La Nike Pegasus Plus 2 è una scarpa intermedia senza piastra, pensata per chi cerca un modello da utilizzare negli allenamenti a ritmi sostenuti, dalle tempo run alle variazioni di ritmo. L’aggiornamento introduce alcune modifiche all’intersuola e alla tomaia, mantenendo un’impostazione piuttosto classica ma cercando di rendere la scarpa più dinamica rispetto alla prima versione.
Il cambiamento più importante riguarda l’inserimento di un elemento Air Zoom nell’avampiede, abbinato a una maggiore altezza dell’intersuola in ZoomX. Una soluzione che modifica le sensazioni durante la corsa e che rappresenta uno degli aspetti più interessanti, ma anche più divisivi, di questa nuova versione.
Dopo averla utilizzata in due per circa 150 km, possiamo raccontarvi come si comporta nelle diverse situazioni, mettendo in evidenza i suoi punti di forza e gli aspetti che potrebbero non convincere tutti i runner.
Battistrada: 7,5
Il battistrada della Nike Pegasus Plus 2 riprende la struttura a waffle già vista sulla versione precedente. Si tratta di una soluzione tipica di Nike, caratterizzata da piccoli elementi in gomma in rilievo alternati a zone in cui l’intersuola rimane esposta. Una configurazione pensata per garantire un buon compromesso tra trazione e ammortizzazione durante la corsa.
Rispetto al modello precedente, la distribuzione della gomma presenta alcune differenze: nella nuova versione troviamo materiale anche nelle zone esterne dell’area mediale. Cambia inoltre la flessibilità complessiva della scarpa, che ci è sembrata sensibilmente inferiore rispetto alla prima Pegasus Plus. Una differenza che potrebbe essere legata anche all’introduzione del nuovo elemento Air Zoom nell’avampiede.
Durante i nostri test non abbiamo riscontrato particolari problemi di aderenza. La trazione si è dimostrata convincente sia sull’asciutto sia sul bagnato, senza situazioni in cui il grip ci abbia messo in difficoltà. Dopo circa 150 km, l’usura del battistrada è risultata nella norma.

Intersuola: 7
È nell’intersuola che troviamo le novità più importanti della Pegasus Plus 2. Nike mantiene la schiuma ZoomX, ma modifica le geometrie e introduce un elemento Air Zoom nell’avampiede, con l’obiettivo di rendere la scarpa più dinamica senza stravolgerne l’impostazione. Le quote passano dai 35 mm al tallone e 25 mm all’avampiede del modello precedente a 38 e 28 mm, sempre per un drop classico per Pegasus di 10 mm. Parliamo quindi di 3 mm in più su entrambe le estremità, una modifica che aumenta il materiale sotto il piede e permette di integrare il nuovo elemento Air Zoom nella zona anteriore.
La schiuma ZoomX conserva una consistenza che ci ha ricordato quella della prima versione, ma il comportamento complessivo cambia. La maggiore altezza dell’intersuola e la presenza dell’Air Zoom modificano la percezione dell’appoggio, soprattutto nella parte anteriore, rendendo la Pegasus Plus 2 una scarpa più strutturata e dinamica.
È proprio sulle sensazioni trasmesse dall’intersuola che emergono le differenze più interessanti. L’elemento Air Zoom non viene necessariamente percepito come una spinta propulsiva: in alcuni casi si avverte piuttosto la sua presenza sotto il piede, come una zona con un comportamento diverso rispetto alla schiuma circostante. È una sensazione che può piacere oppure risultare meno naturale, a seconda delle preferenze personali e del modo in cui si corre.

