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Home » Recensione Suunto Race 2: un’evoluzione concreta
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Recensione Suunto Race 2: un’evoluzione concreta

Display AMOLED, autonomia elevata e sensore cardio migliorato sensibilmente, ora più preciso rispetto alla generazione precedente. Convincente l’autonomia, adatta anche a competizioni di lunga durata, e la gestione delle mappe, pratica e personalizzabile tramite app.
Paolo CorsiniBy Paolo Corsini15 Maggio 2026
Il nuovo Suunto Race 2
Il nuovo Suunto Race 2

La gamma di smartwatch proposta da Suunto agli appassionati di sport coniuga la solida tradizione del marchio finlandese con un ricco pacchetto di funzionalità accessorie, progettate per rispondere in modo efficace alle esigenze di chi pratica attività all’aria aperta. Tra i modelli più recenti spiccano tre soluzioni pensate per tipologie di utenti ben distinte, capaci di coprire un ampio spettro di utilizzi.

Il Suunto Run rappresenta il modello di ingresso della famiglia ed è stato sviluppato principalmente per i runner che si allenano su strada, senza però rinunciare alla possibilità di cimentarsi anche in discipline sportive complementari. Si tratta di una soluzione equilibrata e versatile, di cui abbiamo già avuto modo di approfondire prestazioni e caratteristiche in una recensione completa dedicata.

Al centro di questa analisi – e di questo articolo – troviamo invece il Suunto Race 2, un dispositivo più evoluto rispetto a Suunto Run, caratterizzato da una dotazione funzionale più ampia e da una costruzione premium. Tra i suoi punti di forza spicca il display di grandi dimensioni, pensato per garantire una lettura immediata dei dati anche durante l’attività. La struttura robusta lo rende particolarmente adatto a tutte le discipline outdoor, offrendo affidabilità anche nelle condizioni più impegnative.

Il Suunto Vertical 2 riprende la qualità costruttiva del Suunto Race 2, arricchendola con funzionalità specifiche dedicate alla corsa in natura. Per fare un paragone immediato, all’interno della gamma Suunto il Vertical si colloca in una posizione analoga a quella della serie Fenix nel catalogo Garmin, diventando così il punto di riferimento per gli appassionati di attività outdoor più avanzate.

Nel corso delle mie prove ho utilizzato a lungo il Suunto Race 2 sia durante gli allenamenti sia in gara, affiancandolo a uno smartwatch di riferimento e a una fascia cardio da petto. Questo approccio mi ha permesso di monitorare in modo accurato il comportamento del sensore ottico integrato, valutandone precisione e affidabilità in diverse condizioni d’uso.

Suunto Race 2: costruzione

Suunto Race 2, come il nome lascia facilmente intendere, è la seconda generazione di prodotto; rispetto al modello che sostituisce adotta uno schermo di dimensioni maggiorate sino a 1,5 pollici di diametro contro i precedenti 1,43 pollici, con un diametro della cassa invariato in 49mm e una risoluzione di 466×466 pixel. Lo schermo è di tipo AMOLED, con una luminosità massima che raggiunge di 2.000 nits: la copertura è in cristallo zaffiro per maggiore robustezza mentre non cambia il cinturino che è da 22mm di larghezza e può essere facilmente sostituito.

Suunto ha implementato 3 pulsanti nella parte destra dello chassis, con quello al centro che opera come corona digitale e quindi permette di scorrere all’interno dei differenti menu. Lo schermo è di tipo touchscreen, permettendo di interagire con le varie funzioni anche senza dover premere sui pulsanti per quanto sia sempre preferibile, durante l’attività sportiva, servirsi di questi ultimi.

La ricarica delle batterie avviene attraverso il caricatore proprietario, che si connette magneticamente alla parte inferiore dell’orologio allineando automaticamente i punti di ricarica. All’altra estremità integra un connettore USB Type-C, da collegare ad un PC oppure ad un alimentatore da parete.

Lo chassis è in poliammide rinforzata con fibra di vetro mentre la corona viene fornita in due differenti versioni: la prima è in acciaio inossidabile (la versione che abbiamo provato), con un costo d’acquisto di 499 euro, mentre la seconda è in titanio con un costo che sale a 599 euro ferme restando tutte le altre funzionalità.

