Diadora Corsa è una novità assoluta per il mercato e noi di The Running Club l’abbiamo subito testata per un totale di 180 km, mettendola alla prova in diverse condizioni e soprattutto su differenti ritmi di corsa.
La nuova Diadora Corsa nasce con l’idea di essere una scarpa capace di coprire una buona parte degli allenamenti del runner: abbastanza ammortizzata e protettiva per i chilometri quotidiani, ma anche sufficientemente dinamica per affrontare lavori più brillanti.
Il progetto si inserisce quindi nel segmento delle scarpe da allenamento performanti, quelle che cercano di trovare un equilibrio tra comfort e dinamismo senza ricorrere necessariamente all’utilizzo della piastra in carbonio.
Battistrada: 7
Il battistrada utilizza la tradizionale mescola Diadora in EVA Duratech 5000, estesa lungo buona parte della superficie della suola.
La prima cosa che abbiamo apprezzato è la versatilità del grip. La Corsa si comporta molto bene sull’asfalto asciutto, ma anche in condizioni di bagnato, dove la trazione rimane convincente. Dopo 180 km, tuttavia, il battistrada mostra già una certa usura, soprattutto nelle zone maggiormente sollecitate. Il dato positivo è che, nonostante il consumo visibile, non abbiamo riscontrato una perdita significativa delle caratteristiche di aderenza.
È quindi un battistrada efficace e affidabile, anche se la sua durata sarà probabilmente l’aspetto da monitorare maggiormente nel lungo periodo.

Intersuola: 8,5
Finalmente ci siamo. L’intersuola è realizzata in Anima N2, una schiuma in EVA supercritica che avevamo già visto sulla Atomo Star e che qui troviamo abbinata a una geometria completamente diversa. Le misure sono di 39 mm al tallone e 31 mm all’avampiede, con un drop di 8 mm.
La sensazione sotto il piede è una delle caratteristiche che ci ha convinto maggiormente: morbida, ma senza affondare eccessivamente. La scarpa riesce quindi a offrire un buon livello di comfort mantenendo una certa consistenza nella fase di appoggio.
Anche la geometria contribuisce a rendere la Corsa particolarmente interessante per chi atterra di mesopiede o di avampiede, con una transizione fluida e naturale. La soletta è rimovibile e presenta un buon livello di ammortizzazione, contribuendo ulteriormente al comfort generale della scarpa.

Tomaia: 8
La tomaia è realizzata in mesh ingegnerizzato, ben areato soprattutto nella zona anteriore. Sono presenti diversi rinforzi laterali e nella zona dell’avampiede, che contribuiscono al contenimento del piede senza compromettere eccessivamente la ventilazione.
Il punto che più ci ha colpito è però lo spazio disponibile anteriormente: la calzata è decisamente generosa. Per alcuni runner sarà un vantaggio importante, soprattutto sulle distanze più lunghe, quando il piede tende a gonfiarsi. Per altri potrebbe risultare addirittura un po’ troppo spaziosa. Nel complesso, comunque, la tomaia svolge bene il suo lavoro e mantiene il piede adeguatamente avvolto.

Upper: 8
La linguetta è piuttosto piatta e non eccessivamente imbottita, una scelta che contribuisce a mantenere contenuto il peso senza creare particolari pressioni sul dorso del piede. I lacci sono piatti e leggermente elasticizzati, caratteristica che permette di ottenere una buona regolazione della calzata.
Molto interessante la costruzione della zona posteriore. La conchiglia del tallone è molto rigida e strutturata, proteggendo e stabilizzando il tallone anche nella parte laterale. La parte superiore del collarino, invece, è più morbida e questo è un dettaglio che abbiamo particolarmente apprezzato: non crea sfregamenti fastidiosi sul tendine d’Achille e sulla parte alta del tallone.
Comfort: 8,5
Qui la Corsa convince davvero. È una scarpa comodissima, con un piacere di corsa che raggiunge livelli molto alti. L’intersuola morbida, la calzata generosa e la buona protezione rendono la sensazione al piede quasi quella di una coccola, ma senza trasformare la scarpa in un modello eccessivamente morbido o poco dinamico.

