Le super scarpe hanno cambiato il nostro modo di correre degli ultimi 10 anni. Schiume ultraleggere e reattive, piastre in carbonio e geometrie studiate per migliorare l’efficienza della falcata hanno contribuito a riscrivere i limiti della corsa su strada, dalla 10 km alla maratona (e chi lo nega sa di mentire). Ma c’è una domanda che ancora, fino a oggi, non ha trovato una risposta univoca: questi progressi hanno favorito tutti gli atleti allo stesso modo?
Un nuovo studio scientifico pubblicato sul Journal of Applied Physiology suggerisce che la risposta sia no. Secondo i ricercatori, le donne avrebbero ottenuto benefici prestazionali maggiori rispetto agli uomini. Non si tratta soltanto di un risultato legato al miglioramento dei record mondiali, ma emerso da un confronto statistico che ha cercato di distinguere il contributo delle scarpe dai miglioramenti dovuti ad allenamento, preparazione atletica e sviluppo della scienza dello sport.
La ricerca, intitolata Supershoes or Superhumans? A controlled analysis of sex-specific road-running performance evolution in the era of advanced footwear technology, è stata realizzata da Leonie Blattmann, Daniel Hamacher, Ross Tucker, Taha A. Alhalimi, Laura Healey e Joel Mason. Il risultato principale è significativo: nell’era delle super scarpe, le prestazioni femminili nella corsa su strada sono migliorate del 4,51%, contro il 2,62% registrato tra gli uomini. Una differenza decisamente importante, che apre nuovi interrogativi sul rapporto tra tecnologia, fisiologia e prestazione sportiva.
Come è stato realizzato lo studio sulle super scarpe
Per capire se il miglioramento delle prestazioni sia davvero collegato alle nuove calzature, i ricercatori hanno confrontato due periodi distinti della storia recente dell’atletica. Il primo comprende gli anni dal 2009 al 2015, considerati l’era precedente alla diffusione delle supers carpe. Il secondo va dal 2017 al 2024, quando le scarpe da gara con schiume avanzate e piastre rigide sono diventate una presenza sempre più importante nelle competizioni su strada.
L’analisi ha preso in considerazione tre distanze: 10 km, mezza maratona e maratona. Per ciascuna disciplina, sesso ed epoca sono state selezionate le 50 migliori prestazioni, utilizzando i dati delle graduatorie di World Athletics.
Una scelta metodologica importante riguarda il numero di risultati attribuiti a ciascun atleta. Per evitare che un singolo campione, capace di ottenere numerosi tempi eccezionali, condizionasse eccessivamente il risultato, ogni atleta poteva contribuire con una sola prestazione per disciplina in ciascuna delle due epoche. In questo modo, i ricercatori hanno potuto osservare l’evoluzione complessiva delle prestazioni d’élite, anziché limitarsi a confrontare i record mondiali o i risultati di pochi atleti particolarmente rappresentativi.
Rimaneva, però, un problema fondamentale: negli anni sono migliorati anche molti aspetti relativi alla preparazione sportiva. Gli atleti dispongono di strumenti più sofisticati per controllare l’allenamento, programmi nutrizionali più mirati, migliori strategie di recupero e una conoscenza più approfondita della fisiologia dello sforzo. Come distinguere, quindi, il contributo delle scarpe da quello di tutti gli altri fattori?
Il confronto con i lanci: il dettaglio che rende la ricerca interessante
È proprio qui che lo studio introduce l’elemento più interessante. Oltre alla corsa, i ricercatori hanno analizzato le prestazioni nelle quattro discipline di lancio dell’atletica: getto del peso, lancio del disco, lancio del giavellotto e lancio del martello. Perché proprio i lanci? Perché gli atleti di queste discipline sono esposti a molti degli stessi cambiamenti che hanno interessato i corridori negli ultimi anni. Anche per loro sono migliorati i metodi di allenamento, la preparazione fisica, l’alimentazione, il recupero e la qualità della competizione. Tuttavia, non beneficiano direttamente della tecnologia delle scarpe da corsa con piastra in carbonio.
I lanci sono stati quindi utilizzati come gruppo di controllo attivo, utile per stimare quanto siano migliorate le prestazioni atletiche anche senza il contributo specifico delle super scarpe.
Per confrontare discipline molto diverse tra loro, i ricercatori hanno utilizzato i punti World Athletics, un sistema che permette di valutare i risultati in relazione al livello prestativo di ciascuna specialità. Il confronto ha restituito un’indicazione chiara: tra le due epoche, i miglioramenti sono stati sensibilmente maggiori nella corsa su strada rispetto ai lanci. Ma è soprattutto la differenza tra uomini e donne a rendere il risultato degno di attenzione.
