Era il 2020 quando Asics portò sul mercato la prima Novablast, una scarpa che riuscì a rompere gli schemi in un segmento allora piuttosto conservativo. Fino a quel momento era difficile trovare un modello capace di coniugare un’ammortizzazione così abbondante con una risposta tanto vivace. La Novablast offriva infatti una sensazione di corsa morbida, quasi da scarpa massimalista, ma allo stesso tempo permetteva di aumentare il ritmo con una facilità che poche scarpe intermedie erano in grado di garantire.
Fu una piccola rivoluzione. Per molti runner rappresentò la dimostrazione che fosse possibile correre veloce senza rinunciare al comfort e alla protezione. Anche noi siamo stati tra i primi utilizzatori della Novablast “1” e ricordiamo bene l’entusiasmo che accompagnò il suo debutto. Naturalmente non mancavano alcuni difetti di gioventù: nelle uscite più lunghe, ad esempio, tendeva ad affaticare i polpacci e richiedeva un periodo di adattamento.
Negli anni il mercato è profondamente cambiato. Oggi quasi tutti i produttori propongono daily trainer con geometrie elevate, schiume evolute e una certa dose di reattività. In questo contesto la Novablast ha modificato gradualmente il proprio ruolo: da scarpa quasi rivoluzionaria è diventata una daily trainer moderna, capace però di conservare quella brillantezza che continua a distinguerla da molte concorrenti.
Con la Asics Novablast 6, arrivata nel 2026, la filosofia rimane immutata, ma vengono introdotti aggiornamenti mirati nei punti che più necessitavano di evoluzione.
Abbiamo avuto l’opportunità di provare la Novablast 6 in anteprima durante l’evento di lancio organizzato da Asics al Velodromo Vigorelli di Milano, dove siamo stati invitati come testata giornalistica. In quell’occasione abbiamo corso una staffetta sugli 800 metri che ci ha permesso di percepire fin da subito il carattere dinamico della nuova intersuola.
Successivamente abbiamo completato il nostro tradizionale test di circa 150 chilometri, alternando uscite lente, lunghi, progressivi e qualche allenamento più brillante, così da valutarne comportamento, comfort, durata e versatilità nelle diverse condizioni d’utilizzo.
Battistrada: 6,5
Il battistrada utilizza ancora la collaudata gomma AsicsGrip, ma presenta un disegno completamente rivisto. La copertura in gomma appare leggermente ridotta rispetto alla Novablast 5, scelta probabilmente finalizzata a contenere il peso e migliorare la fluidità della rullata. Sul fronte della trazione il comportamento è complessivamente positivo sull’asfalto asciutto, mentre sulle superfici lisce o bagnate il grip non raggiunge i migliori livelli della categoria.
Durante la prova abbiamo utilizzato la scarpa anche su pavimentazioni particolarmente levigate e il comportamento è risultato buono, senza però offrire quell’aderenza eccellente che alcuni concorrenti riescono a garantire.

L’usura continua inoltre a rappresentare uno dei punti meno convincenti della Novablast. Pur mostrando un miglioramento rispetto ad alcuni esemplari della versione precedente, il consumo della gomma rimane abbastanza evidente dopo i primi chilometri.
Intersuola: 8
L’intersuola rappresenta la novità tecnica più interessante della Novablast 6. La struttura continua ad utilizzare la schiuma FF Blast Max, ma all’interno dell’avampiede viene inserito un importante elemento in FF Turbo Squared, la stessa mescola già vista sulla Asics Megablast.
Non si tratta di un semplice inserto superficiale: il pod in FF Turbo Squared occupa buona parte della zona anteriore della scarpa ed è racchiuso all’interno della struttura in FF Blast Max. Questa soluzione consente di ottenere un comportamento molto equilibrato, con la schiuma principale che garantisce stabilità e l’inserto anteriore che aggiunge morbidezza, elasticità e una maggiore sensazione di spinta nella fase finale dell’appoggio.

Le geometrie restano invariate rispetto al modello precedente: altezza al tallone di 41,5 mm e altezza all’avampiede di 33,5 mm, per un drop di 8 mm. L’effetto complessivo è quello di una scarpa che invita naturalmente ad appoggiare di mesopiede e avampiede, regalando una corsa particolarmente fluida e piacevole.
Tomaia: 8
La tomaia è stata completamente aggiornata. La precedente struttura in Jacquard Mesh lascia spazio alla nuova Engineered Woven Upper, realizzata con un tessuto che al tatto appare meno sintetico, più morbido e sensibilmente più confortevole.
Anche dopo numerosi chilometri la sensazione è quella di una calzata più raffinata, capace di avvolgere il piede senza creare punti di pressione. La zona dell’avampiede mantiene un’impostazione piuttosto filante ma senza risultare costrittiva, tanto che durante il test non abbiamo mai avvertito fastidi nella zona del mignolo, un problema piuttosto frequente con molte scarpe moderne. Per quanto riguarda la misura, possiamo confermare la scelta del proprio numero abituale.

