una minore stabilità nella gestione del segnale satellitare, con deviazioni che incidono sulla precisione complessiva della rilevazione.

Situazioni analoghe si sono ripetute anche in altri segmenti dei percorsi analizzati. Nelle sezioni affrontate in andata e ritorno sulla stessa strada, il dispositivo Garmin ha mantenuto una traccia coerente e ben aderente al tragitto effettivamente seguito, mentre Amazfit Active Max ha evidenziato oscillazioni più marcate, arrivando in alcuni casi a tagliare i punti di passaggio e semplificare le curve. Un comportamento che inevitabilmente influisce sulla misurazione finale della distanza percorsa.

Le differenze risultano ancora più evidenti osservando una gara da 5 chilometri disputata a Busto Arsizio. Anche in questo caso la traccia registrata da Amazfit Active Max appare sensibilmente distante rispetto a quella ottenuta con Garmin Forerunner 970, che invece replica con maggiore fedeltà il tracciato reale della competizione.

In alcuni frangenti emerge inoltre una difficoltà dello smartwatch nel mantenere una registrazione precisa dei cambi di direzione. Alcune curve vengono infatti “tagliate” dal sistema GPS, con scostamenti piuttosto marcati rispetto al percorso effettivamente seguito e conseguenti errori nella rilevazione della distanza.

Anche utilizzando la modalità dedicata alla corsa in pista si notano alcune imprecisioni. Prendendo come riferimento un allenamento svolto su pista d’atletica, Amazfit Active Max restituisce una rappresentazione grafica non perfettamente allineata alla reale conformazione del tracciato. La distanza complessiva rilevata rimane relativamente vicina a quella effettiva, ma è soprattutto la qualità della traccia GPS a evidenziare i limiti del dispositivo in questo ambito.
Amazfit Active Max: considerazioni finali
Amazfit Active Max si conferma nel complesso uno smartwatch sportivo particolarmente interessante, soprattutto alla luce del prezzo di vendita estremamente competitivo. Con un prezzo listino di 169 euro, il dispositivo riesce infatti a proporre caratteristiche tecniche e funzionalità difficili da trovare con la stessa completezza in questa fascia di mercato.
Lo smartwatch risponde in modo convincente alle esigenze tipiche di chi pratica attività sportiva con regolarità, offrendo strumenti adatti non soltanto ai runner ma, più in generale, a tutti gli appassionati che amano trascorrere il proprio tempo libero all’insegna del movimento e delle attività outdoor.
| Modello | Amazfit Active Max |
| diametro cassa | 1,5 pollici |
| risoluzione | 480×480 pixel |
| tipologia schermo | AMOLED |
| schermo touch | si |
| finitura schermo | vetro rinforzato + riverimento anti-impronta |
| dimensioni | 48,5×48,5×12,2mm |
| peso | 39,5gr (senza cinturino) |
| materiale cassa | telaio: lega di alluminio cassa: polimero |
| resistenza all’acqua | 5 ATM |
| cinturino | silicone; 22mm larghezza |
| connettività | Bluetooth |
| memoria interna | 2 GB |
| satelliti | GPS, GLONASS, Galileo, Beidou, QZSS |
| GNSS chipset | tutti i satelliti |
| navigazione | si |
| cartografia | si |
| microfono | si |
| altoparlante | si |
| altimetro barometrico | si |
| termometro | si |
| sensore cardio ottico | si |
| supporto riproduzione musica | riproduzione musica solo offline |
| HRV | si |
| rilevazione stress | si |
| analisi del sonno | si |
| luce supplementare | si, con display no LED dedicato |
| pagamento cashless | si, Zepp Pay |
La scheda tecnica di Amazfit Active Max evidenzia una dotazione particolarmente ricca di funzionalità. Oltre agli aspetti già approfonditi nel corso dell’articolo, va segnalata la presenza di Zepp Pay, il sistema per i pagamenti elettronici tramite tecnologia NFC. Lo smartwatch supporta inoltre la riproduzione musicale offline, pur senza integrazione diretta con le principali piattaforme di streaming. Attraverso l’app Zepp è possibile trasferire file MP3 nella memoria interna del dispositivo e ascoltarli successivamente tramite cuffie Bluetooth, anche senza avere lo smartphone con sé. Completano la dotazione hardware un microfono integrato e un altoparlante.
Dal punto di vista costruttivo, Amazfit Active Max convince per qualità e solidità nonostante il prezzo contenuto. Lo smartwatch si presenta con un design elegante e ben rifinito, capace di adattarsi sia all’utilizzo sportivo sia a quello quotidiano. A catturare maggiormente l’attenzione è soprattutto il display AMOLED da 1,5 pollici, che rappresenta uno dei principali punti di forza del dispositivo grazie all’elevata luminosità e alla buona definizione dell’immagine.
Molto positiva anche l’autonomia della batteria. Utilizzando il display con luminosità elevata, indossando lo smartwatch in maniera continuativa durante tutta la giornata e registrando almeno un’ora di attività sportiva outdoor al giorno, la ricarica si è resa necessaria mediamente ogni sette giorni. Un risultato convincente considerando la generosa diagonale dello schermo e il numero di funzionalità attive.
Active Max offre inoltre il supporto alle mappe, scaricabili direttamente sull’orologio tramite l’app Zepp. Le mappe possono essere utilizzate durante le attività all’aperto oppure abbinate a percorsi precaricati da seguire tramite navigazione punto per punto. La soluzione adottata da Amazfit punta soprattutto a fornire un riferimento visivo utile per orientarsi e comprendere la propria posizione lungo il percorso, senza però offrire una vera navigazione dinamica con creazione di itinerari direttamente dal dispositivo. Rimane comunque disponibile la pratica funzione di ritorno al punto di partenza.