Chi cerca un appoggio anteriore uniforme potrebbe avere qualche perplessità. La prima Pegasus Plus, infatti, ci aveva lasciato la sensazione di avere poco materiale sotto l’avampiede. Con la nuova versione, i 3 mm aggiuntivi di ZoomX non eliminano del tutto questa percezione: l’Air Zoom si fa sentire e, almeno per alcuni runner, può dare l’impressione che manchi ancora qualcosa in termini di sostegno nella parte anteriore. Altri potrebbero invece apprezzare proprio questa caratteristica, trovando nell’elemento Air Zoom una sensazione particolare e una maggiore consistenza dell’appoggio. Non è quindi soltanto una questione di ammortizzazione, ma anche di come il piede interagisce con le diverse componenti dell’intersuola.
Nel complesso, la Pegasus Plus 2 ci è sembrata migliorata rispetto alla prima versione, soprattutto per il suo comportamento dinamico. Rimane però una scarpa da provare, se possibile, prima dell’acquisto: la sensazione nella zona anteriore è uno degli elementi che più possono influenzare il giudizio finale.
Tomaia: 7,5
La tomaia della Pegasus Plus 2 adotta un mesh tecnico aggiornato, con una struttura più articolata soprattutto nella zona dell’avampiede. Qui troviamo elementi sintetici sovrapposti al tessuto, mentre lateralmente e nella parte anteriore sono presenti rinforzi che contribuiscono a mantenere il piede ben contenuto.

La struttura è piuttosto importante per una scarpa intermedia e trasmette una sensazione di solidità. Questo aspetto ha però anche un risvolto meno positivo: dopo una corsa sotto la pioggia, la tomaia del nostro esemplare è rimasta bagnata a lungo. Non è un problema che si manifesta necessariamente in condizioni asciutte, ma è un elemento da considerare per chi corre spesso con clima umido o sotto la pioggia.
La calzata ci è sembrata sostanzialmente regolare. Non abbiamo avuto la necessità di modificare il numero abituale e non abbiamo riscontrato particolari problemi di vestibilità. La Pegasus Plus 2 offre inoltre un po’ più di spazio nella zona anteriore rispetto a quanto ci ricordavamo dei modelli precedenti. Non si tratta di una rivoluzione, ma la differenza si percepisce: le dita hanno un margine leggermente maggiore e risultano meno costrette, senza perdere quella sensazione di contenimento che caratterizza la linea Pegasus. Per chi negli ultimi anni ha trovato le Pegasus un po’ strette in avampiede, questo aggiornamento potrebbe quindi rappresentare un miglioramento concreto.
Upper: 7,5
Anche alcuni dettagli dell’upper sono stati rivisti, a partire dal sistema di allacciatura. I lacci hanno una struttura leggermente diversa rispetto a quelli lisci della versione precedente: sono più sagomati e, almeno durante i nostri test, si sono dimostrati molto efficaci nel mantenere la chiusura. In circa 150 km di utilizzo non abbiamo avuto problemi di slacciamento. Unico neo, trovare la tensione ideale non è sempre immediato. Durante la chiusura può capitare di stringere correttamente la parte anteriore e di perdere parte della tensione quando si interviene sui lacci nella zona superiore. È una sensazione che può rendere meno precisa la chiusura, soprattutto per chi è abituato a regolare con attenzione la calzata.

La linguetta è sottile, con una costruzione dall’aspetto piuttosto tecnico e alcuni piccoli inserti nelle zone di maggior contatto. Nonostante lo spessore ridotto, l’abbiamo trovata comoda e sufficientemente protettiva, in linea con l’impostazione di una scarpa pensata anche per correre a ritmi sostenuti.
Buono anche il comportamento della zona posteriore. Il tallone è ben avvolto, ma la conchiglia non è eccessivamente rigida e risulta meno rigida rispetto a quella della prima Pegasus Plus. Rimane inoltre lo svaso nella zona del tendine d’Achille, una soluzione che facilita la calzata e aiuta a limitare eventuali fastidi. L’imbottitura non è abbondante, ma adeguata alle necessità.
Reattività: 7
La Pegasus Plus 2 ci ha convinto soprattutto quando abbiamo iniziato ad aumentare il ritmo. Rispetto al modello precedente, il comportamento ci è sembrato più dinamico, anche grazie alle modifiche alle geometrie e all’introduzione dell’elemento Air Zoom nell’avampiede. È cambiato anche il rocker, che appare un po’ più aggressivo e accompagna la rullata in maniera più evidente. La geometria contribuisce a dare alla scarpa un carattere più vivace, senza renderla estrema. La differenza rispetto alla prima versione è percepibile: la Pegasus Plus 2 non si limita a permettere di correre forte, ma invita maggiormente a farlo. Quando si decide di spingere, la risposta è piacevole e la scarpa si dimostra adatta a tempo run, variazioni di ritmo e allenamenti di qualità in cui non si vuole utilizzare una piastra.