Suunto dichiara i seguenti dati di autonomia con batteria:

  • Uso quotidiano: modalità smartwatch fino a 18 giorni
  • Uso quotidiano: solo modalità standby fino a 30 giorni
  • Allenamento: modalità GNSS tutti i sistemi + multi-banda fino a 55 h
  • Allenamento: modalità GNSS tutti i sistemi + banda singola fino a 65 h
  • Allenamento: modalità GNSS a risparmio energetico fino a 200 h
  • Allenamento: promesse di batteria per tutte le modalità 55 h / 65 h / 90 h / 200 h

La mia esperienza d’uso con smartwatch collegato allo smartphone per le notifiche, schermata con display always on di giorno, cardio h24 e almeno 1 ora di attività sportiva all’aperto con GPS attivo mi ha visto ricaricare le batterie indicativamente ogni 6-7 giorni, con un tempo di ricarica al 100% che ha richiesto poco più di 1 ora di tempo per venir completato. Prendendo come riferimento una giornata tipo, ho registrato un consumo del 13% della batteria in 24 ore indossando costantemente l’orologio al polso ed eseguendo una uscita di corsa da circa 130 minuti di durata.

Suunto Race 2: interfaccia e attività sportive

La schermata principale riporta, nelle impostazioni di default, varie metriche legate sia al quantitativo di attività sportiva svolto nelle ultime 4 settimane sia alla condizione di salute. Attraverso uno swipe sullo schermo verso l’alto si ha accesso rapido al menu delle differenti attività sportive, mentre con uno swipe verso il basso a quello dei differenti widget.

Partiamo da questi ultimi: come noto i widget sono piccolo programmi che riportano informazioni su specifiche funzioni, selezionabili e configurabili individualmente in base alle nostre preferenze individuali. Sono presenti funzionalità come la frequenza cardiaca, l’HRV, il livello di saturazione dell’ossigeno, il numero di passi e di gradini fatti nella giornata, il riposo notturno, le metriche di recupero e di condizione fisica e via discorrendo.

E’ possibile visualizzare le notifiche provenienti dal nostro smartphone ma non rispondere direttamente da smartwatch; non sono presenti funzionalità di pagamento via NFC ed è possibile controllare la riproduzione della musica eseguita dallo smartphone. Suunto non ha implementato una funzione di riproduzione della musica offline, tanto con tracce MP3 precaricate nella memoria del dispositivo come con la sincronizzazione attraverso sistemi di streaming audio.

Il menu delle attività sportive permette di selezionare oltre 100 differenti discipline sportive, per ciascuna delle quali configurare un menu specifico con dati e metriche che possono essere visualizzate in tempo reale.

Una volta entrati in uno dei menu sportivi, in questo caso quello della corsa, potremo configurare alcuni parametri specifici: il tipo di sistema di navigazione (breadcrumb, punti d’interesse, itinerario, rotta, percorso da seguire oppure bussola), l’abilitazione delle SuuntoPlus App (al massimo 2 per tipo di attività) e la selezione di alcune delle opzioni di allenamento accessorie come ad esempio la misurazione a fine sessione della frequenza cardiaca di recupero.

Suunto Race 2 permette di abbinare più sensori esterni per tipologia: ad esempio, due distinte fasce cardio. Durante l’uso se ne può utilizzare una soltanto ma è interessante che sia ora possibile averne memorizzate più di una per tipologia.

Una volta avviata la sessione sportiva sarà possibile visualizzare differenti parametri raccolti in un massimo di 4 schermate, ciascuna con un massimo di 7 campi che possono essere mostrati, con una schermata addizionale che è quella per il timer. La selezione delle specifiche voci avviene interagendo con la APP Suunto, con un processo di configurazione e personalizzazione che è molto pratico e intuitivo.

Al termine di ogni sessione si ottiene una schermata con tutte le metriche di sintesi, dati che sono ovviamente accessibili anche direttamente dalla App Suunto via smartphone. Tra le metriche Suunto riporta anche quelle di livello di recupero dall’allenamento o TSB (Training Stress Balance), livello di progressi nell’allenamento o CTL (Chronic Training Load) e livello di affaticamento nell’allenamento o ATL: sono state sviluppate in collaborazione con TrainingPeaks.

Suunto Race 2 integra la gestione delle mappe, implementate dall’azienda in un modo molto intuitivo: possono essere scaricate sullo smartwatch oltre che sullo smartphone per nazione o per regione, limitando in questo caso la quantità di informazioni memorizzate solo a quelle che riteniamo essere necessarie per il nostro utilizzo specifico.

L’ecosistema Suunto

Oltre che dallo smartwatch, i dati rilevati durante l’esecuzione delle nostre attività sportive oltre che le metriche della nostra condizione fisica possono essere visualizzate direttamente dalla APP Suunto. L’azienda non fornisce più un’interfaccia via browser web, avendo optato per la sola APP come via di accesso.

Oltre alle metriche delle differenti attività svolte troviamo riportate anche informazioni legate al nostro andamento fisico, grazie alle quali avere un quadro ancora più completo della nostra condizione fisica. Rimane sempre valido il suggerimento, quando si acquista un prodotto di questo tipo, di indossarlo tutto il giorno, notte compresa, e non solo durante lo svolgimento dell’attività sportiva: in questo modo lo smartwatch registrerà indicazioni precise sulla nostra condizione atletica, oltre sulla capacità di gestire lo sforzo degli allenamenti attraverso riposo e recupero.

