Le Asics Blazeblast sono scarpe pensate per chi corre abitualmente su strada e vuole iniziare a esplorare nuovi percorsi, alternando l’asfalto a strade bianche, sterrati compatti e sentieri poco tecnici. Non sono una scarpa da trail running tradizionale, ma una soluzione intermedia che prova a mettere insieme due mondi, mantenendo le caratteristiche di una calzatura stradale e introducendo alcuni elementi necessari per affrontare i terreni non asfaltati.
Il concetto che meglio descrive questa scarpa è quello di gravel. Un po’ come accade con le biciclette gravel, nate per permettere di passare dall’asfalto alle strade sterrate senza dover utilizzare una mountain bike, le Blazeblast cercano di offrire ai runner la possibilità di allontanarsi dalle strade asfaltate senza cambiare completamente tipologia di calzatura. L’idea è interessante soprattutto per chi vuole avvicinarsi alla corsa nella natura, senza affrontare subito sentieri tecnici o percorsi di montagna. L’ammortizzazione generosa e la costruzione relativamente semplice le rendono adatte alle uscite tranquille e ai percorsi misti.
Una scarpa da gravel: cosa significa?
Per capire la filosofia delle Asics Blazeblast bisogna partire dal loro posizionamento. Non siamo di fronte a una vera scarpa da trail running, progettata per affrontare terreni sconnessi, dislivelli importanti e sentieri tecnici, ma a una calzatura che conserva un’impostazione molto vicina a quella di una scarpa da strada. La differenza principale è rappresentata dal battistrada, pensato per offrire una maggiore versatilità quando si abbandona l’asfalto. Il risultato è una scarpa che permette di affrontare con una certa tranquillità strade bianche, sterrati e sentieri larghi, senza rinunciare al comfort tipico dei modelli da running tradizionali.
È una soluzione che può avere senso per chi corre prevalentemente su strada, ma vuole concedersi qualche deviazione nella natura, magari durante le uscite del fine settimana o quando il percorso attraversa parchi, campagne e strade sterrate.
Il nostro test ha permesso di individuare abbastanza chiaramente l’ambiente nel quale le Asics Blazeblast riescono a esprimersi meglio. La prima parte di test è stato effettuata su una strada sterrata in salita, affrontando circa 800 metri di dislivello. Su questo tipo di fondo, relativamente compatto e regolare, le scarpe hanno offerto sensazioni positive. Il grip si è dimostrato adeguato e la corsa è risultata sufficientemente naturale, anche mantenendo un’intensità leggermente più sostenuta.
Le impressioni sono cambiate quando il percorso si è spostato su un terreno più tipicamente montano, con erba, sassi e superfici meno uniformi. In questo contesto la presa a terra è apparsa meno convincente, pur senza raggiungere situazioni particolarmente critiche. Il problema è diventato più evidente quando il sentiero si è trasformato in una traccia poco marcata, con fondo irregolare e vegetazione. Qui le Blazeblast hanno mostrato i propri limiti: la sensazione di sicurezza è diminuita e il rischio di appoggiare male il piede è diventato più concreto. Ma vediamo meglio nel dettaglio tutte le caratteristiche…
Battistrada: 5,5
Il battistrada utilizza la mescola Asicsgrip e presenta una tassellatura piuttosto contenuta, con ampie porzioni di intersuola lasciate a vista. Una soluzione coerente con l’obiettivo di mantenere la scarpa relativamente leggera e adatta anche ai tratti asfaltati, ma che inevitabilmente comporta alcuni compromessi sul terreno.

Su sterrato compatto, ghiaia e strade bianche asciutte il grip è buono e permette di correre senza particolari difficoltà. Anche sui single track semplici il comportamento rimane adeguato, purché il fondo sia regolare e non troppo ripido.
Le difficoltà emergono quando ci si sposta su erba, terreni irregolari o superfici scivolose. In queste situazioni la presa diminuisce e viene meno quella sicurezza necessaria per affrontare con tranquillità i passaggi più tecnici. La tassellatura poco pronunciata, stimabile intorno ai 2-3 mm, non è pensata per garantire prestazioni convincenti nel fango o sui sentieri di montagna più impegnativi.
Nel complesso, è un battistrada adatto a un utilizzo specifico: efficace sulle superfici facili e asciutte, ma limitante appena le condizioni diventano più difficili.
Intersuola: 7
L’intersuola utilizza la schiuma FF Blast Max di Asics e offre un’ammortizzazione morbida e generosa. Le geometrie sono importanti: 43 mm al tallone e 35 mm all’avampiede, con un drop di 8 mm. Si tratta quindi di una piattaforma alta, progettata per privilegiare il comfort durante la corsa, soprattutto a ritmi tranquilli. La sensazione è quella di una scarpa capace di accompagnare bene il piede sulle distanze e nelle uscite di tutti i giorni, senza richiedere particolare impegno.

