Close Menu
The Running ClubThe Running Club
  • Home
  • Recensioni
  • Scarpe
    • Adidas
    • Altra
    • Asics
    • Brooks
    • Diadora
    • Hoka
    • Kiprun
    • Mizuno
    • New Balance
    • Nike
    • NNormal
    • On
    • Puma
    • Salomon
    • Saucony
    • Topo
    • Under Armour
  • News
  • Allenamenti
  • Alimentazione
  • Gare
    • 5-10km su strada
    • Mezza maratona
    • Maratona e Ultra
    • Pista
    • Trail running
  • Sportwatch
  • Eventi
  • Trova la tua scarpa
I più popolari

Cadenza vs lunghezza del passo: perché nella corsa è meglio aumentare la frequenza che forzare l’ampiezza

23 Luglio 2026

Corsa e salute del cervello: perché l’attività fisica migliora memoria, apprendimento e benessere mentale

22 Luglio 2026

Hyperboost Run: la nuova interpretazione di Adidas per le corse di tutti i giorni

21 Luglio 2026
Facebook X (Twitter) Instagram TikTok YouTube RSS
Trending
  • Cadenza vs lunghezza del passo: perché nella corsa è meglio aumentare la frequenza che forzare l’ampiezza
  • Corsa e salute del cervello: perché l’attività fisica migliora memoria, apprendimento e benessere mentale
  • Hyperboost Run: la nuova interpretazione di Adidas per le corse di tutti i giorni
  • Enervit Electrolytes Drink Mix, l’integratore di elettroliti per le giornate più calde e le corse più lunghe
  • Recensione Amazfit T-Rex Ultra 2: è davvero l’anti Garmin Fenix?
  • Bebe Vio non si ferma più: prima volta sotto i 14 secondi e nuovo record italiano nei 100 metri
  • Brooks Cascadia 20: più grip, protezione e comfort per affrontare ogni sentiero
  • Josh Kerr, promessa mantenuta: impressionante record del mondo sul Miglio
Facebook Instagram YouTube RSS LinkedIn Telegram
The Running ClubThe Running Club
  • Home
  • Recensioni
  • Scarpe
    • Adidas
    • Altra
    • Asics
    • Brooks
    • Diadora
    • Hoka
    • Kiprun
    • Mizuno
    • New Balance
    • Nike
    • NNormal
    • On
    • Puma
    • Salomon
    • Saucony
    • Topo
    • Under Armour
  • News
  • Allenamenti

    Cadenza vs lunghezza del passo: perché nella corsa è meglio aumentare la frequenza che forzare l’ampiezza

    23 Luglio 2026

    Corsa e salute del cervello: perché l’attività fisica migliora memoria, apprendimento e benessere mentale

    22 Luglio 2026

    Dalla mezza maratona alla 10K o alla maratona: come cambiare distanza senza ripartire da zero

    18 Luglio 2026

    Ho provato ad allenarmi con Simeon Birnbaum: ecco come adattare il suo workout per i 5000 metri

    17 Luglio 2026

    Mobilità articolare per il runner: perché può fare la differenza tra correre meglio, consumare meno energie e ridurre il rischio di infortuni

    8 Luglio 2026
  • Alimentazione
  • Gare
    1. 5-10km su strada
    2. Mezza maratona
    3. Maratona e Ultra
    4. Pista
    5. Trail running
    6. View All

    Quando iniziare la preparazione per una 10 km, una mezza o una maratona da correre in autunno

    7 Luglio 2026

    Di corsa nella notte: il mio viaggio alla Milano Linate Runway Run

    21 Giugno 2026

    Milano Linate Runway Run 2026, tutto pronto per il decollo

    17 Giugno 2026

    Corre la 10 km più veloce di sempre, ma non sarà valida come record mondiale

    4 Giugno 2026

    “Via le gare dalle città”: la sfida del ministro Mazzi a mezze e maratone

    8 Luglio 2026

    Quando iniziare la preparazione per una 10 km, una mezza o una maratona da correre in autunno

    7 Luglio 2026

    Al via la Maratonina dei Laghi di Bellaria Igea Marina: ultimi posti disponibili

    25 Maggio 2026

    La carica della Stramilano: oltre 62.500 runner tra le strade della città

    4 Maggio 2026

    “Via le gare dalle città”: la sfida del ministro Mazzi a mezze e maratone

    8 Luglio 2026

    Quando iniziare la preparazione per una 10 km, una mezza o una maratona da correre in autunno

