Ogni gara è diversa e ogni gara non è uguale per tutti. Per qualcuno significa inseguire un nuovo record, per altri migliorare il proprio personale, per altri ancora trovare il coraggio di presentarsi per la prima volta sulla linea di partenza. Nike è partita da queste considerazioni per rivoluzionare il modo di interpretare le proprie scarpe da competizione.
Il nuovo Race-Day System of Speed riunisce, infatti, tre modelli differenti: Nike Apex, Nike Alphafly 4 e Nike Swooshfly. Non una gerarchia, ma un sistema pensato per offrire a runner con obiettivi, esperienze e necessità diverse una soluzione specifica per il giorno della gara. Perché, secondo Nike, la velocità non deve essere interpretata sempre in un unico modo. Ogni runner deve poter scegliere il tipo di esperienza che meglio si adatta alla propria gara. alle proprie ambizioni e alle proprie capacità.

Nike Apex: la nuova frontiera della velocità
Al vertice del nuovo sistema c’è Nike Apex, progettata per i maratoneti che vogliono bruciare ogni secondo possibile. È la più estrema delle tre proposte e concentra una serie di soluzioni sviluppate per spingere ancora più avanti il concetto di super shoes.
L’anima della scarpa è rappresentato da una configurazione inedita di quattro unità Air Zoom, disposte in due coppie sovrapposte, la maggiore quantità di Zoom Air mai utilizzata da Nike nell’avampiede di una scarpa da running. Secondo i dati forniti dall’azienda, il sistema può arrivare a garantire fino al 40% in più di restituzione di energia rispetto alla Alphafly 3.
A questa piattaforma si aggiungono la nuova schiuma ZoomX LT, più leggera e morbida della precedente generazione di ZoomX, una nuova Flyplate in fibra di carbonio e una tomaia Flyknit X estremamente leggera e aderente.

Nike Apex: una geometria completamente nuova
Uno degli aspetti più interessanti di Nike Apex è la geometria. La scarpa presenta un’intersuola alta 40 millimetri sia sotto il tallone sia sotto l’avampiede, con una configurazione zero drop.
L’obiettivo è creare una piattaforma uniforme, capace di accompagnare il piede durante tutta la maratona mantenendo elevati livelli di ammortizzazione, protezione e reattività. La geometria rocker e la base più larga lavorano insieme alla Flyplate per favorire la progressione in avanti e offrire maggiore stabilità.
Sotto la piastra e attorno al sistema Air Zoom trova posto la nuova ZoomX LT, sviluppata specificamente per le competizioni. Nike la descrive come una schiuma più morbida, leggera e capace di restituire più energia rispetto alla ZoomX tradizionale.
Completa il sistema un battistrada Goatek e Fast Shot, con gomma posizionata nelle zone considerate più importanti per trazione e durata, mentre la tomaia Flyknit X, il collarino aderente e la costruzione senza sockliner cercano di ridurre al minimo la percezione della scarpa sul piede.
Nike Apex arriverà sul mercato a gennaio 2027.

Alphafly 4, la super shoe per una platea più ampia
Se Apex rappresenta la ricerca del limite, Nike Alphafly 4 occupa una posizione differente all’interno del sistema. L’obiettivo per cui è stata progettata Alphafly 4 è accompagnare in maratona il maggior numero di runner, dagli atleti élite fino a chi corre per migliorare il proprio primato personale.
Rispetto alla generazione precedente, Alphafly 4 è stata completamente rivista. Nike dichiara un 10% in più di restituzione di energia e una riduzione del peso del 5%, considerando una misura uomo 8,5.
La piattaforma combina la nuova schiuma ZoomX LT, le unità Air Zoom nell’avampiede, la piastra Flyplate in fibra di carbonio e un nuovo battistrada Fast Shot. Il risultato ricercato è un equilibrio tra propulsione, ammortizzazione, stabilità e comfort, soprattutto nella fase della maratona in cui la fatica comincia a modificare la meccanica di corsa.
Una Alphafly più fluida
Anche la tomaia rappresenta uno dei cambiamenti principali. La nuova Atomknit è stata progettata per offrire una calzata più precisa e contenitiva, con una costruzione senza cuciture, cavi nella zona mediale, elemento integrato nel tallone e sockliner sagomato.
La ZoomX LT viene utilizzata insieme alla ZoomX tradizionale e posizionata attorno alla Flyplate. Nike sostiene che la nuova schiuma sia fino al 17% più leggera della ZoomX standard, con un ritorno di energia superiore dell’8%. Il sistema è pensato per offrire una sensazione più morbida e reattiva.
Le due unità Air Zoom nell’avampiede lavorano insieme alla schiuma e alla piastra, mentre la particolare geometria della Flyplate mantiene quella sensazione di spinta caratteristica della famiglia Alphafly.
La Nike Alphafly 4 ha avuto un primo rilascio limitato il 17 settembre e sarà disponibile in maniera più ampia dal 29 ottobre prossimo.

