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Home » Saucony Triumph 23, massima ammortizzazione senza eccessi. La recensione dopo 150 km…
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Saucony Triumph 23, massima ammortizzazione senza eccessi. La recensione dopo 150 km…

Saucony Triumph 23 è una scarpa da running pensata per l’allenamento quotidiano, ideale per corse lente e rigeneranti.
Andrea SoffientiniBy Andrea Soffientini21 Luglio 2025
La nuova Saucony Triumph 23
La nuova Saucony Triumph 23

Nel panorama delle scarpe da running, la linea Triumph di Saucony ha sempre rappresentato una certezza per chi cerca una calzatura affidabile, comoda e costruita con materiali di alta qualità. Si tratta di una linea pensata per l’allenamento quotidiano, le cosiddette “daily trainer”, che si distingue per l’attenzione ai dettagli e per l’utilizzo di componenti premium. Non è un caso che venga spesso affiancata alla serie Ride, altra colonna portante della gamma Saucony, ma con un posizionamento leggermente più alto, sia in termini di prezzo che di prestazioni complessive.

Fino alla Triumph 21, questa scarpa era riuscita a conquistare una larga fetta di runner grazie a un equilibrio perfetto tra ammortizzazione, reattività e comfort. Tuttavia, con l’arrivo della Triumph 22, qualcosa è cambiato. Saucony ha deciso di rivoluzionare il modello, puntando su una struttura più massiccia e meno reattiva, pensata per offrire maggiore supporto ai runner più pesanti. Una scelta che ha diviso gli appassionati, soprattutto coloro che avevano apprezzato la vivacità delle versioni precedenti.

Con Triumph 23, l’azienda americana ha scelto di proseguire lungo questa nuova direzione, affinando il lavoro iniziato con la versione 22. Il risultato è una scarpa che punta tutto sulla protezione e sulla stabilità, sacrificando però parte della reattività che aveva reso iconiche le Triumph 21.

Spoiler: abbiamo provato a cambiare la video recensione su Youtube, rendendola più snella, discorsiva, leggera e da seguire tutta d’un fiato. Guardatela – oltre a leggere questo articolo – e fateci sapere nei commenti quale versione, secondo voi, è la migliore.

Per valutare a fondo le prestazioni della Triumph 23, l’ho messa alla prova per 150 chilometri, alternando uscite lente e rigeneranti, ovvero gli scenari d’uso ideali per una scarpa di questo tipo.

Battistrada: 7,5

La suola della Triumph 23 utilizza la collaudata gomma XT-900 al carbonio, posizionata strategicamente nei punti più sollecitati: l’avampiede e il tallone esterno. Questa scelta garantisce un’ottima trazione su ogni tipo di superficie, anche in condizioni di bagnato, e una resistenza all’usura davvero notevole. Dopo oltre 150 chilometri, i segni di consumo sono minimi, segno che la scarpa è costruita per durare. L’assenza di gomma nella parte mediale, inoltre, contribuisce a migliorare la flessibilità, rendendo la rullata più fluida.

Tomaia: 7

La tomaia è realizzata in mesh tecnico elastico, un materiale che offre un fit spazioso e confortevole. Il piede viene avvolto senza costrizioni, con una sensazione di stabilità che rassicura fin dai primi passi. Tuttavia, lo spessore del filato, pensato per garantire robustezza e supporto, penalizza la traspirabilità. Nelle giornate più calde, la scarpa tende a trattenere il calore, rendendola più adatta ai mesi invernali che all’estate.

Upper: 8

Rispetto alla Triumph 22, l’upper della nuova versione presenta poche modifiche. La linguetta e i lacci restano pressoché invariati, mentre la vera novità è rappresentata dal tallone rialzato, che facilita la calzata e migliora la sensazione di avvolgimento. L’imbottitura è generosa sia nella linguetta che nel retro del piede, contribuendo a creare un ambiente protetto e confortevole, ideale per le lunghe distanze.

Intersuola: 5,5

E’ proprio qui che la Triumph 23 mostra il suo punto dolente. Nonostante utilizzi la stessa schiuma PWRRUN PB della versione precedente, la sensazione sotto il piede è meno reattiva e meno morbida del previsto. La soletta SRS, che nella Triumph 21 era un vero punto di forza grazie alla versione in PWRRUN+, in questa edizione non riesce a fare la differenza.