Upper: 7
La linguetta rimane piatta ma riceve una maggiore imbottitura rispetto alla Novablast 5. Essendo fissata lateralmente alla tomaia non tende ad arricciarsi durante la corsa e rimane sempre perfettamente in posizione.
Il sistema di allacciatura è piuttosto originale e combina due soluzioni differenti. Nella parte anteriore troviamo passanti realizzati in corda, mentre nella zona superiore si passa ai tradizionali occhielli rinforzati. I lacci sono piatti e leggermente elasticizzati.
Nel complesso il sistema funziona bene e consente di allacciare rapidamente la scarpa, anche se chi ama una chiusura particolarmente serrata potrebbe trovare qualche limite. Durante le prove abbiamo inoltre notato che il doppio nodo rimane consigliabile, perché con il nodo semplice i lacci possono occasionalmente allentarsi.
Molto migliorata invece la zona del tallone, dove troviamo una quantità sensibilmente maggiore di imbottitura rispetto alla Novablast 5. La conchiglia, abbastanza rigida, lavora insieme al nuovo collarino per offrire un contenimento più efficace e una sensazione di maggiore comfort fin dal primo utilizzo.

Comfort: 8
Il comfort continua ad essere uno dei principali punti di forza della Novablast. La combinazione tra FF Blast Max e inserto in FF Turbo Squared rende la corsa estremamente piacevole, tanto da trasformare anche gli allenamenti quotidiani in uscite particolarmente divertenti. La scarpa assorbe molto bene gli impatti e restituisce una sensazione di morbidezza elevata, addirittura superiore a quella della Megablast, pur risultando leggermente meno reattiva.
Rispetto al passato, la Novablast 6 premia ancora di più chi corre prevalentemente di avampiede, offrendo una transizione molto fluida e naturale. Per lunghi, corse di recupero e allenamenti quotidiani rappresenta una delle soluzioni più convincenti oggi disponibili nella categoria.
Protezione: 7
Dal punto di vista della protezione la Novablast continua ad offrire un livello molto elevato di assorbimento degli impatti grazie all’abbondante quantità di schiuma presente soprattutto nella zona posteriore. Rispetto alla versione precedente, tuttavia, la base è stata leggermente rastremata. Questo rende la scarpa più filante e dinamica, migliorando la fluidità della corsa, ma comporta anche una lieve perdita di stabilità.

Chi possiede un appoggio neutro difficilmente incontrerà problemi, mentre i runner con una marcata pronazione potrebbero preferire modelli più stabili. Per questo motivo la Novablast 6 continua ad essere consigliata soprattutto agli atleti con appoggio neutro o solo lievemente pronatore.
Peso: 7
Nella nostra misura US 9.5 abbiamo rilevato un peso di 252 grammi – 253 grammi nella misura standard – leggermente superiore rispetto alla Novablast 5 e in controtendenza rispetto ad alcune informazioni diffuse prima del lancio.
L’aumento è comunque contenuto e probabilmente dipende dalla maggiore imbottitura del tallone, dalla tomaia più strutturata e dalla diversa distribuzione della schiuma nella parte posteriore. Rimane in ogni caso un valore assolutamente competitivo per una scarpa che supera i 40 millimetri di spessore.
Durata massima stimata: 6
La durata continua a rappresentare l’aspetto meno convincente della Novablast. Il battistrada tende a consumarsi abbastanza rapidamente e anche la schiuma FF Blast Max perde parte della sua brillantezza dopo circa 300-400 chilometri, diventando progressivamente meno elastica. Questo non significa che la scarpa debba essere sostituita. Semplicemente cambia destinazione d’uso: una volta esaurita la fase più brillante continua a comportarsi molto bene come scarpa da corsa lenta quotidiana.

Nel complesso riteniamo realistico utilizzarla per circa 600 chilometri mantenendo buone prestazioni, mentre i runner meno esigenti potrebbero tranquillamente spingersi anche oltre.
Rapporto qualità/prezzo: 6
Il prezzo di listino sale a 160 euro, con un ulteriore incremento rispetto ai 150 euro richiesti per la Novablast 5 – guarda qui le migliori offerte nella nostra vetrina scarpe.
L’aumento segue il trend generale del mercato e colloca la Novablast nella fascia medio-alta delle daily trainer premium. Rimane una cifra importante, ma coerente con quanto offerto dalla concorrenza diretta.
Voto finale: 7
La Asics Novablast 6 non stravolge un progetto già molto riuscito, ma interviene esattamente dove era necessario. L’inserto in FF Turbo Squared rende la scarpa più piacevole e brillante, la nuova tomaia migliora comfort e qualità percepita, mentre il tallone offre un contenimento superiore rispetto al passato.
Oggi la Novablast è meno rivoluzionaria rispetto al 2020, semplicemente perché il mercato ha raggiunto quel livello che allora aveva contribuito a creare. Resta però una delle daily trainer più complete e versatili della categoria.
Per i runner più leggeri può tranquillamente diventare l’unica scarpa del proprio parco, capace di affrontare corse lente, lunghi, progressivi e allenamenti a ritmo medio. Gli atleti più pesanti la apprezzeranno invece come eccellente scarpa “all-round”, ideale per macinare chilometri in totale comfort.
Se dovessimo consigliare un solo modello a chi desidera affrontare gran parte degli allenamenti con un’unica scarpa, la Novablast 6 sarebbe sicuramente tra le prime della lista. È anche uno di quei modelli che porteremmo volentieri in vacanza: permette di svolgere praticamente qualsiasi tipo di seduta senza la necessità di riempire la valigia con più paia di scarpe.

