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Home » Nadia Battocletti, oro mondiale: l’Italia torna sul tetto del mondo nei 3000 metri indoor
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Nadia Battocletti, oro mondiale: l’Italia torna sul tetto del mondo nei 3000 metri indoor

Con un ultimo giro irresistibile, Nadia Battocletti domina i 3000 metri ai Mondiali indoor di Toruń, conquistando l’oro in 8’57”64.
Dario MarchiniBy Dario Marchini21 Marzo 2026
Nadia Battocletti (foto Grana/Fidal)
Nadia Battocletti (foto Grana/Fidal)

C’è un istante preciso in cui una gara smette di essere pura cronaca e si trasforma in storia. Nei 3000 metri dei Mondiali indoor questo istante ha coinciso con l’ultimo giro, quando Nadia Battocletti ha cambiato ritmo con una decisione quasi chirurgica. Un’accelerazione netta, pulita, che ha rotto gli equilibri di una finale tesa e affollata, trasformando una corsa nervosa nel preludio di un nuovo trionfo.

A Toruń, in Polonia, la mezzofondista trentina ha firmato un’altra impresa, conquistando la medaglia d’oro con il tempo di 8’57”64. Alle sue spalle sono arrivate la statunitense Emily Mackay in 8’58”12 e l’australiana Jessica Hull in 8’58”18. Un podio che ha riscritto gli equilibri del mezzofondo mondiale, perché le avversarie più attese — le etiopi — questa volta sono rimaste fuori dalla scena principale: Aleshign Baweke si è fermata al quarto posto e la campionessa uscente Freweyni Hailu è scivolata fino alla sesta posizione, complice una caduta nella parte centrale della gara. La regina, ora, parla italiano.

È stata una partita a scacchi corsa a ritmi irregolari, con un primo chilometro lento (3’15″06) che ha compattato il gruppo e aumentato la tensione nei cambi di posizione. A 1200 metri dal traguardo, il colpo di scena: un contatto ha messo a terra Hailu, favorita della vigilia, spintonata dopo una sequenza di urti che cha hanno coinvolto anche la Hull e la spagnola Marta Garcia, poi squalificata.
Nadia Battocletti, invece, è restata sempre fuori dai guai. Con una scelta tattica magistrale, ha trovato un varco interno quando mancavano 700 metri, prendendo la testa. Sembrava il preludio al sorpasso decisivo, ma la gara si è complicata ancora: a un giro e mezzo dalla fine, la Hull l’ha superata, formando un terzetto con la Mackay.

Zaynab Dosso, oro mondiale nei 60 metri indoor: il lampo azzurro illumina Toruń

A cento metri dal traguardo, prima dell’ultima curva, Nadia ha fatto la “Battocletti”. All’esterno, ha cambiato passo con una naturalezza devastante ed è rientrata al comando. Un allungo netto, pulito, potente. E in dieci secondi si è presa tutto: la testa, la pista, il titolo, la storia. Sul traguardo, le braccia che si sono aperte in un gesto tanto semplice quanto significativo. Una liberazione. Una certezza. Alle sue spalle, Mackay e Hull hanno potuto solo applaudire.

“StraordiNadia”: la continuità di un fenomeno

La vittoria di Toruń è l’ennesimo capitolo di un percorso impressionante. Dopo l’argento olimpico e mondiale dei 10.000, il bronzo iridato dei 5000, i titoli europei in pista, su strada e nel cross, Nadia Battocletti si è presa anche un Mondiale indoor alla sua prima partecipazione.

Con qualcosa in più: si tratta, infatti, della prima stagione in cui punta davvero alle gare al coperto. Il risultato è un oro che profuma di predestinazione, ma anche di lavoro meticoloso. A guidarla c’è il papà‑coach Giuliano, che la conosce meglio di chiunque altro e con cui Nadia forma una delle coppie atletiche più solide del panorama internazionale.

Tutto sui Mondiali di atletica indoor 2026: gli azzurri, il programma, le gare e dove vederle in TV e streaming

Una gara che mancava all’Europa da venticinque anni

L’oro nei 3000 metri indoor mancava a un’atleta europea dal 2001, quando a vincere fu la russa Olga Yegorova. Venticinque anni di dominio africano e oceanico cancellati con un colpo di coda italiano, in un contesto in cui non era affatto scontato emergere.

Nella finale c’era anche un’altra azzurra, Micol Majori, undicesima in 9’04″39 dopo aver avuto il coraggio di portarsi davanti per alcuni giri nella fase centrale. Un ruolo importante, che ha contribuito a rendere la gara più lineare per Nadia Battocletti nelle prime battute.

Per l’Italia, quello di Nadia è il secondo oro della rassegna dopo il trionfo di Andy Díaz nel salto triplo. Una nazionale in crescita, una generazione che sta riscrivendo ambizioni e prospettive del movimento azzurro.

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Dario Marchini
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“Designer per vocazione. Giornalista per scelta. Runner per passione”. Così amo riassumere la mia carriera professionale. Laureato in Design al Politecnico di Milano, ho iniziato a raccontare la mia passione per la corsa nel 2008 con il blog Corro Ergo Sum. Giornalista dal 2015, per undici anni ho lavorato nella redazione di Runner’s World Italia. Ho anche collaborato con diverse realtà nell’ambito dell’organizzazione di eventi podistici nazionali e internazionali come Milano Marathon, Abu Dhabi Marathon, Ras al Khaimah Half Marathon, DeeJay Ten, oltre ad essere stato per quattro anni Direttore Sportivo della Wings for Life World Run. Sono Presidente dell’Associazione Sportiva Corro Ergo Sum Runners e Tecnico Istruttore Fidal | Misure: altezza 177 cm, peso 66 kg, scarpe US 10,5 / EU 44,5 / 28,5cm | Velocità riferimento su 10K: 3'40" al km.

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