Dopo il confronto alla mezza maratona di Napoli, domenica – lo stesso giorno della maratona di Milano – andrà in scena un nuovo duello, questa volta a distanza, sulla maratona. Da una parte Yeman Crippa, atteso a Parigi, dall’altra Pietro Riva, impegnato a Rotterdam. A dividerli soltanto poche centinaia di chilometri e due tra le maratone più iconiche del panorama europeo: la Schneider Electric Marathon de Paris e la NN Marathon Rotterdam.
Dopo essersi incrociati prima in pista e poi sulla mezza maratona, oggi il loro percorso corre su due binari paralleli, con l’obiettivo comune di alzare ulteriormente l’asticella della maratona azzurra. La prova di Napoli, chiusa con il record italiano da Crippa (59’01”) e con una prestazione solida da parte di Riva, ha dato il via a una primavera che guarda dritta ai 42 chilometri. Due laboratori perfetti per testare ambizioni, condizione e maturità.
Yeman Crippa a Parigi per far pace con la maratona
Yeman Crippa arriva alla maratona di Parigi con una certezza: la condizione fisica c’è (come sempre). Reduce dal fresco primato italiano e da un lungo periodo di preparazione in Kenya, a Iten, dove ha macinato chilometri in altura, il poliziotto trentino punta soprattutto a ritrovare finalmente sintonia con la distanza regina.
Negli ultimi mesi Crippa ha dimostrato di non sbagliare quasi mai la preparazione. Il nodo da sciogliere resta la gestione della gara, soprattutto nella parte finale, quella che in maratona decide tutto. Proprio per questo la scelta di Parigi non è casuale: non una major, non una “gara di casa”, ma una maratona veloce senza essere esasperata, ideale per costruire una prova di continuità. L’azzurro troverà avversari capaci di correre sotto le 2 ore e 6 minuti, con etiopi, keniani e ugandesi pronti ad accendere la gara fin dalle prime battute.
Pietro Riva a Rotterdam per la consacrazione
Ed è proprio sulle strade olandesi che Pietro Riva ha deciso di giocarsi un passaggio chiave del suo percorso da maratoneta. A 28 anni, l’atleta allenato da Stefano Baldini è pronto a mettersi in gioco senza calcoli, guardando subito in alto. La mezza maratona di Napoli, chiusa in 1h00’32” a ridosso del primato personale, ha rappresentato una base solida da cui ripartire dopo i problemi fisici che ne hanno rallentato il cammino negli ultimi mesi.
Rotterdam, con un tracciato storicamente tra i più rapidi al mondo e già teatro di record mondiali, offre il contesto ideale per tentare subito una prova di spessore e cercare risposte importanti.