Nei test sui 50 minuti di corsa facile, seguiti da qualche allungo, il comportamento è stato positivo. Meno convincente, invece, la risposta quando si prova ad aumentare il ritmo. Anche durante un fartlek con ripetizioni da un minuto, cercando di correre sul piano a circa 3’20”-3’30″/km, non è emersa una spinta particolarmente incisiva. Non è necessariamente un difetto: le Blazeblast non nascono come scarpe da gara e non hanno l’obiettivo di offrire una risposta esplosiva. Tuttavia, considerando la quantità di materiale presente sotto il piede, ci si potrebbe aspettare una sensazione di maggiore dinamicità.
L’intersuola svolge bene il proprio compito quando si cerca ammortizzazione per correre senza forzare. Il limite principale, soprattutto in abbinamento alla tassellatura contenuta, rimane la gestione dei terreni irregolari, dove l’altezza della piattaforma può penalizzare la sicurezza.
Tomaia: 6
La tomaia è semplice, leggera e sufficientemente traspirante, con una costruzione che ricorda più quella di una scarpa da strada che quella di un modello da trail strutturato. L’avampiede ha una calzata abbastanza contenuta, ma non eccessivamente stretta, e nel complesso risulta confortevole.
Il principale compromesso riguarda le protezioni: il rinforzo anteriore è piuttosto limitato e non offre una barriera particolarmente efficace contro gli urti con pietre e altri ostacoli. Sui percorsi facili questo aspetto non rappresenta un problema rilevante. Quando, invece, il terreno diventa più sconnesso, la mancanza di protezione si fa sentire e costringe a prestare maggiore attenzione a dove si appoggiano i piedi.

Upper: 7
La parte superiore della scarpa è essenziale e funzionale. La linguetta è morbida, le stringhe sono piatte e il sistema di allacciatura non presenta particolari soluzioni tecniche, ma svolge correttamente il proprio lavoro. È importante non stringere eccessivamente i lacci: la linguetta non è particolarmente imbottita e una pressione troppo elevata può creare fastidio sul collo del piede.
Convincente, invece, la conchiglia del tallone, ben ammortizzata e confortevole. Durante il test non sono emersi problemi o sfregamenti in questa zona, e il piede si è inserito correttamente nella scarpa. Il risultato è un upper adeguato per il tipo di utilizzo previsto, anche se manca quella struttura contenitiva che sarebbe utile per migliorare il controllo del piede sui fondi più sconnessi.
Comfort: 7
Il comfort è uno degli aspetti positivi delle Blazeblast, a patto di utilizzarle sui terreni per cui sono state progettate. Su strade sterrate, ghiaia compatta e single track corribili, l’ammortizzazione generosa e la tomaia leggera permettono di affrontare le uscite senza particolari difficoltà. La conchiglia del tallone contribuisce alla comodità generale e non sono emersi fastidi significativi durante la corsa.
La situazione cambia quando il sentiero si fa più tecnico. L’altezza dell’intersuola, le protezioni limitate e il contenimento non particolarmente efficace fanno perdere sicurezza e rendono l’appoggio meno naturale.

Stabilità: 5
La stabilità è il principale punto debole del modello. L’intersuola alta, con i suoi 43 mm al tallone, crea una piattaforma importante che, abbinata a una tomaia poco strutturata, non trasmette sempre una sensazione di controllo convincente. Sui fondi regolari il problema è contenuto, ma basta incontrare qualche sasso fuori posto o una discesa sconnessa perché la fiducia venga meno.
Durante il test in montagna, su una traccia erbosa poco definita, si sono manifestate difficoltà evidenti nel mantenere un appoggio sicuro. Anche sulle strade sterrate in discesa, pur senza affrontare passaggi estremamente tecnici, è mancata quella precisione che permette di correre con tranquillità.
Durata massima stimata: 6,5
Dopo circa 90 km di utilizzo, le scarpe presentavano un foro evidente nell’intersuola, causato probabilmente dall’ingresso di una pietra durante la corsa su un terreno più accidentato. Per il resto, i segni di usura erano limitati e i tasselli risultavano ancora in condizioni abbastanza buone.