Lo spessore dell’intersuola, pari a 37 mm sul tallone e 27 mm sull’avampiede, con un drop di 10 mm, risulta inferiore rispetto a quanto ci si aspetterebbe da una scarpa “max-cushioned”. In un mercato dove ormai i 40 mm sono diventati lo standard per questa categoria, la Triumph 23 appare un passo indietro.

Peso: 6

Con un peso di 279 grammi nella taglia US 9,5, la Triumph 23 è leggermente più leggera della versione 22, di circa 20 grammi. Tuttavia, la sensazione sotto il piede racconta un’altra storia. Durante le corse più lunghe, la scarpa appare più pesante di quanto dica la bilancia, complice la mancanza di reattività e la struttura massiccia. Anche in questo caso, si sente la mancanza di quel feeling dinamico che aveva reso le Triumph 20 e 21 così apprezzate.

Comfort: 6,5

Se c’è un aspetto in cui la Triumph 23 eccelle, è il comfort. La tomaia morbida, il tallone ben imbottito e la linguetta ultra-comoda creano una sensazione di comodità che ricorda quella di una pantofola. È una scarpa che invita al relax, perfetta per le uscite lente e rigeneranti. La flessibilità del battistrada contribuisce a rendere la corsa fluida, anche se la scarsa energia di ritorno limita le prestazioni a ritmi più sostenuti.

Protezione: 7,5

Pur essendo pensata per runner con appoggio neutro, la Triumph 23 si adatta bene anche a chi presenta una lieve pronazione, grazie alla sua impronta larga e stabile. L’ammortizzazione è efficace nell’assorbire gli impatti, anche se qualche millimetro in più nell’intersuola avrebbe reso la scarpa ancora più protettiva, soprattutto per i runner più pesanti, sopra gli 80 kg.

Durata: 7,5

Come le sue predecessore, anche la Triumph 23 si dimostra una scarpa longeva, in grado di superare senza problemi gli 800 chilometri, mantenendo una buona capacità di ammortizzazione nel tempo. La gomma XT-900 si conferma resistente all’usura, mentre la schiuma, pur non essendo la più performante, conserva una discreta elasticità anche dopo molti chilometri.

Prezzo: 4

Il prezzo di listino della Saucony Triumph 23 è di 190 euro, lo stesso della versione precedente (guarda qui le migliori offerte).

Tuttavia, alla luce delle prestazioni offerte, risulta difficile giustificare una cifra così elevata. La schiuma PWRRUN PB non riesce a competere con le soluzioni adottate da altri brand nella stessa fascia di mercato, e la scarpa, pur essendo solida e confortevole, non rientra tra le migliori “max cushioned” disponibili oggi. Un listino in definitiva troppo alto per quello che offre.

Saucony Triumph 23

Saucony Triumph 23

Scarpa per corse di tutti i giorni

Voto Finale: 6,5

La Saucony Triumph 23 è una scarpa che fa bene il suo lavoro, ma senza entusiasmare. È perfetta per chi cerca una compagna affidabile per le corse lente e rigeneranti, grazie alla sua protezione, stabilità e comfort. Tuttavia, se il vostro obiettivo è trovare una scarpa più reattiva, con un’ammortizzazione più generosa e una sensazione di corsa più vivace, allora modelli come la Nike Vomero 18 o la New Balance 1080 v14 potrebbero rappresentare alternative più interessanti.

In definitiva, la Triumph 23 è una buona scarpa, ma non riesce a brillare come le sue antenate. Un modello solido, ma che lascia un po’ di nostalgia per quella reattività e leggerezza che avevano reso le Triumph un punto di riferimento per tanti runner.

recensione Saucony triumph 23
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Andrea Soffientini
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Allenatore, insegnante e bevitore di birra artigianale e Campari. Amo gli sport in generale in particolare la pallacanestro che ho praticato per anni con scarsissimi risultati. Amo l'atletica leggera in toto perché è uno sport di fatica e sacrifici ma che sono sempre ampiamente ripagati | Misure: altezza 17 5cm, peso 65 kg, scarpe US 9,5 / EU 43 / 27,5cm | Velocità riferimento sui 10K: 3'00" al km.

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