Alcune settimane fa abbiamo analizzato Amazfit Active Max (leggi qui la nostra recensione). si tratta di una delle più interessanti proposte smartwatch di Amazfit rivolta agli appassionati di sport all’aperto che ricercano un prodotto completo e al contempo dal costo non particolarmente elevato.
Nella gamma dell’azienda sono però presenti vari modelli, tra i quali l’oggetto di questa analisi: si tratta di T-Rex Ultra 2, uno smartwatch dalle dimensioni importanti che si posiziona quale alternativa ai ben noti modelli Garmin della famiglia Fenix. Questo è uno smartwatch che vuole offrire il maggior numero possibile di funzioni legate al monitoraggio delle nostre attività sportive, della nostra condizione fisica e della navigazione in un design che è quello tipico degli smartwatch per l’outdoor.
Il risultato è un prodotto che dal punto di vista delle funzioni hardware è a dir poco completo, che necessita ancora di un po’ di ottimizzazione lato software per alcune delle funzioni avanzate secondarie e che viene proposto ad un listino di 549 euro che è non contenuto in senso assoluto, ma decisamente concorrenziale pensando ai concorrenti diretti in questo segmento di mercato.
Amazfit T-Rex Ultra 2: costruzione
T-Rex Ultra 2 è uno smartwatch dalle dimensioni considerevoli: la cassa ha un diametro di 51 mm, lo stesso dei modelli Garmin Fenix più grandi e superiore ai 48 mm di Amazfit T-Rex 3 Pro che ne rappresenta per certi versi il fratello minore pur essendo tutt’altro che uno smartwatch dalle dimensioni contenute.

Lo chassis è costruito con un polimero rinforzato con fibre, mentre la lunetta, i pulsanti e il guscio posteriore sono in titanio di grado 5, materiale che permette di unire elevata robustezza a peso contenuto. Lo spessore complessivo è importante: siamo a 14,3mm nel complesso, tenendo conto dell’ingombro del sensore ottico cardio posteriore. Lo schermo AMOLED, protetto da un vetro zaffiro, ha un diametro di 1,5 pollici e una luminosità massima dichiarata di 3.000 nits: si tratta delle stesse specifiche del modello T-Rex 3 Pro. Il display può essere configurato per operare in modalità always on, oppure per accendersi in base alla sua posizione o a gestire che vengono fatte con il braccio.

La struttura integra un microfono e un altoparlante, utili per gestire le funzioni vocali nel momento in cui lo smartwatch è interfacciato con il nostro smartphone. Nella parte superiore dello chassis è integrata una luce a LED: viene attivata tenendo premuto il pulsante in alto a destra e può essere variata in 4 livelli diversi di intensità quando di colore bianco e un singolo livello quando di colore verde.


L’interfaccia di navigazione è basata su schermo touch ma sono presenti 4 pulsanti, due per lato, attraverso i quali poter interagire con tutte le funzionalità dello smartwatch. I due pulsanti sulla sinistra permettono di scorrere in alto e in basso tra le varie voci, mentre quelli sulla destra comandano l’ingresso nei sottomenu e il ritorno alla pagina precedente: di fatto sono configurati come capita nella stragrande maggioranza degli smartwatch presenti in commercio risultando essere molto intuitivi.
Amazfit T-Rex Ultra 2 è uno smartwatch decisamente importante, che si adatta al meglio a polsi di grandi dimensioni. Per chi avesse un polso più fine è consigliabile optare per il modello T-Rex 3 Pro che rimane uno smartwatch grande ma grazie alla cassa da 48mm un poco più gestibile. La costruzione è estremamente solida, pensata per durare a lungo: il cinturino ha larghezza di 26mm ed è fissato con un attacco a sgancio rapido, facilmente sostituibile con altri modelli.
Amazfit T-Rex Ultra 2: autonomia con batteria
Le importanti dimensioni di T-Rex Ultra 2 hanno permesso di integrare una batteria da 870mAh di capacità complessiva, capaci di fornire un’autonomia fino a 30 giorni di funzionamento in modalità smartphone secondo quanto dichiarato dall’azienda. Di seguito quanto indicato nella scheda tecnica da Amazfit:
- Durata tipica della batteria: fino a 30 giorni
- Durata della batteria per uso intenso: fino a 15 giorni
- Modalità AOD: fino a 10 giorni
- Modalità GPS accurata: fino a 50 ore
- Modalità GPS a risparmio energetico: fino a 90 ore
- Durata massima della batteria del GPS: 177 ore
- Trail Running – Modalità Normale: fino a 44 ore
- Trail Running – Modalità pesante: fino a 30 ore
- Modalità bassa temperatura (GPS attivo): fino a 40 ore
- Modalità bassa temperatura (GPS disattivato): fino a 32 giorni

