Close Menu
The Running ClubThe Running Club
  • Home
  • Recensioni
  • Scarpe
    • Adidas
    • Altra
    • Asics
    • Brooks
    • Diadora
    • Hoka
    • Kiprun
    • Mizuno
    • New Balance
    • Nike
    • NNormal
    • On
    • Puma
    • Salomon
    • Saucony
    • Topo
    • Under Armour
  • News
  • Allenamenti
  • Alimentazione
  • Gare
    • 5-10km su strada
    • Mezza maratona
    • Maratona e Ultra
    • Pista
    • Trail running
  • Sportwatch
  • Eventi
  • Trova la tua scarpa
I più popolari

Hoka Mach 7: un’intermedia classica, ma non troppo

14 Marzo 2026

Da “quanto” a “come”: la rivoluzione del sonno secondo Garmin

13 Marzo 2026

Mizuno Neo Cosmo: la porta di ingresso nell’universo Neo

13 Marzo 2026
Facebook X (Twitter) Instagram TikTok YouTube RSS
Trending
  • Hoka Mach 7: un’intermedia classica, ma non troppo
  • Da “quanto” a “come”: la rivoluzione del sonno secondo Garmin
  • Mizuno Neo Cosmo: la porta di ingresso nell’universo Neo
  • Eliud Kipchoge potrebbe diventare il primo runner a completare 8 Majors
  • Correre per mangiare o mangiare per correre? Il sottile equilibrio tra alimentazione e running
  • La prima super scarpa con piastra in carbonio: la Fila Silva Racer… del 1997!
  • Diadora Gara Carbon 3: la potenza è nulla senza controllo. La nostra recensione…
  • Jacob Kiplimo firma (di nuovo) il record del mondo di mezza maratona
Facebook Instagram YouTube RSS LinkedIn Telegram
The Running ClubThe Running Club
  • Home
  • Recensioni
  • Scarpe
    • Adidas
    • Altra
    • Asics
    • Brooks
    • Diadora
    • Hoka
    • Kiprun
    • Mizuno
    • New Balance
    • Nike
    • NNormal
    • On
    • Puma
    • Salomon
    • Saucony
    • Topo
    • Under Armour
  • News
  • Allenamenti

    Intervista a Massimo Magnani: “È il cronometro, molto spesso, a creare limiti e barriere”

    27 Febbraio 2026

    4 allenamenti per migliorare la velocità anche in inverno

    26 Febbraio 2026

    Correre in inverno: l’effetto del freddo sulla corsa

    5 Febbraio 2026

    Il riscaldamento prima della corsa: come e perché farlo

    29 Gennaio 2026

    Saltare il lunghissimo prima della maratona: rischi e vantaggi che non ti aspetti

    15 Novembre 2025
  • Alimentazione
  • Gare
    1. 5-10km su strada
    2. Mezza maratona
    3. Maratona e Ultra
    4. Pista
    5. Trail running
    6. View All

    Salomon New Shapers Run cambia passo e diventa anche 10K competitiva

    13 Febbraio 2026

    Campionati italiani 2026: 10K, mezza e maratona e il calendario completo delle gare di corsa su strada, pista, cross e montagna

    18 Gennaio 2026

    Ultima gara dell’anno: Capodanno a Londra alla Mizuno 5K Podium con la nuova Hyperwarp Élite

    3 Gennaio 2026

    Campionati Italiani di 10 km su strada a Francesco Guerra e Valentina Gemetto

    3 Novembre 2025

    Jacob Kiplimo firma (di nuovo) il record del mondo di mezza maratona

    8 Marzo 2026

    Alex Schwazer ritirato ai Campionati italiani di marcia

    8 Marzo 2026

    Il ritorno di Alex Schwazer a 41 anni ai campionati italiani di marcia

    6 Marzo 2026

    RomaOstia: nuovo primato maschile in 58 minuti netti

    1 Marzo 2026

    Capolavoro Iliass Aouani: nuovo record italiano di maratona in 2 ore e 4 minuti a Tokyo

    1 Marzo 2026

    Iliass Aouani sfida la Maratona di Tokyo

    28 Febbraio 2026

    Nasce European Marathon Classics, il circuito delle “majors” europee. C’è anche Roma!

