Negli ultimi mesi ho avuto l’opportunità di mettere alla prova la Puma Deviate Nitro Elite 4 in diversi contesti, dagli allenamenti di qualità alle competizioni, ottenendo anche ottimi riscontri cronometrici. L’ho utilizzata alternandola principalmente alla Deviate Nitro 4 “standard” e alla Fast-R, con l’obiettivo di capire quale fosse il suo reale posizionamento all’interno della gamma racing di Puma.
Le impressioni sono state chiare fin da sbito: la Deviate Nitro Elite 4 è il perfetto equilibrio tra la versatilità della Deviate Nitro 4 e il carattere estremo della Fast-R. Offre una spinta e una reattività superiori rispetto alla versione standard, ma allo stesso tempo risulta molto più facile da gestire rispetto alla Fast-R. Proprio per questo potrebbe rappresentare la scelta ideale per un’ampia fascia di runner alla ricerca di una scarpa performante, ma non eccessivamente specialistica.
Dopo aver percorso circa 100 km tra allenamenti ad alta intensità e gare, è arrivato il momento di raccontarvi nel dettaglio come si è comportata e quali sono i suoi punti di forza e i suoi limiti.
Battistrada: 7
Il battistrada è uno degli elementi che cambia maggiormente rispetto alla precedente generazione. Puma mantiene l’ottima gomma PumaGrip, ma il disegno è stato completamente rivisto: gli intagli sono molto meno pronunciati, la superficie è decisamente più liscia e soprattutto è presente molta più intersuola esposta.
La prima sensazione potrebbe far pensare a una durata inferiore, ma nella pratica succede l’esatto contrario. Dopo circa 100 km il consumo è praticamente inesistente. Anche le zone dove l’intersuola rimane scoperta mostrano pochissimi segni di usura, mentre la gomma laterale si consuma davvero poco grazie alla base d’appoggio abbastanza ampia.
Dove qualcosa cambia è il grip. Su asfalto asciutto la tenuta rimane eccellente, mentre su sterrati compatti o pista bianca la scarpa perde qualcosa rispetto al modello precedente, risultando meno incisiva. Nulla di drammatico, ma se il percorso prevede diversi tratti fuori dall’asfalto preferirei la Deviate Nitro 4 tradizionale.

Intersuola: 8
L’intersuola utilizza ancora la schiuma Aliphatic TPU, materiale che continua a convincermi per capacità di risposta e durata nel tempo. Le geometrie rimangono racing con 40 mm nel tallone, 32 mm nell’avampiede e un drop di 8 mm, mentre la piastra in carbonio è stata rivista con una curvatura più accentuata che rende la transizione decisamente più aggressiva.
La parte inferiore della schiuma risulta leggermente più compatta rispetto a quella superiore, ma durante la corsa la sensazione è tutt’altro che rigida. L’ammortizzazione è morbida quanto basta e restituisce una spinta molto naturale. È una scarpa che invita continuamente ad aumentare il ritmo.
Tomaia: 8
Anche la tomaia è stata completamente riprogettata. La nuova tecnologia Ultraweave rende la scarpa molto più leggera e soprattutto decisamente più traspirante rispetto alla generazione precedente.

Personalmente avevo apprezzato molto la tomaia “plastificata” della prima Elite, ma questa nuova soluzione rappresenta un passo avanti sotto praticamente ogni aspetto: il piede viene avvolto con precisione senza essere costretto e la ventilazione durante le giornate più calde è davvero ottima. È una tomaia decisamente racing, ma allo stesso tempo confortevole.
Upper: 8
Se c’era un punto debole della precedente Deviate Nitro Elite era proprio l’upper. Puma lo ha completamente ripensato. La linguetta è sottile ma presenta un leggero strato di imbottitura nella zona del collo del piede, permettendo di stringere bene i lacci senza creare fastidi. I lacci racing zigrinati rimangono sempre in posizione e non tendono mai a slacciarsi durante la corsa.
Molto interessante anche il lavoro fatto sugli occhielli, tutti rinforzati per migliorare la durata della tomaia. Nella parte posteriore troviamo una piccola conchiglia tallonare accompagnata da inserti morbidi che evitano qualsiasi sfregamento sul tendine d’Achille. Non è una scarpa estremamente strutturata sul tallone, ma per chi ama un’impostazione racing rappresenta un ottimo compromesso.