Nel mio utilizzo tipico ho dovuto ricaricare la batteria dopo non prima di 8 giorni, comprendendo un utilizzo con schermo non always on e svolgendo almeno 1 ora di attività sportiva all’aperto al giorno con GPS attivo e mantenendo il sensore cardio ottico funzionante 24 ore su 24.

Da APP Zepp è accessibile una statistica interessante che riporta quanti giorni sono trascorsi dall’ultima operazione di ricarica. Questo, in abbinamento alla percentuale di batteria residua, permette di avere una rapida stima di quanto potremo ancora utilizzare l’orologio prima di ricaricarlo.
Impostando la funzionalità Always On dello schermo e abilitando monitoraggi costanti di alcuni parametri, come quello della saturazione dell’ossigeno, il livello di autonomia scende pur restando su valori comunque molto validi. Ho registrato un consumo del 55% con un utilizzo per 2 giorni consecutivi, registrando nel primo un’uscita in bicicletta di circa 4 ore e mezza e nel secondo abbinando 1 ora di corsa a poco meno di 2 ore di camminata.
Le batterie vengono ripristinate utilizzando una basetta di ricarica che si aggancia magneticamente alla parte inferiore dello smartwatch, a sua volta collegata con un cavo USB Type-C ad un alimentatore esterno oppure ad un PC. Il tempo di ricarica non è rapidissimo, richiedendo poco meno di 2 ore per il ripristino della batteria nel suo complesso.
Amazfit T-Rex Ultra 2: menu e attività sportive
Il pulsante superiore destro permette di accedere al menu delle attività sportive, che sono presenti in un numero elevatissimo: sono ben 187 quelle che Amazfit ha catalogato. Per ciascuna attività è possibile personalizzare numerosi parametri relativi alla visualizzazione dei dati durante l’esercizio. L’utente può scegliere quali informazioni mostrare sul display, arrivando fino a sei parametri per schermata e configurando più pagine consultabili durante l’allenamento.

Attraverso l’app Zepp è inoltre possibile programmare sessioni strutturate, comprese attività avanzate come le ripetute, alcune delle quali possono essere impostate direttamente dallo smartwatch selezionando numero di serie, durata o distanza e caratteristiche della fase di recupero.