    25 Febbraio 2026

    Super esordio di Elisa Palmero in maratona a Siviglia. Rebecca Lonedo si migliora di 4 minuti.

    15 Febbraio 2026

    Record italiano di Federico Riva nei 1500 indoor: “Esordio perfetto”

    9 Febbraio 2026

    Campionati italiani 2026: 10K, mezza e maratona e il calendario completo delle gare di corsa su strada, pista, cross e montagna

    18 Gennaio 2026

    3000 siepi, una disciplina dell’atletica nata tra cavalli e campanili

    16 Agosto 2025

    Ancora Federico Riva: nuovo record italiano sul miglio a Berlino

    27 Luglio 2025

    Campionati italiani 2026: 10K, mezza e maratona e il calendario completo delle gare di corsa su strada, pista, cross e montagna

    18 Gennaio 2026

    La Valle di Ledro incorona i campioni del Golden Trail World Series: trionfano Elhousine Elazzaoui e Madalina Florea

    12 Ottobre 2025

    Italia capitale mondiale del trail running: in scena la finale del Golden Trail World Series

    8 Ottobre 2025

    Italia ancora protagonista nell’ultima giornata dei Mondiali di Trail: bronzo della squadra maschile nell’Up&Down, argento per le giovani azzurre

    28 Settembre 2025

    Jacob Kiplimo firma (di nuovo) il record del mondo di mezza maratona

    8 Marzo 2026

    Alex Schwazer ritirato ai Campionati italiani di marcia

    8 Marzo 2026

    Il ritorno di Alex Schwazer a 41 anni ai campionati italiani di marcia

    6 Marzo 2026

    RomaOstia: nuovo primato maschile in 58 minuti netti

    1 Marzo 2026
  • Sportwatch
  • Eventi
  • Trova la tua scarpa
The Running ClubThe Running Club
Home » Omius, la fascia refrigerante per la testa usata da Kipchoge: cos’è, come funziona e perché provarla
Device e abbigliamento

Omius, la fascia refrigerante per la testa usata da Kipchoge: cos’è, come funziona e perché provarla

La fascia Omius è un dispositivo innovativo per il raffreddamento corporeo, progettato per migliorare le prestazioni atletiche in condizioni di caldo. Utilizza moduli in grafite porosa che, attivati con acqua, favoriscono l’evaporazione e abbassano la temperatura della pelle, aiutando la termoregolazione durante l’attività fisica intensa.
RedazioneBy Redazione17 Giugno 2025
fascia omius kipchoge
Eliud Kipchoge durante la maratona delle Olimpiadi di Parigi 2024 con la fascia per la testa Omius (foto Giancarlo Colombo)

Tra le immagini più iconiche le Olimpiadi di Parigi 2024, una in particolare ha catturato l’attenzione di appassionati e addetti ai lavori: la strana fascia che Eliud Kipchoge e Sifan Hassan indossavano durante la loro maratona. Quel particolare accessorio era una handband Omius, non un semplice accessorio estetico o pubblicitario ma, un dispositivo tecnologico pensato per migliorare le prestazioni degli atleti attraverso il controllo della temperatura corporea.

Cos’è la fascia per la testa Omius

La fascia refrigerante Omius nasce da un’intuizione di Gustavo Cadena, ingegnere fisico messicano, che nel 2013 aveva iniziato a studiare il problema del surriscaldamento corporeo durante l’attività fisica intensa. L’idea era semplice ma ambiziosa: creare un dispositivo indossabile che aiutasse il corpo umano a dissipare calore in modo più efficiente, sfruttando le proprietà termiche di materiali. Dopo anni di ricerca, test e diversi prototipi, è nata Omius, un’azienda con sede negli Stati Uniti con radici ben piantate nella scienza applicata.

