Close Menu
The Running ClubThe Running Club
  • Home
  • Recensioni
  • Scarpe
    • Adidas
    • Altra
    • Asics
    • Brooks
    • Diadora
    • Hoka
    • Joma
    • Kiprun
    • La Sportiva
    • Mizuno
    • New Balance
    • Nike
    • NNormal
    • On
    • Puma
    • Salomon
    • Saucony
    • Skechers
    • The North Face
    • Topo Athletic
    • Under Armour
    • X-Bionic
  • News
  • Allenamenti
  • Alimentazione
  • Gare
    • 5-10km su strada
    • Mezza maratona
    • Maratona e Ultra
    • Pista
    • Trail running
  • Sportwatch
  • Eventi
  • Trova la tua scarpa
I più popolari

Maratona olimpica Los Angeles 2028: qualificarsi sarà più difficile. I nuovi standard per i Mondiali 2027

22 Ottobre 2026

Maratona di Amsterdam: tre giorni con Mizuno per scoprire le nuove Hyperwarp Pure 2

22 Ottobre 2026

Forza e potenza nella corsa: come allenarle per migliorare le prestazioni e prevenire gli infortuni

21 Ottobre 2026
Facebook X (Twitter) Instagram TikTok YouTube RSS
Trending
  • Maratona olimpica Los Angeles 2028: qualificarsi sarà più difficile. I nuovi standard per i Mondiali 2027
  • Maratona di Amsterdam: tre giorni con Mizuno per scoprire le nuove Hyperwarp Pure 2
  • Forza e potenza nella corsa: come allenarle per migliorare le prestazioni e prevenire gli infortuni
  • Cos’è la cadenza nella corsa e come trovare quella ottimale
  • Rome Half Marathon, doppio record: 40 mila runner al via e primato del percorso di Filex Kibet
  • Recensione On Lightspray Cloudboom Strike 2, “odi et amo”: la super scarpa per la maratona senza stringhe
  • Come allenare la 10 km: i lavori che non possono mancare
  • Recuperare meglio dopo gli allenamenti intensi con Enervit Magic Cherry: a cosa serve e come funziona
Facebook Instagram YouTube RSS LinkedIn Telegram
The Running ClubThe Running Club
  • Home
  • Recensioni
  • Scarpe
    • Adidas
    • Altra
    • Asics
    • Brooks
    • Diadora
    • Hoka
    • Joma
    • Kiprun
    • La Sportiva
    • Mizuno
    • New Balance
    • Nike
    • NNormal
    • On
    • Puma
    • Salomon
    • Saucony
    • Skechers
    • The North Face
    • Topo Athletic
    • Under Armour
    • X-Bionic
  • News
  • Allenamenti

    Forza e potenza nella corsa: come allenarle per migliorare le prestazioni e prevenire gli infortuni

    21 Ottobre 2026

    Cos’è la cadenza nella corsa e come trovare quella ottimale

    20 Ottobre 2026

    Come allenare la 10 km: i lavori che non possono mancare

    18 Ottobre 2026

    Maratona, nutrizione e integrazione: come prepararsi ai 42K e recuperare al meglio

    10 Ottobre 2026

    Super scarpe con piastra in carbonio anche in allenamento: perché non sono sempre la scelta giusta

    8 Ottobre 2026
  • Alimentazione
  • Gare
    1. 5-10km su strada
    2. Mezza maratona
    3. Maratona e Ultra
    4. Pista
    5. Trail running
    6. View All

    Come allenare la 10 km: i lavori che non possono mancare

    18 Ottobre 2026

    Mondiali di corsa su strada 2026 a Copenaghen: il programma, gli italiani in gara e dove vederli in TV e streaming

    19 Settembre 2026

    Giro di Castelbuono, cento edizioni di storia: la corsa più antica d’Europa celebra un secolo di emozioni

    26 Luglio 2026

    Quando iniziare la preparazione per una 10 km, una mezza o una maratona da correre in autunno

