Nel giorno in cui Yeman Crippa completa il suo percorso di consacrazione nel mondo della maratona, da Rotterdam arriva l’urlo di Pietro Riva, che a oltre un anno dal debutto sulla distanza regina avvenuto a Valencia nel 2024, torna sulle strade europee, chiudendo la Maratona di Rotterdam in 2h06’46”, ottavo assoluto. Un tempo che pesa, eccome se pesa, perché lo consegna agli annali come il quarto italiano di sempre sulla maratona, alle spalle di Iliass Aouani, il fresco Yeman Crippa e Yohanes Chiappinelli.
Riva ha scelto Rotterdam, uno dei percorsi più veloci e selettivi del panorama internazionale, per affrontare la seconda maratona della carriera. Lo fa senza rete di protezione, consapevole che su quelle strade non esistono scorciatoie né alibi. Una scelta che racconta l’ambizione dell’atleta di Stefano Baldini, ma soprattutto fiducia nel lavoro costruito nell’ultimo anno, a partire da quel 2h07’37” valenciano che aveva aperto una porta, oggi spalancata.
La gara dell’azzurro delle Fiamme Oro è tutta nella continuità. Passaggio a metà in 1h03’04”, controllo, regolarità, capacità di non perdere il filo in una maratona che non concede pause. Pietro Riva è rimasto dentro i parziali, senza disunirsi, tenendo il passo. Una prova di maturità, prima ancora che di resistenza. Ottavo posto, secondo europeo al traguardo alle spalle dell’olandese Filmon Tesfu, che ha chiuso in 2h06’40” davanti al pubblico di casa.
Davanti, intanto, Rotterdam ha vissuto un finale da romanzo sportivo. Il belga Bashir Abdi, 37 anni, lanciato verso il primato europeo di 2h03’36” nel mirino. Ma a meno di un chilometro dall’arrivo, la rimonta dell’etiope Guye Idola Adola, l’allungo decisivo, e poco dopo il dramma sportivo di Abdi, costretto a fermarsi a circa 500 metri dal traguardo per un problema muscolare. È Adola a prendersi la vittoria in 2h03’54”, davanti al connazionale Tesfaye Deriba in 2h04’15”; Abdi chiuderà quarto in 2h04’19”, con il rimpianto di una giornata che stava per diventare storica.
In mezzo a tutto questo, la maratona dice anche che Pietro Riva è arrivato. Non come promessa, non come sorpresa, ma come realtà.

