Potrebbe essere più grave del previsto l’infortunio accusato questa mattina da Tigst Assefa nel finale della Maratona di Berlino, quella che l’ha vista trionfare ancora una volta sotto la Porta di Brandeburgo. L’etiope, medaglia d’argento olimpica nel 2024 e vicecampionessa mondiale nel 2025, ha conquistato per la terza volta la Berlin Marathon in 2h11’04”, ma ha visto sfumare il record del mondo a causa di un problema fisico accusato negli ultimi tre chilometri.
La 29enne etiope ha fatto segnare il terzo miglior tempo della storia sulla distanza dei 42 chilometri, conquistando una gara che aveva già vinto nel 2022 e nel 2023. La Assefa era in piena corsa per il record mondiale di 2h09’56”, stabilito dalla keniana Ruth Chepngetich alla Maratona di Chicago nell’ottobre 2024.
A pochi chilometri dal traguardo, però, la sua azione di corsa è improvvisamente cambiata. La falcata si è fatta più irregolare, la Assefa ha accusato un problema alla gamba destra e ha iniziato a rallentare vistosamente. È arrivata al traguardo zoppicando, riuscendo comunque a completare la gara e a conquistare la sua terza vittoria sulle strade di Berlino.
Assefa in ospedale subito dopo il traguardo
Dopo l’arrivo, l’etiope ha lasciato con difficoltà la zona del traguardo, appoggiando con cautela il piede destro a terra. Ad assisterla è stato anche il connazionale Haile Gebrselassie, leggenda della maratona, ex primatista mondiale e quattro volte vincitore della Maratona di Berlino tra il 2006 e il 2009. La Assefa non ha potuto partecipare nemmeno alla cerimonia di premiazione: mentre venivano consegnati i trofei, infatti, si trovava già sotto osservazione medica.

“È stata assistita immediatamente dai nostri medici. C’è un problema a un tendine e attualmente viene curata in ospedale”, ha spiegato il direttore della gara, Mark Milde, durante la conferenza stampa. Successivamente Milde ha precisato che il problema riguarda il tendine d’Achille della gamba destra, senza però fornire indicazioni sulla natura e sull’entità esatta della lesione.
Il dolore negli ultimi chilometri
Il problema era diventato evidente nella parte conclusiva della gara. Dopo una maratona corsa a un ritmo elevatissimo e senza apparenti segnali di difficoltà, Assefa ha iniziato a mostrare evidenti segni di dolore proprio quando il traguardo era ormai vicino. La sua espressione è cambiata, la falcata si è accorciata e il ritmo è crollato. Fino a quel momento, invece, l’etiope aveva corso con grande regolarità, mantenendo un passo che sembrava poterla portare verso il record mondiale.

Nelle ore successive alla gara sono circolate indiscrezioni sulla possibilità che l’infortunio potesse essere molto serio. Alcune voci hanno ipotizzato anche una possibile lesione parziale del tendine d’Achille. Si tratta, però, di informazioni che non sono state né confermate né smentite ufficialmente.
La cosa certa è che al 40° km Tigst Assefa era ancora proiettata verso un nuovo record mondiale. Poi la sfortuna le ha giocato un brutto scherzo.