La fascia refrigerante per la testa Omius (foto Omius)

Il cuore della tecnologia Omius è rappresentato dai cosiddetti “cooling pieces”, piccoli inserti in grafite porosa che vengono inseriti in una fascia e che, una volta attivati con acqua, favoriscono l’evaporazione del sudore e la dispersione del calore. Il principio è simile a quello del sudore umano, ma potenziato: l’acqua contenuta nei moduli evapora più rapidamente grazie alla struttura del materiale, abbassando la temperatura della pelle e, di conseguenza, quella del sangue che circola nei capillari superficiali della fronte.

Dalla teoria alla… strada

Il debutto mediatico della fascia Omius è avvenuto nel weekend della maratona olimpica di Parigi. Eliud Kipchoge, già due volte campione olimpico e simbolo della maratona, ha scelto di indossarla nella sua ultima apparizione olimpica. Sifan Hassan l’ha portata al traguardo, conquistando l’oro.
Ma non sono stati i soli a sfruttarne le proprietà rinfrescanti: anche Bashir Abdi, medaglia d’argento nella gara maschile, Hellen Obiri, bronzo nella femminile, e altri atleti come Daiana Ocampo e Brian Pintado l’hanno utilizzata. 

Idratazione e corsa: come e perché gestirla al meglio

Inizialmente, in molti hanno pensato si trattasse di un accessorio ornamentale o di una trovata pubblicitaria. Ma le prestazioni degli atleti e le testimonianze successive hanno raccontato un’altra storia. La fascia Omius non era solo un gadget, ma un alleato contro il caldo e l’umidità, due nemici con i quali tutti gli atleti hanno dovuto combattere, come accade ogni estate, durante le olimpiadi estive.

Come funziona davvero la fascia Omius

Il funzionamento della fascia Omius si basa su un principio fisico ben noto: l’evaporazione dell’acqua assorbe calore. Quando il sudore evapora dalla pelle, porta via con sé parte del calore corporeo. Tuttavia, in condizioni di alta umidità, questo processo si blocca: l’aria è già satura di vapore acqueo e il sudore non riesce a evaporare, restando sulla pelle e impedendo la termoregolazione naturale.

La fascia Omius interviene proprio qui. I suoi moduli in grafite porosa, una volta bagnati, accelerano l’evaporazione grazie alla loro struttura molecolare e alla grande superficie esposta. Questo permette di mantenere la pelle più fresca anche quando l’umidità è elevata.

Un altro atleta alle Olimpiadi di Parigi 2024 con la fascia Omius (foto Giancarlo Colombo)

Inoltre, la posizione sulla fronte non è casuale: è una delle zone più vascolarizzate del corpo, e raffreddarla significa abbassare la temperatura del sangue che circola verso il cervello, migliorando la lucidità mentale e la resistenza alla fatica (un po’ quello che accade quando si mette uno straccio imbevuto d’acqua fredda sulla fronte di chi ha la febbre molto alta).

Perché utilizzare la fascia Omius: benefici e applicazioni

I benefici della fascia Omius sono vari e vanno ben oltre la semplice sensazione di freschezza. Studi condotti su atleti professionisti e triatleti hanno dimostrato che l’uso della fascia può ridurre la temperatura corporea centrale fino a 1°C durante sforzi prolungati. Questo si traduce in una maggiore efficienza metabolica, una riduzione del rischio di colpi di calore e una migliore gestione dello sforzo.

Non è un caso che la fascia sia già ampiamente utilizzata nel mondo del triathlon – soprattutto Ironman – e del ciclismo, dove la gestione del calore è fondamentale. Ma anche per i runner amatoriali, soprattutto in estate o in climi tropicali, quando le temperature superano i 30°C e l’umidità è molto alta, può rappresentare un valido supporto. Non si tratta di un dispositivo miracoloso, ma di uno strumento scientificamente fondato che, se usato correttamente, può fare la differenza tra una gara finita in progressione e la crisi.

Le scarpe che hanno tradito Kipchoge

Quando e come utilizzare al meglio la fascia Omius

La fascia Omius dà il meglio di sé in condizioni di caldo umido, quando il corpo fatica a dissipare calore. È sufficiente bagnarla con acqua fresca prima della gara o dell’allenamento, e i moduli inizieranno a lavorare immediatamente. L’effetto dura circa 30-45 minuti, ma può essere prolungato semplicemente rinfrescandola con altra acqua – a differenza di quel che si possa pensare non deve essere messo in frigo o in freezer per migliorare le sue prestazioni.