Il sensore cardio ottico di Amazfit Active Max si è comportato molto bene nel corso delle prove effettuate sia in allenamento sia in gara. I dati rilevati sono risultati costantemente molto vicini a quelli registrati dalla fascia cardio toracica utilizzata come riferimento, al punto da rendere quest’ultima quasi superflua nella maggior parte degli utilizzi. La precisione nella rilevazione della frequenza cardiaca rappresenta quindi uno degli aspetti più convincenti dello smartwatch.
Meno brillante, invece, il comportamento del GPS integrato. Il sensore satellitare sembra infatti meno evoluto rispetto a quello adottato nei modelli di fascia più alta e, durante praticamente tutte le uscite effettuate, ha mostrato alcune differenze rispetto alle tracce di riferimento. In più occasioni il percorso registrato ha evidenziato oscillazioni rispetto al tragitto realmente seguito, con curve semplificate o tagliate e una precisione generale inferiore rispetto agli altri dispositivi utilizzati in parallelo. Il risultato è una distanza finale spesso leggermente più corta rispetto a quella rilevata dagli smartwatch concorrenti, anche correndo in spazi aperti e senza particolari ostacoli ambientali.
Tra le funzioni più interessanti figura anche Zepp Coach, il sistema basato sull’intelligenza artificiale che genera programmi di allenamento personalizzati in base alla condizione atletica dell’utente. Si tratta di una funzione utile soprattutto per chi desidera essere guidato nella preparazione e nella gestione dei carichi di lavoro, mentre difficilmente rappresenterà un elemento determinante per i runner più esperti e abituati a seguire tabelle già strutturate.
Nel complesso, Amazfit Active Max si conferma uno smartwatch sportivo completo, versatile e caratterizzato da un prezzo particolarmente accessibile. Il dispositivo permette di monitorare efficacemente numerose attività indoor e outdoor, oltre a offrire strumenti utili per il controllo della propria condizione fisica quotidiana. Le imprecisioni del GPS rappresentano il principale limite emerso durante i test, ma vengono compensate da una costruzione curata, da un display AMOLED di ottima qualità e da un’interfaccia pratica e ben organizzata. Per la fascia di mercato nella quale si colloca, Active Max rappresenta una valida alternativa alle proposte più conosciute dei marchi leader del settore.

