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Home » Endorphin Azura, l’intermedia senza piastra di Saucony. La nostra recensione dopo 150 km di corse…
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Endorphin Azura, l’intermedia senza piastra di Saucony. La nostra recensione dopo 150 km di corse…

Saucony Endorphin Azura ripropone lo spirito delle intermedie classiche: leggera, fluida e versatile, richiamando alla mente la tanto amata Kinvara.
Andrea SoffientiniBy Andrea Soffientini23 Marzo 2026
La nuova Saucony Endorphin Azura
La nuova Saucony Endorphin Azura

Quando si parla di scarpe intermedie senza piastra della gamma Saucony, la memoria corre subito alla Kinvara, un modello che per molti runner rappresenta un simbolo di un’epoca diversa, fatta di scarpe leggere, morbide e capaci di accompagnare qualsiasi tipo di allenamento. Per anni è stata la compagna ideale di sessioni veloci e gare, grazie al suo peso contenuto e a una natura reattiva e versatile che oggi appartiene più al ricordo che alle rotazioni quotidiane dei runner contemporanei.

Il mercato, con l’avvento delle super trainer, ha imposto nuove esigenze. La serie Endorphin, in particolare, ha segnato una svolta grazie alla Speed e alla sua piastra in nylon, diventata rapidamente un riferimento tra le scarpe polivalenti performanti. È in questo scenario che Saucony inserisce oggi un modello inedito, la Saucony Endorphin Azura, progettata per unire l’efficacia di una daily trainer brillante alla capacità di sostenere ritmi medio-veloci, mantenendo però un approccio più naturale e privo di piastra. Il suo target si colloca nello stesso segmento di modelli molto apprezzati come Adidas Evo SL, Puma Velocity Nitro 4 e New Balance Rebel v5.

L’abbiamo testata per i canonici 150 km, alternando corse lente e variazioni di ritmo per valutarne a fondo le caratteristiche.

Battistrada: 7,5

Il battistrada utilizza la gomma XT-900, una mescola proprietaria di Saucony caratterizzata da buona resistenza e trazione su asfalto. Le sezioni in gomma non coprono l’intera superficie e lasciano ampie zone dell’intersuola esposte, soprattutto nell’avampiede, dove il PWRRUN PB tende a segnarsi senza però riportare danni funzionali. Si tratta di un difetto esclusivamente estetico. La presa su superfici compatte è convincente, mentre perde un po’ di sicurezza su ghiaia e bagnato. La piattaforma molto larga, con 110 mm davanti e 90 mm sul tallone, contribuisce a una stabilità superiore alla media della categoria.

La nuova Saucony Endorphin Azura

Intersuola: 7,5

L’intersuola è realizzata in PWRRUN PB, la schiuma supercritica a base Peba che Saucony ha ormai consolidato nella sua gamma performance. In questa configurazione risulta meno morbida e meno esplosiva rispetto alle versioni utilizzate su Triumph o Endorphin Speed, ma si dimostra più solida e progressiva.

Lo stack è generoso, con 40 millimetri nel tallone e 32 nell’avampiede, per un drop di 8 millimetri, e regala una buona sensazione di sostegno. La tecnologia Speedroll svolge un ruolo fondamentale, grazie a un rocker marcato che facilita la transizione dal mesopiede all’avampiede, rendendo la corsa naturale e continua. L’insieme restituisce una sensazione di reattività controllata, piacevole soprattutto nei medi e nei progressivi, ma senza quel livello di morbidezza o brillantezza assoluta che ci si potrebbe aspettare.

Tomaia: 8

La tomaia richiama volutamente uno stile retrò, una scelta estetica che divide ma che si rivela efficace dal punto di vista funzionale.

La nuova Saucony Endorphin Azura

Il mesh è composto da due strati: il primo più traforato e morbido, il secondo più denso e resistente. Lungo entrambi i lati del piede sono presenti estesi inserti in PU e simil-pelle che conferiscono alla struttura una stabilità inusuale per una scarpa intermedia non piastrata. La calzata è confortevole e precisa, sebbene leggermente stretta nell’area del mignolo, condizione a cui devono prestare attenzione i runner con pianta larga. L’indicazione più sensata è quella di mantenere la propria taglia utilizzata nelle altre Saucony.

Upper: 7,5

L’upper include una linguetta sottile, in stile racing, con piccoli rinforzi nelle zone soggette a maggiore pressione. I lacci, piatti e leggermente elasticizzati, lavorano bene insieme agli occhielli rinforzati, favorendo un allacciamento saldo e confortevole.

Il tallone presenta una conchiglia rigida accompagnata da un ulteriore rinforzo esterno in PU, caratteristica che contribuisce in modo deciso alla sensazione generale di stabilità. Le imbottiture sono presenti ma senza eccessi, e durante il test è emerso solo un potenziale attrito nella parte alta del tendine per chi ha una particolare sensibilità in quella zona.