    7 Luglio 2026

    Maratona di Londra 2027 raddoppia: per la prima volta sarà una “Double Marathon”

    19 Giugno 2026

    Maratona: il segreto dei runner più veloci? Correre più piano. Lo rivela uno studio su oltre 119mila atleti

    13 Giugno 2026

    Josh Kerr, promessa mantenuta: impressionante record del mondo sul Miglio

    18 Luglio 2026

    Record del mondo di Emmanuel Wanyonyi nei 1000 metri

    11 Luglio 2026

    Bebe Vio vola anche in pista e firma il nuovo record italiano dei 100 metri

    11 Luglio 2026

    Super Francesco Pernici: cade il muro di Fiasconaro, record italiano negli 800 metri

    3 Luglio 2026

    Recensione Topo Athletic Terraventure 5: la scarpa da trail capace di sorprendere

    10 Luglio 2026

    Asics Blazeblast: dalla strada ai sentieri, la famiglia Blast cambia terreno

    9 Luglio 2026

    Francesco Puppi sempre più grande: secondo alla Western States, al debutto sulle 100 miglia

    28 Giugno 2026

    Dall’asfalto ai sentieri tecnici delle Orobie: 50 km al Trail del Centenario

    26 Giugno 2026

    Josh Kerr, promessa mantenuta: impressionante record del mondo sul Miglio

    18 Luglio 2026

    Record del mondo di Emmanuel Wanyonyi nei 1000 metri

    11 Luglio 2026

    Bebe Vio vola anche in pista e firma il nuovo record italiano dei 100 metri

    11 Luglio 2026

    Recensione Topo Athletic Terraventure 5: la scarpa da trail capace di sorprendere

    10 Luglio 2026
  • Sportwatch
  • Eventi
  • Trova la tua scarpa
The Running ClubThe Running Club
Home » Intervista a Mo Farah: “Dalla pista alla maratona, ho imparato a essere onesto con me stesso”
Atleti

Intervista a Mo Farah: “Dalla pista alla maratona, ho imparato a essere onesto con me stesso”

“A Londra nel 2012 per me è stato un momento epico”, ci ha raccontato Mo Farah alla Rome Half Marathon. “Ora voglio restituire ciò che ho ricevuto”. Una carriera straordinaria, tra pista, maratona e impegno sociale.
Paolo CorsiniBy Paolo Corsini23 Ottobre 2025
Mo Farah (foto Erik van Leeuwen, via Wikimedia Commons)
Mo Farah (foto Erik van Leeuwen, via Wikimedia Commons)

Sir Mohamed Muktar Jama Farah, meglio conosciuto come Mo Farah, è considerato uno dei più grandi mezzofondisti della storia dell’atletica. Nato in Somalia nel 1983 con il nome Hussein Abdi Kahin, è stato vittima di traffico di minori e portato illegalmente nel Regno Unito all’età di nove anni. Solo grazie all’intervento di un insegnante di educazione fisica, che ne ha riconosciuto il talento e lo ha sostenuto, ha potuto iniziare a correre e costruire una carriera straordinaria. Da quel momento, la sua ascesa è stata inarrestabile.

Mo Farah ha vinto quattro medaglie d’oro olimpiche: due nei 5.000 metri e due nei 10.000 metri, conquistate tra Londra 2012 e Rio 2016. A queste si aggiungono sei titoli mondiali e numerosi successi europei. È l’unico atleta britannico ad aver completato il “double-double” olimpico e mondiale nelle gare di lunga distanza.
Dopo aver dominato la pista per oltre un decennio, ha affrontato la sfida della maratona, vincendo la Chicago Marathon nel 2018 con il record britannico di 2h05’11”.

Oggi, Mo Farah ha lasciato le competizioni professionistiche, ma non ha smesso di correre. Si dedica a progetti educativi e sociali, con l’obiettivo di restituire ciò che ha ricevuto e ispirare le nuove generazioni.

Lo abbiamo incontrato a Roma, presso lo stand Huawei della Rome Half Marathon, e abbiamo avuto l’occasione di parlare con lui in un’intervista, in cui ha ripercorso la sua carriera, raccontato il passaggio dalla pista alla maratona, condiviso il suo impegno con i giovani e riflettuto sul ruolo fondamentale che lo sport ha avuto nella sua vita.