    7 Luglio 2026

    Rome Half Marathon, doppio record: 40 mila runner al via e primato del percorso di Filex Kibet

    19 Ottobre 2026

    Rome Half Marathon 2026: 40 mila runner al via, da Porta Ardeatina al Colosseo

    17 Ottobre 2026

    Egnazia Half Marathon, il percorso: 21 chilometri tra mare, storia e ulivi secolari pugliesi

    7 Ottobre 2026

    Mondiali di corsa su strada 2026 a Copenaghen: il programma, gli italiani in gara e dove vederli in TV e streaming

    19 Settembre 2026

    Maratona olimpica Los Angeles 2028: qualificarsi sarà più difficile. I nuovi standard per i Mondiali 2027

    22 Ottobre 2026

    Maratona di Amsterdam: tre giorni con Mizuno per scoprire le nuove Hyperwarp Pure 2

    22 Ottobre 2026

    1 milione di euro per il record del mondo alla Maratona di Valencia

    14 Ottobre 2026

    Maratona di Chicago 2026: Amos Kipruto sorprende tutti, Hawi Feysa concede il bis

    11 Ottobre 2026

    Ultimate Championship: l’atletica diventa uno show

    5 Settembre 2026

    Prima giornata dei Campionati Italiani Assoluti di Atletica: tutto facile per Jacobs e Battocletti

    26 Luglio 2026

    Campionati Italiani Assoluti 2026: tutti per Jacobs e Battocletti. Il programma completo e dove vederli in TV e streaming

    25 Luglio 2026

    Josh Kerr, promessa mantenuta: impressionante record del mondo sul Miglio

    18 Luglio 2026

    Tor des Géants 2026: Zhao e Hartmuth nella storia del TOR330, Collè impresa nel TOR450

    17 Settembre 2026

    Tutto pronto per il Tor des Géants 2026: al via anche Franco Collé sui 450 km del Tor des Glacier

    12 Settembre 2026

    Intervista esclusiva a Vincent Bouillard: “Non sono il più veloce, ma so correre a lungo”

    24 Agosto 2026

    Finali UTMB 2026: tutto quello che c’è da sapere sull’evento più atteso del trail running mondiale

    23 Agosto 2026

    Maratona olimpica Los Angeles 2028: qualificarsi sarà più difficile. I nuovi standard per i Mondiali 2027

    22 Ottobre 2026

    Maratona di Amsterdam: tre giorni con Mizuno per scoprire le nuove Hyperwarp Pure 2

    22 Ottobre 2026

    Rome Half Marathon, doppio record: 40 mila runner al via e primato del percorso di Filex Kibet

    19 Ottobre 2026

    Come allenare la 10 km: i lavori che non possono mancare

    18 Ottobre 2026
  • Sportwatch
  • Eventi
  • Trova la tua scarpa
The Running ClubThe Running Club
Home » Cadenza vs lunghezza del passo: perché nella corsa è meglio aumentare la frequenza che forzare l’ampiezza
Allenamenti e tecnica

Cadenza vs lunghezza del passo: perché nella corsa è meglio aumentare la frequenza che forzare l’ampiezza

Allungare volontariamente la falcata non fa correre più veloce. Una cadenza più efficace migliora la tecnica, riduce le forze frenanti e rende la corsa più economica e sicura.
RedazioneBy Redazione23 Luglio 2026
Immagine TRC
Immagine TRC

Ogni runner, prima o poi, si pone una domanda curiosa: per andare più veloce bisogna fare passi più lunghi oppure passi più rapidi? La risposta è data della biomeccanica stessa: la velocità di corsa è il risultato della combinazione tra cadenza e lunghezza del passo. In altre parole, la velocità è il risultato dato dal numero di passi compiuti in un secondo moltiplicato per la distanza percorsa ad ogni passo.

Il punto fondamentale, però, è un altro. Cercare volontariamente di allungare il passo non è il modo migliore per aumentare la velocità. Al contrario, nella maggior parte dei casi porta a una corsa meno efficiente, più dispendiosa dal punto di vista energetico e potenzialmente più stressante per articolazioni e tendini.