La Corsa riesce infatti a mantenere una buona restituzione di energia, rendendo piacevoli anche le uscite più lunghe. È uno di quei modelli che, una volta indossati, non fanno venire voglia di toglierli.
Reattività: 6,5
Questa è stata probabilmente la categoria sulla quale siamo stati più indecisi. Daily trainer o scarpa intermedia?Alla fine abbiamo deciso di inserirla tra le intermedie, anche se la Diadora Corsa rimane una scarpa molto versatile.
È una scarpa vivace, piacevole e capace di aumentare il ritmo senza problemi, ma non è una scarpa velocissima. Se fosse uscita prima dell’estate, avremmo detto che sarebbe stata una compagna perfetta per andare in vacanza: ottima per le corse lente, ma anche per lunghi più frizzanti, lavori al medio e tempo run e, perché no, anche per qualche ripetuta corta a ritmi non estremi.
Quando però si scende verso ritmi da 10 km o 5 km, emergono maggiormente i suoi limiti: la Corsa tende a diventare un po’ goffa e meno naturale, soprattutto rispetto a modelli specificamente progettati per la velocità.

Durata massima stimata: 7
Dopo 180 km, la tomaia si presenta ancora in ottime condizioni, con pochi segni evidenti di usura. Anche l’intersuola mostra un deterioramento molto contenuto e, sulla base di quanto osservato durante il test, riteniamo realistico aspettarsi 600-800 km di utilizzo senza particolari problemi.
Il nostro unico dubbio riguarda ancora una volta il battistrada, che dopo 180 km appare abbastanza consumato. Bisognerà quindi verificare come evolverà nei prossimi mesi, soprattutto per capire se il consumo iniziale si tradurrà effettivamente in una durata inferiore rispetto a quella dell’intersuola e della tomaia.
Peso: 7
La nostra Diadora Corsa nella taglia US 9.5 pesa 241 grammi (230 grammi nella taglia di riferimento). Un peso che consideriamo medio per una scarpa intermedia, mentre diventa decisamente interessante se la consideriamo una daily trainer.

Non siamo quindi davanti a una scarpa estremamente leggera, ma il peso viene ben mascherato durante la corsa grazie alla geometria e alla risposta dell’intersuola.
Rapporto qualità/prezzo: 7,5
Il prezzo di listino è di 160 euro – guarda qui le migliori offerte nella nostra vetrina scarpe. Una cifra interessante, anche se leggermente superiore rispetto ad alcuni competitor diretti.
La nostra impressione, però, è che la Corsa riesca a giustificare in buona parte questo prezzo grazie alla sua completezza: è più protettiva e, allo stesso tempo, più dinamica rispetto a molte classiche daily trainer.
Voto finale e conclusioni: 7,6
Dopo 180 km, la nostra impressione sulla Diadora Corsa è decisamente positiva. È una scarpa neutra, ma la sua piattaforma piuttosto ampia e la costruzione del tallone la rendono anche sufficientemente stabile e protettiva.
La consigliamo soprattutto agli atleti leggeri e svelti che cercano una daily trainer divertente, capace di accompagnare le corse quotidiane ma anche di regalare qualche soddisfazione quando il ritmo aumenta. Per runner con un peso superiore ai 75 kg, invece, la vediamo particolarmente bene come scarpa per gli allenamenti più svelti, piuttosto che come unica scarpa per tutti i giorni.
Il suo terreno ideale è quello delle corse lente, dei lunghi brillanti, dei medi e delle tempo run. Meno indicata, invece, quando l’obiettivo è correre forte sui ritmi tipici di 5 e 10 km.
La sua più grande qualità è probabilmente il piacere di corsa: morbida, ma non cedevole; protettiva, ma non statica; dinamica, ma senza diventare estrema.
Rispetto alle precedenti Frequenza e Nucleo, Diadora sembra aver trovato una formula più matura e completa. Per noi, ad oggi, è la migliore scarpa da running realizzata da Diadora.