Intervista a Mo Farah

Qual è il ricordo più emozionante della tua carriera?
“Ho vissuto una carriera straordinaria, che mi ha portato da ragazzino sconosciuto a diventare un atleta riconosciuto a livello mondiale. Ma se devo scegliere un momento, quello che ha segnato tutto è stato Londra 2012. Vincere le Olimpiadi in casa, davanti al mio pubblico, è stato qualcosa di indescrivibile. 75.000 persone che gridavano il mio nome, tutta la nazione che mi sosteneva. È stato un sogno che si è realizzato, e quell’emozione mi ha accompagnato per tutta la carriera. Quando sei giovane e qualcuno ti dice che potresti vincere le Olimpiadi, sembra impossibile. Ma farlo davvero, e farlo a casa, è stato il massimo”.

Hai avuto una carriera incredibile in pista, ma anche su strada hai ottenuto risultati importanti. Cosa ti ha spinto a fare questo passaggio?
“Dopo tanti anni in pista, sentivo il bisogno di una nuova sfida. Pensavo che, essendo stato un grande atleta nei 10.000 metri, sarei stato naturalmente portato per la maratona. Ma ho scoperto che non è così semplice. La pista e la strada sono due mondi diversi. In pista puoi controllare il ritmo, cambiare strategia, accelerare nel finale. Su strada, invece, devi mantenere una velocità costante per oltre due ore. È una prova completamente diversa, sia fisicamente che mentalmente”.

Roma corre veloce: trionfi e record nella mezza maratona della Capitale

Ti è mancato qualcosa per dominare anche nella maratona come hai fatto in pista?
“Sì, credo di aver avuto buoni risultati, ma mi è mancato quel piccolo margine, quel 0,1% che fa la differenza tra essere competitivo e essere dominante. In pista ero come un animale selvaggio: rallentavo, acceleravo, cambiavo ritmo e poi nel giro finale davo tutto. Nella maratona non puoi fare questo. Devi essere regolare, preciso, e ogni errore si paga caro. Ho sempre cercato di essere onesto con me stesso, di analizzare le sensazioni, di capire cosa non funzionava e di correggerlo. Questo approccio mi ha aiutato molto, ma ho capito che la mia forza era sulla pista”.

Hai comunque ottenuto risultati di rilievo, come il terzo posto alla London Marathon e la vittoria a Chicago. Come li valuti oggi?
“Essere arrivato terzo a Londra è stato bellissimo, ma volevo vincere. A Chicago, nel 2018, ho corso in 2h05’ e ho stabilito il record britannico. È stato un grande traguardo. Ma se guardiamo ai migliori maratoneti, quelli che corrono in 2h04’ o meno, capiamo che serve qualcosa in più. Probabilmente ero più adatto alla pista. Basta guardare Eliud Kipchoge: in pista non ha brillato, ma in maratona è diventato leggenda. Ogni atleta ha il suo terreno ideale e io ho capito che il mio era la pista”.

Mo Farah e Paolo Corsini allo stand Huawei della Rome Half Marathon 2025

Ora che ti sei ritirato, pensi di dedicarti alla formazione dei giovani atleti?
“Assolutamente sì. È fondamentale restituire ciò che ho ricevuto. Ho quattro figli e cerco di educarli all’attività fisica, ma voglio fare di più. Se non fosse stato per i miei insegnanti e per chi ha creduto in me, non sarei qui. Per questo ho creato la mia charity con la Youth Sports Trust che sostiene i giovani nello sport. Il progetto si chiama Mo’s Mission e punta a cambiare le politiche governative per garantire più accesso allo sport nelle scuole. Dopo il 2012, molti fondi sono stati tagliati, e i ragazzi fanno sempre meno attività fisica. Questo ha conseguenze enormi sulla salute e sul futuro”.

Continui a correre?
“Sì, ma non in modo competitivo. Ho sempre avuto un obiettivo nella vita, e ora il mio è correre una volta a settimana o ogni dieci giorni, per liberare la mente. Spesso corro con i miei figli, facciamo jogging, ciclismo, giochiamo a calcio. Non metto pressione su di loro, voglio che siano semplicemente attivi e felici. È anche uno dei motivi per cui sono qui a Roma: vedere quante persone corrono, condividere esperienze, e promuovere uno stile di vita sano”.