Nike Swooshfly, l’ingresso nel mondo delle super shoes
La terza scarpa cambia ancora prospettiva. Nike Swooshfly nasce per chi si avvicina per la prima volta al mondo delle super scarpe, magari in occasione della prima maratona. Nike non la considera in realtà come una versione semplificata dei primi due modelli. Swooshfly è stata sviluppata come una piattaforma autonoma, con l’idea di combinare la sensazione di velocità tipica delle super shoes con una maggiore attenzione a comfort, stabilità e facilità di utilizzo.
Al centro troviamo la nuova schiuma Nike SkyX supercritical, affiancata da una Flyplate in fibra di carbonio progettata per essere più adattabile alle diverse andature. Secondo Nike, il sistema arriva a offrire fino al 16% in più di restituzione di energia rispetto alla Vaporfly 4, considerando una misura uomo 10.

Nike Swooshfly: comfort e sicurezza prima di tutto
La ricerca della velocità, in Swooshfly, passa anche dalla sensazione di sicurezza. La scarpa utilizza una forma più accomodante, una fascia nella zona mediale, lacci specifici per la gara e un contrafforte strutturato sul tallone. Il comfort viene completato da una soletta in schiuma supercritica, una linguetta morbida e un collarino imbottito. La tomaia utilizza invece il Vaporweave, materiale leggero e traslucido che contribuisce a caratterizzare anche esteticamente il modello.
Il battistrada utilizza una mescola in gomma a doppia composizione, con Goatek nell’avampiede, per concentrare trazione e durata nelle aree più sollecitate.
Swooshfly debutterà inizialmente in Cina nel febbraio 2027, prima di essere distribuita in tutto il mondo in primavera.
Tre scarpe, tre interpretazioni della gara
Il punto centrale del nuovo sistema Nike non è quindi stabilire quale delle tre scarpe sia la migliore in senso assoluto, ma differenziarle per ruolo. Nike Apex è stata concepita per il runner che cerca il limite della prestazione nella maratona e vuole sfruttare ogni possibilità offerta dalla tecnologia. Nike Alphafly 4 punta invece a rendere più accessibile e gestibile la velocità sulla lunga distanza, combinando propulsione, comfort e stabilità. Nike Swooshfly prova infine ad abbassare la barriera d’ingresso verso il mondo delle super scarpe, offrendo un approccio più rassicurante e versatile.

È una distinzione significativa perché fotografa un mercato delle scarpe da gara diventato sempre più articolato. Non esiste più soltanto la scarpa destinata agli atleti d’élite e quella per il runner amatore: esistono esperienze di gara differenti, determinate dal livello, dalla distanza, dall’obiettivo e anche dalla familiarità con questo tipo di tecnologia.
Dall’Air Zoom alla nuova generazione di super scarpe
Il filo conduttore dei tre modelli rimane la ricerca Nike sull’efficienza della corsa. Air Zoom, schiume evolute, piastre in fibra di carbonio e nuove geometrie vengono combinati in modo diverso per rispondere a esigenze differenti. È una strategia che affonda le proprie radici nella lunga storia delle scarpe da competizione Nike, dalle prime scarpe artigianali realizzate da Bill Bowerman fino alla generazione delle super shoe che ha cambiato il panorama della corsa su strada.
Oggi quella ricerca si traduce in un sistema più articolato. Nike Apex, Alphafly 4 e Swooshfly non rappresentano semplicemente tre nuove scarpe, ma tre modi diversi di interpretare il giorno della gara: inseguire il limite, cercare il proprio pb oppure affrontare per la prima volta una sfida ancora sconosciuta. Ed è proprio questa la scommessa del nuovo Race-Day System of Speed: trasformare la tecnologia in una scelta più personale, lasciando che sia l’obiettivo del runner a determinare quale esperienza portare sulla linea di partenza.