Non bisogna però confondere questa reattività con quella di una scarpa da gara progettata per offrire la massima propulsione. La Pegasus Plus 2 richiede comunque di lavorare attivamente con il piede e non restituisce necessariamente la stessa sensazione di spinta di un modello più aggressivo. È proprio questo, però, il suo ruolo: mettere a disposizione una scarpa intermedia dinamica, ma con un’impostazione più classica.
Un aspetto curioso emerso durante i test è che, correndo con questa scarpa, può essere facile alzare involontariamente il ritmo anche nelle uscite facili. La sensazione è quella di avere ai piedi un modello che invita a spingere, e bisogna quindi prestare attenzione quando l’obiettivo dell’allenamento è mantenere un’andatura tranquilla.
Comfort: 8
Il comfort è uno degli aspetti più convincenti della Pegasus Plus 2. La calzata è risultata comoda, con una tomaia che avvolge bene il piede e una zona anteriore leggermente più spaziosa rispetto al passato. La linguetta sottile e la struttura del tallone contribuiscono a mantenere una sensazione tecnica, senza creare particolari punti di pressione. Anche quando si aumenta il ritmo, la scarpa rimane confortevole e non abbiamo riscontrato fastidi rilevanti durante i chilometri percorsi.
La sensazione cambia un po’ quando si rallenta. Paradossalmente, la Pegasus Plus 2 ci è sembrata meno naturale e un po’ più impacciata alle andature molto tranquille rispetto a quando viene utilizzata per correre più forte. Non significa che non sia possibile usarla per i lenti, ma il suo carattere emerge maggiormente quando si passa a ritmi medi e sostenuti. È una scarpa che dà il meglio di sé quando le si chiede di essere dinamica. Per chi cerca un modello da utilizzare prevalentemente nelle sedute di qualità, il comfort resta comunque un punto a favore.

Peso: 6
Il peso aumenta leggermente rispetto alla prima versione. Nel nostro riferimento, una taglia US 8, la Pegasus Plus passava dai circa 230 grammi del modello precedente ai 241 grammi della Pegasus Plus 2 (260 grammi nella taglia di riferimento). Parliamo di una differenza di circa 10-11 grammi, che non consideriamo particolarmente significativa nell’utilizzo quotidiano. L’aumento è plausibilmente legato alle modifiche alla tomaia, alla struttura complessiva e soprattutto ai 3 mm aggiuntivi di intersuola.
Il peso assoluto, tuttavia, non è particolarmente contenuto se confrontato con quello di alcune intermedie più leggere oggi disponibili. Ai piedi, però, la differenza non ci è sembrata così evidente e il materiale aggiuntivo sotto il piede è un compromesso che abbiamo apprezzato, soprattutto in termini di ammortizzazione. Non è quindi una scarpa da scegliere per inseguire il peso minimo, ma il dato rimane coerente con la sua impostazione: una trainer dinamica e ammortizzata, più orientata alla versatilità che alla ricerca della massima leggerezza.