La nuova Saucony Endorphin Azura

Peso: 7,5

Con un peso rilevato di 246 grammi in taglia US 9,5, 240 grammi nella taglia di riferimento, la Azura non punta a competere sul terreno delle piuma-weight, soprattutto considerando i 40 millimetri di stack e la presenza di una struttura ben rinforzata. Nonostante ciò, la distribuzione della massa è equilibrata e la scarpa non appare mai pesante o impegnativa durante la corsa, mantenendosi efficace anche nei cambi di ritmo.

Comfort: 7,5

Il PWRRUN PB utilizzato in questa configurazione non ha la morbidezza di versioni più soffici e protettive, ma offre un buon equilibrio tra sostegno e reattività.

La nuova Saucony Endorphin Azura

La Endorphin Azura è una scarpa che permette di correre in modo fluido e naturale fin dai primi chilometri, rivelandosi adatta non solo ai lenti e ai medi, ma anche ai lunghi fino a 20–25 chilometri. Non raggiunge i livelli di comfort delle super trainer, ma rimane una calzatura piacevole e ben gestibile nelle uscite quotidiane.

Reattività: 7,5

La reattività è uno dei punti più interessanti della Saucony Endorphin Azura, soprattutto per una scarpa priva di piastra. La densità della schiuma e il rocker contribuiscono a una spinta naturale, efficace per i ritmi sostenuti ma non estremi.

Quando si scende intorno ai 3’30” al chilometro o si tenta di accelerare ulteriormente, la scarpa rivela i suoi limiti, diventando meno incisiva e leggermente macchinosa rispetto alle intermedie con piastra o alle super trainer moderne. Resta comunque una soluzione ideale per medi, fartlek e progressivi non esasperati.

La nuova Saucony Endorphin Azura

Durata massima stimata: 7,5

Uno degli aspetti che colpisce maggiormente è la resistenza nel tempo. Dopo 150 chilometri di test, la tomaia è risultata praticamente immutata, mostrando una robustezza superiore a molte concorrenti. L’intersuola non ha più manifestato i segni di deterioramento superficiale che in passato caratterizzavano il PWRRUN PB, mentre il battistrada ha riportato solo un’usura localizzata nelle zone esposte.

La durata stimata oscilla tra i 500 e i 600 chilometri, con possibilità concreta di superare anche questa soglia, rendendola una delle intermedie non piastrate più longeve.

La nuova Saucony Endorphin Azura

Rapporto qualità/prezzo: 7

Con un prezzo di listino di 160 euro, la Saucony Endorphin Azura si colloca nella fascia medio-alta del segmento, in linea con la New Balance Rebel V5 e leggermente sopra Puma Velocity Nitro 4 e Adidas Evo SL (guarda qui le migliori offerte nella nostra vetrina scarpe). Il costo è inferiore rispetto alla Endorphin Speed 5 e risulta giustificato dalla grande versatilità della scarpa.

Voto finale: 7,5

Il voto finale della Saucony Endorphin Azura è un risultato che premia la solidità generale del progetto. Non vuole rivoluzionare la categoria e non si propone come alternativa aggressiva alle scarpe con piastra, ma offre un pacchetto equilibrato, stabile e sorprendentemente versatile. È una scarpa che funziona bene in molte situazioni e che si presta a un’ampia gamma di runner, in particolare a chi supera i 75 chilogrammi o presenta una lieve tendenza alla pronazione, grazie alla piattaforma larga e al notevole lavoro strutturale laterale. Anche i ritmi ideali sono quelli medi, compresi tra 3’30” e 5’30” al chilometro, dove la combinazione tra PWRRUN PB e Speedroll garantisce una transizione fluida e una corsa naturale.

Saucony Endorphin Azura

Saucony Endorphin Azura

Scarpa per allenamenti di qualità

Non nasce per le gare o per gli allenamenti particolarmente veloci, nei quali mostra qualche limite e risulta meno brillante rispetto alle scarpe con piastra, ma rimane perfetta per i lenti, i medi, i fartlek e le uscite più dinamiche senza esasperare il passo. La si può utilizzare anche per lunghi fino a una ventina di chilometri, grazie a un comfort complessivo buono e a una stabilità superiore alla media delle intermedie attuali.

Il vero valore aggiunto della Azura è la sua polivalenza: è una scarpa da usare tutti i giorni, capace di accompagnare una grande varietà di allenamenti senza mostrare cedimenti, e con una durabilità molto alta, confermata anche dal test sul campo. Per chi desidera una intermedia dinamica, stabile e affidabile, senza ricorrere alle tecnologie a piastra, rappresenta una scelta concreta e sensata.

azura Endorphin prova recensione Saucony test
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Andrea Soffientini
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Allenatore, insegnante e bevitore di birra artigianale e Campari. Amo gli sport in generale in particolare la pallacanestro che ho praticato per anni con scarsissimi risultati. Amo l'atletica leggera in toto perché è uno sport di fatica e sacrifici ma che sono sempre ampiamente ripagati | Misure: altezza 17 5cm, peso 65 kg, scarpe US 9,5 / EU 43 / 27,5cm | Velocità riferimento sui 10K: 3'00" al km.

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