Il pulsante inferiore destro permette di accedere al menu principale dello smartwatch, dal quale è possibile richiamare tutte le funzionalità disponibili. L’interfaccia integra numerose applicazioni dedicate, equivalenti ai classici widget presenti sugli altri smartwatch in commercio, che permettono di consultare rapidamente informazioni dettagliate relative alle diverse funzioni del dispositivo. Si passa così dalla cronologia degli allenamenti ai dati sulla loro intensità, dalle mappe al meteo, fino al monitoraggio del battito cardiaco e di molti altri parametri legati al benessere e all’attività fisica.
I pulsanti alla sinistra permettono di accedere a funzioni specialistiche: quello in alto apre un piccolo menu su due schermate con varie voci di configurazione di opzioni di rapido accesso tra le quali segnaliamo la torcia, la modalità di utilizzo diurna o notturna, la sveglia, il dato di autonomia con batteria, la ricerca dello smartphone e il blocco. Il pulsante inferiore sinistro, invece, permette di accedere ad alcuni widget di rapido accesso che forniscono una panoramica sulla nostra condizione fisica, sul riposo notturno, sul livello di BioCharge (una sorta di indicatore della nostra batteria energetica interna) e su altre metriche.
L’interfaccia utente che Amazfit ha sviluppato per T-Rex Ultra 2 è speculare a quella degli altri modelli dell’azienda, capace di offrire un’esperienza in linea con quella offerta dai modelli concorrenti della stessa fascia di prezzo, e in alcuni casi anche superiore. Le metriche sportive e i dati relativi alla condizione fisica vengono presentati in modo chiaro e immediato direttamente sul display dell’orologio, ma trovano una consultazione ancora più completa e intuitiva all’interno dell’app Zepp per smartphone, che permette di analizzare in maniera approfondita allenamenti e statistiche personali.
L’esperienza d’uso viene completata da swipe disponibili dalla schermata principale, che replicano per funzionalità quanto accessibile premendo i due pulsanti sulla sinistra dello smartwatch.
Amazfit T-Rex Ultra 2: la APP Zepp
La app Zepp rappresenta il centro di controllo degli smartwatch Amazfit, l’interfaccia principale per la gestione del dispositivo tramite smartphone. Attraverso l’applicazione è possibile configurare tutte le opzioni avanzate dell’orologio, personalizzare numerose impostazioni e monitorare in maniera dettagliata i parametri legati alla salute e all’attività fisica. A questo si aggiunge la possibilità di consultare tutte le metriche raccolte durante gli allenamenti nelle diverse discipline sportive.



Dalla schermata principale è possibile procedere con la selezione dei parametri di configurazione dello smartwatch, oltre ad avere accesso ad alcune metriche base legate alla nostra salute che potremo poi andare a consultare in dettaglio.



Sono presenti alcune metriche specifiche come quella di Hybridcharge, che combina le rilevazioni legate all’energia a disposizione e al livello di riposo registrato con quello che è il carico di allenamento atteso e le abitudini di utilizzo. In questo modo si ha rapido accesso ad una sintesi che aiuta a capire quale sia il nostro livello fisico rispetto a quello che ci attenderà nel corso della giornata appena iniziata.



Non mancano ovviamente dati dettagliati legati al riposo notturno: la durata, la frequenza di respirazione e la qualitò del sonno vengono riportati in dettaglio abbinando questi a misurazioni della variabilità cardiaca che contribuiscono a capire quale sia stata l’efficacia del riposo notturno.



Passiamo ora ai dati di riepilogo di diverse attività sportive partendo da una sessione di forza in palestra: Amazfit T-Rex Ultra 2 permette di stimare quale sia lo specifico esercizio che abbiamo svolto, facendolo con una precisione molto buona, riportando serie, ripetizioni e peso così come indicato direttamente nello smartwatch durante la sesione.





Molto ricche anche le metriche legate ad una uscita di ciclismo, con tutti i classici dati che ci attendiamo su distanza e velocità oltre a quelle legate all’efficienza dell’allenamento a livello aerobico e anaerobico in base all’intensità registrata.






A chiudere le metriche registrate in una classica uscita di corsa, nelle quali ritroviamo tutto quello che tipicamente ci si attende da uno smartwatch di fascia alta compresi oscillazione verticale, tempo di contatto con il suolo, ampiezza della falcata e potenza tutto senza dover indossare una fascia cardiaca da petto o servirsi di qualche altro tipo di sensore esterno.
Amazfit T-Rex Ultra 2: sensore cardio ottico
Amazfit T-Rex Ultra 2 integra nella parte posteriore un sensore cardio ottico che permette di rilevare non solo l’andamento cardiaco ma anche il livello di ossigenazione del sangue. Non è previsto il supporto alla rilevazione di un ECG, mancando la certificazione richiesta per questa funzionalità.

