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Home » Correre con la pioggia
Device e abbigliamento

Correre con la pioggia

Paolo CorsiniBy Paolo Corsini15 Novembre 2024
correre pioggia
Foto iStock

Si può correre quando piove? Chiunque corra abitualmente avrà provato almeno una volta a correre mentre dal cielo cadono gocce più o meno grosse e insistenti di pioggia: se ne ricava una sensazione molto particolare, che il più delle volte viene poi apprezzata.

Per correre al meglio sotto la pioggia e rendere l’esperienza piacevole è però necessario seguire alcune regole, che il più delle volte sono frutto dell’esperienza personale. Partiamo con la premessa che non tutte le piogge sono uguali tra di loro. Se pensare di correre con una pioggerella leggera in assenza di vento, magari con una temperatura attorno ai 18°C, sembra essere semplice e forse gradevole anche a chi non ha mai provato questa condizione, ben diverso è immaginare di trovarsi nel bel mezzo di una pioggia insistente lontani da casa o da un riparo temporaneo.

In questo articolo e video vogliamo fornire alcune indicazioni di massima, frutto della personale esperienza di corsa, che possono essere utili quando si vuole correre sotto la pioggia.

Quanto sta piovendo

Per prima cosa, valutare quanto stia piovendo. Come già detto, si possono presentare condizioni molto diverse. Il mondo delle app meteo è molto variegato e assieme alle informazioni sulle previsioni orarie possiamo consultare i radar, in grado di stimare quanto e quanto intensamente una precipitazione possa interessare l’area nella quale si vuole correre.

Se la pioggia è prevista con intensità ridotta, in genere non ci sono problemi. Se invece la stima è quella di un repentino aumento nell’intensità delle precipitazioni oppure ancora si avvicina un temporale, è il caso di valutare se cambiare percorso, correndo magari più vicino a casa, oppure saltare del tutto l’uscita.

Pioggia e vento

Altro elemento da tenere in considerazione è la presenza o meno di forte vento, che potrebbe rendere le condizioni di corsa ancora più difficili, risultando essere un ostacolo addizionale assieme alla pioggia. Il vento ha l’aggravante di incrementare la percezione del freddo, soprattutto in presenza di forte pioggia, dato che gli indumenti saranno completamente bagnati.

Indossare il minimo indispensabile

Come vestirsi in caso di uscita sotto la pioggia? Il suggerimento è quello di coprirsi il meno possibile, in considerazione dell’intensità della pioggia, dato che comunque si finirà, presto o tardi, con l’avere tutti i vestiti completamente bagnati e, con intensità maggiore, zuppi di acqua.

Se la temperatura esterna lo permette è preferibile usare un paio di pantaloncini, che tendono ad assorbire poca acqua, mentre quella che andrà a cadere sulle gambe scivolerà via senza fermarsi.
Per la parte superiore meglio preferire un abbigliamento tecnico, senza abbondare con gli strati qualora la temperatura ambiente lo permetta. Muovendosi, infatti, il corpo andrà a generare calore che tenderà a restare aderente al corpo anche con abbigliamento completamente bagnato. L’importante, in questi casi, è continuare a correre evitando di fermarsi per non raffreddarsi.

Tutti i trucchi per correre (anche) con il freddo

Giacca antipioggia, si o no?

L’utilizzo di una giacca antipioggia è legata all’abbondanza di pioggia: se ridotta se ne può benissimo fare a meno, mentre diventa obbligatoria se la pioggia è insistente. Per quanto caratterizzato da materiali tecnici un giacchino antipioggia non farà miracoli: dopo un po’, l’abbigliamento sottostante risulterà comunque bagnato, a causa del sudore. Una giacca antipioggia però proteggerà però dal vento, evitando che il calore dissipato dal corpo con la corsa si vada a disperdere nell’ambiente portando al raffreddamento.

Consiglio di utilizzare una giacca antipioggia tecnica evitando i vecchi K-way, non in grado di fornire un’adeguata traspirabilità. Per quanto riguarda lo spessore, ne esistono di tutti i tipi: meglio sempre optare sempre per il più leggero a disposizione in funzione dell’intensità della pioggia e della temperatura ambiente.

Per quanto molto popolari, personalmente sconsiglio di utilizzare giacche smanicate a gilet dato che lasciano esposte le braccia, arti che durante il movimento della corsa tendono a generare un quantitativo di calore minimo. Non sono come le gambe che spingono e per questo motivo è bene tenerle coperte per evitare problemi di raffreddamento, soprattutto nelle uscite più lunghe.

Sempre un cappellino in testa

Quando piove sono solito calzare un cappellino con visiera, non in cotone perché si andrebbe a inzuppare, optando per modelli in materiale sintetico e leggero. Lo utilizzo anche sotto il cappuccio della giacca antipioggia dato che la visiera è in grado di protegge gli occhi dalle gocce, evitandone il contatto e quindi di perdere qualità visiva.

Run visible, correre al buio in sicurezza

Scegliere per bene il percorso

Se con poca pioggia è possibile optare comunque per i tradizionali percorsi di allenamento, in presenza di precipitazioni intense, o correndo dopo che ha piovuto a lungo, è consigliabile adottare alcuni cambiamenti evitando quei percorsi che con la pioggia possono essere meno sicuri.