L’episodio evidenzia una possibile criticità della costruzione, con ampie porzioni di schiuma esposte direttamente al terreno. È difficile stabilire quanto abbia inciso la singola circostanza, ma il rischio di danneggiamento aumenta quando si utilizzano le scarpe su percorsi più impegnativi rispetto a quelli previsti.
Su strade bianche e sterrati regolari, invece, la durata potrebbe essere soddisfacente. Una stima nell’ordine dei 600-700 km è plausibile, ma resta indicativa: il chilometraggio effettivo dipenderà dal peso del runner, dalla tecnica di corsa e soprattutto dal tipo di superficie affrontata.
Peso: 7
Il peso dichiarato da Asics è di 252 grammi nella taglia di riferimento, mentre la bilancia ha registrato 274 grammi per il paio testato nella misura 44,5 UE. Il dato è ragionevole per una scarpa dotata di un’intersuola così alta e ammortizzata. La tomaia relativamente essenziale contribuisce a contenere il peso, ma la quantità di schiuma utilizzata impedisce di scendere ulteriormente.
Non sono scarpe particolarmente leggere in senso assoluto, ma il peso rimane adeguato alla loro destinazione d’uso. Considerando che il modello privilegia il comfort rispetto alla reattività, il risultato è complessivamente equilibrato.

Rapporto qualità/prezzo: 5,5
Il prezzo di listino di 160 euro rappresenta uno degli aspetti meno convincenti – guarda qui le migliori offerte nella nostra vetrina scarpe -. La cifra si colloca in una fascia ormai comune per molte scarpe da running, ma in questo caso il rapporto tra prezzo, versatilità e prestazioni lascia qualche dubbio. Le Blazeblast sono un modello rivolto soprattutto a chi vuole avvicinarsi al trail running senza affrontare percorsi particolarmente impegnativi: una fascia di utenza per la quale un prezzo più accessibile avrebbe reso la proposta decisamente interessante.
Il confronto con alternative come le NNormal Kjerag, che appartengono però a una categoria più orientata al trail vero e proprio, mostra quanto sia importante valutare attentamente le proprie esigenze prima di spendere questa cifra. Se reperite con uno sconto significativo, possono diventare una soluzione da considerare per alternare asfalto e sterrato. A prezzo pieno, invece, è più difficile giustificare l’acquisto, soprattutto se si cerca una scarpa capace di affrontare con sicurezza una maggiore varietà di terreni.
Voto finale: 6,3
Le Asics Blazeblast sono una scarpa da interpretare nel modo corretto. Non sono un modello da trail tecnico e non cercano di esserlo: la loro ragion d’essere è offrire a chi corre su strada la possibilità di affrontare anche qualche tratto sterrato, mantenendo un’ammortizzazione generosa e una costruzione relativamente semplice. Il loro habitat naturale è rappresentato da strade bianche, ghiaia compatta, sterrati asciutti e sentieri facili. Sono interessanti per chi corre nei parchi, nelle campagne o in contesti pianeggianti dove è possibile alternare asfalto e sterrato senza incontrare ostacoli particolarmente impegnativi.
I limiti emergono soprattutto nella stabilità, nella protezione e nella capacità di adattarsi ai terreni tecnici. L’intersuola alta e la struttura poco contenitiva non trasmettono sempre la fiducia necessaria per affrontare discese sconnesse, erba o sentieri di montagna. Anche il prezzo di listino non aiuta a renderle una scelta particolarmente competitiva.
In definitiva, le Blazeblast possono avere senso per chi vuole iniziare a esplorare lo sterrato senza acquistare una scarpa da trail tradizionale. Se, invece, l’obiettivo è affrontare sentieri di montagna, fondi irregolari e percorsi tecnici, è meglio orientarsi verso un modello più stabile, protettivo e dotato di un battistrada più aggressivo. La definizione più adatta rimane quella di una scarpa da gravel: un compromesso tra strada e trail che funziona quando si rispettano i suoi limiti.

