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Hai concluso la tua maratona e ti stai chiedendo quale sarà il prossimo obiettivo? La preparazione per i 42 chilometri costruisce una solida base aerobica che può essere sfruttata per affrontare con successo anche la mezza maratona e la 10K. Riducendo progressivamente il chilometraggio e aumentando la qualità degli allenamenti, è possibile ritrovare velocità e brillantezza senza perdere la resistenza acquisita.

La preparazione per una mezza maratona può diventare il punto di partenza per affrontare nuove distanze senza ricominciare da zero. Chi vuole passare alla 10 km può sfruttare la resistenza costruita sui 21 km, recuperare dopo la gara e lavorare su velocità, soglia e ritmo specifico. Chi guarda invece alla maratona deve ampliare progressivamente la base aerobica, aumentando volume, lunghi e capacità di gestire alimentazione e fatica.

Le dichiarazioni del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, che propone di spostare maratone e mezze maratone fuori dai centri delle grandi città per valorizzare borghi e aree interne, hanno subito acceso gli animi. Alla proposta ha replicato Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi di Roma Capitale, ricordando come la Maratona di Roma rappresenti un modello di turismo sportivo capace di generare un importante indotto economico.

L’autunno è la stagione delle grandi corse su strada, ma i risultati si costruiscono molto prima. Dalla 10 km alla maratona, ogni distanza richiede tempi di preparazione diversi e una pianificazione precisa. Il vero nodo, però, è uno: l’estate. È nei mesi più caldi che si costruisce la base aerobica, si accumulano chilometri e si gettano le fondamenta della stagione autunnale.

La squalifica di Kibiwott Kandie incide una profonda ferita nel mondo dell’atletica. Il keniano, ex primatista mondiale della mezza maratona e ancora oggi terzo uomo più veloce di sempre sulla distanza, è stato fermato per violazioni antidoping legate al rifiuto di sottoporsi a un controllo e alla successiva alterazione della procedura.

La Mezza Maratona d’Italia – Memorial Enzo Ferrari torna nel 2026 con un’edizione che segna un deciso cambio di passo dopo le difficoltà organizzative dello scorso anno. La prima edizione, pur ricca di entusiasmo e partecipazione, si era conclusa tra medaglie esaurite, acqua insufficiente e ritardi nella consegna delle borse, alimentando critiche sui social.

Le ripetute con recupero attivo rappresentano una delle metodologie più efficaci e spesso fraintese nell’allenamento per la corsa su strada. Lontane dall’idea classica di prove veloci intervallate da recuperi lenti o passivi, queste sedute si basano su un principio diverso: mantenere alta l’intensità anche nella fase di recupero, correndo a ritmo gara o leggermente più lento.