È importante sottolineare che la fascia non sostituisce una corretta idratazione o una preparazione atletica adeguata (stesso discorso che vale per le super scarpe in carbonio). È un complemento, non una scorciatoia. Ma per chi gareggia in condizioni estreme, può rappresentare un vantaggio competitivo significativo.

Oltre lo sport: il futuro della tecnologia Omius

L’interesse suscitato dalla fascia Omius alle Olimpiadi ha aperto nuove prospettive anche al di fuori del mondo sportivo. Alcuni studi stanno valutando l’utilizzo della tecnologia in ambito militare, per i lavoratori esposti a temperature elevate (come vigili del fuoco o per gli operai in fonderia), e persino in ambito medico, per aiutare pazienti con problemi di termoregolazione.

La nuova visiera refrigerante per la testa Omius (foto Omius)

La sfida ora è rendere questa tecnologia accessibile e adattabile a diversi contesti. Omius ha già presentato diverse versioni della fascia, trasformata in cappellino o in visiera e sta già lavorando a nuove versioni del prodotto, più leggere, più economiche e con una maggiore durata dell’effetto refrigerante. Il futuro potrebbe vedere l’integrazione di sensori biometrici, per monitorare in tempo reale la temperatura corporea e regolare automaticamente il raffreddamento.

Se l’applicazione e il suo utilizzo non sembrano avere controindicazioni, quello che però potrebbe far storcere il naso ai runner amatoriali è il costo, decisamente oneroso: ad oggi, ancora di circa 200 euro.

cappellinio fascia hassan kipchoge omius visiera
Share. Facebook Twitter WhatsApp Email
Previous ArticleSuper scarpe: la rivoluzione Kiprun parte dalla KD900X LD+
Next Article RunCard 2.0: cosa cambia a partire dal 2026
Redazione
  • Website
  • Facebook
  • Instagram

Siamo runner e giornalisti appassionati di corsa. Su The Running Club parliamo di tutto quello che ruota intorno al mondo del podismo (scarpe, allenamenti, accessori, gare, atleti, storia) partendo dalla nostra esperienza per raccontare un mondo sempre più in movimento e in evoluzione. Perché... The Running Club è la casa dei runner!

Post Correlati

Da “quanto” a “come”: la rivoluzione del sonno secondo Garmin

13 Marzo 2026

Eliud Kipchoge potrebbe diventare il primo runner a completare 8 Majors

12 Marzo 2026

Stop a selfie e video in gara: il circuito Ironman fa scuola

1 Marzo 2026
Seguici su
  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube
  • Soundcloud
  • Pinterest
  • LinkedIn
  • Telegram

Non perderti

Hoka Mach 7: un’intermedia classica, ma non troppo

Dario Marchini14 Marzo 2026 Scarpe

La nuova HOKA Mach 7 rappresenta l’evoluzione di una delle scarpe più apprezzate per gli allenamenti veloci su strada. Mantiene l’anima reattiva della linea Mach, ma si rinnova con un design più essenziale, un peso ridotto e una tomaia ancora più traspirante.

Da “quanto” a “come”: la rivoluzione del sonno secondo Garmin

13 Marzo 2026

Mizuno Neo Cosmo: la porta di ingresso nell’universo Neo

13 Marzo 2026

Eliud Kipchoge potrebbe diventare il primo runner a completare 8 Majors

12 Marzo 2026
Facebook Instagram YouTube LinkedIn Telegram
  • Home
  • I nostri autori
  • Redazione
  • PROTOCOLLI TEST SCARPE
  • Contattaci
  • Privacy e cookie policy
  • Pubblicità
  • Impostazioni cookie
© 1997 – 2026 – Hardware Upgrade S.r.l. P.iva: 02560740124
The Running Club è testata giornalistica registrata al tribunale di Varese, n. 6 del 05/07/2023. Iscrizione ROC n. 13366 – Ulteriori informazioni.
Per eventuali segnalazioni, inviare una mail all’indirizzo info@therunningclub.it

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.