Rapporto qualità/prezzo: 5,5
Il prezzo di listino della Nike Pegasus Plus 2 è di 169,99 euro, dieci euro in meno rispetto al modello precedente. È una riduzione apprezzabile, ma non sufficiente a rendere la scarpa particolarmente economica. La ZoomX è una mescola di fascia alta e la presenza dell’Air Zoom nell’avampiede contribuisce a differenziare la Plus dalla Pegasus tradizionale. D’altra parte, il prezzo resta importante per una scarpa intermedia senza piastra.
Il giudizio cambia sensibilmente quando si considera il prezzo su strada – guarda qui le migliori offerte nella nostra vetrina scarpe -. Se la si trova in promozione con uno sconto di qualche decina di euro, diventa una proposta decisamente più interessante per chi cerca una scarpa da allenamento veloce senza voler ricorrere sempre a modelli con piastra. A prezzo pieno, invece, è opportuno valutare bene le proprie esigenze e confrontarla con le alternative disponibili nella stessa categoria.
Durata massima stimata: 7,5
Dopo circa 150 km, la Pegasus Plus 2 non ci ha mostrato particolari criticità dal punto di vista della durata. Il battistrada presenta un’usura nella norma e non abbiamo rilevato problemi strutturali che facciano pensare a una longevità inferiore a quella di una normale scarpa da allenamento. Anche l’intersuola e l’elemento Air Zoom non hanno evidenziato inconvenienti durante il periodo di prova. La tomaia non ha mostrato cedimenti strutturali, sebbene il test non sia sufficiente per formulare conclusioni definitive sulla durata a lungo termine.

Un dettaglio estetico riguarda la parte esposta dell’intersuola, che può sporcarsi e mostrare perdita di colore. Nel nostro caso, il colore superficiale ha iniziato a rovinarsi in alcune zone, ma si tratta di un aspetto diverso da un cedimento funzionale della schiuma. Sulla base dei chilometri percorsi, ci aspettiamo una durata in linea con quella di una trainer classica. Naturalmente, come per qualsiasi scarpa, il consumo effettivo dipenderà dal peso del runner, dalla tecnica di corsa, dalle superfici utilizzate e dalla frequenza degli allenamenti.
Voto finale: 7,1
La Nike Pegasus Plus 2 è un aggiornamento riuscito di una scarpa che conserva un’impostazione tradizionale, ma guadagna dinamismo e una maggiore propensione a correre forte. Non cerca di stravolgere la propria identità: rimane una intermedia senza piastra, con una struttura abbastanza classica e una versatilità che la rende interessante per diversi tipi di allenamento.
Il nuovo elemento Air Zoom nell’avampiede e l’aumento delle quote contribuiscono a rendere la scarpa più vivace rispetto alla prima versione. È proprio qui che abbiamo avvertito il miglioramento più evidente: la Pegasus Plus 2 invita a spingere, accompagna bene le tempo run e si presta alle variazioni di ritmo, senza richiedere l’utilizzo di una piastra in carbonio o nylon.
La principale riserva riguarda le sensazioni trasmesse dall’intersuola. L’Air Zoom si percepisce sotto il piede e può modificare in maniera significativa la sensazione di appoggio. Per alcuni runner questo elemento rappresenterà un valore aggiunto, mentre chi cerca una piattaforma più omogenea potrebbe avvertire una mancanza di sostegno nella zona anteriore. È una caratteristica da tenere in considerazione, perché può influenzare parecchio il giudizio personale sulla scarpa.
La Pegasus Plus 2 non è nemmeno la scarpa più leggera della categoria e, alle andature molto tranquille, può risultare meno naturale rispetto a quando viene utilizzata a ritmi più sostenuti. Il suo carattere emerge soprattutto nelle sedute di qualità, dove riesce a offrire un buon compromesso tra ammortizzazione, comfort e reattività. La consigliamo a chi cerca una scarpa intermedia classica per gli allenamenti veloci, ma non vuole dipendere sempre dalle scarpe con piastra. Può essere una valida compagna per tempo run, corse medie, variazioni di ritmo e, più in generale, per chi desidera un modello versatile da utilizzare anche in viaggio.
Il prezzo di listino rimane impegnativo, ma la riduzione di dieci euro rispetto alla prima versione e le eventuali offerte possono renderla più interessante. Nel complesso, la Pegasus Plus 2 ci è piaciuta: non rivoluziona la categoria, ma migliora una formula conosciuta e offre una risposta più dinamica a chi vuole correre forte senza ricorrere al carbonio.