Le donne migliorano del 4,51%, gli uomini del 2,62%
Considerando complessivamente le tre distanze su strada, le prestazioni femminili sono migliorate del 4,51% tra l’era pre-supers carpe e quella delle calzature avanzate. Per gli uomini, l’incremento è stato del 2,62%. Nei lanci, invece, l’evoluzione è stata molto più contenuta e sostanzialmente simile tra i due sessi: le prestazioni sono migliorate dello 0,93% tra le donne e dell’1,14% tra gli uomini.
Il confronto suggerisce quindi che il cambiamento osservato nella corsa su strada non possa essere spiegato soltanto dai progressi generali dell’atletica. La maggiore evoluzione delle prestazioni femminili rispetto a quelle maschili, assente nel gruppo di controllo, è coerente con l’ipotesi che le superscarpe abbiano contribuito in misura maggiore ai risultati delle donne. E anche l’analisi delle singole distanze conferma questa tendenza.
| Distanza | Miglioramento donne | Miglioramento uomini |
|---|---|---|
| 10 km | 3,52% | 1,75% |
| Mezza maratona | 3,43% | 0,90% |
| Maratona | 3,04% | 1,13% |
Fonte: Blattmann et al., Journal of Applied Physiology, 2026
Il dato più evidente riguarda la mezza maratona, dove il miglioramento registrato tra le donne è stato quasi quattro volte quello degli uomini. Anche nei 10 km e nella maratona il divario rimane consistente.
È importante, tuttavia, interpretare correttamente queste percentuali. Non significano che una donna possa aspettarsi di migliorare automaticamente il proprio tempo del 3% o del 4% acquistando un paio di super scarpe. I valori descrivono l’evoluzione delle migliori prestazioni d’élite tra due periodi storici e non misurano il beneficio individuale ottenuto da un atleta passando da una scarpa tradizionale a una con piastra in carbonio.
Le super scarpe hanno cambiato anche le classifiche storiche
Un altro elemento dello studio aiuta a comprendere la portata del cambiamento. I ricercatori hanno verificato quante prestazioni dell’era precedente alle super scarpe fossero ancora presenti tra le 50 migliori di sempre nelle diverse discipline alla fine del 2025. I risultati mostrano una sostituzione particolarmente marcata nelle classifiche femminili della corsa su strada.
Tra gli uomini, le prestazioni precedenti all’avvento delle calzature avanzate ancora presenti nelle prime 50 posizioni erano l’8,9% nei 10 km, il 10,7% nella mezza maratona e il 12% nella maratona. Tra le donne, le percentuali scendevano invece allo 0% nei 10 km e al 2% sia nella mezza maratona sia nella maratona.
In altre parole, nelle classifiche femminili considerate dallo studio, quasi tutte le prestazioni precedenti all’era delle super scarpe sono state superate da risultati ottenuti successivamente.
Nei lanci il quadro è molto diverso: una parte consistente delle prestazioni dell’epoca precedente continua a figurare tra le migliori 50, con percentuali che vanno da circa la metà a oltre il 90%, a seconda della disciplina e del sesso.
Anche questo confronto rafforza l’idea che la corsa su strada abbia attraversato una fase di trasformazione prestativa particolarmente intensa. Non dimostra, da solo, che ogni miglioramento sia merito delle scarpe, ma si aggiunge agli altri risultati a sostegno dell’ipotesi di un impatto rilevante della nuova tecnologia.
Perché le superscarpe potrebbero aiutare maggiormente le donne?
È la domanda alla quale la ricerca non offre ancora una risposta definitiva. Le super scarpe moderne combinano generalmente schiume supercritiche ad alto ritorno di energia, come Pebax e A-TPU, una piastra rigida normalmente in carbonio e rocker estremi progettati per favorire un passo più fluido. L’obiettivo è migliorare l’economia di corsa, cioè ridurre il costo energetico necessario per mantenere una determinata velocità. In termini pratici, un atleta può riuscire a correre allo stesso ritmo consumando meno energia oppure mantenere più a lungo un’intensità elevata prima che la fatica diventi determinante.
Il punto è che il beneficio ottenuto non dipende soltanto dalla scarpa. Entrano in gioco la massa corporea, la velocità di corsa, la meccanica del movimento, la risposta muscolare, la capacità di gestire la fatica e il modo in cui ciascun atleta interagisce con la geometria della calzatura.
Una ricerca di revisione pubblicata nel 2024 aveva già evidenziato che i progressi dei record femminili nella corsa su strada apparivano superiori a quelli maschili nell’era delle super scarpe. Gli autori sottolineavano, tuttavia, che non esisteva ancora una spiegazione conclusiva delle possibili differenze tra i sessi e che altri fattori, oltre alle scarpe, potevano aver contribuito all’evoluzione delle prestazioni.
Il nuovo studio aggiunge un elemento importante: il confronto con i lanci, che permette di tenere maggiormente conto dei miglioramenti generali dell’atletica. Non chiarisce, però, quale meccanismo fisiologico o biomeccanico possa spiegare il vantaggio osservato tra le donne.
