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La Maratona di Londra del 26 aprile 2026 ha riscritto la storia dell’atletica mondiale. Per la prima volta il muro delle due ore è caduto in una gara ufficiale, non una ma due volte. Sabastian Sawe ha vinto in 1h59’30”, nuovo record del mondo, davanti all’etiope Yomif Kejelcha, incredibilmente sotto le due ore al debutto in maratona.

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La mobilità articolare è una componente spesso trascurata nella preparazione del runner, ma può influenzare in modo decisivo tecnica di corsa, economia del gesto e prevenzione degli infortuni. In questo articolo, il preparatore atletico Davide Carbone spiega perché mobilità, stretching e flessibilità non sono la stessa cosa e quali articolazioni meritano maggiore attenzione, a partire da anche, colonna toracica e caviglie.

L’autunno è la stagione delle grandi corse su strada, ma i risultati si costruiscono molto prima. Dalla 10 km alla maratona, ogni distanza richiede tempi di preparazione diversi e una pianificazione precisa. Il vero nodo, però, è uno: l’estate. È nei mesi più caldi che si costruisce la base aerobica, si accumulano chilometri e si gettano le fondamenta della stagione autunnale.

Hoka rinnova una delle sue linee più iconiche con la nuova Clifton 11 e introduce a sorpresa la Clifton Pro, un modello che promette un’evoluzione più tecnica e moderna della classica daily trainer. Dopo oltre 150 chilometri di test tra corse lente, lunghi e progressivi, il confronto racconta due filosofie molto vicine ma con sfumature diverse.

Con il caldo anche la corsa può trasformarsi in un rischio. Il colpo di calore è una delle emergenze più sottovalutate tra i runner, soprattutto quando temperature elevate e umidità mettono in crisi la capacità del corpo di raffreddarsi. Riconoscere i sintomi, intervenire in fretta e soprattutto prevenire è fondamentale per evitare conseguenze serie.

A Nancy, Francesco Pernici ha demolito il primati più longevo dell’atletica italiana, correndo in 1’43”60 e cancellando dopo 53 anni il leggendario 1’43”70 di Marcello Fiasconaro. Con la sua prestazione, il 23enne bresciano, segna la fine di un’epoca e l’inizio di una nuova era, diventando l’azzurro più veloce di sempre sugli 800 metri, abbattendo un record che sembrava quasi intoccabile.

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Dall’asfalto ai sentieri tecnici delle Orobie: il Trail del Centenario, 50 km e quasi 3.000 metri di dislivello positivo, è stato il banco di prova per capire cosa separa davvero strada e trail. Una gara dura, fatta di salite lunghe, discese tecniche e gestione continua dello sforzo, dove il cronometro passa in secondo piano e a emergere sono soprattutto tenuta muscolare, capacità di adattamento e resistenza mentale.