Le metriche più interessanti, sviluppate anche grazie alla collaborazione con TrainingPeaks, sono proprio queste ultime:

  • HRV di recupero
  • carico di lavoro settimanale o TSS (calcolato sui giorni della settimana in corso, non come somma degli ultimi 7 giorni sequenziali)
  • risorse disponibili (una metrica simile a quella che Garmin indica come body battery nei propri prodotti smartwatch)
  • livello di recupero dall’allenamento o TSB (Training Stress Balance)
  • livello di progressi nell’allenamento o CTL (Chronic Training Load)
  • livello di affaticamento nell’allenamento o ATL
  • stima del VO2 Max

Sensore ottico: buona precisione

In Suunto Race 2 l’azienda è intervenuta aggiornando rispetto a Suunto Race il sensore ottico, nell’ottica di migliorarne la qualità delle rilevazioni. Ho come sempre faccio testato il comportamento di questo sensore ottico indossando in ogni sessione di allenamento un secondo smartwatch, il modello Garmin Forerunner 970 collegato ad una fascia cardio da petto Garmn HRM600 oppure ad una fascia cardio da braccio Coros.

Il primo grafico è quello di una sessione di allenamento in pista con 5 ripetute sui 1.000 metri, intervallate da 2 minuti di recupero camminando. Questo è il tipo di allenamento che mette tipicamente in crisi un sensore cardio ottico da polso e in effetti possiamo notare alcune incertezze nelle rilevazioni di Suunto Race 2, soprattutto nella prima fase di recupero e a metà della terza ripetuta. Nel complesso il quadro che ne emerge è comunque ampiamente positivo, visto che quetso è lo scenario in generale peggiore per questa tipologia di rilevazioni.

Decisamente meglio il grafico di una sessione di allenamento al medio in pista di 10 km; in questo caso notiamo come la frequenza cardiaca aumenti in modo lineare lungo l’allenamento, con piccole variazioni in alcuni momento che non invalidano il quadro complessivo.

Molto bene anche questa sessione di corsa lunga di 25 km, con segmenti condotti a ritmi diversi e alcune soste lungo il tragitto . L’andamento rilevato da Suunto Race 2 è pressoché sovrapponibile a quello della fascia cardio da petto Garmin, con differenze di qualche battito che possono di fatto essere pressoché trascurate.

A chiudere l’analisi una uscita di corsa lenta, con alcuni passaggi a ritmi più veloci, di 19bkm: anche in questo caso troviamo un comportamento speculare tra fascia da petto e orologio al polso, con differenze complessivamente limitate che visto il ritmo di corsa non vanno a invalidare il risultato.

Nelle precedenti generazioni gli smartwatch Suunto non hanno mai particolarmente brillato per la qualità delle tracce cardiache fornite. Le novità implementate in Suunto Race 2 hanno decisamente cambiato il quadro complessivo, con rilevazioni cardio che sono allineate alle migliori proposte presenti sul mercato.

Suunto Race 2: potenza al polso e segnale GPS

Tra le metriche registrate da Suunto Race 2 troviamo anche la potenza di corsa, valore che come abbiamo avuto modo di ricordare in altre recensioni di prodotti simili deve essere preso quale riferimento non come parametro assoluto ma relativo.

Nel confronto con Forerunner 970 abbinato ad una fascia cardio notiamo una certa uniformità nelle rilevazioni, con un divario in termini assoluti ma una cirva relativa che è pressoché sovrapponibile tra i due smartwatch.

La qualità del segnale GPS registrato da Suunto Race 2 è sempre stata molto valida, per quanto abbia sempre riscontrato una indicazione finale della distanza percorsa sempre leggermente inferiore a quella dell’altro sportwatch indossato quale riferimento. Il divario è molto contenuto nel complesso, con l’esempio di poco più di 110 metri nella 50km di Romagna dello scorso 25 aprile o sempre 100-150 metri in uscite di allenamento di 20 km circa: analizzando le tracce nel dettaglio non si notano errori particolari nei grafici pertanto questi divari rientrano complessivamente nei margini di errore tipici dei dispositivi GPS.

Suunto Race 2 in sintesi

Con la seconda generazione di Suunto Race l’azienda finlandese propone sul mercato uno smartwatch di fascia alta molto completo, pensato per gli appassionati di sport all’aria aperta che cercano un prodotto completo e dall’impatto estetico al polso decisamente importante.

Suunto Race 2 è un orologio che non passa di certo inosservato grazie ad un display da 1,5 pollici di diagonale e a un design molto elegante che possiamo considerare un po’ un punto d’incontro tra i modelli destinati specificamente alla corsa, come lo è quello Run in casa Suunto, e le proposte di fascia più alta dedicate all’outdoor e a chi corre sui sentieri.