Come abitudine ho confrontato l’andamento cardiaco con quello di una fascia cardio da petto, abbinata ad uno smartwatch Garmin Forerunner 970 indossato all’altro polso nella stessa attività.




L’andamento cardio rilevato con Amazfit T-Rex Ultra 2 non è mai stato particolarmente preciso durante le uscite di corsa, con la sola eccezione di quella della gara di 1 ora in pista nella quale a fronte di una certa variabilità iniziale rispetto alla fascia di riferimento si è poi registrata una generale sovrapposizione dei due grafici.
La spiegazione di questo tipo di comportamento è legata alle abbondanti dimensioni di T-Rex Ultra 2 e al suo peso complessivo, caratteristiche che richiedano di serrare in modo molto forte il cinturino al polso per mettere il sensore cardio nelle migliori condizioni di misurazione possibili. Il fatto che il mio polso sia piuttosto piccolo ha ovviamente complicato ulteriormente la cosa, con misurazioni che durante l’attività sono state in alcuni casi corrette, in altre con notevole variabilità complessiva.

Il grafico cardio comparato in un’uscita in bicicletta di 100km non ha invece mostrato particolari problemi: T-Rex Ultra 2, indossato al polso, ha fatto registrare un comportamento speculare a quello della fascia cardio da petto nonostante in genere durante le uscite in bicicletta sia più facile che le vibrazioni possano portare a rilevazioni errate.
In generale il consiglio è quello di indossare questo orologio serrandolo al massimo e possibilmente essere dotati di un polso non particolarmente fine e magro perché questo rende ancor più difficile, vista la forma complessiva dell’orologio, la rilevazione di un tracciato cardio corretto durante l’attività sportiva.
Amazfit T-Rex Ultra 2: sensore GPS, altimetro barometrico e potenza nella corsa
Le tracce generate dal GPS integrato in Amazfit T-Rex Ultra 2, di tipo Multiband/dual frequency, si sono sempre rivelate essere speculari a quelle del GPS Garmin Forerunner 970 preso quale riferimento. Tanto le distanze complessive misurate di ogni sessione o gara come i tracciati cartografici hanno presentato differenze che rientrano nel margine di errore tipico di prodotti di questo tipo.

Il tracciato con maggiore differenza che siamo riusciti a evidenziare è questo, in un passaggio di corsa in una zona densamente popolata di Amburgo: il tracciato in giallo di T-Rex Ultra 2 messo a confronto con quello blu di Forerunner 970 mostra una lieve differenza nell’ordine di un paio di metri, assolutamente trascurabile nel complesso.



Amazfit T-Rex Ultra 2 utilizza un altimetro barometrico per rilevare la quota alla quale ci si trova: il suo comportamento, ben evidente in questi grafici, è speculare a quello del riferimento con variazioni che possiamo considerare completamente trascurabili. Da evidenziare il primo grafico, quello registrato durante una gara di 1 ora in pista: se Forerunner 970 blocca l’altimetria essendo su una pista di atletica dove per sua natura il dislivello è pari a zero, T-Rex Ultra 2 continua a misurare l’altezza con lievi variazioni che sono legate alle modifiche della pressione atmosferica intervenute durante l’ora di corsa e che dal sensore altimetrico vengono interpretate come piccole variazioni nell’altimetria.