Stare lontani dalle strade trafficate, optando per le piste ciclabili o per zone isolate come i quartieri industriali delle città. Allo stesso modo meglio rinunciare alla corsa lungo tratti sterrati, sia per scivolosità del fondo sia per la presenza di pozze più o meno grandi.

Quali scarpe utilizzare quando piove

Quali scarpe è meglio utilizzare con la pioggia? Se le precipitazioni sono leggere il rischio che si inzuppino sono ridotte, soprattutto se si corre su un percorso senza pozzanghere. In questo caso, qualsiasi modello in rotazione va bene, a condizione che il grip del battistrada sia buono.

Se la pioggia è intensa, meglio rinunciare alle daily trainer tradizionali, dato che per loro natura sono dotate di una tomaia spessa e di punti di protezione che tendono a inzupparsi trattenendo maggiormente l’acqua, optando per due differenti scenari. Nel primo l’utilizzo di un paio di scarpe leggere, che siano intermedie da allenamento o da gara poco importa, dotate di una tomaia molto sottile: queste tipologie di scarpe tendono a non assorbire l’acqua in virtù della costruzione e la tomaia molto leggera e traspirante aiuta ad espellere in modo naturale l’acqua.

L’opzione alternativa è quella di utilizzare scarpe specificamente pensate per le uscite sotto la pioggia, ad esempio in Gore-Tex, che le rende idrorepellenti e in grado di lasciare asciutto il piede. Per questi modelli, spesso versioni specifiche di tradizionali daily trainer, i produttori implementano soluzioni specifiche per la linguetta così da evitare che l’acqua possa entrare dall’alto all’interno della scarpa.

Come raggiungere il tuo personal best (anche) a 50 anni

Per quanto riguarda le calze il consiglio è quello di adottare un calzino poco spesso, in grado quindi di catturare meno acqua e non appesantirsi troppo durante la corsa.

Cosa fare subito dopo un allenamento sotto la pioggia

Dopo aver corso con pioggia abbondante ci si ritroverà completamente zuppi d’acqua.
Se l’arrivo è previsto a casa o in un ambiente provvisto di spogliatoio, è consigliabile ripararsi immediatamente al coperto e cambiarsi completamente, magari approfittando di una doccia calda. Se invece ci si deve mettere subito alla guida, prima meglio cambiarsi completamente anche se la distanza dalla doccia è a pochi chilometri. Non facendolo i vestiti bagnati continuerebbero a far diminuire la temperatura corporea, con tutte le conseguenze del caso.

Correre o non correre con molta pioggia

Correre anche con la pioggia non è sempre necessario. Se si preferisce non uscire ad allenarsi sono quattro le possibili alternative, la prima delle quali è quella di optare per una corsa su tapis roulant. Opzione simile è quella di una pedalata su cicloergometro, o sui rulli, un allenamento differente rispetto alla corsa ma comunque allenante dal punto di vista aerobico. La terza opzione è quella di optare per un allenamento di cross training o potenziamento in palestra, pratica che dovrebbe essere abituale per ogni genere di podista.

Ultima opzione a disposizione? Semplice, scegliere di non allenarsi e usare il tempo dedicato alla corsa per altre attività a nullo, o quasi, impatto fisico. Del resto è risaputo che il recupero e il riposo siano ingredienti di successo in qualsiasi piano di allenamento.

ABC delle scarpe: come lavare le scarpe da corsa

Come asciugare le scarpe da corsa bagnate

Dopo essersi asciugati e cambiati non resta da prendersi cura delle proprie scarpe da corsa, che saranno sporche e bagnate. Il consiglio è quello di metterle in un ambiente non umido, adeguatamente areato, rimuovendo la soletta per facilitarne l’asciugatura naturale. Per accelerare il processo è possibile riempirle utilizzando carta di giornale per assorbire l’umidità più rapidamente.

Evitare di mettere le scarpe in prossimità di fonti di calore dirette come caloriferi, stufe, camini o asciugatrici, dato che il calore eccessivo e non controllato rischierebbe di rovinarne la struttura. Al limite, per chi volesse, è possibile utilizzare uno di quegli accessori per l’asciugatura delle scarpe, che grazie ad un getto d’aria a temperatura di poco superiore a quella ambiente permettono di ottenere scarpe pronte all’uso dopo alcune decine di minuti.

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Paolo Corsini
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Ho scoperto la corsa relativamente tardi ma da subito è diventata perno della mia vita. Corro perché mi piace, perché allenarsi per una gara dando il meglio di se stessi è avvincente ma soprattutto perché è uno spazio di libertà che ogni giorno coltivo. Papà di Gabriele e Giorgia, appassionato di tecnologia, amante dei viaggi, frequent flyer per necessità, EV enthusiast. Direttore di Hardware Upgrade e di The Running Club. Gara preferita: la distanza regina, la Maratona. Rigorosamente da scrivere in maiuscolo: è una signora molto irascibile con chi non le porta il dovuto rispetto | Misure: altezza 170 cm, peso 62 kg, scarpe US 8 / 41 EU / 26 cm | Velocità riferimento su 10K: 4'00" al km.

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