Comfort 7
Per essere una super scarpa da gara, il comfort sorprende. La schiuma in TPU rende l’impatto decisamente più piacevole rispetto a molte concorrenti con mescole più rigide, mentre la nuova tomaia contribuisce a creare una calzata molto naturale.
Lo spazio sull’avampiede è ben studiato e non ho mai avuto punti di pressione o fastidi anche durante le gare più lunghe. Naturalmente rimane una scarpa pensata per correre forte, quindi non bisogna aspettarsi il comfort di una daily trainer, ma tra le scarpe racing è sicuramente una delle più comode che abbia provato.
Reattività 8
Qui emerge tutta l’anima racing della Puma Deviate Nitro Elite 4. La combinazione tra schiuma in Aliphatic TPU e piastra in carbonio molto incurvata crea una corsa estremamente fluida e naturale. La scarpa porta automaticamente verso un appoggio di avampiede e restituisce una sensazione di spinta continua.

Rispetto alla Fast-R risulta leggermente meno estrema e meno esplosiva, ma anche decisamente più gestibile. Se dovessi fare un paragone con altri modelli sul mercato, la sensazione di corsa ricorda molto quella delle Vaporfly: una scarpa veloce, fluida e capace di accompagnare il runner senza risultare troppo impegnativa. Una volta trovato il ritmo, sembra davvero voler correre da sola.
Peso: 8
Uno dei miglioramenti più evidenti riguarda il peso. La Deviate Nitro Elite 4 ferma la bilancia a circa 170 grammi, quasi 30 grammi in meno rispetto alla versione precedente. Una differenza che si percepisce immediatamente ai piedi.
Non è la scarpa più leggera presente sul mercato, ma ci va molto vicino e durante la corsa trasmette una sensazione di estrema leggerezza.

Durata :8
Uno degli aspetti più sorprendenti è probabilmente la durata. Dopo quasi 100 km il battistrada appare praticamente nuovo, la tomaia non presenta cedimenti e anche l’intersuola sembra aver mantenuto completamente le proprie caratteristiche.
L’Aliphatic TPU ha già dimostrato in passato di essere uno dei materiali più longevi presenti sul mercato e anche questa Elite 4 conferma quella sensazione. Secondo me può tranquillamente arrivare intorno ai 600 km mantenendo prestazioni molto elevate, un valore decisamente superiore alla media delle scarpe da gara.
Prezzo: 8
Il prezzo di listino è di 250 euro, circa 20 euro in più rispetto alla precedente Elite – guarda le migliori offerte nella nostra vetrina scarpe. Siamo perfettamente allineati con il mercato delle super shoes moderne: esistono modelli meno costosi ma anche scarpe che superano abbondantemente questa cifra.

Considerando qualità costruttiva, prestazioni e soprattutto durata, ritengo che il prezzo sia assolutamente coerente. Inoltre, costa sensibilmente meno della Fast-R, offrendo comunque prestazioni di altissimo livello.
Voto Finale: 7,7
La Puma Deviate Nitro Elite 4 non raggiunge l’estremismo della Fast-R, ma proprio per questo risulta molto più sfruttabile dalla maggior parte dei runner. È leggera, veloce, reattiva e sorprendentemente durevole, caratteristiche che la rendono una delle racing più interessanti oggi sul mercato.
La consiglierei soprattutto a runner con appoggio neutro e buona tecnica di corsa che vogliono affrontare gare dai 5 km fino alla mezza maratona. Per la maratona può essere una scelta eccellente, ma principalmente per atleti leggeri e con ritmi elevati (indicativamente sotto le 2h40′).
Se invece cercate una scarpa più protettiva o siete runner più pesanti, la Puma Deviate Nitro 4 rimane probabilmente la scelta migliore.
In definitiva, Puma ha realizzato una super scarpa estremamente equilibrata: veloce quanto basta per essere competitiva, ma sufficientemente gestibile da poter essere sfruttata davvero da tanti runner. Per me rappresenta uno dei modelli più riusciti dell’intera categoria delle scarpe da gara con piastra in carbonio.