La misurazione della potenza di corsa viene effettuata da Amazfit T-Rex Ultra 2 senza la necessità di abbinare una fascia cardio da petto. Come abbiamo già segnalato più volte, ogni azienda utilizza propri algoritmi per stimare la potenza durante le attività di corsa tanto deve essere analizzato l’andamento della curva di potenza rispetto al riferimento, non il dato numerico assoluto.
I dati rilevati sono abbastanza vicini tra di loro per valore numerico e anche come andamento il profilo è abbastanza simile nel complesso; quanto indicato da Amazfit presenta una superiore variabilità, ben evidenziata dal tracciato di 1 ora di corsa in pista durante la quale l’intensità dello sforzo è stato mediamente sempre costante.
Amazfit T-Rex Ultra 2: le mappe
Amazfit T-Rex Ultra 2 integra una memoria da ben 64 Gbytes per poter archiviare le mappe, che sono disponibili in 3 distinte versioni: mappe di base, mappe dei contorni e mappe dello sci. Dalla APP Zepp è possibile identificare un’area geografica della quale si vogliono scaricare le mappe: una volta selezionata e collegato lo smartwatch via rete WiFi le mappe vengono trasferite al dispositivo.


Scaricata la mappa potremo caricare sull’orologio una traccia, che avremo precedentemente creato ed esportato nei formati .gpx, .tcx o .kml a seconda di quanto avremo a disposizione. Per fare questo dovremo caricare la traccia sul nostro orologio e aprirla utilizzando la APP Zepp così che venga presa in gestione da quest’ultima. Una volta salvata nella APP sarà possibile inviarla direttamente al nostro smartwatch, così da utilizzarla all’interno di una sessione di allenamento.

Una volta avviata la navigazione della traccia avremo indicazione della distanza residua ancora da percorrere, oltre ovviamente a modificare l’orientamento della mappa, ottenendo indicazioni sulla direzione da prendere in caso di svolte. Qualora ci si allontani dal percorso previsto riceveremo un messaggio di alert non appena avremo deviato di una distanza massima che potremo selezionare in 20, 50 oppure 100 metri. Le indicazioni sui cambi di direzione sono sempre stati chiari, con una segnalazione tanto a schermo quanto con un messaggio audio.
Amazfit T-Rex Ultra 2: passi e riposo
A chiudere questa analisi alcuni confronti sul numero di passi registrati al giorno da Amazfit T-Rex Ultra 2 e sulla durata del riposo notturno, a confronto con i dati registrati da Garmin Forerunner 170 indossato contemporaneamente.
Di seguito i dati dei passi di una giornata di riferimento, durante la quale è stata svolta un’attività di corsa di 11km assieme a vari movimenti tra ufficio e aria aperta
- Garmin Forerunner 170: 23192 passi
- Amazfit T-Rex Ultra 2: 21.129 passi
Forerunner 170 ha registrato circa il 10% in più di movimento in termini di passi rispetto a T-Rex Ultra 2, pur avendo indossato entrambi per tutta la giornata. A seguire il report del riposo notturno di due notti consegutive:
Sonno notte 1
- Garmin Forerunner 170: durata 6h 17m, addormentato 23:12, risveglio 05:30
- Amazfit T-Rex Ultra 2: durata 6h 20m, addormentato 23:14, risveglio 05:38
Sonno notte 2
- Garmin Forerunner 170: durata 6h 13m, addormentato 23:17, risveglio 05:44
- Amazfit T-Rex Ultra 2: durata 6h 11m, addormentato 23:48, risveglio 06:03
Se nella prima notte monitorata i dati sono stati molto simili tra i due smartwatch e allineati all’orario effettivo (addormentato alle 23:15 e sveglia alle 5:30), nella seconda notte Amazfit T-Rex Ultra 2 ha prolungato la veglia e il riposo di alcuni minuti (addormentato 23:20 e sveglia 05:43).
Amazfit T-Rex Ultra 2: considerazioni finali
Amazfit T-Rex Ultra 2 è stato sin dal suo debutto commerciale identificato come uno smartwatch alternativo alle proposte Fenix di casa Garmin. Si tratta di prodotti pensati per gli amanti dello sport all’aria aperta e della natura, che ricercano uno smartwatch da indossare che per costruzione e dimensioni sia in grado di seguirci al meglio in ogni diversa tipologia di attività sportiva.
Dal punto di vista hardware, come ben sintetizzato nella tabella sottostante, T-Rex Ultra 2 è un prodotto molto completo: a partire dall’ampio schermo AMOLED da 1,5 polici di diagonale troviamo una costruzione molto robusta pur se con dimensioni che sono maxi a tutti gli effetti.
| Modello | Amazfit T-Rex Ultra 2 |
| diametro cassa | 1,5 pollici |
| risoluzione | 480×480 pixel |
| tipologia schermo | AMOLED |
| schermo touch | si |
| finitura schermo | vetro zaffiro |
| dimensioni | 51x51x14,3 mm |
| peso | 89,2 gr (con cinturino) |
| materiale cassa | telaio: titanio grado 5 cassa: polimero rinforzato con fibre |
| resistenza all’acqua | 10 ATM |
| cinturino | silicone; 26 mm larghezza |
| connettività | Bluetooth 5.2, WiFi 2,4GHz |
| memoria interna | 64 GB |
| satelliti | GPS, GLONASS, Galileo, Beidou, QZSS |
| GNSS chipset | Multiband/dual frequency |
| navigazione | si |
| cartografia | si |
| microfono | si |
| altoparlante | si |
| altimetro barometrico | si |
| termometro | si |
| sensore cardio ottico | si |
| supporto riproduzione musica | riproduzione musica solo offline |
| HRV | si |
| rilevazione stress | si |
| analisi del sonno | si |
| luce supplementare | si, con LED dedicato bianco (4 livelli) e verde |
| pagamento cashless | si, Zepp Pay |
Messo alla prova, T-Rex Ultra 2 ha evidenziato alcuni elementi molto interessanti a partire dalla precisione del GPS e dalla completezza delle informazioni raccolte durante l’attività sportiva. Molto valido il tracking degli esercizi svolti in una sessione di pesi in palestra, mentre altrettanto non posso dire della precisione nella rilevazione cardio durante la corsa. In questo, come segnalato, non giocano a favore dimensioni e peso oltre nel mio caso specifico ad avere un polso particolarmente sottile.