Tutto questo ad un listino che parte da 499 euro, una cifra non elevata in assoluto in questa categoria di prodotti tenendo conto delle funzionalità complessive a disposizione. Il prezzo sale a 599 euro per la versione con corona che da acciaio inossidabile viene costruita in titanio.

La tabella seguente riassume le caratteristiche tecniche di Suunto Race 2, sia in termini di costruzione meccanica sia di funzionalità operative:

ModelloSuunto Race 2
diametro cassa1,5 pollici
risoluzione466×466 pixel
tipologia schermoAMOLED
schermo touchsi
finitura schermocristallo zaffiro
materiale cassapoliammide rinforzata con fibra di vetro
corona in acciaio inossidabile o titanio
resistenza all’acqua100 metri
cinturinosilicone; 22mm larghezza
connettivitàBluetooth – WiFI
memoria interna32 GB
satellitiGPS, GLONASS, Galileo, Beidou, QZSS
GNSS chipsetdual frequency, tutti i satelliti
navigazione breadcrumb, mappe, PDI
cartografiasi
microfonono
altoparlanteno
altimetro barometricosi
termometrosi
sensore cardio otticosi
supporto riproduzione musicariproduzione musica solo offline
HRVsi
rilevazione stresssi
analisi del sonnosi
luce supplementaresi, con display no LED dedicato
pagamento cashlessno

Del Suunto Race 2 colpisce innanzitutto la completezza delle informazioni fornite, accompagnata da un display AMOLED di grande qualità, con una diagonale di ben 1,5 pollici. A questo si affianca un ecosistema maturo e coerente, chiaramente progettato per rispondere in modo puntuale alle esigenze degli appassionati di sport, in particolare di chi pratica attività all’aria aperta.

Tra i punti di forza più evidenti emerge anche la qualità delle rilevazioni del sensore cardio ottico, finalmente all’altezza delle principali alternative presenti sul mercato. Si tratta di un miglioramento significativo, soprattutto se si considera che la prima versione del Race aveva mostrato alcune criticità in termini di precisione del segnale, criticità su cui l’azienda aveva promesso interventi mirati. Molto convincente anche l’autonomia della batteria, capace di accompagnare senza difficoltà anche le competizioni più impegnative, come ultramaratone e Ironman full, garantendo affidabilità lungo tutta la durata dell’attività.
La gestione della cartografia rappresenta un altro elemento particolarmente riuscito. Attraverso l’app è possibile scaricare mappe relative a singole aree, regioni oppure interi Paesi, caricando sul dispositivo esclusivamente i contenuti realmente utili. Questo approccio si traduce in una gestione pratica ed efficiente delle risorse.

Resta tuttavia un limite nell’attuale ecosistema software di Suunto, ovvero l’assenza del supporto alla musica, sia in streaming sia tramite file MP3 memorizzati sull’orologio. Si tratta di una mancanza che potrebbe essere colmata in futuro attraverso aggiornamenti firmware, anche alla luce della presenza del marchio nel settore delle cuffie dedicate allo sport.

Per quanto riguarda il prezzo, il Suunto Race 2 parte da 499 euro per la versione con corona in acciaio inox, arrivando a 599 euro per quella in titanio. In entrambi i casi la cassa è realizzata in poliammide rinforzata con fibra di vetro, una scelta che consente di ottenere un equilibrio efficace tra leggerezza e robustezza. Il posizionamento di listino risulta particolarmente interessante se confrontato con il principale concorrente diretto, ovvero il Garmin Forerunner 570. Quest’ultimo, pur offrendo funzionalità come la gestione della musica e i pagamenti NFC, è privo di cartografia integrata. Dispone inoltre di un display AMOLED di qualità comparabile, ma con dimensioni inferiori, ed è proposto a un prezzo di 549 euro, collocandosi esattamente a metà strada tra le due varianti del Suunto Race 2.

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Paolo Corsini
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Ho scoperto la corsa relativamente tardi ma da subito è diventata perno della mia vita. Corro perché mi piace, perché allenarsi per una gara dando il meglio di se stessi è avvincente ma soprattutto perché è uno spazio di libertà che ogni giorno coltivo. Papà di Gabriele e Giorgia, appassionato di tecnologia, amante dei viaggi, frequent flyer per necessità, EV enthusiast. Direttore di Hardware Upgrade e di The Running Club. Gara preferita: la distanza regina, la Maratona. Rigorosamente da scrivere in maiuscolo: è una signora molto irascibile con chi non le porta il dovuto rispetto - Misure: altezza 170cm, peso 62kg, scarpe US8/EU41EU/26cm. Velocità riferimento su 10K: 4'00" al km.

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