Il mito del passo lungo

Molti runner sono convinti che gli atleti più veloci riescano a correre forte perché allungano volontariamente la falcata. La realtà, però, è esattamente l’opposto. Ma i corridori più evoluti non “spingono” il piede più avanti. Sono invece capaci di sviluppare una maggiore forza contro il terreno in tempi ridotti. Di conseguenza, il corpo viene proiettato naturalmente più lontano a ogni appoggio e la lunghezza del passo aumenta in modo spontaneo.

Corsa e salute del cervello: perché l’attività fisica migliora memoria, apprendimento e benessere mentale

In altre parole, una falcata più ampia rappresenta la conseguenza dell’aumento della velocità, non la sua causa. Cercare di ottenere lo stesso risultato semplicemente allungando il passo significa, di fatto, invertire il naturale rapporto di causa ed effetto.

Quando il passo diventa troppo lungo nasce l’overstriding

Il principale errore tecnico si chiama overstriding, ovvero l’atterraggio del piede troppo avanti rispetto al baricentro del corpo. Quando questo succede, il piede agisce come un freno. Invece di favorire la propulsione, una parte dell’energia viene utilizzata per rallentare il corpo prima di poterlo spingere nuovamente in avanti.

Le conseguenze sono numerose. Aumenta il tempo di contatto con il terreno, diminuisce l’efficacia della spinta e cresce il carico su ginocchia, anche e colonna vertebrale. Inoltre, si disperde una quantità maggiore di energia, rendendo la corsa meno economica e aumentando la fatica, soprattutto sulle lunghe distanze. Diversi studi hanno dimostrato che una falcata eccessivamente lunga è associata a un incremento delle forze frenanti e dei carichi articolari.

Perché una cadenza più elevata rende la corsa più efficiente

Una cadenza leggermente più elevata rappresenta, nella maggior parte dei casi, una strategia efficace per migliorare l’efficienza della corsa e può produrre benefici già dopo poche sedute di allenamento. Aumentando il numero di passi al minuto senza modificare la velocità di avanzamento, ogni appoggio diventa naturalmente più corto e controllato. Di conseguenza, il piede tende ad atterrare più vicino al centro di massa del corpo, evitando di finire troppo avanti rispetto al baricentro e riducendo così il rischio di overstriding.

Dalla mezza maratona alla 10K o alla maratona: come cambiare distanza senza ripartire da zero

Questo si traduce in una serie di vantaggi biomeccanici. Le forze frenanti diminuiscono, il tempo di contatto con il terreno si riduce e la fase di spinta diventa più efficace. Anche le oscillazioni verticali del corpo tendono a diminuire, consentendo di utilizzare meglio l’energia prodotta dai muscoli e di mantenere una corsa più fluida, reattiva ed economica. In pratica, il runner spreca meno energia per frenare e ripartire a ogni passo, riuscendo a mantenere la stessa velocità con un minor dispendio energetico e una sensazione di maggiore leggerezza.

Le evidenze scientifiche confermano questi effetti. Una revisione sistematica pubblicata sulla rivista Sports Medicine ha evidenziato che un incremento moderato della frequenza del passo, generalmente compreso tra il 5 e il 10% rispetto alla propria cadenza abituale, è associato a una riduzione di diversi parametri biomeccanici legati al sovraccarico di ginocchia e anche. Gli studi analizzati mostrano inoltre una diminuzione delle forze frenanti durante l’appoggio, un migliore allineamento del piede rispetto al corpo e una riduzione delle sollecitazioni articolari, fattori che contribuiscono sia a migliorare l’economia di corsa sia a ridurre il rischio di infortuni da sovraccarico.