Gli autori indicano due possibilità principali:
- le atlete potrebbero ottenere una risposta fisiologica più favorevole alle calzature avanzate
- le atlete potrebbero riuscire a trasformare in modo più efficace i miglioramenti dell’economia di corsa in un vantaggio concreto durante la gara
Sono ipotesi differenti, che richiedono ulteriori verifiche sperimentali.
Perché gli studi in laboratorio non hanno ancora chiarito il fenomeno
Gli studi condotti in laboratorio hanno generalmente rilevato risposte simili tra uomini e donne ai benefici delle super scarpe in termini di economia di corsa. Le analisi delle prestazioni nelle competizioni, invece, hanno spesso evidenziato miglioramenti maggiori nelle gare femminili. Questa apparente contraddizione è uno dei punti centrali del lavoro pubblicato sul Journal of Applied Physiology .
Se uomini e donne sembrano ottenere benefici simili durante le prove controllate, perché le classifiche reali mostrano un’evoluzione tanto diversa? Una possibile spiegazione è che i protocolli di laboratorio non siano sufficientemente sensibili per rilevare differenze che emergono durante le competizioni. Una gara di 10 km, una mezza maratona o una maratona, infatti, non sono semplici test di economia di corsa: entrano in gioco la gestione del ritmo, la fatica accumulata, le caratteristiche del percorso e la capacità di sostenere lo sforzo fino al traguardo. Un vantaggio relativamente contenuto, che in laboratorio potrebbe risultare difficile da distinguere, potrebbe avere conseguenze diverse quando viene trasferito a una competizione di alto livello.
Resta comunque una possibilità da verificare. Lo studio analizza l’evoluzione storica dei risultati, non misura direttamente le risposte fisiologiche di uomini e donne che corrono con modelli di scarpe differenti. Per stabilire con certezza perché il divario esista servono quindi nuove ricerche, progettate per mettere in relazione le prestazioni reali con le caratteristiche individuali degli atleti.
Che cosa cambia per i runner amatoriali?
A questo punto la domanda più interessante per noi “comuni mortali”: se le super scarpe sembrano aver aiutato maggiormente le atlete d’élite, significa che anche le runner amatoriali possono aspettarsi benefici superiori rispetto agli uomini?
“Purtroppo” per le runner donne, non necessariamente. Lo studio riguarda le migliori prestazioni internazionali e confronta due periodi storici. Non è un esperimento nel quale uomini e donne con caratteristiche comparabili hanno corso con scarpe “normali” e “super scarpe”, misurando direttamente il miglioramento ottenuto da ciascuno. Le percentuali riportate non possono quindi essere trasferite automaticamente alla popolazione amatoriale. Il beneficio individuale può cambiare sensibilmente in funzione del livello di allenamento, della tecnica di corsa, del ritmo abituale, della distanza affrontata e della compatibilità tra il runner e la scarpa.
Una super scarpa può offrire un vantaggio concreto a un atleta, ma non è detto che il modello più costoso o tecnologicamente avanzato sia necessariamente quello più adatto alle sue esigenze. Comfort, stabilità, calzata e capacità di mantenere una meccanica di corsa naturale restano elementi fondamentali nella scelta (lo avevamo detto qui).
Per chi corre per migliorare il proprio personale, la tecnologia può essere una risorsa importante, ma deve inserirsi in una preparazione coerente. Nessuna piastra in carbonio può sostituire la continuità degli allenamenti, il recupero e una gestione adeguata dei carichi. La risposta, quindi, potrebbe essere ben più complessa di quanto suggeriscano i test condotti finora.
Le super scarpe sono davvero il motore dei nuovi record?
La ricerca di Blattmann e colleghi aggiunge un tassello importante al dibattito sull’evoluzione della corsa su strada. Il confronto con le discipline di lancio suggerisce che i miglioramenti osservati nell’era delle super scarpe vadano oltre quelli riconducibili ai progressi generali dell’atletica. E il fatto che l’incremento delle prestazioni sia stato maggiore tra le donne rappresenta un risultato che merita ulteriori approfondimenti.
Non significa, però, che le scarpe siano l’unica spiegazione dei nuovi record. Tra il 2009 e il 2024 sono cambiati gli atleti, i metodi di allenamento, la preparazione nutrizionale, il recupero e le condizioni nelle quali si disputano le gare. Il gruppo di controllo scelto dai ricercatori aiuta a isolare il contributo della tecnologia, ma non permette di attribuire alle calzature ogni singolo secondo guadagnato.
La conclusione più logica è quindi anche quella più interessante: le super scarpe sembrano aver contribuito in misura rilevante alla crescita delle prestazioni nella corsa su strada e, nell’élite, questa evoluzione appare più marcata nelle gare femminili. Resta da capire perché...