La gestione delle mappe è nel complesso interessante: il quantitativo di memoria onboard da ben 64 Gbytes permette di precaricare le mappe globali nell’orologio, ferma restando al possibilità di caricare mappe specifiche per aree geografiche di nostro interesse. Non si arriva al livello di dettaglio e integrazione che possono offrire altri produttori con prodotti simili, ma per un utilizzo generico si sono dimostrate essere complete e chiare tanto nella corsa come nelle attività di ciclismo.
La componente software di Amazfit T-Rex Ultra 2 è completa, ma c’è spazio di ottimizzazione. Sono presenti tutte le tipiche funzionalità che ci si attende da un prodotto di questo tipo, unitamente a molte funzioni avanzate: se l’hardware sottostante è completo Amazfit deve costantemente lavorare per ottimizzare al meglio la parte software, a partire ad esempio dal segnale del sensore ottico cardio. Nel periodo di test ho potuto scaricare diversi aggiornamenti dello smartwatch, a testimoniare il lavoro di ottimizzazione portato avanti dall’azienda con continuità.

Al prezzo di listino ufficiale di 549 euro Amazfit T-Rex Ultra 2 è uno sportwatch tutt’altro che economico, e probabilmente questo ne rappresenta il limite maggiore tenendo conto di quello che offre Amazfit all’interno della propria famiglia di smartwatch. Un’alternativa a T-Rex Ultra 2 è rappresentata dal modello T-Rex 3 Pro, che riprende buona parte delle caratteristiche costruttive e delle funzionalità in un formato più compatto e con un costo inferiore di 150 euro pur mantenendo lo stesso display da 1,5 pollici di diagonale e buona parte delle funzionalità. A differenziare questi due modelli la batteria inferiore di T-Rex 3 Pro, la costruzione con parte posteriore in polimero al posto del titanio, la memoria on-board di 32GB e la presenza di un set di funzionalità più ridotto per la cartografia.