Il mito dei 180 passi al minuto

Per molti anni il valore di 180 passi al minuto è stato considerato una sorta di riferimento ideale per tutti i runner. Con il tempo, però, la ricerca scientifica ha dimostrato che si tratta di una generalizzazione eccessiva. Questo numero nasce infatti dall’osservazione di alcuni atleti d’élite durante gare di alto livello e non può essere applicato indistintamente a tutti i corridori. La cadenza ottimale varia in funzione di numerosi fattori, tra cui la velocità di corsa, la statura, la lunghezza degli arti, la tecnica individuale, il livello di allenamento e persino l’esperienza del runner.

È quindi naturale che un corridore alto impegnato in un allenamento a ritmo tranquillo presenti una frequenza del passo diversa rispetto a quella di un professionista che gareggia sui 10 chilometri o sulla maratona. Per questo motivo gli specialisti della biomeccanica della corsa invitano a non inseguire un numero prestabilito, ma a individuare la propria cadenza naturale e, solo quando necessario, modificarla in modo graduale.

Mobilità articolare per il runner: perché può fare la differenza tra correre meglio, consumare meno energie e ridurre il rischio di infortuni

La lunghezza del passo deve essere una conseguenza dell’allenamento

Se allungare volontariamente la falcata non è la soluzione, come si può correre più velocemente? La risposta arriva ancora una volta dalla biomeccanica: per aumentare la velocità è necessario migliorare la capacità di produrre forza e di trasferirla in modo efficace al terreno. Più un runner riesce a imprimere una spinta potente e rapida a ogni appoggio, maggiore sarà la velocità raggiungibile senza alterare la naturale meccanica della corsa.

La lunghezza del passo, infatti, aumenta spontaneamente quando migliorano le qualità fisiche che determinano la prestazione. Una maggiore forza muscolare, una migliore potenza degli arti inferiori, una più elevata stiffness del complesso muscolo-tendineo e una tecnica di corsa più efficiente permettono al corpo di coprire una distanza maggiore a ogni appoggio senza dover ricorrere a movimenti forzati. Anche la capacità di applicare forza in direzione orizzontale, fondamentale nelle fasi di spinta, contribuisce a rendere la falcata più ampia in modo del tutto naturale.

Per sviluppare queste caratteristiche sono particolarmente efficaci gli allenamenti di forza in palestra, gli sprint, le accelerazioni, gli esercizi di tecnica di corsa e il lavoro pliometrico, che migliorano la reattività muscolare e la capacità di esprimere forza in tempi molto brevi. L’obiettivo non è insegnare al runner ad allungare il passo, ma renderlo più forte, più elastico e più efficiente: sarà il corpo stesso, come conseguenza dell’allenamento, a produrre una falcata più ampia quando la velocità aumenterà.

È proprio questo il principio che si osserva nei migliori specialisti della corsa. Come detto, gli atleti più veloci non cercano consapevolmente di fare passi più lunghi, ma sviluppano una spinta sempre più efficace e potente. La maggiore lunghezza della falcata è quindi il risultato di una migliore capacità di generare forza e non un gesto ricercato volontariamente. Proprio per questo motivo, chi desidera migliorare le proprie prestazioni dovrebbe concentrarsi sulla qualità dell’allenamento e della tecnica, lasciando che sia la velocità a determinare naturalmente l’ampiezza del passo.

Ho provato ad allenarmi con Simeon Birnbaum: ecco come adattare il suo workout per i 5000 metri

Tecnica ed efficienza vanno di pari passo

L’obiettivo della tecnica di corsa non è stravolgere il movimento naturale del runner né imporre uno stile uguale per tutti, ma renderlo più efficiente ed economico. Una buona tecnica consente infatti di sfruttare al meglio ogni appoggio, riducendo gli sprechi di energia e migliorando la capacità di trasformare la forza prodotta in avanzamento. Il risultato è una corsa più fluida, meno dispendiosa e più sostenibile, soprattutto sulle distanze medio-lunghe.

