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Il mal di schiena è la prima causa di assenteismo nel mondo e colpisce anche chi pratica sport. Non sempre è legato a patologie gravi: spesso deriva da sedentarietà, squilibri muscolari o movimenti scorretti. La soluzione? Muoversi con regolarità e integrare esercizi di rinforzo nella routine quotidiana.
L’anca è una delle articolazioni più sollecitate nella corsa e, quando qualcosa non funziona, il dolore può compromettere la performance. Spesso la causa non è dove la percepiamo: un ginocchio dolorante può dipendere da squilibri muscolari a livello del bacino.
Il ginocchio è uno dei punti più vulnerabili per chi corre, soprattutto per i runner che affrontano allenamenti intensi e ripetuti. Non è una struttura isolata, ma parte di una complessa catena biomeccanica che coinvolge piede, anca e muscolatura. Quando questo equilibrio si rompe, il ginocchio diventa il bersaglio di sovraccarichi e infiammazioni.
Quando si parla di corsa, il focus è spesso sulle scarpe, ma la gamba è il vero motore del movimento. Muscoli come gastrocnemio e soleo garantiscono spinta e stabilità, ma rigidità o debolezza aumentano il rischio di infortuni. Crampi, affaticamento e tendinite del tendine d’Achille sono problematiche comuni tra i runner.
Il piede è il primo attore della corsa e, non a caso, il più esposto a problematiche. Prevenzione, scelta delle scarpe, gestione dei carichi e supporto tecnologico come l’elettrostimolazione sono strumenti chiave per correre in sicurezza.
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La funzione primaria del riscaldamento è quella di preparare il corpo ad un’attività più intensa, come può essere un allenamento, ma anche una gara. Ma non basta “rompere il fiato” per essere pronti per scattare dalla linea di partenza. Insieme a Pietro Bellavite, osteopata e coach di Compex, scopriamo tutti i segreti per scaldarsi al meglio prima di una corsa.
Il recupero è quella “fase di allenamento” che permette ai muscoli di assorbire il lavoro svolto, di farli riposare e diventare più forti, fondamentale per reintegrare le energie spese, per riacquistare elasticità muscolare e per contrastare i “dolori post-corsa”. In questo articolo, scopriamo diverse metodologie per recuperare e come farlo al meglio, insieme a Pietro Bellavite, osteopata e coach di Compex.
La propriocezione è quella capacità che permette al runner di reagire prontamente ad un imprevisto, ad esempio quando si appoggia male un piede, o di riconoscere le asperità del terreno anche senza guardare dove si stanno appoggiando i piedi. Abilità che, come ogni altra, va allenata e fatta crescere. Come? Lo scopriamo insieme a Pietro Bellavite, osteopata e coach di Compex.
Uno dei fattori più importanti su cui lavorare per ottenere sempre il massimo dal proprio gesto atletico è quello di mantenere alto il livello di mobilità e flessibilità di arti e articolazioni. Due aspetti spesso confusi e sottovalutati, considerati la stessa cosa, ma che in realtà riguardano comparti e funzionalità differenti del nostro corpo. Insieme a Pietro Bellavite, osteopata e coach di Compex, ne analizziamo le differenze e le peculiarità, insieme a qualche semplice esercizio necessario per migliorarle.
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