The Running Club alla Rome Half Marathon: il video racconto di Paolo

Che consiglio daresti a un ragazzo che vuole iniziare a correre, anche solo per stare meglio fisicamente?
“Direi semplicemente: esci e fallo. Non metterti pressione. Viviamo in tempi complicati, pieni di distrazioni, social media, eventi. È importante prendersi del tempo per sé, fare qualcosa che ci fa stare bene. Che sia corsa, nuoto, calcio, non importa. L’importante è muoversi, sentirsi vivi. E va bene sbagliare, l’importante è imparare. Lo sport è uno strumento potente per migliorare la propria vita”.

huawei interview intervista mo farah roma rome half marathon
Share. Facebook Twitter WhatsApp Email
Previous ArticleUn anno di Vetrina Scarpe su The Running Club: la classifica dei 10 modelli più ricercati e i brand più desiderati. Cosa ci dicono le scelte dei runner…
Next Article Strava ritira la causa contro Garmin: la svolta inaspettata e la fine di un conflitto lampo
Paolo Corsini
  • Website
  • Facebook
  • X (Twitter)
  • Instagram
  • LinkedIn

Ho scoperto la corsa relativamente tardi ma da subito è diventata perno della mia vita. Corro perché mi piace, perché allenarsi per una gara dando il meglio di se stessi è avvincente ma soprattutto perché è uno spazio di libertà che ogni giorno coltivo. Papà di Gabriele e Giorgia, appassionato di tecnologia, amante dei viaggi, frequent flyer per necessità, EV enthusiast. Direttore di Hardware Upgrade e di The Running Club. Gara preferita: la distanza regina, la Maratona. Rigorosamente da scrivere in maiuscolo: è una signora molto irascibile con chi non le porta il dovuto rispetto | Misure: altezza 170 cm, peso 62 kg, scarpe US 8 / 41 EU / 26 cm | Velocità riferimento su 10K: 4'00" al km.

Post Correlati

Ho provato ad allenarmi con Simeon Birnbaum: ecco come adattare il suo workout per i 5000 metri

17 Luglio 2026

Huawei Watch GT Runner 2 Racing Legend Edition, lo smartwatch di Eliud Kipchoge

21 Giugno 2026

Correre oltre lo sguardo: la mia esperienza come guida di un’atleta non vedente tra strada e trail running

16 Giugno 2026
Seguici su
  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube
  • Soundcloud
  • Pinterest
  • LinkedIn
  • Telegram

Non perderti

Cadenza vs lunghezza del passo: perché nella corsa è meglio aumentare la frequenza che forzare l’ampiezza

Redazione23 Luglio 2026 Allenamenti e tecnica

Correre più veloce non significa fare passi più lunghi. La biomeccanica dimostra che la velocità nasce dall’equilibrio tra cadenza e lunghezza del passo, ma forzare la falcata può ridurre l’efficienza della corsa e aumentare il rischio di infortuni. La lunghezza del passo deve essere la conseguenza di maggiore forza, tecnica e potenza, non un obiettivo ricercato volontariamente. Ecco perché i runner più veloci non allungano il passo: corrono meglio.

Corsa e salute del cervello: perché l’attività fisica migliora memoria, apprendimento e benessere mentale

22 Luglio 2026

Hyperboost Run: la nuova interpretazione di Adidas per le corse di tutti i giorni

21 Luglio 2026

Enervit Electrolytes Drink Mix, l’integratore di elettroliti per le giornate più calde e le corse più lunghe

21 Luglio 2026
Facebook Instagram YouTube LinkedIn Telegram
  • Home
  • I nostri autori
  • Redazione
  • PROTOCOLLI TEST SCARPE
  • Contattaci
  • Privacy e cookie policy
  • Pubblicità
  • Impostazioni cookie
© 1997 – 2026 – Hardware Upgrade S.r.l. P.iva: 02560740124
The Running Club è testata giornalistica registrata al tribunale di Varese, n. 6 del 05/07/2023. Iscrizione ROC n. 13366 – Ulteriori informazioni.
Per eventuali segnalazioni, inviare una mail all’indirizzo info@therunningclub.it

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.