Per ottenere questo risultato è fondamentale mantenere una postura stabile e rilassata, appoggiare il piede il più vicino possibile al centro di massa, coordinare correttamente il movimento delle braccia e sviluppare una spinta efficace verso il terreno. In questo contesto anche la cadenza assume un ruolo importante: una frequenza del passo adeguata aiuta infatti a limitare l’overstriding, favorendo un appoggio più naturale e riducendo le forze frenanti. È un aspetto particolarmente rilevante per molti runner amatoriali, che nella ricerca di una maggiore velocità tendono inconsapevolmente ad allungare eccessivamente la falcata, finendo per rendere la corsa meno efficiente.

Le più recenti ricerche sulla biomeccanica della corsa concordano sul fatto che non esista una tecnica perfetta valida per ogni atleta. Ogni runner possiede infatti caratteristiche antropometriche, livelli di forza e schemi motori differenti, che influenzano il modo di correre. Esistono però alcuni principi condivisi che caratterizzano una corsa efficiente: limitare le forze frenanti durante l’appoggio, ridurre le oscillazioni inutili del corpo, ottimizzare il ritorno elastico del sistema muscolo-tendineo e favorire una propulsione continua. Più che inseguire un modello ideale, quindi, l’obiettivo dovrebbe essere quello di affinare la propria tecnica per correre in modo sempre più naturale, economico ed efficace.

ampiezza cadenza frequenza lunghezza passo overstriding ritmo velocità
Share. Facebook Twitter WhatsApp Email
Previous ArticleCorsa e salute del cervello: perché l’attività fisica migliora memoria, apprendimento e benessere mentale
Next Article Scarpe da running o trail per camminare in vacanza? Il nostro lungo cammino tra Milano e Como
Redazione
  • Website
  • Facebook
  • Instagram

Siamo runner e giornalisti appassionati di corsa. Su The Running Club parliamo di tutto quello che ruota intorno al mondo del podismo (scarpe, allenamenti, accessori, gare, atleti, storia) partendo dalla nostra esperienza per raccontare un mondo sempre più in movimento e in evoluzione. Perché... The Running Club è la casa dei runner!

Post Correlati

Forza e potenza nella corsa: come allenarle per migliorare le prestazioni e prevenire gli infortuni

21 Ottobre 2026

Cos’è la cadenza nella corsa e come trovare quella ottimale

20 Ottobre 2026

Come allenare la 10 km: i lavori che non possono mancare

18 Ottobre 2026
Seguici su
  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube
  • Soundcloud
  • Pinterest
  • LinkedIn
  • Telegram

Non perderti

Maratona olimpica Los Angeles 2028: qualificarsi sarà più difficile. I nuovi standard per i Mondiali 2027

Dario Marchini22 Ottobre 2026 Maratona e Ultra

Qualificarsi per la maratona olimpica di Los Angeles 2028 sarà ancora più difficile. World Athletics ha previsto una riduzione dei partecipanti da 80 a 70 atleti per ciascuna gara, con un sistema che combina standard cronometrici e ranking mondiale. I tempi ufficiali saranno comunicati a dicembre 2026, mentre il periodo di qualificazione si aprirà il 1° novembre.

Maratona di Amsterdam: tre giorni con Mizuno per scoprire le nuove Hyperwarp Pure 2

22 Ottobre 2026

Forza e potenza nella corsa: come allenarle per migliorare le prestazioni e prevenire gli infortuni

21 Ottobre 2026

Cos’è la cadenza nella corsa e come trovare quella ottimale

20 Ottobre 2026
Facebook Instagram YouTube LinkedIn Telegram
  • Home
  • I nostri autori
  • Redazione
  • PROTOCOLLI TEST SCARPE
  • Contattaci
  • Privacy e cookie policy
  • AI Policy
  • Pubblicità
  • Impostazioni cookie
© 1997 – 2026 – Hardware Upgrade S.r.l. P.iva: 02560740124
The Running Club è testata giornalistica registrata al tribunale di Varese, n. 6 del 05/07/2023. Iscrizione ROC n. 13366 – Ulteriori informazioni.
Per eventuali segnalazioni, inviare una mail all’indirizzo info@therunningclub.it

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.